Wednesday, November 16, 2011

Lifestyle: Man and bicycle - L'uomo e la bicicletta


Tra gente che si muove in macchina, gente che usa i mezzi pubblici e gente che si sposta a piedi si piazza un gruppo di ibridi per il quale non esistono chiare linee guida riguardo al comportamento da assumere in strada: parlo della gente che va in bicicletta.
Ora, nei paesi in cui girare in bici e' una cosa normale, oltre che salutare ed ecologica, si sa come comportarsi, si pedala lungo le piste ciclabili, i semafori segnalano il verde anche per i ciclisti, eccetera. Ma qui nella metropoli di Tokyo sembra proprio che le cose non siano così chiare e semplici come altrove. E non riesco a capirne il perché.
Intanto, non ci sono piste ciclabili. O meglio, ci sono, ma non sono dappertutto. Anche perché, come prevede il regolamento, si può pedalare sui marciapiedi. Si, esatto, assieme ai pedoni, anche quando il marciapiede e' largo un metro ed e' appestato da gente che cammina in TUTTE le direzioni.
I miei lettori assidui sanno quanto io odi l'incapacità giapponese di guidare una bici in mezzo al traffico, sanno che la probabilità di sbattere contro un ciclista imbranato e' più alta di quella di beccarsi un raffreddore in montagna a gennaio con abbigliamento da mare, sanno che la probabilità di mantenere la calma di fronte a cio che affronto tutti i giorni (assieme al resto della calca dei mezzi pubblici) e' inferiore a quella di vincere alla lotteria di capodanno......
Pare proprio che neanche i giapponesi, neanche chi dovrebbe far rispettare le regole, come ad esempio la polizia, sa quali siano le regole, loro proprio sono i primi a essere confusi quando entra in gioco la regolamentazione per le biciclette. In base alle regole stradali, una bici e' un veicolo leggero, mentre agli occhi di motociclisti un ciclista e' solo un intralcio (e, a giudicare da cio che vedo, per esperienza, hanno proprio ragione).
Nel 1970 e' stata passata la legge che consente i ciclisti di usare i marciapiedi, perché si pensava che così il traffico stradale potesse risultare più scorrevole e sicuro, ma col risultato non previsto di spostare gli imbranati dalla strada e metterli tra i pedoni, dove combinano più guai che altro, visto che non hanno nessun buon senso nel controllare un veicolo tanto leggero e semplice come una bicicletta, non preoccupandosi (come sono soliti fare i giappi normalmente) di cosa c'e' intorno a loro: pedalano reggendo un ombrello, parlando al cellulare, tenendo le buste della spesa, con bambini, e altro. Veri e propri attentati su due ruote.
Per riassumere, ecco cosa dice la legge formalmente in materia di biciclette:
-e' consentito pedalare per la strada in Giappone, eccetto nei posti in cui noi e' consentito
-e' consentito pedalare sui marciapiedi in Giappone, eccetto nei posti in cui non e' consentito.
Più chiaro di così!!Fate un po' voi.....
Un link a un post -in inglese-  che fa un po' di luce sui fatti lo trovate QUI

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People using cars, people using public transportation and people walking. Among them there's a group of hybrid people for which there are no clear guidelines about behavior on the road: I am talking about the people riding bicycles.
Now, in the countries where riding a bicycle is normal, other than healthy and ecological, people know how to behave, they pedal along the cycling lanes, the traffic light signal the way also to riders, and so on. But here, in Tokyo metropolis, rules seem not to be as clear and simple as elsewhere. And I can't understand why.
To start with, there is no cycling lanes. No, I mean, there are, but very few. Because, as the guidelines say, riding on the walkway is allowed. Yes, together with pedestrians, also when the walkway is 1meter wide and and is jammed with people going ALL directions.
My regular readers know how I hate the Japanese inability to ride a bicycle in the traffic, they know that the probability to be hit by a clumsy rider is higher that catching a cold in January on the mountains wearing swimsuits, they know that the probability to stay calm in front of what I see every day (together with the rest of the crowds in the public means) is lower than the one to win the lottery…..
It seems that the Japanese themselves, even the ones who are supposed to make people follow the rules, like police officers, are the ones who are confused when it comes to bicycles guidelines. For the circulation rules, a bicycle is a light vehicle, while for the motorbike riders it is just an annoyance (and by judging from what I see, upon experience, they are so right).
In 1970 they passed a law allowing bicycle riders to use the walkways, because they though that by doing so, road traffic could be cut slimmer and circulation would be more fluid, but the unexpected result was to move all the dumb ones from the road to among pedestrians, where they just cause troubles because they have no common sense in controlling such an easy vehicle as a bike and because they don't worry (as they usually do anyway) about what is around them:they pedal while holding umbrellas, phones, shopping bags, they carry kids and so on. Real two-wheeled attacks.
To summarize, here you are the formal rules:
-in Japan riding a bicycle on the street is allowed, except in places where it is not
-in Japan riding a bicycle on the walkway is allowed, except in places where it is not
So clear!
A link to a post which puts more light on the topic is found here

3 comments:

  1. In effetti quando l'anno scorso siamo stati in Giappone ci siamo stupiti del fatto che le bici andassero sui marciapiedi O__O Non abbiamo trovato però gente particolarmente imbranata, tranne un paio di casi. Saremo stati fortunati? :D
    In ogni caso, vedo difficile raggiungere il livello dei ciclisti italiani che si credono onnipotenti. :D

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  2. Queste sono cose che si vanno notando solo nel lungo periodo.....in vacanza e' sempre tutto bello, pulito, interessante, eccetera.......parlo per tutti i posti di vacanza, non solo del Giappone. Bisogna abitare in un luogo per conoscerne pregi e' difetti, un po' come con le persone: piu' le conosci piu' le apprezzi (o disprezzi) :D

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  3. Hai proprio ragione!
    Io ero così estasiata per il primo viaggio in Giappone che mi sono emozionata persino per le macchinette delle bibite XD
    Probabilmente quando torneremo il prossimo anno noterò anche altre piccole cose meno interessanti :D

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