Tuesday, May 31, 2016

Hiking Mitsutoge -- 三つ峠山

A Saturday hike between the provinces of Yamanashi and Shizuoka brought a so much needed breath of fresh air, literally and figuratively speaking, to my otherwise ordinary days.

Normally not a hiker, I embarked on a 14km ascent to Mitsutoge peak and descent to Kawaguchi lake just for one reason: I needed to get out of town. It turned out to be a great decision, although my calves might have not thought the same the next day…

The starting point, Mitsutoge station, was more or less 800 meters above sea level, and the top was at 1800 meters…going up was rather challenging but not difficult - all the people in the group, from the non expert to the expert went up without problems.

The hiking trail was very well marked, although signs in English were found only near Mitsutoge station. Anyway we managed not to get lost even with our primitive knowledge of Japanese. And, I mean, there was pretty much just one trail to follow, plus all the times we were in front of a bifurcation, it turned out to be just a detour on the main trail.

At the beginning, we were walking along a concrete road for quite a while, wondering whether the entire trail was going to be that way, until we found our first detour. The path was soft, still a bit wet from the rain of the previous day, and followed a stream of water that opened onto a pretty waterfall.

The water ran down the bare rocks, carving and smoothing them out, creating pools all the way down. One of them looked just perfect for a dip. Back to the main trail, we started going up quite abruptly, cutting through tall trees. Eventually we left the paved path and started walking on rougher grounds, still following the same water stream already mentioned. The beauty of the mountain was undiscussed. This time of the year everything was green, a bright green, at times painted by purple or coral flowers.

It is said that Mitsutoge mountain gives the best views of mount Fuji. Indeed, whenever we could see an opening in the leafy vegetation while hiking, there was Fuji towering above the clouds. We did spend a silly amount of time just to take photo after photo the whole day. Now we do have a collection of pictures with the same subject, but from several altitudes.

Nearing the top of the mountain, we felt a bit like we were on an explorer’s adventure, as we had to wade across mud, walk on gravel, and cross bridges. Speaking of the top, Mitsutoge is made of three peaks, one of them famous for being the perfect rock climbing spot. And not surprisingly, when we walked past and around the peak, all we saw were dozens of climbers hanging on the vertical wall of rock…while stones fell each time someone put a foot or hand in the wrong place…

At that height, all one could hear was the faint echo of the climbers’ calls. It was so silent that at one point I could hear the noise of rocks breaking off one side of the mountain, plunging down, echoing…for a moment I thought about what could have happened if one of them hit someone and I did cold sweat.

When we made it to the top the view was as promised: stunning. Luckily, the clouds that kept sitting around the base of Fuji all day and then threatened to cover it completely behaved, so before we could sit down and eat some lunch we made sure we covered all possible viewpoints.

The descent was as beautiful, if not more than the ascent. The trail down to lake Kawaguchi is much longer than the one up, but it is much easier. We were basically taking a stroll downhill. The ground was soft under our feet, and the trees created super pretty green tunnels that looked like paintings, moss grew on trees, the light sifted through the tree leaves in patches, revealing some details of the forest and hiding others.

Before reaching the lake, however, we had to go back up another small hill, which is the one where the Kawaguchiko ropeway ends. Again, from there we could snap another few zillion pictures of Fuji (because one never takes enough pictures), this time with a clearer view of the towns in the valley. There was also a striking difference between the silence and quiet of the forest, where we met few to no people the entire day, and the overly crowded ropeway station and annex viewpoint. Too bad. Quiet would have been better, but I guess one can’t find perfection everywhere.

In the end, we all had a great time, we were blessed with nice weather (not scorching hot but not rainy either), we even spotted snakes, frogs, spiders, we tried to guess which birds singing we were hearing, we saw Fuji.

The ideal end of our day could have been to sit by Kawaguchi lake, a drink in hand, and watch the sunset. But because the way back home from there is long, we’ll keep the lake for another time.

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Una passeggiata fine settimanale tra le montagne delle provincie di Shizuoka e Yamanashi ha portato una ventata di freschezza alle mie giornate.

Nonostante non faccio di queste attività il mio forte, mi sono buttata in una marcia di 14km tra il monte Mitsutoge e il lago Kawaguchi per un solo motivo: avevo proprio bisogno di staccare. E’ stata una decisione fantastica, anche se forse i miei polpacci non la pensavano cosi…

Il punto di partenza, stazione di Mitsutoge, si trovava a circa 800 metri di altitudine, mentre la cima della montagna era a 1800…diciamo che l’ascesa e’ stata tosta ma non difficile - alla fine tutto il gruppo, dal meno esperto al più esperto, e’ salito senza problemi.

Il sentiero era ben segnalato, anche se indicazioni in inglese ce ne stavano poche e solo vicino alla base, ma comunque anche con la nostra conoscenza primitiva del giapponese siamo riusciti a non perderci. Che poi, diciamocelo, non e’ che c’era tanto da perdersi visto che praticamente ci stava solo un sentiero principale. E anche quando ci siamo ritrovati di fronte a un bivio, alla fine si trattava sempre di una deviazione e poi alla fine si ritornava al sentiero principale. All’inizio abbiamo camminato sull’asfalto tant’e’ che chi chiedevamo se la salita non fosse tutta cosi, fino a che non abbiamo incontrato la nostra prima deviazione. Il sentiero era soffice, ancora umido per via della pioggia del giorno prima, e seguiva un ruscello che poi si apriva in una cascata. L’acqua scivolava tra le rocce, smussandole e lisciandole, creando anche dei piccoli laghetti a ogni livello. Uno di questi era profondo e limpido abbastanza da spingere a farcisi un tuffo.

Tornati di nuovo al sentiero principale, la strada va rapidamente in pendenza. Alla fine il sentiero pavimentato lascia spazio a terreno brullo, sempre seguendo il percorso del ruscello di prima, e la bellezza della foresta si e’ rivelata all’improvviso, con verde immenso interrotto da sprazzi di fiori rossi o viola.

Dicono che da questo monte, Mitsutoge, la vista del Fuji e’ la migliore in assoluto, e infatti ogni volta che il verde si apriva e ci lasciava osservare al di la’ della montagna, il Fuji era sempre li’ che si ergeva al di sopra delle nubi. Non si può quantificare il tempo che abbiamo perso per fare foto, ma possiamo quantificare le foto fatte, che erano sempre dello stesso soggetto, ma a diverse altitudini.

Nell’approcciarci alla cima ci siamo anche sentiti un po’ esploratori, perché ci e’ toccato attraversare pozzanghere, ponti pericolanti, ghiaia e pareti verticali scivolose. Parlando di cima, quella di Mitsutoge e’ fatta di tre picchi, e uno di questi e’ abbastanza famoso per essere meta di scalatori. Infatti, non ci ha sorpreso vedere orde di gente organizzate di tutto punto con funi e moschettoni, per scalare la parete verticale.

A quell’altezza tutto quello che si udiva era l’eco distante degli scalatori che si chiamavano tra loro. Era talmente silenzioso che a un certo punto ho distintamente avvertito l’eco di una parte di roccia staccarsi e cadere giu a precipizio…e per un istante ho pensato a cosa sarebbe successo se una di queste rocce fosse caduta su qualcuno e mi sono venuti i brividi.

Quando siamo arrivati alla vetta la vista era come da promessa: Impressionante. Per fortuna le nuvole che stavano alla base del Fuji e che avevano minacciato di coprirlo completamente si sono mantenute basse, e quindi abbiamo approfittato per fare altri milioni di foto da li prima di fermarci per il pranzo. 
La discesa e’ stata altrettanto bella, se non di più della salita. Il sentiero per arrivare al lago Kawaguchi e’ più lungo rispetto a quello per salire, ma e’ molto più facile. In pratica e’ stato come fare una passeggiata in discesa, infatti la strada era soffice, gli alberi poi creavano queste gallerie verdi bellissime, tanto che sembrava di stare in un dipinto, con giochi di luce e ombre, e diversi tipi di muschio facevano capolino qui e li.

Ma prima di raggiungere il lago, ci e’ toccato risalire di nuovo su una collina, che e’ quella su cui arriva la funivia di Kawaguchi. Anche da questa vetta abbiamo fatto un altro miliardo di foto del Fuji (perché diciamocelo, uno non fa mai abbastanza foto), e questa volta anche con una prospettiva più vicina dei paesini a valle. C’era poi una netta distinzione tra la calma durante la camminata nella foresta, dove non abbiamo praticamente incontrato nessuno tutta la giornata, e la folla in cima alla funivia. Peccato. Era meglio in silenzio, ma mi sa che la perfezione non esiste dappertutto.


Alla fine ci siamo tutti divertiti, abbiamo avuto bel tempo tutto il giorno, niente sole a picco ma neanche pioggia, abbiamo visto serpenti, rane, ragni e abbiamo anche cercato di capire che tipo di uccelli sentivamo cantare, e abbiamo visto il Fuji.

Ora, certo, la fine ideale della giornata sarebbe stata quella di aspettare il tramonto seduti al lago sorseggiando una bevanda fresca. Ma siccome la via del ritorno da li’ e’ lunghissima, ci riserviamo il tramonto per la prossima volta.











Monday, May 23, 2016

Saigoyama park - a Sunday afternoon

What the....
The month, again, has nearly gone and I have neglected this blog, again.

Instead of checking out what's happening in the busy Tokyo hubs I prefer to detox. You know there's always something happening if you just look for that…and let us be honest, after so many years in this place, I know exactly what happens and when, as it all happens in a 12-months cycle. So, seen one, seen all. Instead of all the euphoria surrounding an (repeated) event, I was saying, lately I am more about visiting a quiet neighbourhood and spend a few hours in peace. Or even spend the day at home, cook a nice dinner and watch a movie. All of which doesn't certainly help a writer's creative process…

Unless you want to know all about my flat's water pipes check (scheduled exactly at the time I was supposed to meet my friends)!

There are a bunch of yearly checks that have to be done, like fire alarms check, water pipes check for obstructions, and so on. They all take a few minutes and a sign here please, but the annoying thing is that the guys meant to do the inspection always come on a weekday, as a first attempt. Of course, they never find me at home (I haven't managed to over express the gene of ubiquity yet) so all I get is a notice with the date of the second attempt. Sometimes it takes three or four rounds before they figure out I may not be at home during the week. If I could speak better Japanese I could call them and schedule a time that suits me. But eventually, because in Japan people never stop trying, the notice with the inspection set for a weekend day arrives. And, of course, it happens to always coincide with the day I happened to have other plans, hijacking them. 

But luckily, the above mentioned pipes check is quick and easy, so I can still hit the hipster neighborhood of Naka-meguro in time to spend the afternoon with friends in a park near there.

The park in question is Saigoyama park, a tiny plot of land on a hill with a nice elevated view of the city and with promising pretty sunsets (there is a nice lookout terrace with benches where to patiently wait for the red sun to set). The walk from the closest station is one of a kind: those who know about cherry blossom in Tokyo know well that Naka-Meguro is THE place to be that time of the year.

There is indeed a river lined on both sides with leafy and big cherry trees that form a tunnel over the water, and it’s illuminated at night. This time of the year the tunnel is all green, providing shade from the sun to all the passersby and shoppers who decided to head to this cool part of town.

Another thing in favour of Saigoyama park is the vicinity to another nice neighbourhood, Daikanyama. In case the relaxed atmosphere of Naka-meguro is not good for you, you can always reach the park from the more stylish, all fancy boutiques, cafes and buildings of this other trendy area. 

And after the sun is gone, Daikanyama lounge bars or Naka-meguro grill bars are the perfect places to end the Sunday.

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Ma por….
Di nuovo, il mese e’ quasi andato e io, di nuovo, ho ignorato questo blog.

Invece di curiosare in giro per i vari nuclei di Tokyo preferisco disintossicarmi. Sappiamo bene che c’e’ sempre qualcosa da fare se uno cerca…e poi, diciamocelo, dopo cosi tanti anni in uno stesso posto so praticamente di cosa succede e quando, visto che tutto si ripete con un ciclo di 12 mesi. Al che, fatto una volta basta e avanza. Invece di tutta l’euforia di un (per nulla nuovo) evento, dicevo, oramai sono molto più propensa a fare un giro in una zona tranquilla e passare qualche ora in pace. Oppure anche stare a casa tutto il giorno, poi preparare una bella cenetta e film. Ovviamente tutto ciò non aiuta di certo il processo creativo di uno scrittore…

A meno che non moriate dalla curiosità di sapere tutto sulle tubature di casa (controlli di routine che di solito si verificano quando devo uscire per incontrare degli amici)!

Esiste una serie di controlli periodici da fare, tipo controllare l’allarme antincendio o, appunto, le tubature per vedere se sono intasate. Ci vogliono solo una manciata di minuti e una firma qui, per favore, ma la cosa che da’ fastidio e’ che il tipo viene a controllare sempre nei giorni infrasettimanali, almeno al primo tentativo. Ci vogliono poi altri 3 o 4 interventi per capire che durante la settimana potrei non esserci (eh, no, ancora il gene dell’ubiquita’ non ce l’ho over-espresso) e dopo una serie di notifiche mi arriva la carta con la data del controllo fissata per il fine settimana…e ovviamente e’ giusto il giorno in cui mi ero sventurata a fare dei piani.

Pero’ fortunatamente stavolta il tipo per fare il controllo e’ arrivato abbastanza presto cosi da lasciarmi tempo per poter andare a Naka-meguro, località molto hipster di Tokyo, per passare il pomeriggio con amici in un parco li vicino.

Il parco in questione si chiama Saigoyama, ed e’ un fazzoletto di terra su una collina, da cui si gode una bella vista della città, e pare anche di un bel tramonto (infatti c’e’ una terrazza carinissima con tanto di panchine dove ci si può sedere e aspettare la fine del giorno). Dalla stazione più vicina si impiegano circa dieci minuti a piedi e si cammina lungo una via famosa a chi vive a Tokyo: infatti si sa che Naka-meguro e’ IL posto per eccellenza per i ciliegi in fiore. C’e’ infatti un fiume sui cui lati si allineano alberi di ciliegio grossi e frondosi che creano una galleria sopra l’acqua. In questo periodo dell’anno e’ tutto verde, e tra l’altro gli alberi offrono ombra a chi passeggia o visita i negozi.


Un’altra cosa a favore di Saigoyama e’ la vicinanza a un’altra zona altrettanto interessante: Daikanyama. Nel caso l’atmosfera rilassata di Naka-meguro non fa al caso vostro, c’e’ sempre l’area più inn di Daikanyama, coi suoi negozi particolari e di un certo livello, i suoi ristoranti e var alla moda. 

E dopo che il sole se ne e’ andato, o si va a bere a uno dei tanti lounge bar di Daikanyama oppure si ve in uno dei ristoranti di carne grigliata a Naka-meguro. Ottimi modi per finire la domenica.



Monday, May 16, 2016

Five weekends of solitude

I think I’ve said it a lot of times already, but I haven’t said it enough…May is the best month of the year, period. At least, concerning my Japanese experience. It’s been a bit wet and cold a few times, true, which is not that ideal when one has to walk a dog reluctant to get out in the rain, but several elements contribute to improve the situation: temperatures are going up, keeping above 20 during the day; air still dry, and doesn’t stink of damp; sunny skies, without a cloud around, and without wind; longer days, right now the sun goes up at 4:30 and goes down at 6:30.

These details may seem ordinary, and yet boost my mood like nothing else. They mean I can spend time outside, I can for example lay down on the grass in a park and bask in the warm light, just like a cat, I can have lunch outside on the campus lawn, I can see the various colourful flowers blooming everywhere, I can dress lightly, I can have drinks at the table outside of my favorite pub at night. I am a summer girl, that’s it.

Unfortunately this special configuration lasts nothing, for soon the tropical weather will come and suffocate us in its constant, unpleasant wave of humidity. So today, another gorgeous, profitable Sunday, now hound-less and plan-less, I decided to cut out some me time and went to the beautiful Mitsuike park. Book, blanket, sunglasses being my necessaire for the afternoon, I hopped on my bicycle and rode to the park. Once there I picked a nice and private spot in the sun and for the next two hours the only things that bugged me were a few ants who decided to climb on my legs.

Yes, I returned to the base after my two rewarding and busy weeks of hound-sitting, and I am back at work. During those two weeks I did tetris 3 dinners at “mine”, one lunch and one dinner party out, two days at a park, two cooking classes and three dog walks a day. Now work is getting busier, entering the new fiscal year with a bunch of new deadlines and challenges. So now, although I miss the company of my super cute, super loving favorite human, and because I have already had enough of one week of work, I was in fact longing for some quiet and solitude.

Too bad we only have 52 weekends in a year, and too bad that four or five of those only can be dedicated to this kind of soul nourishing.

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Credo di averlo detto gia troppe volte, ma non l’ho ribadito abbastanza…maggio e’ il mese migliore dell’anno e basta. O per lo meno, in base alla mia esperienza nipponica. E’ anche vero che il tempo e’ stato freddo e umido un paio di volte, che tra l’altro non e’ certo il clima ideale per convincere un cane a uscire per la passeggiatina se piove, pero’ ci sono alcuni elementi che contribuiscono a migliorare la situazione: le temperature ora si mantengono sui 20; l’aria e’ secca e non puzza di umidiccio; i cieli sono limpidi, senza neanche una nuvola; le giornate si allungano con il sole che sorge gia alle quattro e mezza e tramonta alle sei e mezza.

Ora tutti questi dettagli potrebbero suonare poco significativi, ma di fatto migliorano il mio umore di molto. Infatti significano che ora posso passare più tempo fuori, posso per esempio crogiolarmi al sole in un parco, posso pranzare fuori nel prato del campus, vedo fiori di ogni colore sbocciare ovunque, mi posso vestire leggera e la sera posso sedermi fuori al mio bar preferito. Eh gia, sono proprio una che ama l’estate.

Ma purtroppo questa configurazione speciale non dura molto, e a breve saremo soffocati dal clima tropicale che ci soffocherà con la sua umidità costante e opprimente. E quindi oggi, una domenica meravigliosa da approfittare, ora che sono senza cane e senza un piano per la giornata, ho deciso di dedicarmi del tempo e andare al bellissimo parco Mitsuike. Libro, occhiali e copertina in saccoccia, prendo la bici e vado al parco, dove mi scelgo un posticino riservato al sole e per le due ore successive le uniche cose che mi hanno importunata sono state un paio di formiche che hanno ben pensato di farsi un giro sulle mie gambe.

Ebbene si, sono tornata alla base dopo due settimane piene in compagnia del mio cane preferito, e sono tornata al lavoro. Durante quelle settimane sono riuscita a incastrare tre cene a casa “mia”, una cena e un pranzo fuori, due giorni al parco, due lezioni di cucina e tre passeggiate al giorno con il cane. Ora anche il lavoro si fa impegnativo, entrando nel vivo del nuovo anno fiscale con tante scadenze e sfide. E quindi, sebbene mi manca la compagnia del mio cagnone preferito, e poiché dopo solo una settimana di lavoro ne ho gia abbastanza, ero proprio alla ricerca di un po’ di pace e solitudine.


Peccato che ci siano solo 52 fine settimana in un anno, e peccato che solo quattro o cinque di essi possano essere dedicati a nutrire lo spirito in questo modo.

Saturday, May 7, 2016

Of wolves, rain and borrowed items

Weather situation in Japan sucks.

In terms of being cooperative, it's like when you want to sleep in but your dog does everything it can to get you out of bed...

First, with all the possible days available to pick, does it really have to rain right on the day I need to move to my friend's house? Instead of riding my bike I had to use public transport. For two consecutive days...

It then gets super windy, right on the first day of holidays when I could have gone back and pick my bike...

Although I didn't have to go to work, I planned a few long rides to my own place. I had set two cooking classes, for each class thinking of making two trips: one to go and buy ingredients and clean, and one to go and teach. Of course it rained on 50% of my scheduled exercises. On my last class, I had to ride back in the rain. At least, it wasn't cold...

Seriously, Japan, put yourself together.

In all this, my ride is still chained at home, while here in my second home I managed to get a temporary one, not perfect but it gives me a way to move around town, instead of catching trains, and more importantly it was useful on those 50% times to go back home. Tama river was as pretty as usual, but definitely super busy with people profiting of the long vacation to picnic and barbecue.

My two weeks of hound duty are about to end. They have been surprisingly busy and full of canine love. I had guests over pretty much every second day, giving my favorite human chances to distract and interact, and on every other second day I have been out and about, a lunch here, a park stroll there. I could also spend a couple of nights doing nothing, watching movies while my loyal (and at times frustrating) furry friend slept by my feet or on my lap.

Before moving back I will still have to endure a couple of days of commute, as we all have to sadly get back to work, and it looks it is going to be a couple of challenging days: rain and suffering, there I come.

Wish me luck.

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La situazione meteo in Giappone fa proprio schifo.

In fatto di essere cooperativo, e' esattamente come quando tu vuoi dormire e il tuo cane fa di tutto per buttarti giu' dal letto...

Intanto, con tutti i giorni a disposizione, e' mai possibile che viene a piovere proprio il giorno in cui mi devo spostare a casa del mio amico? E invece di andare in bici ho dovuto prendere il treno. E questo per due giorni di fila.

Poi, giusto quando iniziano le vacanze e posso andare a prendere la mia bici, se ne viene fuori con un vento pazzesco.

Anche se non dovevo andare a lavorare in questi giorni, avevo comunque pianificato una serie di uscite in bici verso casa mia. Siccome avevo fissato due date per le mie lezioni di cucina, avevo ben pensato di fare due volte per ogni lezione: una volta per andare a comprare gli ingredienti e pulire, e poi una seconda volta per la lezione vera e propria. Ovviamente, mi va a piovere meta' delle volte, e addirittura una volta sono ritornata in bici sotto la pioggia. Almeno non faceva freddo...

Insomma, Giappone, datti una regolata.

Che poi, in tutto questo, la mia bici e' sempre rimasta a casa mentre qui ho trovato una soluzione con una bici prestata, che non e' perfetta ma almeno mi permette di andare in giro mentre sono qui e, cosa piu' importante, mi e' tornata utile in quel 50% delle volte che sono tornata a casa. Il fiume Tama era sempre bello, ma stavolta abbastanza pieno di gente che approfittando del lungo ponte si e' dedicata ai picnic e alle grigliate.

Le mie due settimane in canina compagnia stanno per finire. Sono state due settimane sorprendentemente piene e cariche di affetto a quattro zampe. Ho ricevuto ospiti a giorni alterni, per la gioia del mio essere umano preferito cosi che' ha potuto interagire e distrarsi, e negli altri giorni sono stata un po' qui e un po' li, pranzi fuori, passeggiate al parco e cose cosi. Ci sono state anche alcune serate tranquille passate a guardare film mentre il cane stava a sonnecchiare ai miei piedi.

Prima di ritornare a casa mia dovro' sopportare un paio di giorni di pendolarismo, visto che si ritorna al lavoro, e saranno giorni tremendi di poiggia e sofferenza.

Auguratemi buona fortuna.