Saturday, October 31, 2009

Rough Kushimoto 串本

Quasi alla fine del grande tour del Kansai si colloca Kushimoto, città all'estremo sud della penisola Kii.
In questo viaggio fatto di disavventure e inconvenienti lievemente spiacevoli, non poteva mancare anche la lamentela su Kushimoto...non fraintendetemi, non sono polemica, bensì mi limito a condividere le mie osservazioni sulla scarsa organizzazione per l'accoglienza ai turisti.

Kushimoto si trova abbastanza lontano da Wakayama, due ore sul limited express. Poichè gli orari di partenza e rientro sono abbastanza limitanti, l'idea migliore all'arrivo a Kushimoto è quella di noleggiare una bici per l'intero pomeriggio (non si può arrivare a Kushimoto prima delle 11...) e prepararsi ai 20 e oltre km necessari per esplorare una delle più belle aree naturali sinora viste. Geofisicamente parlando, Kushimoto vanta una costa prevalentemente rocciosa, alcune spiaggette d'eccellenza, vari isolotti raggiungibili in pochi minuti in barca e la barriera corallina più al nord al mondo, dove pesci tropicali nuotano felici tra le tiepide acque cristalline. Per chi volesse, è possibile fare immersioni, o anche entrare nel parco acquatico e scendere in una torre sottomarina per osservare il profondo blu da dietro spessi vetri.

Su un isolotto a pochi metri dalla terraferma, collegato da un ponte di recente costruzione, esistono persino tracce storiche dela presenza turca in Giappone, con un monumento a dei marinai turchi scampati a una tempesta grazie all'aiuto degli abitanti della città, e un museo dedicato alla presenza turca nell'area.

In generale, dunque, la bici si presenta il mezzo perfetto per raggiungere i fari situati alle punte estreme della costa, i siti storici, i punti panoramici e le aree di maggiore interesse turistico. Ma a Kushimoto apparentemente possiedono solo due o tre bici da affittare -ovviamente già prese- e quindi dovendomi arrangiare con gli autobus, la giornata cosi come era stata programmata è stata soggetto di profonde variazioni e ho dovuto scegliere. E la cosa mi ha particolarmente infastidito. Inoltre, poichè tutto si trova a est o a ovest della stazione centrale, e poichè tutti gli autobus fanno capolinea qui, ho perso più tempo per andare da una parte e tornare in stazione, poi cambiare e andare dalla parte opposta e rientrare in stazione, e cosi via...

Le scelte poi sono anche state effettuate in base agli orari degli autobus -per fortuna la guida presa al centro informazioni si è rivelata utilissima in questo senso- e in base alle ore di luce rimaste, sicchè una intera area di Kushimoto è rimasta inesplorata. Grrrr!!!

Lasciato da parte lo sconforto iniziale, mi dirigo per prima cosa a vedere la perla di Kushimoto, ovvero Hashigui Iwa (橋杭岩 - letteralmente, pilastri del ponte di pietra). Per poco non mi sembrava di essere a casa tra i faraglioni di Acicastello!!Rocce appuntite spuntano fuori dal mare allineate in fila quasi a voler raggiungere la vicina isola di Oshima come a formare un ponte di pietra. Granchi e paguri,e ogni genere di creatura di scoglio vivono nascosti tra le insenature di Hashigui, godendo di bassa e alta marea per potersi sfamare. Il mare infrange le sue onde sulle alte rocce, mentre la placida superficie dell'acqua all'interno riflette minutamente e perfettamente le punte degli scogli.

Ogni elemento naturale particolare ha la sua leggenda, e anche Hashigui ne ha una che mescola religione e credenze popolari.
Si narra che la popolazione di Kushimoto volesse costruire un ponte che collegasse la terraferma all'isola di Oshima poco distante, ma che un demone fosse contrario. Egli distruggeva il lavoro che i laboriosi e pazienti abitanti avevano portato a termine in una giornata, così che il ponte non potè essere costruito. Un giorno un monaco buddhista famoso per le sue grandi virtù, fu pregato di parlare con il demone e dissuaderlo. Il monaco fece un patto col demone: il demone gli avrebbe dato una forza pari a quella di 100 cavalli e se il monaco avesse terminato, con l'uso della sola sua forza, la costruzione del ponte prima del canto del gallo, il ponte sarebbe rimasto per sempre. Se però il monaco non fosse riuscito a costruire il ponte in una sola notte, allora nessuno mai lo costruirà. Il monaco, accettato il patto si mise al lavoro e aveva fatto preoccupare non poco il demone, il quale si rese conto che il ponte stava per essere completato. Allora simulò il canto del gallo così che il monaco, credendo che fosse arrivata l'ora, dovette fermarsi a metà dell'opera. E tutt'oggi Hashigui Iwa si interrompe in mezzo al mare, come fosse stato interrotto misteriosamente.

Dopo abbastanza tempo trascorso ad ammirare quest'angolo di paradiso roccioso, torno in stazione per beccare in tempo l'autobus che mi porta al picco più a sud del kansai:longitudine est 135°46', latitudine nord 33° 26'. Dalla stazione di Kushimoto a Shionomisaki si attraversa il punto più stretto della penisola: solo 300 metri da est a ovest....

Vicino il faro di Shionomisaki, un sentiero porta proprio sul precipizio sul mare, e un immensità di rocce e scogli frastagliati si apre ai miei occhi. E il mare aperto. Dicono si abbia la sensazione di vedere che la terra è proprio rotonda da questo punto di oservazione, e quasi quasi ci credo.



Faccio nuovamente in tempo a riprendere l'autobus del ritorno e rieccomi poco dopo in stazione con un sole che sta per tramontare, poco incoraggiante per spingermi verso l'isola di Oshima e dare un'occhiata alla costa sud dal secondo faro, quello di Kashino, per cui non mi resta che rassegnarmi e aspettare il treno del ritorno.
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Close to the end of the kansai tour is Kushimoto, city at the extreme south of Kii peninsula.
In this trip made of uneventful happenings, the complain about Kushimoto couldn't be skipped...I mean, I am not really complaining, but just observing some facts about the lack of organization in welcoming tourists.

Kushimoto is enough far from Wakayama, two hours by limited express. Since departure and return times are quite limiting, the best idea is, arriving in Kushimoto, to rent a bycicle for the entire afternoon (one can't be in Kushimoto before 11...) and get ready to the more than 20Km requested to visit one of the most beautiful natural landscapes seen so far. Geophisically, Kushimoto can be proud of a beautiful rocky coast, some excellent beaches, various islets easily reachable by boat in a few minutes, and the northernmost coral reef in the world, where tropical fish swim happily in the warm crystal waters. Who wants to experience it, diving is possible here. Also there's a marine park where they thought of a submarine tower so that one can go down in the sea and look at the deep blue sea from behind thick glasses.

On a small island near mainland, linked to it by a recently built bridge, are even historical traces of the Turkish presence in Japan: there's a monument dedicated to some Turkish sailors who escaped a tempest thanks to the help of the Japanese living around Kushimoto, and there's also a dedicated museum.

So, in general, the bike is the perfect mean of transportation to reach the lighthouses at the two ends of the coast, the historical sites, the panoramic sites, and the touristically interesting areas. But, apparently, in Kushimoto they have just two or three bycicles - already takes, of course- and since I had to pace myself and get along with buses, the day, contrarily to what was planned, was subject to deep variatons and I had to choose. And this annoyed me quite a lot. And also, because everything is either east or west of the main station, anc since all the buses had final stops there, I lost a lot of time just to go to a place and go back to the station, then get on another bus and go to another place and come back, and so on...

The choices, however, had to be made according to the crappy bus schedules - and at least fortunately the guide I'd grabbed a t the tourist information office was useful with that- and according to the time of the day and sun light. That is, a whole part of Kushimoto remained unexplored. Grrrr!!!!

Left behind the initial disconfort, I first head to the pearl of Kushimoto, that is Hashigui Iwa (橋杭岩 - litterally, stone bridge pillars). I felt home between the rocks of Acicastello (coastal town with volcanic rock beach in Sicily). Sharp aligned rocks jump out from the sea like a stone bridge as if they wanted to connect with the close Oshima island. Crabs and other tiny creatures live hidden in Hashigui rocks, making high and low tides their only source for survival. The sea crashes its waves on the tall rocks, while the quiet waters inside reflects perfectly the stones tips.

Any special natural element has its own legend, and Hashigui has got one too, mixing popular beliefs and religion.
It is said, the population of Kushimoto wanted to build a bridge to connect mainland with the not so far Oshima island, but a demon was contrary. He destroid every day th work of the inhabitants so that the bridge was never done. One day a buddhist monk, famous for its great virtue, was implored to talk with the demon and let him stop. The monk made an agreement with the demon: the demon would give the monk the strength of 100 horses and the monk, using only his strength had to build the bridge overnight. if he succeeded the bridge would stay, otehrwise it won't ever be built. The monk accepted and started working frantically, so much that the demon was worried the monk could indeed finish the work, so he bluffed and faked a cock-crow. The monk,hearing it, believed the time was over and stopped at half of the work. To date, hashigui Iwa stops half-way between mainland and Oshima, as if it was myseriously interrupted.

After I spent enough time to admire this little rocky paradise, I go back to the station to hop jut in time on the bus driving to the southernmost point of Kansai: east longitude 135°46', north latitude 33° 26'. From Kushimoto station to Shionomisaki we also crossed the narrowest point of the peninsula: 300meters west to east...

Near Shionomisaki lighthouse, a rough path takes to a cliff edge where I can admire jagged cliffs and rocks below me. And the open ocean. They say one has the impresison to see the earth is round from here, and I sort of believe it.

I make it for the bus again just in time and I am back at the station with a sun going down, not encouraging to head to Oshima island and have a look a the coast from the other lighthouse, Kashino lighthouse, so I surrender to the day and wait for the train to return.


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