Monday, June 12, 2017

No pizza no life -- A casa di A&P

And once again I took over my friends’ kitchen, or actually just their grill oven, to cook some pizzas.

I had promised I would make pizza for them, so it was about time that we got into business. We didn’t have an oven, but against all odds, we managed to make the best out of the little grilling device all stovetop pieces in Japan have. Normally, as also indicated by a very self-explanatory drawing next to the start button, it is used to grill fish, although I have used it for so many other things. But I had never tried it for pizza, so I did it the first time at my friends’ place.

In the afternoon we prepared the dough, a lot of it, and while we let it rise for some time we took a walk around the neighbourhood. I later laid 12 balls of dough on a table, and started preparing the toppings. The dough was beautiful, I have to say, soft and elastic, although I bet it would have liked a few more hours of rest.

We had to try a few different preparation protocols before we actually found one that gave good results, and in the end, it would take me exactly 7 minutes per pizza, 2 minutes to spread and season, 5 minutes to bake. The crematorium, as my friend loved to call her grill oven because it has two rows of flames one above and one below the tray, worked just fine, and we managed to cook the pizza almost as well as a in traditional stone oven, or, well, at least so said my friends’ guests who loved it. We also had an amazing green salad, fruits, ice cream and a pound cake to complete the menu.

I spent most of the dinner time in the kitchen, as per usual, bouncing back and forth between the table and the oven, despite the efforts to keep me from doing too much. They all made sure my glass was always full, though…what else could have I asked for?

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E di nuovo mi sono impossessata della cucina dei miei amici per fare, stavolta, le pizze.

Infatti avevo promesso ai miei cari amici che avrei fatto la pizza per loro ed era ora che si arrivasse ai fatti. Nonostante non avessimo un forno adatto, contrariamente alle aspettative siamo riusciti a sfruttare al meglio il piccolo grill che si trova in tutte le cucine giapponesi. E’ piccolo, e come be indica una immaginata vicino al bottone di accensione lo si usa per grigliare il pesce. Io a dire il vero lo uso per altre cose, come abbrustolire il pane per la bruschetta, ma non lo avevo mai provato per la pizza. Alla fine la prima volta lo abbiamo provato a casa dei miei amici.

Prima, il pomeriggio, abbiamo preparato l’impasto e nell’aspettare che lievitasse abbiamo fatto una passeggiata. Dopo ho preparato 12 panetti sul tavolo e ho preparato tutti gli ingredienti. La pasta e’ venuta bene, soffice ed elastica, anche se sono sicura che qualche altra ora di lievitazione avrebbe giovato.

Ci sono voluti un po’ di tentativi prima che trovassimo il protocollo giusto per ottimizzare la preparazione, ma alla fine ci e’ andata benone con 7 minuti per pizza, 2 minuti per stendere la pasta e condirla e 5 per la cottura. Il crematorio, cosi come la mia amica definisce il suo grill visto che ha due file di fiamma, una sopra e una sotto la griglia, ha funzionato a meraviglia e la pizza sembrava quasi come fatta nel forno tradizionale, o per lo meno e’ stata molto apprezzata dagli ospiti che avevamo. Avevamo anche come complemento una insalata verde buonissima, della frutta, un dolce e del gelato.

La maggior parte della serata sono stata ai fornelli, facendo avanti e indietro per cuocere tutte le pizze, nonostante gli sforzi di tutti nel tenermi meno occupata possibile. Ma di una cosa si sono assicurati, che il mio bicchiere fosse sempre pieno. E che posso chiedere di più?





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