Thursday, July 26, 2012

Persone che contano


Mi sono accorta che la maggior parte delle persone che contano, quelle che mi hanno fatto compagnia a Tokyo per questi sei lunghi anni, o per parte di questi, non sono più in Giappone. Rimane ancora un piccolo gruppo di cinque o sei persone sui cui posso ancora contare, per ora, poi chissà!

Questo discorso si riallaccia un po' a quello dell'isolamento e della difficoltà nel fare nuove amicizie, e in quell'occasione non avevo proprio badato al fatto che di nuove amicizie non ne faccio da un paio di anni, e di conseguenza ora che quasi tutti i buoni amici che ho hanno lasciato questo paese mi sto accorgendo che presto potrei rimanere a corto di confidenti e di compagni di avventure…

Questo discorso mi rammenta ancora una volta di come sia transitorio tutto quello che succede nelle nostre vite, c'e' un inizio e una fine per tutto, che sia fine vera o simbolica non importa, di fatto c'e'. 

Cavolo, ma sul serio se ne sono andati via tutti? Non mi tornano pero' i conti, conosco troppa ma troppa gente qui a Tokyo, come e' possibile? La risposta e' piuttosto semplice e l'ho già trovata: molti di questi amici non hanno fatto breccia nel mio cuore, con loro non ho legato più di tanto quindi e' ovvio che non sono i primi che andrei a cercare in caso di bisogno, non fanno parte della cerchia di quelli che contano. Molti altri amici invece sono stati declassati al livello di mere conoscenze, quelle amicizie che si stringono per sbaglio e col tempo ci si rende conto della vera natura del legame che le mantiene fino al punto da dimenticarsene. Succede, succede a tutti. 

Mi chiedo se non sia anche l'eta'. Più volte ho ribadito il concetto per cui, con il passare degli anni le esigenze cambiano, le esperienze che si vanno facendo lungo il percorso ci cambiano….sarà così anche in questo caso, forse. Mi ricordo che l'entusiasmo di trovarmi in una nuova città, di iniziare una vita nuova mi trascinavano e ho fatto di tutto; ricordo quando si usciva insieme per andare al parco il fine settimana, o al mare, sfidando caldo, vento, e afa; c'era sempre qualcuno che organizzava una festa o un altro evento e tutti si andava, il karaoke, i festival etnici o religiosi, i compleanni. Ora, invece, ha ragione chi mi dice che non esco neanche sotto tortura….

Ma altri amici mi raccontano che vivono la stessa cosa, anche loro della mia eta' o più grandi, anche loro a Tokyo da molti anni, molti più di me, anche loro rimasti con una manciata di amici veri. La cosa mi consola un po' e mi fa paura un po': siamo ancora giovani, trentenni, affermati professionalmente o nella giusta via per affermarci, spesso single e indipendenti, ma siamo già stanchi, per nulla disposti a fare altri sforzi, pure piccoli, per la paura che siano fatti invano perché tempo e risorse da perdere noi non ne abbiamo più.

*************

I came across this thought, that most of the people who mean a lot to me, the ones who accompanied me in Tokyo in the past six years, or for a shorter time, they are gone. There is a little group of five or six people I can still count on, right now. Later, who knows!

This fact goes back to the topic of isolation and difficulty in making new friends, and in that case I didn't reckon at all that I haven't made new friends since a couple of years, so now that all the good friends have left this country I have realized I might run the risk of being without companions in my adventures…

This fact reminds me once again of how temporary everything is, everything that happens in our lives has got a start and a end, be the end either real or symbolic, it will come.

Have they really all gone? Something's not right, I know way too many people here in Tokyo, how's that possible? Oh, I have already found the answer, quite simple:  many of them haven't been true close friends, we haven't created a long lasting bond and they are not the first ones I'd run to, they don't belong to the elite friends. Many other friends have been downgraded to the level of acquaintance, such as people one happens to meet, becomes close to but then cuts them out as soon as the real nature of the bond becomes clear after time, and eventually forgets about them. It happens too, it happens to all of us.

I think it must somehow be due to age. I have weighted the idea several other times, time passes and people's needs change, experiences made contribute to change us….it must be true in this case, too. I remember I was initially carried by the enthusiasm a new city and a new life would bring; I remember catching up with many people to go to the park on weekends, or to the beach careless of heat and wind; always, someone had a party planned and everyone would go, the karaoke, the ethnic festivals, birthdays. Now, who says I turned into a hermit is right…

But, other friends as old s me or older tell me the same story, they're in Tokyo since basically forever and they are left with a handful of good friends only. This is a consolation on one hand and a fear on the other hand: we are still in our thirties, professionally fulfilled or on the way to be, often single and independent, but we are already tired, not keen at all to make efforts, even tiny, because we don't want to waste our resources anymore, we don't have the time to invest anymore.

3 comments:

  1. Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai...

    A.

    ReplyDelete
  2. ....ad aver perso un po di gente per strada.....

    ReplyDelete
  3. ....e tutti i mali non vengon per nuocere....

    A.

    ReplyDelete