Saturday, November 5, 2011

Yokohama Triennale 2011

Yokohama Triennale e' una grandissima mostra di arte contemporanea dove arte astratta, pittura, scultura, fotografia e filmografia si alternano, triennale appunto, che vede esibizioni di artisti da tutto il mondo, selezionati tra centinaia.  
Si sa che l'arte contemporanea e' un po' controversa, o anche, non e' apprezzata da tutti e addirittura da alcuni non e' considerata arte. Pero'. Ogni cosa ha un suo perché, e , nonostante alcuni pezzi mi risultassero criptici, sono stata pienamente soddisfatta dall'intera esposizione, felice anche del fatto che la quasi totalità delle opere era fotografabile.

Opere pittoriche ce ne erano poche, principalmente stampe e fotografie, e soprattutto installazioni e filmati. La tecnologia e l'ammodernamento influenzano quindi anche il mondo dell'arte, una volta dominio esclusivo di scultura e pittura, oggi tutto ha un significato diverso, ogni materiale può' essere trasformato un qualcos'altro di bello, ogni oggetto può' ritrovare nuova vita, l'esternazione del proprio io sfrutta più' canali, convenzionali e non. 

Tra ciò che mi ha maggiormente colpito si annoverano: bulbi di lampadine, un'impalcatura costruita con le canne di un organo che era fatto suonare e la musica si diffondeva nella stanza, minuscole sculture in fil di ferro che erano visibili solo se guardate attraverso un telescopio (una trovata geniale). Una grossa parte di una sala era letteralmente intasata di scaffali, scatoloni, sofà, materiale da imballaggio….si, anche queste opere d'arte contemporanea, non certo mostra in allestimento….beh, l'arte e' arte, e' espressione di se', e' comunicazione. Forse l'artista pensava a un cambio di residenza….

Gli artisti giapponesi sono indiscussamente quelli dalle idee più' strane, a volte inquietanti, a volte psicotiche, a volte infantili. Si potrebbe scrivere un intero trattato sull'immaginario giapponese. La passione per i treni e quella per il macabro trovano una combinazione vincente in un quadro in cui il circuito di un treno e' costruito intorno a formazioni rocciose che hanno sembianze di una figura umana, con tanto di faccia di una donna, morta o viva non si sa….  

Per comprendere l'arte racchiusa dentro i filmati bisognava sul serio guardarseli tutti, sin dall'inizio: bianco, solo bianco, ombre, oggetti sfocati che si muovono, dondolano come il pendolo do un orologio, figure umane, donne, capelli neri e vestiti bianchi, spazzano, in fila, una dietro l'altra, o in cerchio, cancellano con un colpo di scopa l'impronta dei piedi lasciate da chi le precede. Interessante.

E poi ancora effetti di luci e ombre, la perfezione del rotondo in un cerchio di sabbia che sembrava luccicare come diamanti, la brillantezza di una parete coperta da bottoni d'oro, pareti bianche scribacchiate, riempite di disegni che sembrano rievocare il flusso di pensieri, le associazioni visive che la nostra mente e' in grado di creare, un 'Ulisse' visuale messo nero su bianco da un più contemporaneo Joyce, scrittore di immagini.

Stimoli e ancora stimoli in questa prima fase della mostra, per poi passare al secondo sito della triennale, dove scopriamo come e' possibile ricavare un cucchiaio dalla sabbia del mare, partendo proprio dalla raccolta del ferro attraverso una calamita, il passaggio alla fornace, la forgiatura e l'esposizione dell'opera finita, dove e' possibile farsi un bagno di fumo semplicemente sedendosi su uno sgabello, dove verticale e orizzontale, sopra e sotto si scambiano, dove illusioni ottiche fanno vedere ciò che non c'e' e fanno sparire ciò che c'e'.

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Yokohama Triennale is a huge contemporary art exhibition where abstract art, painting, sculpture, photography and filmography mix, held every three years, featuring artists from all over the world selected among hundreds.
We all know, contemporary art is a bit controversial, or also not really appreciated by every body, some even don't consider it art at all. But. Everything has it's own reason, and, although some of the art pieces were cryptic to me, I was fully satisfied by the whole exhibition, happy also because almost all the works could be photographed.

Paintings I saw few, mostly there were prints, photos, and above all installations and movies. Technology and modernization influence art as well, once exclusive field for paintings and carvings, but now everything holds a different meaning, every material can be transformed into something else pretty, any object can be given a new life, the expression of one's own ego makes use of new channels, both conventional and non conventional.

What I liked the most: light bulbs, scaffolding made of an organ's pipes playing music in a room, micro sculptures in wire visible only when looked through a telescope (I found it genial). A wide room was stuffed with shelves, big boxes, wrappings, sofas and all the stuff one might need for a moving…yes, this was contemporary art too, not a part of the exhibition going under preparation….oh well, art is art, it's self expression, it's communication. maybe the artist was considering a moving…..

Japanese artists are undoubtedly the ones with the weirdest ideas, at times disturbing, at times psychotic, at times boyish. We could write a whole book about the Japanese imagination. The passion for trains and the one for the gruesome find the winning combination in a painting where a train path is built around rocky hills resembling the shapes of a human figure, with even a woman's face, she might be alive or dead, nobody can say…

To understand the art within a movie, one seriously needed to watch them all from start to end: white, jut white, shadows, blurred objects moving, swinging, human figures, women, black hair and white clothes, they sweep, one following the other in a line, or in a circle, they wipe with one sweep the footprint left by the woman preceding. Interesting.
And then, light and shadows effects, the perfection of the round in a sand circle that seemed made of diamonds, the shininess of a wall covered in golden buttons, white walls filled with scribbles, drawings seeming to recall the flow of thoughts, those visual associations our mind can create, a visual 'Ulysses' put black on white by a contemporary Joyce, images writer.

Stimula and more stimuli in this first part of the exhibition, to go to the second site  where we discover how to get a spoon from the sand, starting from collecting the iron with a magnet, going to the fiery furnace, forging and exhibiting the finished piece, or where it is possible to get a smoke bath just by sitting on a bench, where horizontal and vertical, below and above are swapped, where optical illusions make us see what's not there and hide what's there. 





















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