Tuesday, December 28, 2010

Il senso della natività -- The meaning of nativity


Il sole entrava dalle finestre, illuminava le poltrone e il tavolo, filtrava attraverso le decorazioni di Natale in vetro e si trasformava in arcobaleno.

Inusuale e piacevole calore, quello di una mattina festiva di dicembre, e Marina si crogiola sulla sua poltrona come una gatta che sonnecchia accoccolata sul cuscino, ma col beneficio di potersi permettere un buon caffè mentre guarda fuori il cielo privo di nuvole.
Un altro Natale è giunto, portando assieme a se la gioia e la malinconia...la gioia di chi festeggia e la malinconia di chi è lontano.

Ora, per i cattolici il Natale è la festa che celabra la famiglia, quella famiglia che si rispecchia nella sacra famiglia di Betlemme, l'evento degli eventi di tutto il calendario. Quindi per loro è normale e triviale che si abbia il desiderio di riunirsi e stare insieme ai propri cari. Ci si raccoglie attorno al focolare, si cena assieme, si prega assieme, si festeggia assieme. Ci si accontenta del semplice fatto di stare uniti, non è il regalo lo scopo, non è l'abbuffarsi, non èl'aspettare che scocchi la mezzanotte per stappare lo spumante, non sono gli auguri...è proprio la voglia di stare assieme alle persone a noi piu care, come la religione ci insegna, con mestizia e seplicità. E', di fatto, questa l'essenza della natività: un modo per ricordare alle famiglie il miracolo della nascita e degli affetti che si creano attorno a essa.

Ma per gli altri?
Quando arriva Natale tutti hanno voglia di casa, di affetti, di regali, di tempo passato assieme.....si diventa più buoni, si tende a dimenticare con più facilità delle cattiverie altrui. Quindi è un fenomeno non solo religioso. Ma perchè è così per tutti? Forse è per via del freddo di Dicembre che porta tutti a cercarsi gli uni con gli altri? E' forse la neve che imbianca tetti e strade e ci rende più vogliosi di camino e cioccolata calda? E' l'atmosfera dei mercatini di Natale nelle varie piazze che fa scattare la molla della bontà? E' forse semplicemente la macchina del consumismo che propina messaggi positivi di gioia, fraternità, ama-il-prossimo-come-te-stesso, panettoni e spumante?

Fatto sta che durante le feste natalizie, molti hanno voglia di casa.
Anche chi vive lontano da casa ha voglia di casa.....e allora più che mai tutte le motivazioni sopra elencate hanno un loro peso e una loro valenza, la loro influenza e urgenza. Gli espatriati sentono la nostalgia con forza, si aggrappano a ogni amico, evitano la solitudine perchè quando sono da soli diventano tristi e melanconici....

Quando poi ci si trova in paesi come il Giappone, dove la religione di stato non esiste e tutti si professano buddisti e shintoisti a giorni alterni, dove ci si sposa nelle chiese finte con un prete finto (o un robot, giusto per rendere giustizia alla terra della tecnologia), dove Babbo Natale è più famoso di Matsuo Basho e Giuseppe il falegname è solo un emerito sconosciuto, dove l'atmosfera natalizia viene osservata più che essere vissuta, tutto assume un significato diverso, tutto ha improvvisamente più importanza.

Il messaggio di giorni lieti e festosi è talmente forte da farci pensare non solo a chi è lontano, ma a chi è più debole, a chi è malato, a chi soffre la fame o la povertà o vive ogni giorno nella paura. Si pensa ai bambini, si pensa alle persone sole al mondo, si pensa alle vittime di violenze.....
Eppure tutti hanno il diritto di essere felici, tutti hanno il diritto di provare in prima persona cosa vuol dire dare e ricevere calore umano,e non solo quando arriva Natale.
Buone vacanze a tutti, che siano liete e festose.

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The sun was coming through the windows, it lit the sofas and the table, it filtered through the Xmas glass decoration and it turned into rainbow. Unusual and pleasant warmth, the one of a feasty morning in December, and Marina was chilling out on her sofachair like a cat dozing off on a pillow, but with the benefit of allowing herself a coffee while looking at the clear sky.

Another Christmas has come, bringing joy and melancholy.....the joy for who celebrates and the melancholy for who's far away.
Now, for the catholics Christmas is the celebration of family, that family that recalls the holy family of Betlem, the event of all the events. Then, for them is trivial, normal to have the wish to get together and be with the people they love. They gather around the fire, they have dinner together, they prey together, they celebrate together. They're happy just with being there, the aim is not the present, is not eating, is not waiting the midnight to open the champaigne, is not the kissess and wishes of a merry Christmas...it's just wanting to be together with the dearest people, like our religion teaches us, in humbleness. In facts, this is the essence of nativity: a way to remind families of the myracle of birth and of all the love around it.

But, how about the other people?
When Xmas comes, everyone has need of home, affection, presents, time spent together.....we become better people, we tend to forget much easily about other people's bad actions. Then, it's not only a religious thing. Why is it so for all?is it perhaps because of the December chill that makes everybody look for each other? Is it perhaps the snow that covers roofs and roads and makes us willing to have hot chocolate?Is the atmosphere of Christmas markets in the towns?Is it just the consumisms machine that shouts positive messages about joy, love-everybody-as-you-love-yourself, panettoni and spakling wine?
The fact is, during Christmas vacation many of us want to be at home.

Who lives far from home wants to be at home....and then, all the above mentioned motivations more than ever acquire their own value, they have an influence and a urgency bigger than before. The expats feel deeply nostalgic, they hang on every friend, they aviod solitude becase if alone they will become sad...

When, actually, we are in aplace like Japan, where a state religion doesn't exist and all people say are buddhists and shintoists on alternate days, where they get married in fake churches by a fake priest (or by a robot, just to be fair to technology here), where Santa is more famous than Matsuo Basho, where the Christmas atmosphere is more watched than experienced, everything then acquires a different meaning and everything becomes suddenly more important.

The message of such feasty and joyful days is so strong that we not only think about who's far away, but also about the weaker, the sick, the ones who suffer in starvation or in poverty or live every day in fear. One thinks about children, the people alone, the victims of violence....
And yet every one has the right to be happy, every one has the right to experience what giving and receiving humna warmth is, and not only at Christmas.
Happy holidays to everyone, may them be joyful and feasty.

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