Monday, April 11, 2016

The good and bad of cooking classes

My cooking classes are losing popularity, I think. To begin with, I know I am not offering as many of them as I would like. But while before I always held a fully booked class, with additional requests to hold more classes, now I barely reach the minimum required. Maybe it is just a period when everybody is more interested in going out and do what 30 other million people do: hanami, or cherry blossom viewing.

And then it gets even worse when somebody cancels last minute…

I went ahead with a one-to-two class that was supposed to have 3 students minimum (although normally I fix the minimum as 2 persons), just because I felt too bad in having to cancel on two people and, especially, because I am not sure I will propose this menu again. There I was, spending all morning to find all ingredients for the class, spending all afternoon to set up, and then I receive the notice of cancelation by one of the two students. Bummer….Maybe I should have just canceled after all. But of course the class had to go on, so the one who showed up had perhaps the best learning experience of all: private class, a lot of extra food to bring back home, a few more extra treats and hopefully a positive opinion about the whole thing!

She, my student, didn’t know that I spent the morning to slaughter fish…a task I hate to be honest. Not much because of the sight of blood and guts, but because of the bad smell that inevitably permeates every surface and kitchen tool. And that’s an irony, really, that in the country of already-cleaned, already-deboned, already-packaged, I -for crying out loud- I couldn’t find sardines that were cleaned and ready to cook on the day! To spare you the gruesome details, let’s just say I had to submerge my entire flat in bleach in order to kill the stench of disemboweled fish. At the same time cursing myself for having picked a recipe that uses sardines.

All that mess for just one student…

Fortunately I knew the person who attended the class, as she also attended all my previous ones, so the one-to-one lesson wasn’t that awkward. She could basically cook together with me, we chatted about a lot of random things the entire time and, according to what she said, she spent a good evening. “Lucky me!” she said. Well, yes, also lucky me I say, because I know it would have not gone that smooth if it were a different person. Having only one student is like playing Russian roulette, it can go well or it can go wrong. Especially because breaking the ice is not so easy when two completely different cultures are made interact and when the parties don’t know each other. Also, one can’t be too friendly or too professional. Defining the middle ground can be difficult.

A positive outcome of having to teach to one person is that the time required to prepare everything shrinks considerably. In the 4 hours I planned, we managed to prepare and cook all the 6 dishes of the menu (yes, a lengthy one) and finished perfectly on time! Had I taught to more people, I would have had to decide what to cook ahead, and then just quickly explain how I had done it.

My proposed spring menu consisted of the infamous sardine rolls, a cold pasta salad, frittata with zucchini, stuffed mushrooms, smoked salmon and avocado sandwich and fresh fruit. All dishes that can be eaten even cold, and can easily be brought to a picnic. After all, this class was thought to give lunch box enthusiasts a chance to prepare their meal-to-go during these days of cherry blossom. The menu idea was born after the project I took part in, not long ago HERE.

Next time, frozen shrimps! And fries!

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Le mie lezioni di cucina stanno perdendo popolarità. Intanto so che non ne faccio tante come dovrei (o vorrei), ma mentre prima avevo un gruppo pieno ora raggiungo a malapena il numero minimo di partecipanti. Forse e’ solo per colpa del periodo, visto che al momento sono tutti presi da quello circa 30 milioni di persone fanno: ammirare i fiori di ciliegio.

E poi le cose si aggravano quando qualcuno annulla all’ultimo minuto…

Ho comunque deciso di continuare con una classe per due, pensata per minimo tre studenti (anche se di solito il mio minimo e’ due), solo perché mi sembrava brutto dover annullare e anche perché, soprattutto, non so se riuscirò a riproporre questo menu di nuovo. E cosi eccomi li a passare la mattinata per cercare gli ingredienti necessari, e tutto il pomeriggio a organizzare per poi ricevere la comunicazione che una delle due studenti non ce la fa…porca miseria, forse era proprio il caso di annullarla questa volta! Ma invece no, lo spettacolo deve continuare, e quindi l’unica che si e’ presentata penso abbia avuto la migliore esperienza in assoluto: lezione privata, un sacco di avanzi da portare a casa, alcuni trattamenti speciali e, si spera, un’opinione positiva!

Lei, la mia studente, pero’ non sapeva che ho passato tutta la mattinata a pulire pesce…una cosa che a dire il vero non sopporto. Non tanto per la vista delle interiora, quanto per la puzza che permea tutto. E poi questo e’ proprio ironico, che nel pese del tutto-pulito, tutto-diliscato, tutto-impacchettato io non trovi sardine gia belle e pronte! Vi risparmio i dettagli truci, e vi dico solo che poi ho praticamente fatto un bagno di candeggina alla cucina per sperare di togliere il puzzo di pesce sventrato. E allo stesso tempo mi sono mandata a quel paese per la scelta della ricetta con sardine.

E comunque, tutto sto gran casino per una sola persona…

La cosa buona e’ stata che la conoscevo gia, visto che e’ stata a tutte le mie lezioni passate, quindi la lezione non era poi tanto strana. Abbiamo praticamente cucinato assieme e abbiamo chiacchierato del più e del meno per tutto il tempo. Mi dice che e’ stata fortunata a essere l’unica, e io penso che sono stata fortunata ad avere lei…fosse stata un’altra sarebbe andata diversamente credo. Fare lezione a una persona sola e’ un po’ una roulette russa, che non si sa mai come va. In particolare in casi in cui rompere il ghiaccio e’ reso ancora più complicato dalle differenze culturali e dal fatto che non ci si conosce. E poi non si sa mai quanto si debba essere distaccati o calorosi. Insomma, trovare l’equilibrio non e’ facile.

Un’altra cosa buona di questa lezione privata e’ che il tempo per preparare tutto basta e avanza. Nelle quattro ore dedicate alla lezione, abbiamo preparato da zero tutte e sei le ricette (menu lungo stavolta) e abbiamo pure finito in perfetto orario. Fossimo stati di più, avrei dovuto preparare qualcosa prima e poi semplicemente spiegare come fare.

Il menu che ho proposto si componeva delle malfamate sardine, una insalata di pasta, panini con avocado e salmone, funghi ripieni, frittata di zucchine e frutta. Sono tutti piatti che possono essere mangiati anche freddi, e che si prestano quindi bene per un picnic. Dopo tutto questo menu e’ stato pensato per gli entusiasti del cibo da asporto che possono cosi preparare il loro pranzo e portarselo con se in questi giorni di primavera. L’idea e’ scaturita dal progetto con Yahoo Japan a cui ho preso parte non molto tempo fa QUI.

E comunque, la prossima volta calamari surgelati e patatine!



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