Tuesday, May 15, 2012

Lifestyle -- Martial Arts Interviews I


Avevo promesso tempo fa che mi sarei dedicata a un progetto, quello di pubblicare una intervista ad amici e/o colleghi che hanno esperienza di arti marziali. Il tempo e' finalmente giunto, un bel post che avevo in mente da tanto tanto tempo e' ormai ultimato e non mi resta che lasciarlo in balia dei miei lettori.
Lo scopo e' capire se tramite le arti marziali si riesce a cogliere vari aspetti della cultura giapponese e se chi vive in Giappone e' maggiormente influenzato o no.

Per questo progetto devo ringraziare in primo luogo Natacha, con cui abbiamo addirittura prodotto una video-intervista molto molto bella (attualmente in fase di montaggio), e poi Mario (dall'Italia!!), Charles, Mickael, e anche Noro-san, la voce interna alla disciplina, la controparte giapponese al mio gruppo di europei residenti a Tokyo…
Qui di seguito pubblico solo le domande e risposte delle interviste per iscritto, mentre per la mia ospite d'onore, Natacha, mi riservo di pubblicare il video appena sarà finito. 

D. Qual'e' l'arte marziale che pratichi?
R. Mario pratica karate (stile Shotokan*, vedi sotto), mentre Charles fa aikido. Mickael invece si e' dedicato al judo e Noro si da' da fare con il kendo.

D. Quando hai iniziato?
R. Noro ha iniziato a 12 anni, seppure ha alternato periodi di inattività e periodi di dedizione. Mario ne aveva 13, mentre Mickael ha iniziato a 10 anni ma ha smesso dopo un anno circa. Charles e' assiduo dal 2005, seppure confessa che in inverno o quando fa troppo caldo in estate salta qualche lezione…

D. Continui ancora a allenarti?
R. Charles si, come anche Noro che va ogni sabato, e Mario. Invece Mickael non più, seppure non gli dispiacerebbe riprendere.

D. Cosa ti ha spinto a scegliere questa disciplina?
R. Mario dice che l'incuriosiva molto. Charles aveva iniziato a scuola a usare armi di legno, quindi una volta trasferitosi in Giappone ha cercato di trovare una scuola di Aikido. Un giorno, prendendo un caffè a casa di un collega ha notato la sua divisa ed e' poi stato accolto nel dojo, ed e' incominciato tutto da li. Noro invece non ricorda bene come mai ha incominciato, ma rassicura sul fatto che kendo e' una disciplina sicura e che si può praticare a ogni eta. Mickael, scherzando, dice che e' solo perché la scuola di judo era a due passi da casa sua….ma in realtà e' stato ispirato dalla televisione, dove poteva vedere il campione (a quel tempo il francese David Douillet), e anche perché judo e' non violento.

D. Questa disciplina e'  cosi come te la aspettavi?
R. Mickael non era soddisfatto, tant'e' che dopo un anno si e' stancato….voleva procedere velocemente, ma si sa che in queste cose bisogna avere pazienza e lavorare sodo. Noro invece sapeva cosa aspettarsi, mentre sia Charles che Mario hanno trovato che era ancora meglio di quanto credessero. Infatti Charles, ad esempio, pensava si usassero più armi in aikido, mentre invece e' ampiamente soddisfatto della lotta a mani nude piuttosto che essere impedito nei movimenti per via delle armi…

D. Il tuo stile di vita e' cambiato?
R. Mario confessa che era forse troppo piccolo per rendersi conto se il suo stile di vita sia cambiato o no, piuttosto il suo stile di vita si e' formato col karate. Charles, assieme alla moglie, ogni mattina fanno esercizi di riscaldamento come se si stessero preparando per aikido. Bella abitudine! Mickael, visto l'abbandono prematuro, non ha notato particolari cambiamenti, seppure dice che avendo imparato a come cadere senza farsi male, ha saputo cavarsela senza graffi in molte occasioni nella vita. Per Noro, già giapponese di nascita, kendo e' solo un modo per mantenersi in salute.

D. Pensi che ti aiuti a capire la cultura giapponese, e se si come?
R. Per Mario c'e' voluto del tempo prima che iniziasse a "pensare giapponese", Charles punta più sulle opportunità di socializzazione della disciplina, e Mickael ha addirittura imparato a contare fino a dieci in giapponese!! Ma e' in particolare Noro che si e' accorto di quanto poco conoscesse la sua cultura: se non fosse stato per il kendo, non avrebbe mai saputo come indosare un hakama, pantalone tipico giapponese che richiede una certa destrezza nel metterlo…

D. Quali sono gli aspetti più duri di questa disciplina?
R. Noro non ha dubbi: sfidare se stessi. Mickael ricorda quanto difficile fosse migliorare di livello e trovare un giusto equilibrio tra forza e bilanciamento, perché quando si combatte spesso si e' in difficoltà e trovare e sfruttare il punto di forza dell'avversario richiede maggiore sforzo. Mario pensa che invece la difficoltà sta nel non trovare il tempo da dedicare alle arti marziali, vista la vita frenetica che conduciamo. In maniera molto filosofica Charles ci dice sia trovare noi stessi le risposte alle nostre domande….

D. Se qualcuno volesse approcciarsi alla tua disciplina e ti chiedesse consiglio, quali sono i pro e i contro?
R. Mickael dice che judo e' uno sport ludico e non violento ed e' completo visto che bisogna usare la testa e il corpo. Pero', non si usano armi e non e' così figo come al kung fu.
Per Noro il pro e' che kendo si può praticare a ogni eta', seppure ammette che all'inizio e' difficile abituarsi all'armatura che impedisce i movimenti e pesa parecchio. Aggiunge che forse non e' così interessante a molti come potrebbe esserlo  basket o tennis.
Mario potrebbe scrivere un trattato sui pro, enfatizzando sul miglioramento psico-fisico dell'individuo, ma decisamente uno sport sconsigliato a chi soffre di problemi cardiovascolari o problemi legati all'eta'.  Charles considera l'impegno e la dedizione come i maggiori ostacoli, quindi siate sicuri di avere un dojo vicino casa e fate amicizia con gli altri partecipanti, così da vincere ogni resistenza interna. Il vantaggio di aikido e' il non avere competizioni ne' distinzioni di genere o livello.

D. Se potessi tornare indietro faresti la stessa scelta?
R. Un coro unanime di si, anche se Mickael dice che vorrebbe provare una disciplina dove può usare armi.

*Shotokan
Funakoshi ha scritto i Venti Precetti del Karate, fortemente basati su Bushido e Zen, che contengono tutta la filosofia Shotokan. I principi alludono alle nozioni di umilta', rispetto, compassione, pazienza e e una calma sia interiore che esteriore. Funakoshi credeva che attraverso la pratica del karate e l'osservanza di questi 20 principi, il karateka migliorasse la propria persona. Ci sono cinque regole per allenarsi in un dojo: cerca la perfezione del carattere, sii fedele, punta all'eccellenza, rispetta gli altri, non avere un comportamento violento. Spesso questi precetti sono recitati all'inizio o alla fine di ogni lezione per motivare e come ulteriore allenamento.

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I promised some time ago I worked on a project, to publish an interview to friends/colleagues who have experienced martial arts. Time has eventually come, and a nice post I had in mind since long long time ago is ready to go and I just leave it to my readers. 
The main aim is to understand whether through martial arts one can understand various aspects of Japanese culture, and whether living in Japan is influencing more.

I have to acknowledge and deeply thank Natacha, first of all, with whom I did a very nice video interview (under elaboration right now), and then also Mario (from Italy!!), Mickael, Charles and Noro-san, the Japanese counterpart to the Tokyo residents group of foreigners…
Following are only the text based Q&A, while I will publish the video with Natacha as soon as I will be done.

Q. What martial art do you practice?
A. Mario practices karate (Shotokan*), while Charles aikido. Mickael chose judo and Noro is busy with kendo.

Q. When did you start?
A. Noro started at the age of 12, although on and off. Mario was 13, while Mickael started at 10 but quitted after one year or so. Charles is practicing since 2005, but he confessed that in winter or when it is too hot in summer, he skips sometimes…

Q. Do you keep on training?
A. Charles does, so do Noro, who goes every Saturday, and Mario. Instead, Mickael doesn't even if he would like to start again.

Q. What made you choose this discipline?
A. Mario was moved by curiosity. Charles had started with some wooden weapons at school, and after moving to Japan he started looking for a aikido school. One day, while having coffee with a colleague at his place, he noticed the training clothes, so that he was after introduced to the colleague's dojo and that's how it started. Noro actually doesn't remember why, but he stresses on how safe kendo is, and can be practiced even at a later age. Mickael, joking, says it's just because the school was a few steps away from home…but really he was inspired by TV, where he saw the French champion (David Douillet at that time) and also because judo is a non violent sport.

Q. Is the discipline so as you expected it to be?
A. Mickael wasn't happy and indeed he quit after a year…he wanted to jump up the levels fast, but we know in these cases one must be patient and work hard. Noro knew exactly what to expect from kendo, while both Charles and Mario found out it was much better than they had thought. Charles, for example, thought aikido would employ more weapons, but he is now quite satisfied by the hand-fight, rather than being slowed down by weapons…

Q. Has you lifestyle changed?
A. Mario confesses he was too young to realize whether it changed, his lifestyle was rather built up on karate. Charles and his wife every morning do some warm up exercises, as if preparing for aikido. Nice habit! Mickael, because the early give-up, didn't notice changes, although   learning how to fall in judo, he could save himself from bad injuries many times in life. To Noro, Japanese-born, kendo is just a way to stay healthy.

Q. Do you think it helps understanding Japanese culture, and how?
A. It took a while to Mario to start "thinking Japanese way", Charles stresses more about the social opportunity, and Mickael even learned to count till 10 in Japanese!  But specifically, is Noro who noticed how little he knows: hadn't he started kendo, he wouldn't have known how to wear a hakama, the traditional Japanese pants very difficult to wear and fold….

Q. What are the challenges in this discipline?
A. Noro has no doubts: challenge oneself. Mickael remembers how hard was leveling up and also finding the right balance between equilibrium and strength, because during a fight the challenge is to overcome the difficulty with using the opponent's force. Mario thinks the difficulty lies in finding the time to dedicate to martial arts, due to our frenzy lives. Philosophically  driven, Charles says the challenge is to find ourselves the answers to our own questions….

Q. If anyone willing to start would ask you for advice, what are the pros and cons?
A.  Mickael suggests judo is ludic and non violent, it is also a complete sport as you have to use your brain and your body. But, there are no weapons, and it is not as cool as kung fu :)
For Noro the pro is that kendo is a sport for all ages, although he admits at the beginning it can be hard to get used to the armor, heavy and stiffening. He also adds that it might not be as interesting as basket or tennis to many.
Mario could write a treaty on pros, emphasizing on the benefits for mind and body, but definitely not suggested to the ones with cardiopathy or age related complications. Charles recognizes dedication and continuation as bigger obstacles, so be sure there's a near enough dojo, and make sure you make friends with others, so to kill any inner resistance. The advantage of aikido is lack of competitions and equality in gender and levels.

Q. Could you go back, would you make the same choice?  
A. A solid yes for all, although Mickael would prefer to try another sport where he can use weapons.

*Shotokan was the name of the first official karate dojo funded by Funakoshi, name given by the students to the hall where the master taught the art. Shoto (松濤) meaning "pine-waves" (the movement of pine needles when the wind blows through them) was Funakoshi's nick name, kan ( kan) means "house" or "hall". Shotokan training is usually divided into three parts: kihon (basics), kata (forms or patterns of moves), and kumite (sparring). Techniques in kihon and kata are characterized by deep, long stances that provide stability, enable powerful movements, and strengthen the legs. Kumite techniques mirror these stances and movements at a basic level, but are less structured, with a focus instead on speed and efficiency. 
Funakoshi laid out the Twenty Precepts of Karate, based heavily on Bushido and Zen, which keep the philosophy of Shotokan. The principles allude to notions of humility, respect, compassion, patience, and both an inward and outward calmness. It was Funakoshi's belief that through karate practice and observation of these 20 principles, the karateka would improve their person.
There are five philosophical rules for training in the dojo; seek perfection of character, be faithful, endeavor to excel, respect others, refrain from violent behavior. The principles are recited at the beginning and/or end of each class to provide motivation and a context for further training.

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