Monday, March 23, 2009

Purosangue

Vivere in una società aperta, altruistica e multietnica, avere una coscienza sociale, volersi sentire e volersi rendere utili, essere solidali sono elementi che contraddistinguono ormai la stragrande maggioranza di cittadini nel mondo, autoctoni o espatriati. Eppure esistono ancora posti dove si sente una certa discriminazione latente e apparentemente inspiegabile. Parliamo di un gesto semplice ma nobile come quello di donare il sangue. Pare che le regole in Giappone siano abbastanza restrittive al riguardo, in quanto a quasi un terzo della popolazione del pianeta non è assolutamente consentito donare sangue. Incominciamo dall'inizio dunque.


In azienda gira un foglio illustrativo (anche in inglese, il che lascia intendere che almeno qualcosa si muove verso l'internazionalizzazione) su come e quando e perchè donare sangue. Bisogna ovviamente rientrare entro certi canoni di peso e bona salute generale, e in più bisogna che si rientri in una delle "fasce protette" e quindi poter essere donatori di sangue. Ovvero bisogna che il potenziale donatore non abbia vissuto in una delle seguenti nazioni (segue interminabile elenco di paesi), per un periodo che varia tra 1 giorno (Gran Bretagna), 6 mesi (regioni europee), 5 anni (alcune nazioni dell'europa e quelle dell'est) tra gli anni 1979 e 2005. Tradotto in pratica, quasi nessun cittadino europeo può donare sangue a meno che abbia vissuto fuori dal suo paese natale negli ultimi 30 anni (anno più anno meno...). Strano ma vero, nella fascia protetta rientrano asiatici, africani e americani, sud e Nord America.....

Di conseguenza, seppure veniate pervasi da uno stimolo altruistico e benefattore, sappiate che state perdendo tempo: il vostro sangue non è puro abbastanza per esere usato in casi di emergenza. Riappacificatevi con voi stessi, basta comunque il pensiero.
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living in a open-minded, multiethnic and philantropist society, having a social awareness, willing to feel and to be useful, being suportive are all distinctive elements of the majority of the world population, either native or expat. And yet places where one feels a hidden discrimination and apparently unexplicable exist. We are talking about a simple but precious act like blood donation. It seems that the rules about it are very strict in Japan, in facts to nearly one third of the population of the planet donation is absolutely forbidden.

let's start from the beginning, then.

A paper appeared at the company --in English even, which leaves some hopes about internationalization-- on how, when and why donate blood. Naturally we are required to fit certain criteria of general health and weight, and moreover we need to fit one of the "safe range" zones, and so being able to donate blood. That is: the donor must heve lived aoutside one of teh following countries --long list of all the countries follows-- , for a period between 1 day (Great Britain), or 6 months or even 5 years for all the European and eastern European countries in the years between 1979 and 2005. Which means, pratically, that no one european citizen can donate unless they have lived out of their country in teh last 30 years (more or less...). Strange but true, Asians, Africans and Americans, fit into the safe ranges....

Consequently, even though youmight be full of benefic stimula, be aware that you're wasting your time: your blood is not pure enough to be used in the emergencies. Live in peace with yourselves, anyways thinking about it is already enough.

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