Thursday, April 16, 2009

Mystique Easter

Domenica di Pasqua e che si fa? Si va al tempio, ovviamente...

Solo perchè la giornata era troppo invitante per trascorrerla a casa, una passeggiatina al tempio è l'ideale per trascorrere un paio d'ore in un'altra dimensione e poi tornare alle solite faccende domenicali. In compagnia di Michela, mi dirigo verso Sojiji. L'area è vasta, i padiglioni, i cancelli, i giardini sono tanti. Ci limitiamo a passeggiare e ammirare fino a che arriviamo al padiglione principale dove è in corso quella che potrei definire messa. Da fuori non ci siamo accorte di nulla, ma arrivate all'ingresso ci siamo rese conto delle celebrazioni. La scena che si apre davanti a noi è veramente affascinante: un'unica sala grande come due campi da pallavolo, su cui dei monaci stavano in piedi o in determinati momenti durante la funzione si inginocchiavano.

Tutti vestono in bianco, poi uno strato superiore in nero e un drappo marrone di diverse tonalità distingue presumibilmente i gradi di istruzione dei monaci. Divisi in due gruppi uno di fronte all'altro, l'altare al loro fianco. Quello che impressiona di più è il loro canto, basso, continuo, mistico. Sembra un canto gregoriano, solo che è cantato in giapponese antico, monotonico, preciso. E dava l'impressione che i monaci non si fermassero neanche per respirare, al che per spiegarmi come cio potesse essere possibile, ho pensato che ci devono essere due gruppi, così che a un momento ben preciso, il gruppo in silenzio parte col canto e affianca l'altro gruppo che poco dopo si ferma e riprende fiato. E così via per lunghi lunghi minuti.

I vari momenti della funzione, l'inizio e la fine dei canti sono scanditi da un tintinnio di campana oppure da un gong secco, e occasionamente si vedono leggiadri monaci fluttuare in mezzo ai loro pari per raccogliere con movimenti precisi e studiati i libretti dei canti.

Ad un certo momento entra un sacerdote, ha in mano un bastone, e recita delle preghiere, accompagnato dallo scandire del gong. E poi il canto riprende e tutti cominciano a camminare come in processione formando un unico serpentone e girano seguendo un percorso chiuso. Una serie di successioni di inchini e rialzarsi e poi a quanto pare tutto finisce.

La nostra esperienza mistica si conclude, e così anche la nostra pausa pomeridiana.
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Easter Sunday and what to do? Go to the temple, obviously...

The day was too nice ot be spent at home, hence a walk to the temple is ideal to spend a couple of hours in a different dimension before going back to the usual sunday stuff. Together with Michela, I head towards Sojiji. The area is huge, many shrines, many gates, many gardens. We just walk and wander till we reach the main temple where they're celebrating what I'd call a mass. From outside we couldn't notice anything but closer to the doors we realised there was something going on.

The scene in fron of us is fascinating: one unique big hall, as big as two volleyball courts, on which many monks stood or kneed down at precise moments during the function. All of them are dressing white clothes underneath, then a outer black layer and finally a cover in various tones of brown, probably to mean the distinctions between the monks' different levels of education. They were divided into two groups, facing each other, and the altar was on their side.

What impressed me mostly was their chant, low, continuous, mystic. It sounds like a gregorian chant, the only difference being that it was sung in ancient Japanese, monotonic, precise. And I had the impression that the monks didn't even stop to breathe, so to explain myself how it could be, I thought that there must be two groups, so that at a precise time the group that stays silent starts singing following and covering the other group, which stops singing to breathe. And so it goes for several minutes.

The moments of the ritual, the start and the end of the chants are measured by a bell or a gong sound, and occasionally some monks can be seen fluctuate among their peers to gather the songs booklets with well studied movements.

At one moment a minister holding a stick appears and recites some prayers, still accompanied by the gong. And then the chant starts again, everybody starts walking in circles following a closed snakish path. A succession of bows and apparently everything's over.

Our mystic experience is over too, and so is our afternoon break.
 

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