Sunday, July 12, 2009

Naritasan Shinsoji Gion Matsuri -- 成田

Da Tokyo a Narita si passa dalla civiltà alla vita rurale, dal moderno all'antico, si attraversano immense distese di risaie, dove ormai le piante sono verdi e alte e sanno molto di prato inglese. Narita, intendo un posto non certo l'aeroporto internazionale di Tokyo che ha lo stesso nome...


Due ore di treno da casa e si è in un altro mondo: Marina è andata a vedere una festa a Narita, in un tempio, l'ennesimo, immenso. Gion matsuri, questo il nome della festa, per i giapponesi equivale a dire Kyoto, perchè il famoso festival in Giappone che porta questo nome è proprio a Kyoto. Non molti sanno, e neanche io sapevo, però che anche a Narita ve ne è uno uguale. Trovare il tempio non è difficile in situazioni del genere, difatti mi è bastato seguire la massa e sono stata catapultata nella giusta direzione. Appena arrivata individuo i carri, uno per ogni fazione della città, che aprono le processioni verso il tempio. Bellissime le bambine in processione vestite e truccate di tutto punto come delle bambole, belli i costumi, belli i carri, simpatico in generale l'intero evento.

Non volendo sprecare molte ore in piedi ad aspettare che la parata avesse termine, proseguo per il tempio,che è il vero obiettivo del mio viaggio. Cammino lungo la Omotesando dorii (omonima strada della chic Omotesando doori a Tokyo) dove negozietti di souvenir e oggetti fatti a mano, ristoranti, si allungano per tutta la strada. In discesa. Faccio il mio ingresso al Naritasan Shinsoji con molta difficoltà dovuta alla massa di fedeli raccolti lungo le strade che rendevano difficile persino camminare. Il tempio è una continua scoperta: prima l'ingresso principale, con il piazzale frontale colmo e stracolmo di bancarelle con vivande e giocattoli e souvenir di ogni tipo; poi il secondo ingresso con la lanterna e via all'ascesa. Salite le scale si arriva nel piazzale interno su cui si affacciano il tempio principale, la pagoda a tre piani e vari edifici. Tutt'intorno al padiglione principale si estende un mare di ciottoli, alberi e fiori, tempietti minori, altari, eccetera. Una cosa che cattura la mia attenzione è il muro che circonda circa tre lati dell'immenso piazzale: alto più di tre metri, il muro è interamente ricoperto da placche di pietra scura con incisi sopra chissà se nomi di defunti o nomi di donatori magnanimi...Ma non finisce qui, perchè salendo un'altra rampa di scale arrivo a un altro piazzale con altri padiglioni e templi. E sono già rimasta senza parole per il primo giro al piazzale giù, quando avvisto qualcosa in lontananza. E scopro un altra enorme pagoda, con un solo piano ma talmente grande da incutere soggezione. Da qui si ricomincia la discesa da un'altra parte e è come essere entrati in uno di quei giardini delle residenze reali francesi di fine '6oo, con scalinate, aiuole ben definite, fontane e siepi. Il giardino, piuttosto che essere uno di quelli dove le piante creano meravigliosi disegni, è invece un bosco di alti alberi dai dritti tronchi che svettano sfidando il cielo. In mezzo al boschetto, un intricato saliscendi di vialetti e percorsi degni di esperti di hiking, ma anche laghetti artificiali, gazebo-palafitta, tartarughe e carpe giganti. Addirittura, immerso nella vegetazione, un piccolo edificio che da lontano sembrava dismesso ma che invece accoglieva monaci impegnati in esercizi spirituali a lume di candela (si poteva intravvedere l'interno attraverso delle aperture nelle pareti). E accanto, una cascata. Insomma, boschi popolati da elfi e fatine, processioni di santi e buddha, gnomi e animali incantati, il tempio di Narita sembra proprio il posto perfetto per il prossimo Harry Potter.
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From Tokyo to Narita is going from civilization to rural life, from modern to ancient, is traversing immense rice fields where plants are now green and high and give the idea of a lawn. Narita, meaning a place and not Tokyo international airport which has the same name...

Two hours by train from home and I'm in another world: Marina went to see a festival in Narita, in a temple, the number n one, huge. Gion matsuri, this is the name of the festival, equals Kyoto for the Japanese, because the nationwide famous festival with this name is in facts in Kyoto. Not many people know, though, and neither did I, that there's a similar one in Narita. Finding the temple is easy in such situations, in facts it was enough to follow the crowds to be led to the right direction. As soon as I arrive I spot the cars, one for each chast in the city, opening the processions towards the temple. Very beautiful the girls dressed up and made up like dolls, beautiful the costumes, beautiful the cars, nice the whole event in general.

I didn't want to spend all the time standing along the streets to wait for the parade to finish, so I headed to the temple, which was the real aim of the trip. I walk Omotesando doori (same name of the chic Omotesandodori in Tokyo) where souveninrs shops, handcraft shops, restaurants sit inline all the way through. Down a slope. I make my entrance at Naritasan Shinsoji with some difficulties due to the so massive amount of worshippers gathered on the streets that even walking was hard. The temple is a continuous discovery: first the main gate shoved to a a huge square filled with all sorts of stands selling food and toys; then the lantern gate and after passing it I climb up the stairs. At the top there's the main inner square where the main pavillon, the three storeys pagoda, and various buildings sit. Around the main temple is a sea of pebbles, and flowers, trees, minor shrines. Something catches my attention and it's the wall surrounding three sides of the large square: more than three meters high, it is totally covered with stone plates with names carved on them, dunno whether it's dead peoples' names or wealthy donors' names...There's more though, because I climb another bunch of stairs and I am in another pebbles square with more shrines and temples. I was already speechless once I reached this last area, when I notice something else in the distance among the trees.

It's another humongous pagoda, one story only, but so big that it was scary. From here, on a different side from where I came, I start going down again and I have the impression I have entered the gardens of one of those French royal residencies of the late 17th century, with stairs, flowers well placend and curated, fountains, bush walls. The garden, to say the truth, more than being one of those where the plants draw wonderful shapes, it's instead a forest with high trees with straight trunks, ascending high to the sky. Inside the forest were paths made I guess for expert hikers *pant pant*, and ponds, turtles, giant carps and so on. Also, a little building hidden in the vegetation that looked inhabited and abandoned had inside monks in the middle of their spiritual practices in candle-light (I could see through the openings in the walls). And next to it, a small waterfall, yes. So, woods populated by elphs and fairies, processions with saints and buddhas, gnomes and fantasy animals, Narita temple looks the perfect candidate place for the next Harry Potter.
 


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