Tuesday, March 7, 2017

Vegetarian food school

Recently I started a new menu for my cooking classes. I chose to provide a vegetarian menu in case somebody out there has been put off because of a lack of green options.

I have to say that coming up with new ideas is not easy. So far, I’ve been focusing on simple dishes that are easy to reproduce at home. We all know, we attend a cooking class, and months later the recipes are well forgotten despite the notes and photos we took. Well, not for my pastas. 

But then, for every potential new menu, I have to also browse around in order not to pick recipes that were already available by someone else, and that’s when things get complicated. Several times I have stumbled upon the very same recipe again and again, which made me wonder whether I should add my own version too…

I also start to see growing competition. Not mine, I mean, but the more I look up some other teachers’s menus, the more I see that they all try to impress. I still prefer to stick to the simplest recipe possible, because I am not confident myself in reproducing some elaborate ones.

Anyway, driven by a-priori knowledge or simple faith, lots of people still sign up for my classes and I receive more requests to open new dates than ever. That’s somewhat reassuring, as I always see uninterpretable expressions on the face of several of my students, whether they’re satisfied or not…

The vegetarian menu, now. Definitely some of my most favorite vegetables were picked for some no-meat, no-fish, no-egg (if you prefer) experiments: a delicious eggplant parmigiana, its ownership still contended between Sicily and Campania regions I guess, then rice filled paprikas, a very much reminder of a recipe my beloved Iranian friend used to cook (you know who you are and I miss you), then fried pumpkin and rice soft cakes with honey as dessert.

There was a lot of frying involved, so definitely not a light meal, yet a rather healthy one.

As usual, the ensemble of people who gather to learn about Sicilian food are from the most different and interesting backgrounds, each of them carrying a story. I was so happy when one of them told me she wanted to learn to cook something good to surprise the husband (who normally is the house cook). That’s so sweet! And I wish her to succeed! I made my student work a lot this time, peeling, slicing, frying. But at the end, although I know that I should have focused more in improving the taste of the food instead of talking about places I visited in Japan, I guess everyone was satisfied with the results, regular attendees or not. 

This being the debut of a new menu, I didn’t have high expectations only high anxiety. From the next time my class can only improve, for the joy of my students.

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Tempo di nuovi menu per le mie lezioni di cucina. Stavolta ho pensato a un menu vegetariano nel caso ci fosse qualcuno che si e’ sempre tirato indietro per carenza di opzioni.

Devo anche dire che pensare a nuovi menu non e’ facile. Finora mi sono focalizzata su piatti semplici che sono facili da ricreare a casa. Sappiamo bene che mesi dopo aver preso lezioni di cucina, la stessa ricetta imparata con tanto di appunti e foto e’ ormai finita nel dimenticatoio. Beh, non con la mia pasta.

Pero’ ad ogni nuovo menu corrisponde una ricerca per capire un po’ cosa gli altri propongono, giusto per non riproporre le stesse ricette. E le cose si complicano. Infatti mi e’ capitato di trovare la stessa ricetta più volte, al che mi sono domandata se fosse il caso di aggiungere anche la mia versione o no…

Mi sa che comincio ad avvertire anche un pizzico di competizione. Non da parte mia, sia chiaro, ma più menu guardo e più vedo che si prova a fare cose particolari. Nonostante tutto io sono sempre dell’idea che semplice e’ meglio, anche perché non mi sento proprio all’altezza di riprodurre ricette elaborate. 

Comunque, o fidati da informazioni acquisite o da pura fiducia, un sacco di gente si registra per le mie lezioni e ricevo sempre più richieste di lezioni a date specifiche. In un certo senso la cosa mi rassicura, visto che non sempre riesco a interpretare le espressioni che vedo sui volti dei miei studenti, se soddisfazione o critica…

Allora, il menu. Ho scelto tra le verdure che amo di più per questo mix di piatti fatti apposta per chi non ama carne o pesce o uova (se si vuole): una parmigiana di melanzane che tuttora non si sa se e’ originaria della Sicilia o della Campania, poi peperoni ripieni di riso che mi ricordano tantissimo quelli che mi preparava spesso la mia carissima amica iraniana, poi zucca fritta e infine crespelle di riso al miele. Certo, vista la quantità di frittura dieci che i piatti non erano proprio leggeri, ma direi comunque relativamente sani.

Come sempre, un interessante gruppo di studenti con diversi interessi e lavori si e’ riunito a casa per imparare. Una di loro, voleva sorprendere il marito (che di solito e’ chi cucina) con dei piatti nuovi e solo per questo ha scelto la mia lezione. E spero proprio che la sorpresa le riesca, se lo merita. Stavolta li ho fatti lavorare tutti parecchio, per sbucciare, affettare e friggere, ma penso che alla fine siano rimasti tutti contenti, anche se mi rendo conto che avrei dovuto passare più tempo a controllare la cucina piuttosto che parlare dei posti che ho visitato in Giappone…

C’e’ da dire che la prima volta di un menu e’ sempre governata da ansia, ma penso che gia dalla prossima volta le cose non possono che migliorare, per la gioia dei miei studenti.





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