Wednesday, August 5, 2009

Fly high

L'effetto che fa volare è sempre particolare. Tutte le volte che mi trovo in aeroporto vengo presa da sentimenti contrastanti, eppure la sensazione che mi prende al momento dell'imbarco è la stessa ogni volta: batticuore e meraviglia. Mi meraviglio sempre quando vedo gli aerei cosi grossi e i piloti dentro cosi piccoli! E mi rendo conto che volare è proprio bello! Ma bello davvero. Pensi che tra poco enterai in un mezzo enorme, ti siedi, accorci le distanze volando.


E in tempi di low cost e di viaggi last minute, ci si rende conto che davvero tutti adesso possono viaggiare usando un mezzo di trasporto che fino a pochi anni fa per molti era ancora un lusso. Vedo uomini d'affari, farmacisti o medici che partono per conferenze o convegni, vedo professionisti, avvocati, economisti. vedo anche facce di chi inizia una nuova vita, facce di chi è stanco, facce di chi non ha la minima idea di dove va. Facce di chi fa parte del popolino, uomini e donne che non sanno come ci si comporta o di come ci si debba muovere. Facce di gente cafona e maleducata, facce di gente disinteressata e distante. Ognuna di queste facce è appiccicata a una persona e ognuna di queste persone porta con se una storia, tante storie, storie di inizi, storie di fini, storie di ricongiungimenti o storie di separazioni. Si ha la testa per aria in aereo, e non è un modo di dire. La si ha per aria sul serio. Si fantastica -chi non è occupato a leggere i giornali o scrivere al pc le ultime mail prima del meeting- su tutto, si osserva il cielo blu o grigio o bianco per le troppe nuvole. Il fatto di poter volare è qualcosa di magico e misterioso. Cosa c'è in un aereo che spinge tutti a fare milioni di fotografie agli aerei parcheggiati o in volo al terminal? Non si smette mai di meravigliarsi di fronte a un decollo o un atterraggio, perchè? In effetti vedere un tale ammasso di lamiera, ingegneria e meccanica così imponente, pesante, e sapere che tale mostro è tenuto in aria sospeso a migliaia di piedi da terra da una

persona soltanto fa un certo effetto. Penso che ci sia un misto di paura, quasi soggezione direi, e di fascino...ci si sente proprio piccoli al cospetto di un aereo. Gli aeroporti oggi non sono altro che stazioni di parcheggio e di transito per un mezzo di trasporto qualsiasi, veloce si, ma ordinario oramai. E chi si trova a trascorrere anche una sola ora ad aspettare seduto da qualche parte prima della partenza non può non notare il viavai di aeromobili, di ogni taglia e bandiera, che arrivano, che partono, che imbarcano gente, che manovrano, che corrono all'impazzata sulla pista. E quasi quasi il mestiere di pilota sembra un mestiere da poco, da nulla.

Che dire allora di quando ci si trova dentro un aereo? Se prima ci vedevamo piccoli già di fronte a un singolo aereo, pensate a come ci si possa sentire minuscoli di fronte alla infinita vastità della terra vista da lontano....le case, le strade, le macchine, le piante, gli edifici, via via che si sale su in alto, tutto comincia a diventarte piccolo e ancora più piccolo. E alla fine tutto si riduce a tanti puntini luminosi su una distesa sconfinata.

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The effect of flying is always particular. Any time I am at the airport I am assaulted by opposites feelings, and yet, what I feel at the moment of the embarkation is the same every time: heartbeat and wonder. I wonder when I see the planes so big and the pilots inside so little! And I realize flying is really, really nice. You think that soon you'll enter a humongous means, you sit down, you shorten all distances by flying. And in the days of low cost and last minute travels, we realize everyone can travel by a means of transportation which was considered luxury till few years ago. I spot businessmen, farmacologists and doctors going to conferences or seminars, I see professionists, attorneys, economists. I see faces of people who starts a new life, who are tired, who have no idea of where they're giong. Faces belonging to simple people, men and women who don't know how to do, what to do there. Faces of rough, miseducated people, distant faces, faces of people disinterested. Every face is stuck on one person, and each of there persons bring a story with them, many stories, stories of beginnings, sories of endings, stories of separations or stories of reunions. People have their heads in the clouds, and it's not a clichè, I mean for real. People fantasize on everything - when they're not busy in reading newspapers or writing the last emails before the meeting- , we look at the blu or grey or white sky. The act of flying is something magical and mysterious. What is in a airplane that makes everyone take millions of fotographs of the planes parked or landing or taking off? Why one can't stop wondering at a landing or at a take off? In facts, seeing such a huge, heavy, impressive combination of iron, engineering and mechanics, and knowing that this monster is kept in the air, thousands of feet above the ground, by one person only, has a certain effect. There's I think, a mixture of fear, awe and fascination...one feels really small confronting a plane. Nowadays airports are just parking areas for a ordinary means of transportation. Fast but ordinary. Who's sitting waiting for theyr departing flight can't not notice the traffic of planes, of every size and flag, arriving, leaving, manouvering. And the job of pilot seems common, easy, ordinary.

What about when inside the plane? If before we considered ourselves small compared to a plane, imagine how infinitesimal we must look compared to the vastity of the planet.... houses, roads, cars, plants, buildings, they all become smaller, the higher we fly. And in the end everything is reduced to a bunch of scattered dots on a borderless plain.

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