Sunday, January 17, 2016

Pizza school

After a long break, I am back on teaching cooking again.

The subject this time was pizza, not a genuine Sicilian dish, perhaps, but very appreciated by foodies and everyone else pretty much. The menu I put together was not easy to finalize…I had to use the dining table as a workbench so that my students could have enough space and light for easier practice, I had to bake one pizza at a time since the oven I have is too small and it took longer than forever, I had to use my coffee table for extra space. If I want to teach people how to make pizza I will have to move to a place with a proper kitchen, not a toy kitchen like the one I have now, and with a wood fire oven…unless you find me a kitchen oven that can reach 450 degree celsius without melting in the house. There is absolutely no way whatsoever that a pizza can come out burnt on the edges and soft at the same time from an electric oven. No. Way. But that's a limitation I'll have to learn to live with. Fortunately my students understood that and still loved the results of 3 hours joint efforts in making a pizza baked in an ordinary oven...

In the afternoon, before the lesson started, I had prepared half dose of the pizza dough, as a backup in case what we made during the class would not turn out good for any reason. The main worry was that it did not rise due to the cold. My doughy did rise wonderfully, instead, so we used the extra batch to make some sweet bread for dessert. During the lesson, we prepared the sauce for all pizzas, a green salad to go as a side dish and a stunning drowned broccoli plate (yes, broccoli were drowned in wine, that's why their name), then I went on to show how to prepare pizza from scratch making sure there was a hands-on part. This time the girls could try kneading the dough, sending puffs of flour all over my apartment.

The days that followed the pizza class were also busy with other classes, different menus, different students, all of them Japanese women with interesting stories to tell. One of them was called Marina! Finally, I meet someone who has the same name as mine. I have been told mine is a rather common name in Japan, or at least it is a Japanese name too, but in all my years in Japan I had never met anyone with that name. Until now. 

Teaching for three nights in a row was tough, although entertaining. I spent three full days cleaning the apartment from the previous day's mess and then making a mess again, so now I don't want to hear about cooking at least for the rest of the month. It's anyway time to gear up for the snow season and hang up the apron…or, shall I wear it over the ski jacket?

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E dopo una lunga pausa ritorno a insegnare.

Stavolta si parla di pizza, che seppur non e' un piatto tipico siciliano, e' amata da tutti ma proprio tutti. Il menu che avevo pensato non e' stato semplice da realizzare..intanto ho dovuto usare il tavolo da pranzo come piano di lavoro in modo che gli studenti potessero osservare bene, poi ho dovuto cuocere una pizza alla volta nel mio forno piccolino e quindi ci abbiamo messo una vita, e infine ho dovuto anche utilizzare il tavolo da caffè come spazio extra. Mi sa che se voglio continuare a insegnare come fare la pizza devo trovarmi una casa con una cucina vera e propria, non questo giocattolo che mi ritrovo, e che abbia un forno a legna come si deve…a meno che riesca a trovare una cucina con un forno che può raggiungere i 450 gradi senza sciogliersi. Non c'e' altro modo che un forno a legna per ottenere una pizza bruciata ai bordi ma soffice allo stesso tempo. Pero' questa del forno e' una limitazione a cui devo abituarmi, purtroppo. Per fortuna che i miei studenti capiscono il problema e hanno comunque apprezzato i risultati di tre ore di lavoro…

Nel pomeriggio prima della lezione avevo comunque preparato un po di pasta per la pizza nel caso qualcosa andasse storto, che poi e' il caso in cui la pasta non lievita per via del freddo. Invece, la lievitazione e' andata bene e quindi abbiamo usato la pasta in più per fare le frittelle dolci di pane. Nel corso della lezione abbiamo preparato la salsa per la pizza, un'insalata semplice e un piatto di broccoli, i tipici 'broccoli affogati' che vengono preparati annegandoli nel vino, da cui il loro nome.Alla fine abbiamo poi preparato la pizza partendo da zero e mi sono assicurata che tutti provassero a impastare e spianare la pasta, anche se ciò ha comportato l'infarinatura dell'intera cucina e sala da pranzo…

Anche i giorni seguenti hanno visto lezioni di cucina, menu diversi, partecipanti diversi, tutte donne giapponesi con storie interessanti da raccontare. Una di loro si chiama Marina! Era ora che incontrassi qualcuna col mio stesso nome qui in Giappone! Mi hanno detto che il mio nome e' molto comune, o comunque un nome che esiste qui, eppure finora non avevo mai incontrato nessuna. 

Avere lezioni per tre giorni di fila e' stato faticoso, anche se molto divertente. Pero' ho praticamente passato tre giorni a pulire casa in anticipazione della lezione e poi ridurla di nuovo un disastro…che nessuno mi parli di cucinare per almeno un mese! Comunque e' tempo di prepararsi per la stagione sciistica e appendere il grembiule al chiodo…o lo metto sopra la tuta da snowboard?







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