Monday, April 10, 2017

Tiramisu - S.O.P.

Something fun happened at work recently thanks to an excellent idea given by one of the office secretaries: we had a tiramisu day. That’s right, scientists can do other things besides staring at their computer monitors all day trying to figure out how to save humanity.

The good excuse to put the party machine in motion was to use up all the food supplies we have in stock for emergencies (you know, Japan, earthquakes…) before they expired. In fact, we had received a new bulk of supplies, so we could get rid of the old ones. Most of these supplies were canned bread, which sounds awful but actually it is not, and there came the suggestion to use those sponge breads as base for tiramisu. I couldn’t say no to such an idea, so I decided to prepare it acting like my food recipe was a lab experiment protocol and made jokes about making it into a scientific paper publication. 

We had all details figured already: funding body (the boss himself contributed to the expenses for buying the “reagents”), principal investigator, main author (the one who did al the dirty work, aka myself), secondary authors (my colleagues who helped in preparing the breads), samples origin and description, methods, validations (the replication of the tiramisu experiment into 6 trays of goodness, the tasting of all colleagues), results, and all.

I spent a couple of hours in the afternoon to prepare all the tiramisu, in-situ, then I stored it in a cool place (the labs cold room, yay!) until the end of the working day when everybody was called in to try a piece. The final result was better than I expected. I feared those breads I used would not be right for the recipe, but in the end everybody liked it, as the high rate of disappearance of the tiramisu form the trays indicated. It was a good way to end a day, and it was also a good excuse to bring people together.

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Grazie a una fantastica idea che mi e’ stata suggerita da una delle segretarie in ufficio, un giorno abbiamo fatto il tiramisu. Ebbene si, gente di scienza può fare anche altre cose oltre a fissare lo schermo del computer tutto il giorno per capire come poter salvare l’umanità. 


La scusa per mettere in moto la macchina dell’intrattenimento e’ venuta dal fatto che si voleva utilizzare tutte le scorte che avevamo per le emergenze (sapete, no, Giappone, terremoti..) prima che scadessero. Difatti, avendo ricevuto le scorte nuove, potevamo benissimo disfarci di quelle vecchie. La maggior parte delle scorte erano pagnotte in lattina, che suona brutto, ma credetemi non lo e’.

Cosi si fece strada l’idea di utilizzare le pagnotte come base per il tiramisu, e non potendo dire no mi sono dedicata ai preparativi. Ho persino fatto finta che la mia ricetta fosse un metodo sperimentale di ricerca, e non sono mancate le battute riguardo a voler pubblicare il lavoro su una rivista scientifica. Avevamo gia tutto in mente: l’agenzia di supporto economico (il capo e’ stato colui che ha finanziato l’acquisto dei “reagenti”), l’investigatore principale, autore principale (la sottoscritta, colei che ha fatto tutto il lavoro sporco), autori secondari (i colleghi che mi hanno aiutato con la preparazione dei panetti), origine dei campioni e descrizione, procedure, verifica dei risultati (replicazione dell’esperimento su 6 vassoi, i colleghi che hanno fatto i test di assaggio), risultati e tutto. 

Ci sono volute un paio d'ore nel primo pomeriggio per preparare il tiramisu, sul posto, poi l'ho messo a consolidare in un posto fresco (il lab con i congelatori haha) fino a quando e' giunta la fine della giornata lavorativa e ho richiamato tutti. Il risultato finale e' stato meglio di quello che mi aspettavo, devo dire. Infatti mi preoccupava l'aver utilizzato i panetti per questa ricetta, ma alla fine tutti hanno apprezzato, come ha dimostrato la velocita con cui il tutto e' sparito. E' stato un bel modo per finire la giornata, e anche una buona occasione per raggruppare tutti, ogni tanto.






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