Sunday, November 17, 2013

Short day, long ride, bad mood


Ad un fine settimana perfetto prima o poi segue un fine settimana che di perfetto ha veramente poco. 

Pervasa da un certo malessere, malumore forse, ho passato un fine settimana così così. Sapete, no, quando si dice che se qualcosa può andare storto lo farà? Ecco…

Il venerdì vado a letto sul tardino, essendo stata in giro a sbevazzare coi colleghi. Non dormo bene durante la notte, al che il sabato mattina non mi vede di buon umore. Proprio no. Voglio comunque approfittare del poco sole che in inverno scalda il salotto di casa, esco sul presto per una corsa lungo il fiume e mi fermo dopo 3KM per evitare la distruzione dei miei organi interni, torno a casa. Faccio una confusione madornale per un pranzo a cui dovrei partecipare, pensando di essere una dei tanti partecipanti mentre invece ero la sola invitata….avrò capito male quando ci si stava organizzando. Pazienza, non e' un delitto portare più torte del necessario, no? Di dolcezza non e' mai morto nessuno…Perdo il treno, vado col successivo. E' già oltre mezzogiorno, in ritardo maledetto. La mia coincidenza e' in ritardo, ma porc…..e sto li a pensare che, ma porc…., con una giornata di sole così uno si deve sbobbare ore e ore di treno per potersi permettere qualche ora di svago con gli amici…ecchecc….nel frattempo, il tipo seduto alla mia sinistra sembra abbia un singhiozzo cronico (o forse rutta), mentre quello alla mia destra puzza. E giù altri tre porchi….

Almeno il pomeriggio procede benissimo, pranzo casereccio con Ale e Maki e gioco con Giulia e Ettore (quest'ultimo e' il cane di famiglia). Lasciata la residenza dei miei amici, di nuovo il malessere mi invade. Gli amici contattati in precedenza nella speranza di poter organizzare una bevuta in centro a Tokyo non rispondono, sono stanca, sono di umore nero, alla fin fine vado a casa. Meglio così.

Stesso copione la domenica. Altra mattina di sole, sprecata visto che per via di quello strano malumore che ancora non mi lascia andare non metto il piede fuori dal letto fino a giorno inoltrato. Poi penso che sarebbe meglio andare da qualche parte, forse un parco, sedermi su una panca al sole, osservare le foglie rosse che cadono dagli alberi. Ecco, forse si che mi riprendo. Ma guarda, ho dei libri che devo rivendere….piano della giornata: esci, vai a Shirokanedai, vendi i libri, compra altri libri, vai al parco li vicino, passa qualche ora li a leggere fino a che la temperatura mite lo consente.

Bene. Esco, con uno zaino carico di una ventina di libri (che a sapere prima che mi avrebbero dato solo 400 miseri yen per tutti avrei ben preferito darli via, ma porc…. che mi fa pure male la schiena….porc!!!), direzione negozio di libri. Di nuovo in treno, avendo già perso la mattina a casa senza nessun motivo, vaffan…, arrivo a Shirokanedai per constatare che il negozio e' chiuso per rinnovo locali. Ma porc…..va bene, calma, respiro, posso sempre andare al parco, devo sfruttare la giornata (a quel punto sono già le 13). Solo che il parco e' chiuso….altri porchi…..a questo punto del percorso sono già arrivata a Meguro (a piedi), e mi dirigo a Gotanda (in treno) per tentare la sorte al negozio di libri li. In tutto questo lo zaino e' sempre sulle mie spalle, sempre con tutti i libri dentro. Arrivo a Gotanda e finalmente mi libero del fardello solo per realizzare che vendere sti libri non ne valeva proprio la pena….invece di sfruttare le ore diurne per catturare gli ultimi sprazzi di sole, perdo un milione di anni a cercare nuovi libri da leggere. Esco con il carico di libri dimezzato, ma pur sempre sulle spalle, e finalmente decido di tornare a casa. Stanca, irritata visto che non ho fatto nulla di diverso dal viaggiare in treno e perdere ore chiusa dentro un negozio, spero che un bel piatto di frutta (gelato di mirtilli e avocado su uva bianca, arancia e banana a pezzi) mi tiri su e poi vado di nuovo per la mia corsa lungo il fiume prima che faccia buio. Ovviamente mi sento male e devo interrompere la corsa dopo 2KM. Ma porc…….

Il fatto e' che le giornate sono troppo brevi, i viaggi in treno troppo lunghi, le decisioni troppo sbagliate, e in queste condizioni lo spirito non ne trae benefici. Abbiate pazienza.

Mi premio con una cena a base di torta salata, verdure e gamberi, e questa si che mi e' venuta perfetta. Tutto e' bene quel che finisce bene. 

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To a perfect weekend sooner or later a not so perfect one follows.

Pervaded by a certain unease, bad mood maybe, I spent a weekend that was so so. You know, they say that if something can go worse, it will. Yeah? That's right.

I go to bed quite late on Friday, as I was out and about drinking with colleagues (aka the minions). At night, I don't sleep well so that Saturday doesn't see me that well. No, really. Still, I want to make good use of the little sunlight and I go for a run by the river but I have to stop after 3KM as I feel my own organs are going to self-destruct, so I go back home. I misunderstand the lunch plans for the day, believing that as being one of many I could just drop by a little later than the fixed time, and I buy some more time to find desserts to bring. I was the only invited…damn…oh, well, bringing more cakes than necessary is not a crime, right? No one, to my knowledge, has died for an excess of sweetness. I miss my train -fukk, have to catch the next one, I am terribly late -fukk. My connection is also delayed due to some accident -fukk, and it gets me thinking why on earth one should slop hours and hours commuting in order to catch up with friends in such a fine day…..whatthehell….meanwhile, on the train, the guy on my left has got some serious burping issues while the one on my right stinks -fukk,fukk,fukk.

Well, at least, once I reach Maki and Ale's house everything goes wonderfully, we have a great homey meal and some play time with Giulia and Ettore (the latter being the family dog). Immediately after I leave my friends' house, the unease feeling is back. Friends I did contact before with the hope I would hear from them in time and catch up in town for drinks on my way back didn't reply. Ohdammit, I am tired, pissed, I skip salsa entirely, I go home. 

Same story on Sunday. Another gorgeous sunny day, which I waste because I still have this bad mood and I stay in bed till late. But then I think that I should better go somewhere, maybe a park, sit on a bench warmed up by the weak November sun, watch the leaves fall, read. Maybe this way I'll feel better. Oh, now that I think of it, I have some books to sell. I do have a plan: go to Shirokanedai, sell books, buy new books, go to nearby park, spend a few hours there. 
I leave home carrying a backpack with some 20 books (if I knew before that I'd only get 400 yen for all of them I would have given them away directly -fukk…I even got a backache -fukk!), destination book shop. The morning is already gone, I know, and I am commuting AGAIN to Shirokanedai just to see that the place is closed for renovation -fukk. Still, keep calm, relax, go to the park and make good use of the few hours of sunlight left (at this point of the day is already 1pm). Only…..the park is closed -fukk, fukk, fukk. I walk to Meguro and form there I get to Gotanda where I know there's another of these book stores. In all this going around, the backpack is still hanging on my back. Finally in Gotanda, I get rid of the weight and that's when I realize it wasn't worth the price….and, I spend million years looking for new books to buy. After that, I reckon it is time to go home. I still have to grocery shop, hey. Tired and rather irritated of the fact I spent the whole day either on a train or in a store, I make myself a vitamin boost (blueberry avocado ice cream on top of banana, orange and grape) and I go for a run before it gets dark. Obviously, I feel sick and I have to stop after 2KM -fukk.

Day's too short, commute's too long, decision's too dumb so the spirit doesn't get any beneficial healing. Bear with me. 

I treat myself with a nice salty tart dinner, vegetables and shrimps, and this one came out perfect. All's well what ends well?



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