Sunday, June 20, 2010

Travelogue

Sempre in volo, sempre a mezz'aria, sempre all'area transiti di un ennesimo aeroporto...

Lassù il cielo è sempre blu, di un blu uniforme, intenso, brillante. Non importa che tempo fa a pochi metri da terra, tanto dall'alto si vede sempre e solo blu.
Starsene seduti dentro a un aereo, guardare fuori, dà sempre una sensazione di onnipotenza. Quante volte noi viaggiatori per piacere, per lavoro, per salute, per necessità abbiamo pensato di poter mettere una mano fuori dall'oblò e toccare il manto bianco soffice delle nuvole!Quante volte avremmo semplicemente voluto allungare il braccio e toglierle di mezzo per vedere cosa succede sotto di noi! Sembrano come cotone,come zucchero filato,sembrano uno strato spesso ma morbido di neve appena depositata.
Quello che più mi affascina del prendere un aereo dopo l'altro è proprio il volo in sè e le sensazioni che suscita, i pensieri che mette in moto,le varie emozioni che scatena. Si parte e si è tristi o felici, si lascia un posto per raggiungerne un altro, per poi ritornare o per continuare oltre...
Personalmente preferisco l'atto del viaggiare piuttosto che il raggiungimento della destinazione. Quando si arriva si sa già cosa aspettarsi, ci si ferma, si ha il tempo di ricongiungere tutte le parti di sè, si ha tempo di pensare...
Stare in viaggio invece non concede nulla di tutto ciò, bisogna concentrarsi sugli spostamenti e non si sa mai cosa può accadere.
C'è già chi a Catania aspetta te per portarti a gustare un signor gelato...a Roma apetti invece per un veloce pranzo in compagnia o meglio ancora per passare la notte, e mentre aspetti ti soffermi a guardare gli altri, appena arrivati o in procinto di partire, osservi tutti quelli che aspettano al terminal e sventolano grossi cartelli con i nomi dei clienti....Parigi,Londra come teatro di mancati incontri, città che viste dall'alto non puoi far a meno di voler atterrare al più presto per camminarci dentro.....Pechino coi suoi vocianti cinesi e la sua architettura nuova e accattivante degna delle olimpiadi da poco trascorse....Amsterdam, Monaco, zurigo, Francoforte, Vienna,Melbourne, la Sydney delle spiagge bianche e fini, Brisbane come porta dell'Australia.....ogni viaggio, ogni scalo regala una storia da ricordare e raccontare, ogni partenza presuppone sempre un arrivo, purchè non sia l'ultimo, quello del rientro.
Tokyo è sempre là dove si ritorna, è dove la stanchezza accumulata viene rilasciata, è dove ci si rende conto di chi si è - o chi non si è , è dove il rumore del treno riporta alla realtà, è dove finalmente si ha tempo per pensare,dove ciò che si è cercato di dimenticare ritorna e dove ciò che si vorrebbe ricordare svanisce...Tokyo è, in fondo, casa.




Always flying, always mid-air, always in the transit areas of yet another airport...
The sky is always blue up there, intense, brilliant, uniform blue. It doesn't matter how the ground looks like, because from above one sees always only blue.
Sitting in a plane, looking out, gives a feeling of being omnipotent. How many times haven't we, travelers for fun, business, health, need, thought of putting a hand out and touch the clouds!How namy times would we simply stretch an arm and move them away to see what's below us!They 're like cotton, candyfloss, a thick but soft layer of fresh snow.
What's most facinating in catching planes is right the flight itself rather than the reach of a destination. When one arrive they already know what to expect, they stop, they have the time to reconnect all the parts of themselves, they have time to think...
Keep travelling, instead, is none of those, one need to focus on the moving and never knows what can happen.
There's already someone waiting for you in Catania to take you eat a gorgeous icecream...in Rome you wait for a quick lunch with company or even better to spend the night over, and while waiting you watch other people just arrived or about to leave, you watch all the ones who wait at the terminal waveing big papers with the names of their clients....Paris, London as theatre of missed encounters, cities which, seen from above, you can't wait to loand to walk in them...Beijing with its chatty Chinese and its new and catchy architecture...Amsterdam, Munich, Zurich, Frankfurt, Wien, Melbourne, Sydney and its white fine beaches, Brisbane as doors to Australia....every journey, every trasfer gives a story to remember and to tell, every departure supposes an arrival, unless is the last, the returning back.
Tokyo is always the city of the return, it's where exhaustion is released, it's where one realizes who we are - or we are not, it's where the sound of the train brings back to reality, it's where one has eventually time to think, where what we have tried to forget comes back and what we would like to remember goes away...Tokyo is, all in all, home.

4 comments:

  1. a nice ending.
    has tokyo really become home for you?
    i've recently been thinking about this, i've been living in zagreb for 11 years and still consider my hometown to be "home", i don't know why that is.

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  2. cheers Mlad!
    Home is where you feel good, where you feel you have your own space, time and freedom to be yourself.

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  3. Mi fai tornare la voglia di un lungo viaggio in macchina fregandomene della meta (anzi probabilmente non ne vorrei neanche una).

    Forse siamo troppo orientati a dover raggiungere per forza certi obiettivi (=mete) che ormai non comprendiamo più (anche gli aspetti migliori) come raggiungerli.

    Paolo
    PS per il momento lascio aperta la "discarica"...non so fino a quando

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  4. paolo, che sei caro....sempre lì presente coi tuoi commenti che mi mettono di buon umore!!!
    Grazie del tuo costante supporto.
    Sono un pò stanca di spaces, devo dire, ma solo ora ho finalmente messo in atto una decisione che era stata presa mesi,se non anni, or sono...
    se la discarica è abusiva però stai attento nel tenerla aperta ok? :)

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