Wednesday, March 30, 2016

March, native language and watering holes - one month recap

“Inelegantly, and without my consent, time passed.” 
― Miranda July

Yes, inelegantly and without my consent March passed. Thee days all christians celebrate Easter, whereas all Japanese and Japan residents celebrate cherry blossom rain or shine. Blossoms are not quite there yet, and in fact forecasts put the peak of blooming around early April, but hanami (flower viewing) parties are in full swing as soon as the first flower makes its timid move into this world. I had a jog over the weekend and I noticed all big cherry trees along the path just waiting for a few consecutive days of stable, warm weather to pop those flowers open.

March went by in a heartbeat, its last two weeks being a series of insanely busy days, one after another without a break in the middle. The results of this time free-fall are still visible on and around me: a messy apartment, sad and cold plants, an empty fridge, no sport whatsoever (I had the first run since autumn just last weekend), no writing and no more boots! I had my feet soaked wet a few times in the rain, and yet I haven’t managed to buy a new pair of rain boots! Tell me about time flying…

In addition, March left me tired…it could be because of the changing of the season, or it could be because of a chronic exhaustion my job has brought me into, or the emotional fatigue that saying goodbye to friends brings, it could be the drinking and eating out EVERY night. And, heh, it could also be because I’ve spoken the most Italian in this month (not even! 10 days only!) than in my 9 years here in Japan!

For nearly two weeks I played as tourist guide for several people all coming from Italy and taking advantage of the super convenient vacation packages to Japan this time around. Friends, or friends of friends, or relatives of friends, I’ve met them all. And I’ve guided them all, evening after evening, through the eateries and watering holes of the metropolis.

I then had a short break from my native, now sloppy language and dedicated my attentions to my favorite human (I mean my adopted wolf). It was a much needed vocabulary switch, given that the challenge it’s not over yet. The most awaited for, and possibly the most entertaining of all couple of friends is just arrived in town. And after their departure I am pretty sure I won’t need to speak Italian for many years to come.

So now greetings in greetings out, drinking in drinking out, the month has come to an end. New people have come to Japan, old friends have visited Japan, good friends have left Japan behind (and left huge emptiness in the hearts of those who stay), green leaves have started to grow again on trees, bunnies have hidden all chocolate eggs. It is now time for regeneration, renovation and a fresh start.

And hopefully it will all happen elegantly, and with my consent.

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In maniera poco elegante e senza il mio consenso, il tempo e’ passato. In questi giorni i cristiani celebrano la pasqua, mentre i giapponesi e i residenti in Giappone celebrano la fioritura dei ciliegi, con o senza sole. Non ci siamo ancora, difatti le previsioni danno l’apice della fioritura verso inizio Aprile, eppure i picnic all’ombra dei ciliegi qui iniziano non appena il primo fiore fa la sua timida apparizione in questo mondo. Nel fine settimana durante la mia corsa ho visto che ormai i boccioli stanno per esplodere e hanno solo bisogno di un paio di giorni consecutivi di caldo e tempo stabile.

Il mese di marzo e’ volato, davvero, e in particolare le ultime due settimane sono state praticamente una serie ininterrotta di giorni pieni. I risultati di tale caduta libera sono visibili su e attorno a me: una casa nel caos, piante tristi e infreddolite, frigo sempre vuoto, niente tempo per fare sport (appunto, la mia prima corsa dall’autunno e’ stata qualche giorno fa), niente tempo per scrivere e niente stivali!! Gia un paio di volte mi si sono inzuppati i piedi nella pioggia eppure non ho ancora potuto prendere un paio di stivali da pioggia nuovi! Quando si dice proprio che il tempo vola…

In aggiunta, Marzo mi ha lasciata stanca…sara’ per il cambio di stagione, o sara’ per via dell’affaticamento cronico che il lavoro mi causa, o la stanchezza emozionale che il salutare gli amici che partono inevitabilmente mi assale, o può anche essere tutto quel bere e mangiare OGNI sera. E forse può anche dipendere dal fatto che ho parlato più italiano in 2 settimane (anche meno, direi appena 10 giorni) che in 9 anni in Giappone.

Per circa due settimane ho infatti fatto la guida turistica per varie persone che si sono regalate un viaggio a Tokyo, grazie anche alle offerte vantaggiose che si trovano questo periodo dell’anno. Amici, parenti di amici, amici di amici, insomma li ho incontrati tutti e li ho guidati tutti, sera dopo sera, attraverso le bettole e locali della metropoli.

Poi ho avuto una brevissima pausa dalla mia lingua nativa oramai dimenticata e ho dedicato le mie attenzioni al mio essere umano preferito (cioè il mio cane adottivo). CI voleva proprio un cambio del vocabolario, anche perché la sfida italiana non e’ ancora finita. La coppia più attesa, e forse la più divertente, si trova in città proprio in questi giorni. E dopo la loro partenza credo che non avrò più bisogno di parlare italiano per anni.


E quindi, saluti dopo saluti, bevute dopo bevute, il mese e’ giunto al termine. Nuove persone sono arrivate in Giappone, vecchi amici hanno visitato, buoni amici hanno deciso di cambiare paese (lasciando un vuoto immenso nei cuori di chi resta), gli alberi stanno mettendo le nuove foglie, e i coniglietti hanno gia nascosto le uova di cioccolato. Ora e’ tempo di rinnovamento e di nuovi inizi. 

E si spera che stavolta avvenga in maniera elegante, e col mio consenso.


Tuesday, March 29, 2016

Easter has come to Japan

Breaking news! Easter has reached Japan!

Those of you who don’t know, should know a couple key facts: Japan marketing strategies are the most convincing of all, meaning that a product is advertised in so many possible ways that customers have no choice but get it; Japan has adopted a lot of religious and non religious celebrations from several other countries, as long as they make people spend money; Japan events calendar has celebrations for all.

Now, of all the possible celebrations, of all money making events worth adopting, Easter wasn’t one of them. And I can’t understand why it has taken so long for it to stick, after all it’s got all the elements industry loves: chocolate, presents, sweets, special dishes, happiness wishes (my favorite is and always be “happy merry christmas”). Perhaps because White day falls around the same time of the year, and right after is the cherry blossom, easter risked to be shadowed by those two major, and very Japanese indeed, events…but I don’t buy it. There is something going on on a monthly basis here, so I don’t really think a busy calendar is all it takes to prevent another feast from happening.

Anyway, this year was not the case. This year Easter was not just a Disneyland matter. This year chocolate eggs (mini size), easter bunnies, easter candies, easter ice cream, easter cakes, easter meals and the whole shebang have hit the market. It was about time…I don’t mean it because I wanted to celebrate it -I actually can’t care the less- but I mean it was about time that the Japanese marketing experts saw its potential.

As it happens with all other adopted festivities, Easter is stripped from any original meaning, and out if its proper context has no appeal. Those who believe, instead, can indulge in traditions without having to go out of their ways (international deliveries, online shopping and so on). I remember that it was also difficult to get panettone around Christmas time, but then became common. I want to see now how long it will take for the easter cake (called colomba, aka ‘dove’) to make a steady appearance in stores. 

No wait. I don’t think I want to wait that long. Mum, just send me that cake!

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Notizia bomba! La pasqua ha raggiunto il Giappone!

Per quelli tra di voi che non sanno molto, eccovi un paio di fatti salienti: le strategie di marketing in Giappone sono le più convincenti in assoluto, nel senso che un prodotto e’ pubblicizzato cosi tanto che la gente non ha altra scelta che comprarlo; il Giappone ha adottato praticamente tutte le ricorrenze religiose e non di vari paesi, basta che portano soldi; il calendario giapponese ingloba feste per tutti.

Ora, di tutte queste possibili ricorrenze, di tutti questi avvenimenti che fanno spendere e spandere, la Pasqua non si annoverava tra questi. E a dire il vero non capisco il perché visto che ha tutti gli elementi che l’industria del consumo ama: cioccolata, regali, dolci, piatti speciali, auguri di buone feste. Forse visto che il White Day cade proprio intorno allo stesso periodo, e poi subito dopo c’e’ la fioritura dei ciliegi, mi sa che la Pasqua e’ stata sempre un po’ in ombra al cospetto di questi due eventi tipicamente e prettamente giapponesi…ma no no non la bevo. Dico, ogni mese c’e’ sempre qualcosa qui, quindi non credo che sia solo un calendario fitto che limita l’arrivo di un’altra festività. No, no.

In ogni caso, quest’anno non e’ stato cosi. Quest’anno la Pasqua non e’ stata solo una cosa di Disneyland. Quest’anno le uova di cioccolato (seppur mini), i coniglietti, il gelato, le torte e i dolci, i piatti di pasqua, e tutto sono finalmente arrivati. Ed era ora. Non lo dico perché cosi uno si sente più ispirato a festeggiare -non me ne può fregare di meno a essere sincera- ma perché’ mi pareva fosse arrivata l’ora che gli esperti delle vendite ne carpissero il potenziale.

Come capita pero’ con tutte le altre feste adottate, la Pasqua e’ spogliata di ogni significato originale e quindi non e’ che sia poi tanto sentita al di fuori del suo contesto. Quelli che invece ci credono finalmente possono abbandonarsi alle tradizioni senza rompersi il collo per trovare quello di cui hanno bisogno (tipo le spedizioni da casa o acquisti su internet). Mi ricordo che prima era difficile anche trovare il panettone per Natale, mentre ora e’ diventato facilissimo. Voglio proprio vedere quanto ci metterà la colomba pasquale a diventare una presenza fissa nei banconi. 

No anzi no, non mi va di aspettare. Mamma, mandamene una!!!




Friday, March 18, 2016

Make me a bento, please!

Something new happened at Cucina Marina, something fun: this girl was one of the 10 selected cooking teachers to participate in a collaboration between (Tadaku) (the cooking website) and Yahoo Japan.

The idea behind the collaboration is about two things proverbially very dear to the Japanese, the cherry blossom season and food. Around the end of March, the bloom factor will be at its peak here in Tokyo, and fervent preparations are already happening for the Japanese not to be disappointed: forecast, best spots, travel packages, special offers and all. As to how to combine the above mentioned two important aspects of Japanese culture, Yahoo thought to ask some food professionals and the “Hanami Bento” project was born. Basically, since people always bring their own lunch boxes (bento) to the park to see the cherry blossom, then why not creating a limited edition, special series of lunch boxes prepared by non-Japanese?

Here is where I and the other 9 Tadaku cooking experts come into the picture. We think of a few dishes from our own countries that we can fit in a bento, we show how they’re done and we promote them on the Yahoo Japan website.

But the true experience is shooting the bento preparation when a team of 3 to 6 people take photos, ask questions and arrange the food in the cook’s kitchen. So on the day of the shooting, my living room is turned into a studio filled with umbrellas, spotlights, fake white walls, kick-ass cameras, bags with all sorts of equipment. Cool.

I picked a set of 6 different dishes to fit into the lunch box. Of those, two were chosen for a step-by-step documentary, so that I had to basically do like what we see in the cooking shows on TV like spreading the ingredients on the table, then slowly mixing them, stopping here and there during the process to allow the photographer to take a shot of a critical passage (ポイント - point, in Japanese) and then arranging the food on a nice plate for a final photo. After going through all the cooking steps, we finish off by taking the pictures of all other dishes that were prepared in advance, and eventually we get to the moment of arranging everything together in the bento. It wasn’t easy. Or at least, it wasn’t as easy as I thought. But thanks to the expert eyes of the Tadaku and Yahoo Japan people, the final result was beyond great.

On a side note, watching commercials and ads about food is one thing, but watching how it’s done is another thing. I mean, I know well how much emphasis (Intenshity!! More intenshity!) is used when trying to sell a product…I know how good the Japanese are with their promotions and publicity and all. But seriously, I was there, preparing the food, finishing it, putting on the plate and watching the guy taking pictures of it…I saw the real food, alright? And yet, watching the same thing through the camera…..whoa! Stuff looked like it came out from one of those 3 stars Michelin restaurants in NYC!! I just could not believe I was behind those dishes…

Anyway, going back to the promotion, there is a web page featuring all you need to know for the upcoming cherry blossom days (here), and there is also a page featuring the 10 cooks (here) and their proposed lunch boxes (posing in rather funny moves to catch all readers’ attentions) you can browse and giggle about.

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Qualcosa di nuovo e’ successo a Cucina Marina, qualcosa di divertente: la sottoscritta e’ stata una dei 10 insegnanti di cucina selezionati per partecipare a una collaborazione tra (Tadaku) (il sito di cucina) e Yahoo Japan.

L’idea dietro alla collaborazione riguarda tue cose molto molto care ai Giapponesi, i ciliegi in fiore e il cibo. Verso la fine di marzo a Tokyo si dovrebbe raggiungere il picco della fioritura e quindi i preparativi fervono più che mai per non lasciare delusi i giapponesi: previsioni, suggerimenti dei posti migliori, pacchetti viaggio, offerte speciali e tutto relativo al fenomeno. Per combinare i due aspetti culturali sopra citati, questi grandi furbacchioni di Yahoo Japan hanno avuto l’idea di interagire con i professionisti del cibo e cosi e’ nato il progetto “Hanami Bento”. In pratica, visto che la gente si porta sempre dietro il pranzo (bento) quando va al parco durante la primavera, allora perché non creare una edizione limitata di questi bento con una serie speciale di ricette preparate da non giapponesi?

E qui e’ dove io e altri 9 esperti cuochi di Tadaku facciamo la nostra apparizione. Pensiamo a alcuni piatti della nostra tradizione culinaria che possano sposarsi bene con l’idea del pranzo a sacco, facciamo vedere come si preparano e poi vengono promossi nel sito di Yahoo Japan. Ora, la vera esperienza e’ quando si documenta il processo, da 3 a 6 persone vengono a casa per fare foto, prendere appunti, fare domande eccetera.E quindi il giorno fissato per le foto, casa mi si trasforma in uno studio fotografico con ombrellini per la luce, faresti e punti luce, pannelli bianchi, macchine fotografiche spaziali e tanto altro. Fichissimo, insomma.

Ho scelto sei piatti diversi da arrangiare nel bento. Di questi, due sono stati scelti per ricette passo-per-passo, e devo dire che sembrava proprio essere in uno di quei programmi di cucina dove prima il cuoco mostra gli ingredienti, poi prepara il piatto mentre si prendono foto dei vari passaggi critici (ポイント - point, in giapponese), e poi serve il tutto su un bel piatto da portata. Dopo che abbiamo finito con le ricette illustrate facciamo anche le foto ai restanti piatti e poi arriva alla fine il momento in cui tutto va sistemato all’interno del bento. Non e’ stato facile, o almeno non cosi facile come pensavo. Ma grazie all’esperienza dei ragazzi di Tadaku e il fotografo di Yahoo Japan il risultato e’ stato spettacolare.

Ora, come commento esterno, devo dire che guardare le pubblicità in televisione e’ una cosa, esservi dentro e’ un’altra. Nel senso che so bene quanta enfasi viene data qui alla pubblicità di un prodotto, so bene quanto attenti e bravi sono i giapponesi nelle loro strategie di vendita, pero’, dico, io stavo li davanti, ho cucinato, ho sistemato tutto nei piatti e ho visto il fotografo in azione. Cioè, ho visto il piatto vero, va bene? E poi ho visto la stessa cosa in foto. Oh, tutta un’altra storia, come se quei piatti fossero usciti da un ristorante 3 stelle Michelin. Semplicemente non ci ho creduto, non e’ possibile che ci fosse la mia mano dietro a quei piatti…

Comunque, per tornare alla promozione, c’e’ una pagina web con tutto quello che c’e’ da sapere sulla imminente fioritura (qui) e poi anche una pagina con i 10 cuochi e le loro proposte picnic (qui). Buon divertimento.






Sunday, March 13, 2016

Lifestyle - Bento お弁当

It’s been a while since our last appointment with the saga “Lifestyle”…

I thought I had covered all aspects of the Japanese lifestyle, even more than that, when something I did recently made me realise I left one episode out. It was when I collaborated with Yahoo Japan to prepare a lunch box, that it occurred to me: this time I introduce you to the concept of 弁当 (bento), or lunch box.

Somehow, in every culture we see a common theme to bringing one’s own lunch. In the old times it was maybe a cloth wrapped around some bread and cheese, nowadays is the sandwich or some junk food chains paper bag with chips and burgers.

But lunch boxes in Japan have evolved to a different level, they are not just mere food containers, they are not just tupperware…they are stylish pieces of art. They come in ceramic, wood, all-in-one containers with compartments or stacked containers, even the plastic ones are nicely shaped and decorated, with fancy bands to seal them and accompanying set of chopsticks to go with, they are themed with movie or cartoon character, they are for kids and adults…they look so pretty that I want to buy and collect them all, even if I don’t really use them.

I believe lunch boxes in Japan must have existed longer than in any other place. Or, at least, their use was dropped elsewhere (and then only recently picked up again) but in Japan, where it continued and flourished. Maybe even went beyond the original purpose: the bento tradition, once restricted to mothers or wives preparing food-to-go packaging for children or husbands, went broader and hit the market. In grocery stores and supermarkets, plastic containers of all sizes and shapes are up for grabs on the shelves. There even are whole shops (and shop chains) dedicated to bento, where you enter, take the food you like from the trays or order it at the counter, put all in a plastic container and here you are, your lunch box is ready.

Be it for your lunch, your picnic, your dinner, your quick fix, your save-it-for-later, be it prepared one day ahead or freshly packaged, whatever is your choice, make it a bento choice.

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E’ passato un po’ di tempo sin dall’ultimo episodio di “Lifestyle”…

Pensavo di aver coperto tutti e più gli aspetti dello stile di vita veramente giapponese, ma poi nel corso di un progetto di cui mi stavo occupando in collaborazione con Yahoo Japan, mi sono resa conto che avevo tralasciato questo elemento. E quindi stavolta si parla di bento ( 弁当 ), altrimenti detto “sportina” o merenda.

Più o meno in ogni cultura si può notare un tema comune riguardo al portarsi il pranzo da casa. Magari in passato si usava ricoprire pane e formaggio con una tovaglietta, mentre nei giorni nostri può essere un panino o qualche altra cosa.

Ma e’ in Giappone che il bento si e’ evoluto, non e’ solo un contenitore per cibo…e’ un pezzo d’arte. Questi contenitori possono essere di ceramica, legno, plastica, possono essere tutto in uno oppure divisi in piccoli scompartimenti, possono essere a più livelli, decorati e colorati, con elastici per tenerli ben saldi, con le bacchettine a formare un set, arricchiti con i temi presi dai film o dai cartoni animati, ce ne sono di diversi per piccoli e adulti…insomma, sono cosi carini che anche se non li uso li vorrei comprare tutti, farne collezione.

Secondo me i bento in Giappone devono essere esistiti da sempre, nel senso che mentre altrove non si e’ più praticata questa cosa del portarsi il mangiare dietro (solo ripresa recentemente), in Giappone e’ continuata e si e’ anche portata oltre all’uso classico: una tradizione che prima era tipica familiare, dove madri o mogli preparavano il pranzo per i figli o mariti, ha investito il mercato. In tutti i super mercati e alimentari ci sono sezioni con cibi pronti da impacchettare in contenitori di plastica da asporto, ci sono addirittura intere catene di negozi specializzati in bento dove entri, scegli quello che vuoi, impacchetti tutto ben bene e il pranzo e’ pronto.

Che sia per il pranzo, o un picnic, per cena, per una merenda rapida, che sia preparato in anticipo o preso al momento, in ogni caso c’e’ sempre un motivo per farsi un bento.