Tuesday, March 14, 2017

Cooking with kids

Don’t ask me how, as it’s too long to explain, but I became a cooking teacher for kids for one day! Yes, language exchange cooking, I’d call it, and here cooking is in my opinion one of the best ice breakers.

Four school kids, two girls and two boys aged between 7 and 12 years old, came to my place accompanied by their English teacher and tried to step out of their comfort zone by practising English with me. Now, I have no experience in teaching children, even less in interacting with them in a foreign language they barely know, so I can honestly say I was more preoccupied than they were….What to say? How to say it? How to handle them? Will they understand? Will they get bored? Worries, worries, worries. All for nothing. In the end it was a fun experience and I am glad I could be the one engaging them. 

At their age, kids could not understand word by word, but it was all about giving them a preview of what they would be able to do one day, once their skills mature, if they so wish. 

I thought of some dishes from the Sicilian tradition that could be interesting for kids, so I picked recipes that required a lot of hand work and little thinking: arancini, salmon pies and panna cotta (because, well, kids love sweets). And after the cooking was done I could easily tell the kids needed a break from so much English and so much effort, so they gladly took some time to tease each other or make origami that ended up being presents for me (and a friend of mine who helped me with photographs). Lovely.

These kids were well behaved, attentive and I was impressed by how carefully they followed from beginning to end. All of them learned quickly, and surprisingly could make the rice balls without turning my kitchen into a battlefield. Not even some adults can do that much. They remembered all the steps even better than I could, and from what I hear it seems one of them already tried to make dessert at home. Best reward ever!

***********

Non mi chiedete come che e’ lungo da spiegare, ma mi sono ritrovata a insegnare cucina siciliana a dei bambini! Lo chiamerei un evento linguistico di cucina, che, la cucina, tra le altre cose e’ uno dei migliori strumenti per rompere il ghiaccio.

Quattro ragazzini, due maschi e due femmine di eta’ tra 7 e 12 anni, sono stati accompagnati dalla loro insegnante di inglese e si sono sforzati un po’ a fare pratica con me. Ora, io non ho per niente esperienza a insegnare a bambini, tantomeno farlo in una lingua che loro a stento conoscono, quindi posso onestamente dire che io ero più preoccupata di loro…Cosa dire? E in che modo? Come li gestisco? Capiranno qualcosa? Si annoieranno? Pensieri, pensieri, pensieri, alla fine per niente. Infatti e’ stato tutto molto divertente e sono contenta di aver interagito con loro.

I ragazzini, vista la loro eta’, non hanno capito tutto parola per parola, ovviamente, ma in ogni caso l’idea era di prepararli a cosa potrebbero essere in grado di fare un giorno, se ne avranno intenzione.

Per il loro menu ho pensato a qualcosa che richiedesse un sacco di manualità e poco ragionamento, quindi ho optato per arancini, salmone in crosta e poi panna cotta, perché si sa che ai bambini piacciono i dolci. Quando abbiamo finito con le spiegazioni, ho visto che avevano proprio bisogno di staccare con l’inglese e quindi si sono messi a farsi i dispetti oppure hanno fatto un sacco di origami che poi sono rimasti a me come regalo (e anche a una mia amica che mi ha aiutato con le foto). Troppo carini.


Questi ragazzini si sono comportati davvero bene, sono stati attenti e hanno seguito dall’inizio alla fine della lezione, hanno tutti imparato in fretta e sono riusciti a fare gli arancini senza neanche sporcarmi la cucina!! Meglio di molti adulti. Si sono ricordati tutti i passi meglio di quanto potessi fare io, e addirittura mi e’ giunta voce che uno di loro abbia gia provato a fare la panna cotta a casa. Che e’ la più bella ricompensa uno si possa aspettare.










No comments:

Post a Comment