Saturday, October 1, 2016

Vietnam - Hoi An

One of the best kept historical sites in Vietnam is Hoi An, a testimony of a glorious colonial past and, since 1999, UNESCO world heritage site.

This town was one of the country’s main ports in the past, and was heavily influenced by the French presence. The old town is well preserved, restricted to traffic, all original buildings are now turned into shops and cafes where hordes of tourists each years go and buy souvenirs from. Every street of the old town, every corner is picture perfect, flowers and vines decorate all facades, lanterns inside and outside. Colourful fabrics are on display, handicrafts and roasted coffee beans lure visitors, on the river are kayaks manoeuvred by old people in stray hats. Even the rotten-looking brown waters of the river were perfect next to the lush green vegetation and the white grey clouds in the blue sky.

I could finally see a sunset, I mean while watching the sun go down…the Vietnam coast is on the East, which means the sun sets on the opposite side, somewhere behind the mountains. But this particular time of the year, this particular location along the river, which runs west to east, allowed all us to rejoice of the mystical experience. Even more so, because the day I was in Hoi An was a special day, it was the day of the harvest moon festival. This year in particular there was even a super moon! No better chance to be right there right then.

The old ritual of thanking the gods and praising them for the good harvest during the autumn full moon is a tradition of many buddhist societies. In occasion of this special celebration, people make paper lanterns that are later let float on the river. The touching atmosphere gets even more magical and mysterious in Hoi An, where public illumination is switched off, so that the only lights guiding people are the moon (if visible through the clouds) and the shops and restaurants.

These days, since Hoi An receives increasing numbers of tourists each year, its has become a habit of celebrating the full moon every month. It actually works, because hotel bookings increase in the days around the full moon, restaurants make more money, the city cashes more money. Yes, in fact, many of the attractions, like museums, gardens, temples and special landmarks impose an entrance fee, in addition to the fee all visitors entering the ancient town site (except those staying at hotels there) have to pay. On this note, I don’t understand why people would want to pay for crossing a bridge…so, there is this Japanese covered bridge, something vaguely reminding of the covered bridges in Venice, which is the most photographed attraction in Hoi An. It is pretty, OK. But, I mean….pay to walk through it? Doesn’t taking a picture of it from _outside_ make more sense? Whatever.

Not only Hoi An is famous for its architecture and history, but also for being the best place where to get tailored clothes. Half of the shops in the old town are dressmakers, they showcase a huge selection of fabrics and expert tailors can renovate your wardrobe in a few days for a very cheap price.

Hoi An was just a stone’s throw away from our (my friends and I, remember?) temporary beach residence. So close that it actually made sense to rent a motorbike for a day. I could have gone by bicycle also, but the ones we got from the house were in no conditions to carry us along a trafficked and dark road. By all means, deciding on a moped was the best thing ever, but we worried a little. When we arrived in Hoi An, we just parked along a road, next to other parked motorbikes. Sure of our whereabouts, when we went back in the evening to get our rented wheels, in the place of all the motorbikes were souvenir stands. We concluded the police had taken our bike and so we were f*cked as we didn’t know how to handle the situation when, trying to communicate with the women sitting behind their stands, we learned that the bike had just been moved to another place, so that people could set up their selling booths. Phewwww!

Getting out of the city center was another adventure per se, but we survived and returned having collected another bunch of great experiences for the day.

*************

Uno dei siti storici meglio tenuti in Vietnam e’ Hoi An, una testimonianza vivente di un glorioso passato coloniale e, dal 1999, un sito UNESCO.

Questa citta era uno dei porti principali del paese in passato, ed e’ stato influenzato pesantemente dalla presenza francese. La citta vecchia e’ ben conservata, senza traffico, e tutti gli edifici originali sono ora negozi o caffe dove orde di turisti si riversano ogni giorno a comprare di tutto. Ogni via della citta vecchia, ogni angolo e’ da cartolina, anche le acque scure del fiume erano perfette quando accostate al verde della vegetazione e al grigio perla delle nuvole.

Finalmente ho anche potuto vedere un tramonto, col sole proprio che cala…la costa del Vietnam e’ a est, il che significa che il tramonto e’ da qualche parte dietro le montagne nella direzione opposta. Pero’, questo periodo in particolare, questa posizione particolare del fiume che corre da ovest a est, hanno fatto si che tutti noi si potesse godere dell’esperienza mistica del tramonto. Ancora meglio, il giorno che mi sono recata a Hoi An era quello della festa della luna piena. Quindi non ci poteva andare meglio.

Il rito antico di ringraziare gli dei per il buon raccolto in occasione della luna piena di settembre (inizio di autunno) e’ una tradizione di molte società buddiste. Per questa speciale occasione la gente prepara lanterne di carta che poi vengono abbandonate a galleggiare sul fiume. L’atmosfera particolare e’ resa ancora più magica e misteriosa a Hoi An perché l’illuminazione pubblica viene spenta, cosi che le sole luci a guidare i visitatori sono la luna (se visibile tra le nuvole) e i ristoranti lungo al fiume.

Ormai, visto che Hoi An vede il numero di turisti aumentare di anno in anno, la cosa di celebrare per l’arrivo della luna piena e’ diventata un appuntamento mensile. E funziona visto che nei giorni intorno alla festa aumentano le prenotazioni per alberghi, i ristoranti e i negozi incassano di piu. Tra le altre cose, varie attrazioni tipo musei, giardini templi e altri punti importanti si possono visitare solo a pagamento, oltre a dover gia pagare una sorta di tassa di ingresso alla citta vecchia. Su questo argomento, ora, dico, ma perché mai uno dovrebbe pagare per attraversare un ponte? Allora, c’e’ questo ponte coperto giapponese, una specie di ponte dei sospiri, che e’ penso la cosa più fotografata di Hoi An. Va bene, e’ bello, si…ma pagare per attraversarlo? Non ha più senso fare una foto del ponte dall’esterno? Vabbe’…

Ma Hoi An non e’ solo famosa per la sua storia e l’architettura, e’ anche famosa per avere un grandissimo numero di laboratori sartoriali dove si scelgono le stoffe, si decide sui modelli e per pochi soldi ci si può rifare il guardaroba in un paio di giorni.

Io e i miei amici stavamo a un passo da questa citta, al che abbiamo ben pensato di andarci e di visitarla in motorino. E’ stata una grande idea, ma anche una che ci ha dato una piccola strizza. Infatti, quando siamo arrivati a Hoi An abbiamo semplicemente parcheggiato li dove avevamo visto altri motorini, su un marciapiede. Memorizziamo il posto e poi andiamo. A fine serata, quando siamo ritornati, al posto dei motorini c’erano bancarelle. Con le mani ai capelli abbiamo subito pensato che la polizia avesse sequestrato il nostro solo mezzo per rientrare e quindi abbiamo iniziato a sudare freddo, ma poi conversando in qualche modo con le donne della bancarella abbiamo capito che avevano spostato il nostro scooter da un’altra parte. Meno male!


Un’altra avventura in se e’ stato uscire dal centro, ma siamo sopravvissuti e possiamo dire di aver collezionato un bel po’ di esperienze quel giorno.













No comments:

Post a Comment