Thursday, August 16, 2012

The hidden side of a city - Il lato nascosto


Siamo abituati a pensare che Tokyo, e di riflesso tutto il Giappone, sia una città nuova, moderna, pulita, ordinata, senza macchia e senza inganno. Vero. In parte. I vacanzieri vedono principalmente solo la parte più bella, più popolata, più mondana, seppure alcuni fortunati hanno la possibilità di cogliere le sfumature di grigio che invece si scorgono.
Anche chi ormai vive in Giappone da tanti anni, spesso, a causa di vari fattori, non si accorge di tutti questi toni, ma continua a vedere solo bianco e nero.

L'altro giorno, finito il lavoro ho deciso di tornare a casa a piedi, non e' una grande distanza, ogni tanto lo faccio. E, camminando, attraverso la cittadina, 町 (maci) come si chiama qui, che separa la mia azienda dal resto del mondo civilizzato, quel giorno più che in altri giorni, mi sono resa conto di tutte queste sfumature, della granulosità delle immagini che a molti appaiono lisce e uniformi….

L'azienda sorge alla foce di un fiume, circondata solo da altri capannoni industriali o dalla vegetazione abbandonata a se stessa. Pochi minuti di cammino mi portano già in un altro mondo, fatto di strade silenziose, lampioni al neon, case vecchie in lamiera in cui si scorgono le luci dentro, segno che qualcuno ci abita ancora in un posto così. Molti snack bar e 小料理,(choo riouri), ovvero posti in cui ci si sofferma per un pasto lampo, mordi e fuggi, più che altro uno stuzzichino…tantissimi di questi ormai chiusi da tempo, la tettoia ingiallita e sgualcita, l'insegna ancora appesa al muro ma spenta da chissà quanto. Non vedo bambini, solo vecchi vecchissimi che si dirigono alla sauna del quartiere, o anche bagni pubblici se vogliamo, donne millenarie, minuscole, curve, con il loro cappello di lana in un mese in cui le temperature minime segnano 23 camminano trascinando il loro carrellino della spesa osservando la figura alta e decisamente esotica che incrocia il loro cammino.

Ogni paese ha una sua shopping street, dove si concentrano tutti i negozi di prima necessita, il fruttivendolo, il supermercato, il ferramenta, il negozio di alcol, il vecchio negozio di te'….molti di questi negozi sono semplicemente una stanza ricavata proprio davanti la porta di casa, arrangiata alla bell'e meglio, sporca e disorganizzata, con una tenda che separa l'ambito commerciale dall'ambito familiare, o se si e' più abbienti una porta scorrevole che lascia intravvedere un televisore che qualcuno, magari il proprietario del negozio in attesa di clienti, sta guardando….ogni negoziante, vecchio come la bibbia, se ne sta seduto all'angolo del suo negozio, guarda i passanti stanco, annoiato, forse assonnato o triste per la solitudine, non si sa. L'uomo che vende i pesci non si preoccupa neanche di stare a guardia delle vasche, il fruttivendolo, la cui merce costa più che al supermercato, sta con le mani in grembo e , chissà, forse maledice chiunque passa senza fermarsi a comprare le sue costosissime pesche.

Passo davanti al negozio del barbiere, vuoto, con il barbiere medesimo che si tira un sonnellino sulla poltrona, vedo saracinesche di ex negozi di abbigliamento abbassate e arrugginite, vedo abbandono, miseria e vecchiume una casa si e una no, vedo case che a guardarle farebbe paura anche solo metterci piede, pericolanti, i vetri delle finestre rotti, vedo panni appena lavati stesi dai balconi che sembrano piuttosto appena sporcati. 

Poi, dall'altro lato del fiume, la città vera e propria si apre ai miei occhi, basta attraversare il ponte e d'improvviso i toni di grigio si dimezzano, fino poi a scomparire.

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We tend to consider Tokyo, and by extension all Japan, as a new, modern, spotless, organized city, clear and clean. True. Partly. Tourists usually see the most beautiful, populated, lively part, although some of the lucky ones have the possibility to catch the grey tones hidden in between.
Even who lives in Japan since many years, often, due to various factors, don't notice such tones, instead they continue to see black and white only.

The other day, after work I decided to walk back home, it is not a long way, I do that sometimes. And, walking through the town, 町 (machi) as they call it here, separating my workplace from the rest of the civilized world, that day more than any other day, I actually noticed all the tones, I saw the coarse-grained images that many others see as flat and smooth….
The workplace stands at the end of a river, surrounded by either factories or wild vegetation. A few minutes walk take me to another world already, a world made of silent streets, neon lights, old tin houses where one can have a glimpse of a light from the inside as a sign someone actually lives in a place like that. Many snack bars and 小料理,(choo riouri), places for a quick meal basically…..many of those are long closed, canopies yellowish and creased, shop signs still hanging on a wall but without lights. I can't see children, but only old very old people heading to the neighborhood sauna, public bath I'd say, a thousand years women, bent over, wearing their wool hat in a month when the lowest temperature is 23 C they walk dragging their own shopping cart behind, and they stare at this tall figure, definitely exotic, crossing their way.

Every town has a shopping street, where all the main stores are…the fruit&veggie shop, the supermarket, the alcohol shop, the old tea shop…the majority of those shops are merely a room made right before the house front door, arranged chaotically, dirt and randomly organized, where a curtain - or a sliding door for the wealthier ones - divides business and family scopes, uncovering partially a TV screen where figures move in and that's probably the show the bored owner is watching…every shop owner, as old as the bible book, sits in one corner of the shop, stares at the passers by, tired, bored, sleepy, sad, alone….who knows. The man selling fish doesn't even bother to guard his tanks, the fruit vendor, whose goods cost more than at the supermarket, sits hand in hand and perhaps swears at all the people who don't stop and buy his costly peaches.

I walk past the barber shop, empty, and the barber himself is dozing in one of the chairs, I see old shops blinds locked and rusted, I see neglect, squalor and junk every second building, I see dangerously standing houses with broken windows, I see freshly washed clothes hanging to dry looking freshly dirty.

Then, on the other side of the river the real city opens up, just cross the bridge and those grey nuances disappear.






3 comments:

  1. Ah, molto Kirino Natsuo......

    A.

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  2. Davvero? Oh, forse lei prende ispirazione da questi posti proprio!

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  3. Se leggi UNA STORIA CRUDELE o GROTESQUE ti ci trovi pari pari.....mia moglie DETESTA questa autrice.....

    A.

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