Sunday, May 19, 2013

Harp&Soul


La mia amica Kaoru suona l'arpa. Varie volte sono andata a vederla suonare, e osservare questi strumenti giganti vagamente a forma di cuore, poggiati sulle esili spalle di una donna mi fa pensare che ci vuole una buona dose di resistenza e muscoli più che allenati! Circa un anno fa, casualmente, lei e altre tre artiste hanno iniziato a esibirsi in un gruppo che si chiama Harp and Soul. Trovo che il nome sia perfetto, anzi di più. Gisappe alle percussioni (un semplice tamburo e un piatto) , Kari voce e autrice di canzoni, Aimee altra voce e chitarra classica, e autrice di pezzi, e Kaoru arpista e scrittrice di canzoni, loro sono tutto quello che serve per formare una band originale, in cui il contributo di ognuna si nota in ogni canzone.

Venerdi sera, ed era pure ora, ho potuto vedere finalmente uno dei loro concerti dal vivo in un bar a Tokyo, e devo dire che ci sanno fare. Non sono cantanti di professione, hanno tutte una loro vita e un lavoro alle spalle, eppure riescono a trovare il tempo per riunirsi, provare, esibirsi. Non deve essere facile, visto la vita che si conduce da queste parti, fatta di tempi stretti e impegni continui, con le ore che continuano a scorrere e che non bastano mai. Tra le altre cose, adattare le musiche per poterle suonare con solo un'arpa e un tamburo richiede ulteriori sforzi, mica ci si siede e si suona dal nulla. No. Il risultato finale e' frutto, sono sicura, di tanta fatica, ed e' sorprendente….hanno pure cantato una canzone in inglese e giapponese!!!

Assieme al loro, ho apprezzato il concerto di una cantautrice australiana giovane e carina, Steph Hannah, dalla voce calda che ricorda un po' Norah Jones. Ascoltatela, ha talento, le sue canzoni sono fresche e orecchiabili. Peccato che mentre lei era sul palco ho dovuto dare retta a un conoscente che quasi non ha neanche notato che c'era qualcuno che stava cantando davanti a lui in quel momento….almeno i miei compagni di tavolo erano anche loro venuti per ascoltare Harp and Soul, e non per parlare, ci scambiavamo solo brevi commenti sulla scelta dei pezzi, sull'esecuzione e basta. Invece, l'intenzione di ascoltare Steph ha dovuto cedere alla educazione e mi sono concentrata sulla conversazione quanto più potevo con questo qui che e' tra le altre cose arrivato fin troppo tardi. Peccato, proprio, non le ho potuto dedicare attenzione nemmeno per una canzone intera. E' anche vero che li la gente era interessata forse a uno o due degli artisti in programma quella sera, quindi si potevano concentrare su altro quando qualcun altro cantava, e difatti, complice anche il numero crescente di alcolici consumati nel tempo, a un certo punto mi sono parecchio infastidita quando mi sono resa conto che dietro di me il volume delle conversazioni era pressoché al pari con quello di chi cantava dal palco…

Lo scenario musicale a Tokyo e' talmente vasto che e' impossibile mantenere traccia di tutti gli eventi, concerti, live e altro che si susseguono. Avendo più tempo a disposizione e dedicando più attenzione alle programmazioni, c'e' tanta musica da ascoltare, ci sono tanti artisti da conoscere, e tante occasioni per uscire e incontrarsi con gli amici e fare nuove conoscenze allo stesso tempo. Devo seriamente prendere in considerazione più occasioni come questa. Inoltre, poiché molti dei concerti sono in locali piccoli e semi-nascosti, i concerti dal vivo assumono anche un tono di più autenticità, perché i gruppi di artisti e pubblico si siedono agli stessi tavoli, chiacchierano del più e del meno, non sono costantemente circondati da guardie del corpo ne' da fanatici seguaci. Tutto e' più fluido, naturale, umano…

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My friend Kaoru plays the harp. I have seen her playing a few times, and when I observe those huge, heavy, vaguely hearth shaped instruments sitting on a shoulder of a woman I think a good dose of stamina and trained muscles is definitely not an accessory! About a year ago, on very random circumstances, she and three other ladies started to perform together in a band called Harp and Soul. I find the name just perfect. Gisappe at the cajon, Kari vcals and songwriter, Aimee vocal and classic guitar, and songwriter, and Kaoru, harpist and songwriter too, are all that is needed to form an original band, where each person's contribution is just about the right ingredient to the mix.

Friday night, and it was about time, I could finally go to one of their gig in a bar in Tokyo, a live concert. I loved them. They are not professional singers, they all have jobs and carry their own lives, and yet they find a time to get together, play and perform. It can't be easy, considering our lifestyle in this part of the world made of tight schedules, dates, hours running away and never enough. Also, adapting the songs to be able to use just a harp and a percussion box is not easy, it's not that they sit and play like that, you know. No, the final outcome is a result of efforts, and it is awesome….they even sang a song in both English and Japanese!

At the same venue, I appreciated Steph Hannah performance, a cute and joung Australian singer and songwriter with a nice and warm voice reminding me of Norah Jones. Her songs are fresh and catchy, she's got talent. Too bad that while she was on stage, I had to pay attention to an acquaintance of mine, who needed to talk and talk, arrived late, and almost blind to the fact that someone was performing live in front of him at that moment…someone I was interested in listening to…at least the friends I was sharing the table with, there to listen to Harp and Soul too and not to engage small talk, were super, we would exchange brief comments on this or that song, and that's it. Anyway, my intention to listen to Steph had to give way to my education to listen to the conversation as much as I could. I couldn't even follow one entire song…too bad. It is also true, though, that people there came because of one or maybe two of the players for that night, so they could have easily get distracted with something else while the music went on, and in facts -due also to the increasing alcohol intake by the hour- I noticed with some displeasure that the volume of the conversations behind me was as loud as the music in front of me….

The music scene in Tokyo is so vast that one can't keep track of all the events, concerts and other stuff going on. With some more time available, and with some more attention to the listings, there would be so much music out there to listen to, so many artists to know, so many occasions to just go out with friends and at the same time make new ones. I seriously shall consider situations like this one. Also, because many of the concerts are in small, semi-hidden places, all events gain a touch of authenticity, customers, followers and musicians sit at the same table, they actually talk about this and that, there are no body guards nor fanatics. Everything is more fluid, natural, human...



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