Tuesday, December 28, 2010

Pranzo di Natale

Giorno di Natale, tutto è pronto per ricevere gli ospiti e festeggiare degnamente la natività. Anche in Giappone. Perchè non importa dove ci si trova, piuttosto è lo spirito che conta. Marina, Alberto, Maki, Alessandro, Masako, Akane, Rossella, Claudio, Elisa, Ilaria....10 persone per 10 ore...sembra quasi uno spot per una maratona di raccolta fondi, ma in effetti 10 ore sono quelle che abbiamo passato assieme, come ogni pranzo natalizio della storia del mondo.
La cronaca -breve- della giornata -lunga- viene narrata mentre l'autore si rilassa in poltrona con una tazza di thè al limone a fianco, in una domenica pomeriggio fredda e ventosa....
Ci siamo riuniti a pranzo qui a casa, ognuno di noi portando un regalo e tantissime cose da mangiare e bere. Abbiamo riso tanto, il tempo è passato piacevolmente, mentre chiacchieravamo animosamente accompagnando il tutto con tanto tanto vino e pasta al forno, polpette al sugo, arancini, crocchette, insalate e torte varie, dolci e salate. Avevamo pure il panettone, pensate!

Anche lo scambio di regali si è rivelato più divertente del solito, grazie alle regole speciali di Rossella, e al protagonista assoluto dell'intera giornata, ovvero il pauroso daikon (verdura giapponese a metà tra una carota e un ravanello bianco) di 3KG!

Mentre ammiravo i miei invitati interagire tra loro, mi meravigliavo del come tutto sia andato alla perfezione, anzi anche meglio: ci siamo trovati tutti a nostro agio, come fossimo amici di vecchia data, eppure nessuno di noi conosceva TUTTI gli altri partecipanti. Come fossimo in famiglia, ci si alternava a riorganizzare la tavola, a servire, a pulire, a preparare. Come fossimo in famiglia, ci siamo seduti attorno al tavolo e semplicemente abbiamo parlato del più e del meno, bevendo del thè.

Il pranzo si è presto trasformato in cena, quando intorno alle 6 qualcuno lamentava un certo languorino. Riscaldiamo gli avanzi del pranzo e, come nulla fosse accaduto, si ricomincia a mangiare da capo, sempre parlando e scherzando tra di noi.
Fino a solo un'ora prima tutti lamentavano pesantezza, ma appena il profumino degli arancini si è diffuso, come tante aspirapolveri, abbiamo ripulito tutto.

Il commento che ricorderò sicuramente con immensa gratitudine è quello di Claudio che dice di essersi sentito a casa....il che mi manda a dormire serena e felice. Non prima di aver chiamato casa -sia skype lodato e osannato in saecula saeculorum- e aver parlato con tutti raccontando della lieta giornata appena trascorsa.

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Christmas day, everything is ready to welcome my guests and celebrate nativity properly. Even in Japan. Because the where doesn't matter, it is the spirit that rather counts. Marina, Alberto, Maki, Alessandro, Masako, Akane, Rossella, Claudio, Elisa, Ilaria....10 people for 10 hours....it seems an advertisement spot for a fund-raising marathon, but really 10 hours is how long we spent together, like every Christmas lunch in the history of the Earth.

The story -short- of the day -long- is narrated by the author while relaxing on a sofa chair, with a cup of lemon tea handy, in a cold and windy Sunday afternoon...
We gathered together here at home, each bringing a present and lots of food and drinks. We laughed lots, time passed nicely, while we were lively chatting and accompanying words with a lot of wine and pasta, meatballs in tomato sauce, arancini, salads, salty and sweet cakes. We even had panettone, figure that!

The presents exchange, too, was funnier than usual, thanks to Rossella's special rules, and to the sole protagonist of the whole day, that is the 3KG scary daikon (Japanese veggie in between a carrot and a white radish)!!

While I was observing my guests interacting I was amazed by how everything went better than perfectly: we all were comfortable with the others, as if we were old friends, although none of us knew ALL the others. Like in a family, we alternated in rearranging the table, serving, celaning, cooking. Like in a family we sat around the dinig table nd just chatted about random stuff while drinking tea.

The lunch soon became a dinner when, at around 6pm, somebody was lamenting a little hunger. We warm up what was left from the lunch and, as nothing had happened, we start eating again, and meanwhile we chat and make fun.
Until just one hour earlier all of us were sound full, but as soon as the smell of the arancini reched our nostrils, like vacuumcleaners, we cleared up everything.

The comment I will surely remeber gratefully is Claudio's who says he felt like home....that sends me to sleep happy. Not before calling home -may skype be blessed in saecula saeculorum- and talk with everyone about the feasty day just passed.
 



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