Monday, December 26, 2016

Cooking class anxiety: when your fear of messing up is real

One would think that, when in one's confidence zone, nothing can interfere with one's doing.

Well, I had to reconsider that. Since I started giving cooking lessons, I have realised how challenging cooking can be (if we let it be, I shall add), even in my case where cooking is as natural as breathing.
I once experienced a case of a complaint from one of the Japanese participants to a class. I think the comments were out of place, as I had done everything by the book and perhaps what I explained was not understood well (language barrier? sudden distraction? blank moment?). In any case, although well aware that it was nothing I should be concerned about, I have been teaching every class with the alert sign on since then.

And, well, that's not a good thing. Nervousness causes mistakes. Like in the case of my latest Christmas menu class. Gasp!

To begin with, one of the attendees had a peculiar expression on her face, serious and critical, which I interpreted as one of those two: "she's waiting for me to do something wrong" or "she is just very concentrated". That already gave me cold sweats.

Later, we were all chatting happily around the table, hot wine being the conversation aid of choice for the day, when I realised I forgot the cookies (one of the recipes) in the oven...I basically burned them all. I have to say my guests appreciated the rock-hard dessert, or that is what they said at that moment, anyway...

Then, maybe due to the hot wine or to the absentmindedness, I forgot to serve another of the dishes we prepared at the beginning of the class and that we kept in the fridge. Actually, we all forgot about it, but that didn't make me feel any better.

At the end of the day, these details may not matter; however, I do care about details, too, as they can either ruin or boost a person's self-esteem if they are noticed (or go unnoticed).

I gave a nice demo on how to prepare a meat roll like a chef, while the recipe instructions I provided gave a descriptions for an easier, everyone-can-do-this preparation, using a trick I devised while putting the menu together. I lengthly explained both procedures, hoping that this would result into a positive feedback. Fortunately, the time I had calculated for the whole menu to be prepared was more than what we needed, so I could go into a detailed explanation, with more examples and tricks.
Hopefully, what these people learned is enough to overlook the details.

In the end it was a nice class, people became more talkative after a few mulled wine glasses, and the conversation went way over the end time...

In this respect, I also have to say I still haven't quite understood what do, whether I shall say that it's time to close or I simply wait that they all leave. It seems it depends on the participants, some need to be told explicitly to "now get out, it's late", some just get up and leave on the dot.

I have another class coming up in a few days, and this will be the last Christmas menu class. By now I should know how to do it right from beginning to end. Fingers crossed.

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Uno e' portato a pensare che quando ci si trova nel proprio elemento non c'e' nulla che possa andare storto. Ebbene, mi sono dovuta ricredere da quando ho incominciato le lezioni di cucina; anche se cucinare e' una cosa che mi viene naturale come respirare, presenta pur sempre tante difficolta'.

Mi e' capitato una volta che una delle mie allieve si sia lamentata. Direi che la sua era una critica infondata, magari dovuta o a un problema di comunicazione o di distrazione, visto che ho fatto tutto secondo le regole...pero' anche se so che non mi devo preoccupare di queste cose, da quel giorno in poi insegno sempre con una certa ansia.

E questo non e' bene, perche' si sa che se si e' nervosi si tende a fare errori, come e' capitato nella mia ultima lezione del menu di Natale.

Per cominciare, una degli ospiti aveva un'espressione seria tutto il tempo che non sapevo bene se interpretare come criticismo in agguato o concentrazione pura, e gia' questo era fonte di stress.
Dopo, quando il vin caldo aveva gia' iniziato a fare effetto e stavamo parlando del piu' e del meno, mi rendo conto che avevo lasciato il dolce in forno...ovvero, ho bruciato il dolce. Nonostante cio', pare che gli allievi abbiano gradito i biscotti un po' croccanti, o almeno cosi e' parso durante la cena.
Poi, o per via del vino o proprio leggerezza, ho dimenticato a servire una delle portate che avevamo preparato all'inizio e che stava in frigo per rassodare. Il fatto che tutti ci siamo dimenticati non mi aiuta a sentirmi meglio.

Puo' anche darsi che alla fin fine tutti questi dettagli non contino nulla, eppure io ci faccio caso perche' sono proprio i dettagli che determinano successo o fallimento, in base a chi li nota (o non li nota).

Sperando nel caso in cui tali dettagli vengano ignorati, ho anche spiegato un modo di preparazione per una ricetta che e' complicato, in aggiunta al metodo piu' semplice che avevo descritto nelle istruzioni. Questo e' anche stato possibile perche' il tempo che avevo dedicato alla lezione era di fatto piu' lungo di quello che ci e' servito in pratica, quindi mi sono dilungata in spiegazioni dettagliate e reiterate.

Quindi, alla fine la lezione e' stata abbastanza bella, e tutti si sono intrattenuti piu' a lungo del previsto.

Che poi, riguardo a questo argomento, io non so bene come comportarmi, visto che di volta in volta pare cambiare: allora, visto che le lezioni hanno un ora di inizio e di fine, mi chiedo se devo essere io quella a dire che abbiamo finito o devo aspettare con pazienza che tutti se ne vadano. A volte pare che la gente ha bisogno di un piccolo incoraggiamento esplicito a togliersi dai piedi, altre volte invece la gente se ne va via all'orario spaccato.

Tra qualche giorno ho un'altra lezione, l'ultima con il menu natalizio e spero che dopo queste esperienze riesca a non combinare pasticci. Incrociamo le dita e stiamo a vedere.

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