Wednesday, December 28, 2016

Christmas lunch party - Take III

On Christmas day, I got up early, grabbed my backpack loaded with goodies and off I went to delight some friends with a few food creations of mine. I now know how cook-on-demand works…I mean, how do these people manage to bring food ingredients and tools without forgetting anything (essential)? I must get a wagon, one of those with a caricature image of me on the sides, so that I can roam Tokyo roads, blare around like those ice cream trucks, and only mess up others’ kitchens instead of mine, wahahaha.

Anyway, site of the Christmas action was a friends’ place in central Tokyo, where I showed up right after coffee time and started cooking undisturbed. I do like their kitchen, is better designed than mine and slightly more spacious, and cooking there was more of a pleasure than anything else. The house -and the hosts!!- was also perfectly Christmassy, and that helped to create the right atmosphere.

Surprised by my own self, I cooked all dishes in less than 2 hours, although we know (you cooks out there) how hard it is to move around in someone else’s kitchen…the oven is different, the ingredients we use don’t necessarily match those we find there, sometimes we’ve got to improvise. And improvise I did.

Alright, my Christmas lunch menu for the occasion was light and simple, because we don’t want to stuff ourselves, do we. It consisted of a cheese cake, I mean my super awesome recipe for a cheese cake, then black sauce spaghetti, creamy vegetable soup with raisins and roasted seeds, with lemon chicken, all accompanied with mulled wine. The chicken my friend had was not right for making a roll, my original idea, so in the end I figured I’d chop it up, stir fry it with some spices and lemon, then add it to the vegetable soup. Judging by the feedback, all was good. Except, I think, the cake, which was not completely cooked in the center. Yep, ovens…

Fortunately, we had other sweets, fruits and an amazing lamb roast (nana’s Greek recipe woohoo) kindly provided by the other guests so that my failure could be easily forgotten and forgiven. Speaking of lamb, I was so happy I could eat lamb, it had been a while since last time I had some and the flavour brought back lots of memories from home.  

And of course, I proposed my Christmas quiz for the last time before retiring it. I have to say that people did really well! The hosts even contributed to the quiz, by arranging a consolation prize as well. So nice.

One only less nice part was that we unfortunately were on a tight schedule, but however early I arrived and however enough notified the guests were, we had to delay the lunch and ended up rushing things a bit. Nothing too bad, really, but that only meant that we had less time to spend together. I hope the kitchen at my friends’ wasn’t too messy after I left. And I hope they managed to keep some leftovers for the day after…

And the third and last party of the Christmas series is done. Now, no more parties, no more cooking, no more cleaning. For a while.

Happy holidays.

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La mattina di Natale m sono svegliata, ho preso il mio zaino pieno di robe buone e sono partita per andare a deliziare degli amici con alcune delle mie creazioni culinarie. E ora so anche come funziona la cucina a domicilio…nel senso, come cavolo fanno queste persone a portarsi ingredienti e utensili senza dimenticare nulla? Mi servirebbe un furgone, uno di quelli con una caricatura mia sui lati, con cui vado in giro per le strade di Tokyo strombazzando e insozzare le cucine degli altri invece della mia, hahaha.

Comunque, teatro dell’azione natalizia e’ stata la casa di due amici a Tokyo, dove mi sono presentata poco dopo il caffe mattutino e ho iniziato a cucinare indisturbata. Mi piace la loro cucina, e’ progettata meglio della mia, più spaziosa e alla fine cucinare e’ stato più un piacere che altro. Poi, da aggiungere, la casa -e i proprietari anche- era perfettamente decorata, cosi da aiutare nel creare l’atmosfera giusta.

In meno di due ore, per mia stessa sorpresa (noi cuochi sappiamo bene che differenze di forni, ingredienti, eccetera richiedono a volte anche improvvisazione), ho messo assieme l’intero menu, che e’ stato all’insegna della leggerezza e semplicità proprio perché mica vogliamo appesantirci, no? Dunque, ho preparato una cheesecake seguendo la mia fantastica ricetta, poi spaghetti al nero di seppia, una crema di verdure con uvetta e pollo, il tutto innaffiato da vin cotto. A dire il vero, l’idea era di fare un rotolo di pollo e spinaci, ma la carne che la mia amica aveva a casa non andava bene e quindi ho cambiato il piano e ho semplicemente aggiunto il pollo a pezzi, prima ben speziato e aromatizzato col limone, alla crema di verdure. In base ai commenti ricevuti, penso che tutto sia stato di gradimento, a parte la torta penso, che non si e’ ben consolidata nel centro. Eh, i forni degli altri!

Per fortuna c’erano altri dolci, e frutta portati dagli altri ospiti, e un fantastico agnello al forno (ricetta greca della nonna), sempre portato da uno degli ospiti, quindi credo proprio che c’era del materiale per far loro dimenticare del mio fallimento.
Ovviamente non potevo non proporre il mio questionario natalizio per l’ultima volta. E devo dire che e’ andata molto bene. Tra l’altro, abbiamo anche avuto un gentile contributo con premi di consolazione addizionali da parte dei padroni di casa.

L’unico dettaglio meno felice della giornata era che avevamo le ore contate. Infatti, non importa quanto presto io sia arrivata per cucinare, non importa quanto spesso uno raccomanda agli invitati di essere in orario, alla fine abbiamo ritardato il pranzo e ci siamo dovuti sbrigare un po’. Niente di che, solo che alla fine uno non ha poi abbastanza tempo per stare con gli amici. Spero comunque di non aver lasciato una cucina disastrata, e che i miei amici abbiano potuto godere di qualche avanzo…

E con questo, la serie delle feste natalizie si chiude. Ora niente più festini, niente più cucina per un lungo periodo.

Felici vacanze.

Tuesday, December 27, 2016

Customer service rocks

When things like what I am about to tell happen, I regain faith in humanity. And I appreciate the well known, efficient Japanese service even more. 

It’s a warm -warm for December, that is- but extremely windy morning, grey and dull, it’s early and I have just woken up, feeling too sick to go to work.

Then somebody is at my door, and when I open I recognise the post office clerk who, the day before, had taken my parcel and processed it. It was all done quickly, as efficient as always, then I went to work. In the evening I found a hand written note in my mailbox, from that very clerk, saying they couldn’t send the parcel to Australia because of some of the items in it. Since it was too late, I had decided to go to the post office first thing the morning after. The above mentioned morning.

But the woman was quicker, she got me before I could get her. First she explained that I could not send those items to that place because it has strict rules in that regard, so she suggested that I go to the office and get reimbursed of my expense. So, why bothering at all to come to me and tell me in person? She had already gone out of her way to put a note in my mailbox!! Well, as she said, it was her day off at the post office, so she made sure she was the one to deal with my problem. This is customer service!!

Anyway, it doesn’t end there. After I have profusely thanked her for the bother (I mean, really, she could have just left it at it) she goes, only to rings my doorbell again minutes later, this time she brought my parcel, my money and a little token (to apologise for the trouble she is giving me — as if the problem is her doing, not the strict rules). In the end, I got everything sorted without even leaving my own place. She made my day. I was even more grateful when it started raining later, so that I didn’t have to go out in that bad weather at all.

Thank you Ms post office clerk, it was really not necessary at all. I appreciate all your efforts and I will make sure I’ll pass it forward, somehow. Lots of blessings your way.

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Quando succedono cose come quello che sto per raccontare, ho di nuovo fede nell’umanità. E in più apprezzo ancora meglio il notorio efficiente servizio giapponese.

E’ una tiepida mattina -tiepida per dicembre- ma estremamente ventosa, grigia e piatta, e’ presto e mi sono appena svegliata, troppo malata per andare in ufficio.

A un certo punto qualcuno suona alla porta e quando apro riconosco la persona nell’impiegata dell’ufficio postale che il giorno prima aveva trattato una mia spedizione. Tutto viene fatto rapidamente, come sempre, e poi sono andata in ufficio. La sera ho poi trovato una nota scritta a mano nella mia cassetta delle lettere, scritta dall’impiegata di cui sopra, dicendo che alcuni degli oggetti nel pacco non potevano essere spediti. Visto che ormai era tardi, avevo pensato di andare alla posta la mattina seguente. La mattina in questione.

Ma la signora e’ stata più veloce e mi ha cercata fino a casa. Prima mi spiega perché e cosa non si può spedire perché pare ci siano delle regole ferree in base alla destinazione, e poi mi dice di andare all’ufficio postale per essere rimborsata. Dico, perché mai questa doveva disturbarsi di dirmi il tutto di persona? Era gia passata la sera prima per lasciarmi un biglietto, poteva benissimo fermarsi li! Ma siccome dice che era il suo giorno libero, si era sentita in dovere di farmi sapere, visto che era lei quella che ha preso in custodia il mio pacchetto. Alla faccia del servizio clienti!

Comunque, non e’ finita li. Dopo che ho abbondantemente ringraziato l’impiegata per il gran disturbo (cioè, dico, poteva pure lasciar correre), lei se ne va e poco dopo ritorna di nuovo con in mano il pacchetto e i soldi da restituirmi, in più un piccolo pensiero (per scusarsi del disguido, come se fosse colpa sua se non ho potuto inviare il pacco). Perciò, alla fine, ho sistemato il tutto senza neanche dover uscire di casa. Sul serio, la signora mi ha illuminato la giornata. Che poi la gratitudine e’ cresciuta dopo che si e’ messo a piovere di brutto.

Grazie mille signora impiegata, non era per nulla necessario ciò che ha fatto, e apprezzo tantissimo. Faro’ in modo di passare il favore.

Monday, December 26, 2016

Cooking class anxiety: when your fear of messing up is real

One would think that, when in one's confidence zone, nothing can interfere with one's doing.

Well, I had to reconsider that. Since I started giving cooking lessons, I have realised how challenging cooking can be (if we let it be, I shall add), even in my case where cooking is as natural as breathing.
I once experienced a case of a complaint from one of the Japanese participants to a class. I think the comments were out of place, as I had done everything by the book and perhaps what I explained was not understood well (language barrier? sudden distraction? blank moment?). In any case, although well aware that it was nothing I should be concerned about, I have been teaching every class with the alert sign on since then.

And, well, that's not a good thing. Nervousness causes mistakes. Like in the case of my latest Christmas menu class. Gasp!

To begin with, one of the attendees had a peculiar expression on her face, serious and critical, which I interpreted as one of those two: "she's waiting for me to do something wrong" or "she is just very concentrated". That already gave me cold sweats.

Later, we were all chatting happily around the table, hot wine being the conversation aid of choice for the day, when I realised I forgot the cookies (one of the recipes) in the oven...I basically burned them all. I have to say my guests appreciated the rock-hard dessert, or that is what they said at that moment, anyway...

Then, maybe due to the hot wine or to the absentmindedness, I forgot to serve another of the dishes we prepared at the beginning of the class and that we kept in the fridge. Actually, we all forgot about it, but that didn't make me feel any better.

At the end of the day, these details may not matter; however, I do care about details, too, as they can either ruin or boost a person's self-esteem if they are noticed (or go unnoticed).

I gave a nice demo on how to prepare a meat roll like a chef, while the recipe instructions I provided gave a descriptions for an easier, everyone-can-do-this preparation, using a trick I devised while putting the menu together. I lengthly explained both procedures, hoping that this would result into a positive feedback. Fortunately, the time I had calculated for the whole menu to be prepared was more than what we needed, so I could go into a detailed explanation, with more examples and tricks.
Hopefully, what these people learned is enough to overlook the details.

In the end it was a nice class, people became more talkative after a few mulled wine glasses, and the conversation went way over the end time...

In this respect, I also have to say I still haven't quite understood what do, whether I shall say that it's time to close or I simply wait that they all leave. It seems it depends on the participants, some need to be told explicitly to "now get out, it's late", some just get up and leave on the dot.

I have another class coming up in a few days, and this will be the last Christmas menu class. By now I should know how to do it right from beginning to end. Fingers crossed.

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Uno e' portato a pensare che quando ci si trova nel proprio elemento non c'e' nulla che possa andare storto. Ebbene, mi sono dovuta ricredere da quando ho incominciato le lezioni di cucina; anche se cucinare e' una cosa che mi viene naturale come respirare, presenta pur sempre tante difficolta'.

Mi e' capitato una volta che una delle mie allieve si sia lamentata. Direi che la sua era una critica infondata, magari dovuta o a un problema di comunicazione o di distrazione, visto che ho fatto tutto secondo le regole...pero' anche se so che non mi devo preoccupare di queste cose, da quel giorno in poi insegno sempre con una certa ansia.

E questo non e' bene, perche' si sa che se si e' nervosi si tende a fare errori, come e' capitato nella mia ultima lezione del menu di Natale.

Per cominciare, una degli ospiti aveva un'espressione seria tutto il tempo che non sapevo bene se interpretare come criticismo in agguato o concentrazione pura, e gia' questo era fonte di stress.
Dopo, quando il vin caldo aveva gia' iniziato a fare effetto e stavamo parlando del piu' e del meno, mi rendo conto che avevo lasciato il dolce in forno...ovvero, ho bruciato il dolce. Nonostante cio', pare che gli allievi abbiano gradito i biscotti un po' croccanti, o almeno cosi e' parso durante la cena.
Poi, o per via del vino o proprio leggerezza, ho dimenticato a servire una delle portate che avevamo preparato all'inizio e che stava in frigo per rassodare. Il fatto che tutti ci siamo dimenticati non mi aiuta a sentirmi meglio.

Puo' anche darsi che alla fin fine tutti questi dettagli non contino nulla, eppure io ci faccio caso perche' sono proprio i dettagli che determinano successo o fallimento, in base a chi li nota (o non li nota).

Sperando nel caso in cui tali dettagli vengano ignorati, ho anche spiegato un modo di preparazione per una ricetta che e' complicato, in aggiunta al metodo piu' semplice che avevo descritto nelle istruzioni. Questo e' anche stato possibile perche' il tempo che avevo dedicato alla lezione era di fatto piu' lungo di quello che ci e' servito in pratica, quindi mi sono dilungata in spiegazioni dettagliate e reiterate.

Quindi, alla fine la lezione e' stata abbastanza bella, e tutti si sono intrattenuti piu' a lungo del previsto.

Che poi, riguardo a questo argomento, io non so bene come comportarmi, visto che di volta in volta pare cambiare: allora, visto che le lezioni hanno un ora di inizio e di fine, mi chiedo se devo essere io quella a dire che abbiamo finito o devo aspettare con pazienza che tutti se ne vadano. A volte pare che la gente ha bisogno di un piccolo incoraggiamento esplicito a togliersi dai piedi, altre volte invece la gente se ne va via all'orario spaccato.

Tra qualche giorno ho un'altra lezione, l'ultima con il menu natalizio e spero che dopo queste esperienze riesca a non combinare pasticci. Incrociamo le dita e stiamo a vedere.

Friday, December 23, 2016

Christmas dinner party - Take II

If I managed to survive the first of my holiday dinners, I barely survived the second one which was one I dreaded most: with my coworkers! All in all it went well, but I was nervous anyway. I guess it all goes back to the quintessential problem of having mostly male coworkers, in the sense that if I want to be heard I have to learn to raise the voice.

The last day of work in this year for many of us, it was an abnormally warm day. The air was almost stuffy, grey clouds were hanging low since the previous night, and even if some could have guessed it rained, none of us could have imagined that a crazy storm would hit us later in the evening. The wind was so strong that all doors and windows were noisily slamming (my window handle broke and I couldn’t shut the window at all), rain was pouring and it really felt one of those last days on earth kind of evenings.

But my guests came over, brought more than enough supplies, and partied. Then the problem was finding a nice way to send them all home. I am surely not the kind of person who stays cool and guilt-free when it’s the moment to get them all out. But, with a worsening storm and an approaching last train time in the recipe, I had no choice but to persuade a group of drunk men (mostly men) over 30 to, ehm, leave. Did I say I had another event planned for the day after as well? Tough. It is just tough job to do. I mean, that of having to put an end to the party. I hate to be the bad guy. 

Anyway, rewind to the entertaining bits of the dinner.

My friends were all in the perfect party mood, they got me plenty of food and drinks, they played nice and got me more presents than I would need. And, for once, nothing in my apartment was damaged! No cracked chairs, no broken book shelves, no stains, no dead plants. But I had taken my precautions, too, by putting away all potential dangers. Heh.

We did play again a secret santa present exchange game, and this time my guests were not worried to steal somebody’s nice(r) present. Whether those people interested in the involuntary exchange will speak again, I can’t tell. But I have to say that everyone managed to pick awesome gifts, so in the end I think we all were satisfied. Some slightly defeated, alright, but in general happy with what we got. Oh, all except one of us who, despite the repeated warm reminders, arrived waaaaay to late to participate. Next time, should such a scenario happen again, I will withdraw my gift from the pile so that the late comer(s) can swap gifts with me.

I also proposed my Christmas trivia quiz game again, and, oh, in case you get the same idea make sure there are no computational scientists in the room! I should have known that fob a scientist with Q&A lacking evidences and support is never a smart move…

Now, after the storm and the party have passed, my fridge is stuffed with a large selection of leftovers: fried chicken (of course), quiche, quinoa salad, cake, dumplings, mulled wine, a mushroom risotto that never was (I didn’t end up cooking it due to the already abundant offer), smoked salmon. I guess my Christmas will be longer this year.

And now time to get onto the next dinner planning.

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Se ero riuscita a sopravvivere la prima delle mie cene, ho fatto fatica per la seconda che era poi quella che temevo di più: la cena tra colleghi! Alla fine tutto e’ andato bene ma comunque ero nervosa. Mi sa che si può far risalire il tutto al classico problema dell’avere per la maggior parte colleghi maschi, cosi che se una vuole farsi sentire deve imparare a alzare la voce.

Per molti di noi ultimo giorno lavorativo dell’anno, e’ stato un giorno stranamente caldo. L’aria era quasi stantia, nuvole grigie coprivano il cielo in maniera compatta e anche se ci potevamo immaginare pioggia in arrivo per la sera, non ci potevamo di certo immaginare l’arrivo di una tempesta sul tardi. Giusto per dire, il vento era cosi forte che tutto sbatteva e sibilava, e addirittura la mia finestra e’ stata anche sfasciata (non si chiude più). In sostanza sembrava una di quelle sere da fine del mondo.

Ma lo stesso i miei invitati si sono fatti vivi, carichi e hanno partecipato attivamente. Poi il problema e’ stato come mandarli a casa. Io di sicuro non sono il tipo di persona che freddamente riesce a mandare via la gente. Pero’ c’era una tempesta in arrivo e l’orario dell’ultimo treno si avvicinava, quindi non avevo altra scelta se non convincere un gruppo di (principalmente) uomini sopra i 30, alticci, a andare via. Che poi, ho gia accennato che per il giorno successivo avevo gia qualcos’altro pianificato? E’ dura, dico, essere quelli col compito di porre fine a una festa. Odio essere quella cattiva.

In ogni caso, ritorniamo al meglio della cena.

I miei amici erano tutti di buon umore, mi hanno portato cibo e bevande a sufficienza, si sono comportati bene e mi hanno anche dato più regali di quelli che in realtà avrei bisogno. E per una volta non ci sono stati danni! Niente sedie rotte, niente mensole distrutte, niente macchie, niente piante rovesciate, niente di niente. E’ anche vero che stavolta avevo preso le mie precauzioni e avevo tolto di mezzo ogni potenziale pericolo.

Di nuovo, abbiamo fatto un gioco per lo scambio di regali, e stavolta i miei colleghi non erano per niente intimiditi dal rubare il regalo di qualcun altro. Se poi quelli coinvolti nel contenzioso si parleranno in futuro, non lo so. Ma comunque, va detto che tutti hanno scelto regali fantastici e quindi alla fine siamo tutti stati contenti. Va bene, forse alcuni anche un po’ sconfitti, ma in ogni caso contenti. Ah, no, tutti tranne uno che, nonostante le ripetute raccomandazioni, e’ riuscito sempre a arrivare troppo in ritardo per partecipare. In effetti, se mi dovesse capitare una situazione del genere una seconda volta, forse in quel caso mi estrometto dal gioco cosi che poi posso fare lo scambio con i ritardatari.

Ancora una volta ho proposto il mio questionario natalizio, e devo precisare che nel caso vogliate fare lo stesso, assicuratevi prima che non ci siano ricercatori nel gruppo! Me lo dovevo aspettare che convincere un ricercatore della validità delle risposte quando non ci sono supporti scientifici dietro non e’ una mossa intelligente…

E ora dopo che sia la tempesta che la festa sono passate, il mio frigo testimonia i bagordi: pollo fritto (ovviamente), torta salata, insalata, torta, involtini di carne, vin cotto, parti del risotto che non fu (nel senso che non sono arrivata a prepararlo vista l’abbondanza), salmone. Eh, vuol dire che il mio natale quest’anno sara’ piuttosto lungo.


E ora e’ tempo di dedicarsi alla cena successiva.

Monday, December 19, 2016

Christmas dinner party - Take I

Beautiful end of a beautiful day after beautiful end of a beautiful day (it doesn’t seem December at all), this year is closing in. Another year.

We’ve started with the Christmas parties already, for us usually happening way before their time as people tend to travel. So, before everyone runs away, we’re getting our Christmas outfits, presents and moods geared up.

Actually, I had decided I didn’t want to host parties anymore. Just too much hassle, too many people, too loud, too much testosterone around, this last one especially abundant for co-workers parties. Anyhow, it so happened that I got involved with three parties, without seeing them coming.

First one was the weekend just passed, the party group made of the friends from the neighbourhood. A friend’s apartment one floor below, was picked for the aperitif. Some of us sooner some later, everyone gathered there for a toast and some starters. The happy party then moved to my place to have dinner, proper Italian Christmas style: home made lasagna.

In order to finish cooking within the evening, I started all preparations a few hours earlier, helped (thankfully) by a friend, one of the other guests. We were there preparing the sauce, mixing the dough, rolling it, and we were late to the aperitif. But we made it. We even managed to assemble some finger food, prepare the desserts (yes, plural) and all before joining the others.

Also, since we don’t like boring, we organised a Secret Santa gift exchange, with some present stealing and some funny outcomes that kept us entertained all night long. If before my risky conversation topics were politics, religion and soccer, now they are politics, religion, soccer and bananas. HAHA.

For my Christmas dinners series I also prepared a quiz this year, and this first dinner saw its debut. Well, nothing original, just taking bits and pieces of information here and there and arranging them in a questionnaire. There was even a prize for the winner: home made banana pound cake. And no, I didn’t know before that the entire evening would revolve around bananas. It was not planned. 

I have to say that playing the game after we’d had a few bottles already maybe wasn’t fair, as people’s minds were rather obfuscated. But that only increased the fun.
In the end, after a contested and ill-counter-argued question, we had a joint win. I thought that could have been a possibility, so I was prepared, for the joy of both winners. Two cakes. Phhhhhhewwwwwww!

There will be a second party soon, and with it a second trivia night. Maybe at the end of the whole round I shall proclaim the winner among the winners…stay tuned.

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Bellissima conclusione di bellissimo giorno dopo bellissima conclusione di bellissimo giorno (non pare proprio dicembre) anche quest’anno volge al termine.

Qui si e’ gia incominciato a festeggiare per Natale…si fa prima di solito visto che molti tendono a viaggiare, quindi prima che tutti si dileguino prepariamo il vestito per la festa e i regali per l’occasione, e ci mettiamo all’opera.

A dire il vero, avevo deciso di non organizzare più feste. E’ sempre troppo lavoro, troppe persone, troppo casino, troppo testosterone in giro, quest’ultimo soprattutto quando si tratta di feste coi i colleghi. Eppure, com’e’ e come non e’, mi sono ritrovata con tre serate da organizzare.

Il fine settimana appena passato ha visto la prima festa della serie, tra amici del vicinato. L’appartamento sotto al mio, uno degli amici, e’ stato scelto per l’aperitivo. Chi prima chi dopo, ci siamo ritrovati per il brindisi e qualche assaggio. Dopo di che l’allegra brigata si e’ spostata da me dove abbiamo fatto cena in vero e proprio stile italiano: lasagna fatta in casa.

Al fine di completare in tempo, io e un’altra carissima amica del gruppo ci siamo messe a preparare con qualche ora in anticipo. Con la scusa di fare prima il sugo, poi tirare la sfoglia, poi organizzare qualche altro stuzzichino, poi preparare i dolci (si, più di uno) siamo arrivate tardi all’appuntamento.

Inoltre, visto che non ci piace la noia, abbiamo anche organizzato uno scambio di regali e ci siamo pure divertiti parecchio. In più, quest’anno ho addirittura pensato a un questionario a premi, dove il premio era ovviamente una ciambella alla banana fatta in casa. Il debutto del mio quiz e’ stato proprio a questa cena, e forse a pensarci ora, fare il gioco dopo un bel po’ di bicchieri non era una mossa tanto intelligente…le menti offuscate dei concorrenti non hanno funzionato come di dovere, ma tutto questo non ha fatto altro che contribuire al divertimento generale.
Alla fine del gioco, dopo una domanda contestata e non ben contro-contestata, c’e’ stato un pari merito. E per fortuna che io, prevedendo la possibilità, avevo due premi!!!


Presto ci sara’ una seconda cena, con lo stesso gioco a premi. Chissà che non mi tocca poi proclamare il vincitore tra tutti alla fine?

Wednesday, December 7, 2016

Cucina Marina - Christmas table

This month started with one cooking class. While I think I am still far away from the frequency I'd like to teach at, one class is better than no classes at all, lah.

It's been so long since I last arranged a class that I was very nervous about it. Yes, me, nervous about doing what I am most confident at. It happens, and it happens often these days.

Considering that we are approaching the year end holidays, I put together a nice menu for Christmas, although picking the recipes that make Christmas was very difficult.

Timing the class was the first worry. All dishes required baking, and this is a huge problem because my oven barely has space for one tray at a time. A small tray. How do I make sure that we bake everything within the class timeframe? How can I avoid that all food gets cold before we sit to eat? Fearrrrrrrrrrr!

In the end I tetrised all operations, and managed to have only minimum downtime; I even managed to finish earlier than planned. Phew! Having fewer students instead of a full class helped a lot in this, since it requires less people to try do stuff by themselves (my classes are hands-on as much as possible).

Because I was so nervous, I messed up the cookies recipe. I went on, explaining, showing, and then after I had put it away I realised I missed one ingredient...I saved it just in time, and explained how to get out of similar situations, if it happened to my students, too. I guess, as we'd say in Italy, I came out from under a train uninjured. Phew! I just hope no one complains about this lack of professionalism, because yes somebody in the past complained for even less than that.

And, last but not least worry, I realised that the recipes to hand out to my students were messed up too! While printing the instructions, I didn't notice that the order of execution for one recipe was altered. Ohwell...

All in all, what emerged from the class was that all the participants were stunned by the recipes, surprised by the fact that they looked very complicated in the picture, but turned out to be very simple to make. I deliberately tried some tricks to simplify the steps, because the capability of kitchens and availability of tools and ingredients are issues not to be underestimated in this country.

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Ho incominciato il mese con una lezione di cucina. Anche se sono ancora molto lontana dalla frequenza a cui aspiro, una lezione e' sempre meglio di nessuna lezione.

Era da cosi tanto tempo che non ne organizzavo una che ero abbastanza nervosa. Si, si, quella che l'unica cosa che sa fare bene e' cucinare era nervosa. Succede, e devo dire anche abbastanza spesso ultimamente.

Visto che le feste di fine anno si stanno avvicinando, ho pensato di assemblare un menu natalizio, anche se trovare delle ricette proprio specifiche non e' facile.

Il primo fattore di nervosismo e' stato il tempo totale per la lezione. Tutte le ricette che ho scelto vanno fatte al forno, il che rappresentava un grosso problema visto che nel mio forno posso si e no farci entrare una teglia sola, e pure piccola. Come fare a cucinare tutto entro i tempi? Come fare in modo che il tutto non si raffreddi prima di sederci a tavola?

Per fortuna ho in qualche modo incastrato le varie ricette cosi che i tempi morti sono stati ridotti al minimo e abbiamo anche finito prima del previsto. E' stato anche un vantaggio avere pochi studenti, altrimenti il tutto si sarebbe allungato (faccio sempre in modo che tutti provino di persona tutto).
Poi, siccome ero nervosa, ho anche fatto casino con la ricetta dei biscotti. Ho spiegato, mostrato tutto, e quando poi avevo l'impasto pronto e messo da parte mi sono accorta che mancava un ingrediente importante...meno male che ero ancora in tempo e ho salvato la situazione spiegando anche che questo e' uno degli impicci in cui i miei studenti si possono ritrovare e ho fatto vedere come uscirsene. Me la sono cavata da sotto un treno, eh! E ora spero solo che nessuno si lamenti della mia mancanza di professionalita, visto che e' gia' successo anche con molto meno.

Non meno importante, un altro fattore di ansia e' stato rendermi conto che le ricette che avevo stampato per i miei studenti erano sbagliate, infatti in una le istruzioni erano sfasate....vabbe'.

Alla fine e' emerso dalla lezione che tutti erano rimasti colpiti dalle ricette, visto che sembravano difficilissime da fare ma che sono poi risultate essere abbastanza semplici.  Questo grazie ad alcuni accorgimenti e trucchi per facilitarne l'esecuzione, anche per motivi pratici visto che in Giappone la capacita' di cucine, disponibilita' di utensili e reperibilita' di ingredienti non sono problemi da sottovalutare.






Monday, December 5, 2016

Season's standards

So now December is the new November, or so it seems if we are to judge by the beginning of each day so far.

The sun is out, a bright diamond in the clear sky, it's warm, and the autumn colours shine in the morning light. It feels great to sit out on my balcony to sip my coffee these days, or sit on my sofa by the (open) window to bask in the sun, to ride to a park to read a book, or even a jog along the river. Everything feels really really good.

Essentially, the month started very well, blessed with temperatures above the season average and sunny, blue skies. A good change from what was just labeled a dark and rainy year.

Another reason for joy, a rather material one, is that the lucky bags usually sold from Jan 2nd (those paper bags filled with items at crazy discounted prices) are already out on all stores shelves! I don't really shop (except for food, I'd say), but there is one kind of bargain I am happy about: the make-up lucky bags. Packages contain a selection of items, from nail polish to eyeliners, for each major make-up brand. And whenever I get something I don't use or I already have, I can give it as present to friends or cousins. Got doubles, no troubles.

However, the fact that I can already find lucky bags, way before their usual time in January, means that the Japanese marketing magicians are rushing things.

Is it because sales are not going well and retailers are trying to captivate buyers? Is it because the economy is going south? Is it because people are getting used to prepare earlier each time for the seasonal appointments?

Whatever the reason, the key problem remains: what am I going to look forward to in January if I can have what I want in December?

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Pare che il mese di dicembre sia diventato novembre, a giudicare da come e' iniziato.

Il sole splende luminoso nel cielo limpido, fa calduccio e i colori autunnali risplendono nella luce del mattino. SI sta proprio bene seduti in balcone o sul divano davanti alla finestra a sorseggiare caffe, o anche andare al parco in bici o fare una corsa lungo il fiume sono cose che tutte ci stanno proprio in questi giorni.

In sostanza, il mese e' iniziato molto bene, con temperature al di sopra delle medie stagionali, e con clieli blu. Proprio un cambio netto rispetto a quello che sinora era considerato uno degli anni piu grigi e cupi.

Un'altra regione, molto materiale stavolta, per gioire e' che le borse della fortuna che di solito vengono vendute il 2 gennaio (quelle buste piene di vari oggetti a prezzi vantaggiosissimi) sono gia' in tutti i negozi!! Diciamo che io non faccio acquisti, a parte per mangiare, pero' c'e' un tipo di affare che mi piace tanto: le borse della fortuna dei trucchi. Le confezioni sono promosse dai marchi maggiori e contengono un numero variabile di cosmetici da smalti a matite per gli occhi. Tra l'altro, quando becco prodotti che ho gia' o che non uso, li posso sempre conservare e poi regalare a amiche o cugine.

Ora, pero', il fatto che ci siano gia' in giro queste buste della fortuna, mentre di solito si trovano a fine mese o addirittura a gennaio proprio, significa che i maestri del marketing giapponese stanno velocizzando i tempi.

Sara' forse per attirare acquirenti visto che gli affari vanno male? Sara' forse per risollevare l'economia? Sara' forse per il fatto che i giapponesi amano prepararsi a queste cose stagionali e lo fanno ogni volta sempre prima?

In ogni caso, qualunque sia la motivazione, una cosa e' certa: ora io a cosa mi aggrappo per aspettare gennaio? Se ho tutto quello che desidero gia' a dicembre, cosa mi invento ora?