Monday, September 28, 2015

Magic Istanbul - イスタンブール

Geographically divided between Europe and Asia, part muslim, part catholic and part jewish, Istanbul is a dream place.

I can't say I visited the whole Istanbul, since I merely walked around the old city for a few hours in between flights, but I instantly fell in love with it.

Protected inside strong and massive city walls -now down to ruins- Istanbul maintains a strategic geographic position: it was the door between East and West, prospered thanks to trade and commerce, attracted all kings and emperors of all times interested in its wealth and convenient location, and traces of a glorious, turbulent past are visible everywhere in the city even now.

The city of istanbul spreads around seven hills (like Rome!), all within the city walls. From time to time, glimpses of blue sea can be seen from various points, depending on the urban configuration and height. I felt I was on a hide and seek game, trying to catch the seemingly fleeing coast. Same game can be played with mosques' minarets. I bet no one has ever counted all of them. 

My planning to sightseeing was very approximate, because my fly-in and fly-out times were not tourist-friendly. At all. I was worried about missing my next flight, too, as I didn't know well how far and how long my movements would require. In the end I spent more time than necessary waiting at the airport, but it was fine, I know I will catch up with the city another time for sure. The three hours I took for sightseeing were enough to convince me that Istanbul is magic and beautiful, and that deserves a proper visit.

In any case, armed with a detailed commuting itinerary, a transport card and 20TL pocket money, all courtesy of a friend, I made it to the city just seconds after sunrise (no, I didn't mean sunset). The Blue Mosque's minarets stood out against the blues and oranges of the day about to start. I had to wonder around the old town aimlessly until about 9 am, which is the time all shops, mosques and attractions open to the public. So I checked out the streets around the blue mosque, the outside of Aya Sofia mosque, closed on that day unfortunately, walked all the way to the bazar with the hope to see some activity, which I saw: silver jewelry shops opened along the road, all sellers, merchants received their goods in ginormous gunnysacks and carried them on their backs, back and forth, sack after sack. Trucks and carts occupied both sides of the streets, more trucks and cars passed through, undeterred.

Snacking all morning on boreks, so cheap and so so good, I observed a city turning to life: shop owners, when not busy carrying merchandise, gathered all together around a table to drink ruby-colored teas from glass cups with silver handles, carpets and pillows decorated the entrances of crafts shops, tourists began to populate the plaza before the mosque, daily commuters packed metro and tram trains, traffic went from non existent to jammed.

I had downloaded all city maps beforehand, but I couldn't rely on it at all, once I found myself on the streets. Rule of technology: it never works when you want it to. Not that it was necessary in the end. The few attractions I had on my list were close to each other and not difficult to find. In general, getting around had never been easier: I knew my train line, I knew my stops, signs were everywhere in the touristic areas. If it weren't for that flight later that day, I'd have explored more and farer, but given the limitations I chose one area and stuck to it.

Anyway, after all that walking and eating, I returned to one of the most stunning mosques, the Sultan Ahmed Mosque (or Blue Mosque), with 6 minarets. Its completion angered the muslim world at that time, because the only one mosque with 6 minarets is the one at the Mecca.....all others have less.

Once I entered the mosque, I was staring in awe at the ceilings, the vaults, the blue tiles used as decoration (which give the mosque its nickname), the huge and certainly heavy chandeliers…and I lost track of time. When I left the mosque, I had little time left so I had to sadly give up on checking the underground water cisterns, an impressive urban wonder built in the days of the roman empire.

Still, I left Istanbul satisfied and glad that I decided to reach the city after all. Not yet done with storing the images of Istanbul in my head, I had to leave some space to the aerial views on the route from Istanbul to Barcelona, my next stop. I saw the Turkish island right outside the strait, then it was the north western Greek islands, then Albania, then the heel of Italy all the way through its ankle, then Sardinia and eventually Balearic islands before landing. Nature is amazing.

There was going to be a second opportunity to sightseeing in Istanbul on my return flight to Tokyo, as I had another longish layover, but it was at night (again, unlucky with the schedule) and it was raining. Sunset over the Bosphorus and evening cityscape, you'll have to wait for a better opportunity.

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Geograficamente divisa tra Europa e Asia, in parte musulmana, in parte cattolica e in parte ebrea, Istanbul e' un posto da sogno.

Non posso certo dire di aver visitato l'intera città, visto che mi sono limitata a passeggiare per le strade della città vecchia in un intervallo tra voli, eppure me ne sono innamorata all'istante.

Protetta da forti e impressionanti mura di cinta -ormai ridotte a rovine- Istanbul gode di una posizione geografica strategica: era la porta tra Oriente e Occidente, si e' arricchita grazie al commercio e agli scambi, ha attirato re e imperatori che volevano appropriarsi della città per via della sua ricchezza e posizione, e le tracce di un suo passato glorioso e tumultuoso si possono osservare ancora oggi.

La città di Istanbul si estende su sette colli (come Roma!), tutti situati all'interno delle mura. Di tanto in tanto si può scorgere un po' di mare dall'alto delle colline, dipende dalla configurazione urbana e l'altezza. Mi pareva di giocare continuamente a nascondino contro il mare. Un gioco simile penso si possa fare con i minareti della città: sono convinta che nessuno ha mai contato quanti ce ne stanno.
La mia pianificazione turistica era molto approssimativa, visto che gli orari dei miei voli non erano certo convenienti. Anzi. Tra l'altro ero anche preoccupata di perdere il mio volo successivo, non sapendo bene quanto a lungo e quanto distante mi potevo spingere. Mi e' poi finita a passare più tempo del necessario in aeroporto ad aspettare, ma mi sta bene, tanto rivedrò la città una seconda volta. Le sole tre orette circa passate in centro mi hanno convinta del fatto che Istanbul e' magica e bellissima e richiede una visita seria.

Comunque, armata di un itinerario, una scheda per la metro e 20 lire turche di paghetta, tutto per gentile concessione di un amico, sono arrivata in centro poco dopo l'alba. I minareti della moschea blu si ergevano scuri contro i blu e gli arancioni del giorno che stava per incominciare. Mi e' toccato di camminare senza meta fino alle 9 circa, che e' l'ora in cui tutti i negozi e le varie attrazioni aprono al pubblico. Così mi sono messa a passeggiare per le viuzze intorno alla moschea, mi sono avvicinata alla chiesa/moschea Aya Sofia, che purtroppo era chiusa quel giorno, poi sono andata vicino al bazar nella speranza di poter osservare un po' di attività: i commercianti e venditori ambulanti ricevevano la mercanzia in enormi sacchi di iuta che si caricavano sulle spalle, avanti e indietro il negozio. In tutto ciò, il traffico scorreva indisturbato in mezzo.

Mentre che smangiucchiavo un borek appresso a un altro, osservavo la citta ravvivarsi poco a poco: i proprietari dei negozi, quando non erano occupati a ricevere la merce, se ne stavano tutti assieme attorno a un tavolo a bere il loro te' rosso rubino in tazze di vetro con manici d'argento, tappeti e cuscini cominciavano a comparire davanti ai negozi, i turisti cominciavano a popolare il piazzale della moschea, i pendolari affollavano treni e metro, il traffico passava da non esistente a caotico.

Avevo pensato a scaricare le mappe della città da usare poi, ma nel momento in cui ho messo piede in strada, non ho potuto farci affidamento. Regola della tecnologia: quando ti serve, non funziona. Ma alla fine non era poi tanto necessario, in effetti..tutto quello che volevo vedere si trovava concentrato nella stessa area e in ogni caso non ho avuto nessuna difficoltà a orientarmi: sapevo quale tram usare, a quali fermate scendere, e poi la città vecchia, essendo altamente turistica, aveva indicazioni ovunque. Anche volendo, non mi sarei persa. Peccato, certo, per quel volo da prendere, altrimenti di sicuro mi sarei spinta a esplorare un po' di più senza l'ansia dell'ora.

Percio', dopo tanto passeggiare e mangiare, sono tornata alla moschea ribattezzata moschea blu, che e' l'unica con sei minareti e per questo motivo ha causato non pochi trambusti durante la costruzione visto che la sola mosche al mondo con sei minareti e' quella alla Mecca.

Quando sono entrata nella moschea non potevo non ammirare le cupole, i pilastri, le mattonelle azzurre usate per decorare l'intera volta (e da cui la moschea prende il soprannome), i candelabri enormi e sicuramente pesanti…e poi ho perso il senso del tempo. Non mi rimaneva più molto tempo e quindi ho tralasciato la visita alle cisterne d'acqua sotterranee, un'opera urbana impressionante, risalente al periodo della dominazione romana.

In ogni caso, ho lasciato Istanbul molto soddisfatta e contenta di aver preso la decisione di uscire dall'aeroporto. Non ancora completamente fissate nella memoria le immagini di Istanbul, mi tocca fare spazio alle immagini aeree sulla tratta Istanbul-Barcellona, la mia destinazione. Prima mi passano sotto le isole della Turchia, poi quelle greche, poi l'Albania, poi il tacco del Salento fino a tagliare lo stivale, poi la Sardegna e infine le Baleari. Certo che la natura e' proprio impressionante.


Doveva esserci poi una seconda opportunità per visitare Istanbul, durante il mio viaggio di ritorno, ma anche li gli orari non hanno giocato a mio favore (sera tardi), e tra l'altro pioveva a dirotto. Quindi, tramonti sul Bosforo, aspettatemi!










Sunday, September 27, 2015

Late summer in Catania

It is taking me time to process all that has happened over the past month…I sat foot on three nations, I explored the old city of Istanbul, the european side, I visited family, I went to the seaside, I rediscovered one of the most lively towns in Europe, Barcelona, I attended a work related event in a surprising seaside spanish town. On top of these many activities, I tried to see people as much as I could, without taking too much time away from my beloved parents.

Now, a month after, I went back to my office desk and panicked when I realized I had forgotten my laptop password! I guess it can be taken as a good sign…

But let's focus on Sicily first. Of the three weeks spent on the island, barely one could be dedicated to beach hopping and suntanning. But the weather conditions were so gorgeous that even with just one day I'd have been more than satisfied. Summer still remains the best season to return home.

I discovered a pretty beach terrace in one of the most unthinkable places of all, a stone's throw from Catania's historical city center: behind central station. In fact, it was one of the oldest beach terraces in Catania, later closed and recently renovated and reopened. One had to walk through a railway underpass to get to a wooden platform in full 50's style, equipped with changing cabins, tanning beds, umbrellas, showers, and a bar. Metal stairs went directly down into the deep water, of a nice turquoise color thanks to the volcanic black rocks that make up this part of the coast. Such a setup of wooden platform is very common in Catania, as the coastline here was shaped by ancient eruptions of our volcano. Because rocks are slippery, and home for crustaceans and sea urchins, a deep dip is to be preferred to a walk into the water, hence the platforms.

I started my vacation with a mini high school reunion. One of my old schoolmates picked me up at the airport, we spent all day at the above mentioned beach terrace, then met few other schoolmates at a pizzeria by the sea for dinner. I think, so far, it was the best welcome back home I've had.

I even indulged in a vacation within the vacation. I took advantage of my uncle's empty house in the city for a few days, strategically located by the coast, so that I could simply walk down to the platform by the sea in 5 minutes. People who use this terrace are hard core suntanners: no shade whatsoever and lots and lots of tanning lotion from morning to evening. Late summer, the platform is mainly populated by oldies, their skin pitch dark and wrinkled, who want to hang out with their oldies friends. Because in my country people are loud, in the open air setting of the beach terrace, one can also pick up bits and pieces (more like an entire discourse, actually) about their lives and problems. In this sense, my vacation within the vacation was also an anthropological study.

I ate a lot of food. S*itloads. I am still salivating at the thought of it. And I don't fit in my jeans now.


I discovered a new viewpoint I didn't know about. A small, beautiful baroque church stands on a side of St Agatha Cathedral. In that church one can go up a number of stairs and reach the dome from where it is possible to have an amazing view over the town, from the sea to the mountain. Lucky that I look up from the cathedral entrance, and I saw people at the top having a great time. Without wasting time further, a friend and I went there, timing it with the sun setting.Stunning.

I showed Taormina and its Isola Bella to a friend. My love for Taormina is known. The scenery one can enjoy from the many lookout points is breathtaking, and Isola Bella is not much different. The peculiarity of this island, a giant rock more precisely, is that it is reachable by walk. There's a thin 5 meters strip of pebbles beach that surfaces only with the low tide and allows easier access to the island. It was the first time I went down to the beach, and I think also the last. The shore is so thin and so crowded that the person next to you is actually with their feet on your beach towel and the pebbles are so big they are in fact stones. Not much a problem for walking, but it's laying down that hurts. There were also too many Russians, loud and drunk who made relaxing impossible. Pity, because the water was crystal clear.

I drove nearly every day. Mostly was to get to the city centre, boring hours spent on the highway, but several times I also embarked on a new trip to remote destinations. Small towns in the Sicilian countryside are separated by acres and acres of land, they are elevated with respect to the farmed ground, and roads to get there are often curvy with lots of hairpin turns. All that transforms simple driving through the country into an enjoyable journey. I already miss that.

Even after three full weeks in Sicily I feel I should have stayed longer, or maybe it's just because I am already back to daily life. Either way, I shall return.

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Mi ci vuole del tempo per ricapitolare quello che e' successo il mese appena trascorso…ho messo piede in tre paesi, ho esplorato la città vecchia di Istanbul, la parte europea, sono andata a casa a trovare la famiglia,  sono andata al mare, ho riscoperto una delle città più vibranti dell'Europa, Barcellona, ho preso parte a una conferenza di lavoro in una sorprendente cittadina spagnola. Oltre a tutte queste attività, ho anche cercato di incontrare quante più persone possibile, amici e parenti, senza togliere troppo tempo a quello passato con i miei genitori.

Ora, un mese dopo tutto ciò, torno alla mia scrivania e non ricordo più la password del pc!! Magari lo prendo come un buon segno…

Ma preoccupiamoci della Sicilia per ora. Delle tre settimane sull'isola, appena una e' stata dedicata alle spiagge e all'abbronzatura. Comunque, le condizioni meteo erano talmente spettacolari che mi sarei accontentata anche di un solo giorno con un sole così. Eh, si, l'estate resta sempre il periodo migliore per tornare a casa.

Ho scoperto un lido carinissimo proprio a due passi dal centro storico di Catania: dietro la stazione centrale. In verità e' uno dei più vecchi della città, poi chiuso e solo recentemente rimesso a lucido e riaperto. Bisogna attraversare i binari da sotto tramite una galleria pedonale e ci si ritrova indietro negli anni 50, in un lido bianco e azzurro corredato di cabine, sdraio, ombrelloni e bar. Come da convenzione per i lidi in questa parte di costa vulcanica, delle scalette portano direttamente a mare, cristallino e di un bellissimo color turchese.

Ho incominciato la mia vacanza con una mini riunione tra compagni di scuola, assieme sin dalla mattina fino alla sera. Il benvenuto migliore.

Mi sono concessa una vacanza nella vacanza. Visto che casa in città di zio era disponibile, ne ho approfittato per starmene tranquilla in città e per di più a due passi dal mare. Li' mi aspettava un solarium che e' un vero e proprio paradiso per gli appassionati di abbronzatura: una piattaforma sotto il sole dalla mattina alla sera, niente ombrelloni. Il periodo di settembre si vedono di solito i vecchietti, tutti scuri e rugosi, che usano il solarium come un punto di ritrovo con altri anzianotti e li si raccontano tutto da problemi a preoccupazioni a lamentele. E siccome da noi si e' abbastanza vocioni, ecco che ho ascoltato i discorsi di tutti, finendo così per fare un esperimento antropologico, più che una vacanza al mare.

Ho mangiato un sacco. Così tanto che ora non entro nei miei jeans.


Ho anche scoperto un nuovo punto di osservazione prima sconosciuto. Davanti alla cattedrale di sant'Agata c'e' una bellissima chiesa barocca con una cupola visibile. Fortuna volle che dalla cattedrale ho guardato in alto e ho visto gente a godersi il panorama, così io e la mia amica siamo andate subito. Giusto in tempo per il tramonto. Bellissimo.

Ho portato un'amica a Taormina e l'isola bella. Si sa che amo Taormina. La vista che si ha dall'alto del paese e' mozzafiato, come lo e' l'isola bella. La cosa particolare di quest'isolotto e' che rimane collegato alla terra da una sottile striscetta di sabbia, così che si può camminare avanti e indietro. E' stata la prima volta che andavo alla spiaggetta di isola bella, e credo che sarà anche l'ultima. Infatti, innanzitutto la spiaggia e' talmente piccola e talmente affollata che la gente praticamente ha i piedi sulla tua tovaglia da mare, e poi la spiaggia non e' fatta di sabbia o ciottoli, ma pietre. Che non e' tanto un problema il camminarci sopra, quanto lo sdraiarcisi. E poi era piena di russi, ubriachi e caciaroni, tanto che rilassarsi era impossibile. Un vero peccato per il contorno che non va, perché li l'acqua e' proprio cristallina.

Ho guidato quasi ogni giorno. Per la maggior parte era per raggiungere la città, ma a volte mi sono lanciata in esplorazione. Le cittadine dell'entroterra siciliano sono spesso separate da terreni coltivati, e spesso si ergono su colline o crostoni di roccia così che per arrivarci bisogna far strade tortuose e in salita. Il che mi piace parecchio e mi manca già.


Anche dopo tre settimane piene in Sicilia sento che avrei voluto restare di più, o forse la penso così solo perché sono tornata alla vita di sempre. In ogni caso, ritornerò.












Tuesday, September 1, 2015

Confusion

There are very few things better than look up the sky at night and be able to see the stars.
It's what I was doing tonight, raptured by the simple beauty of nature, a few days after my return to the origins, to that place called home.

My flight was long but broken down into several shorter trips so that I could touch down often, and stretch my legs.
I really do like flying, watch the world from above, see sunrises and sunsets, the black cone of mount Fuji sticking out a soft carpet of white clouds, figure out what beaches are those we're flying over, Turkey, Greece, Albania, Italy, Spain...

What I do not like is being inside an airplane for too long. I mean, share the space with strangers, be confined to a small, uncomfortable seat, hope there are no crying children on board, drink bad wine.
Whether I like it or not, though, it is necessary, and after a few days of readjusting to the new time zone, I am ready to start my vacation.

Oh, nope, not yet. The next thing on the list is family. I mean, obligations. The first two or three days, depending on how big and spread out family is, are dedicated to say hello to everyone, join parties of 50 or so (all related!!) people, tell the same story several times.

But then, summer days and summer nights are free for grabs, the moon shines big and round, the sun is strong and the sea is blue.

My wish to be fetched upon landing and taken to a beach for a swim came true thanks to a couple of friends, and after that a last minute mini reunion with some of my high school friends took place.
I think the welcome this year was worth the journey.

After that I have a vague memory of what happened, I just remember tables of food, buckets of beer and wine and loud chatter, and then more food, pizza, a fire inside an oven, liters of coffee, ice cream...I see stars now.

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Ci sono pochissime cose migliori del guardare il cielo notturno e poter ammirare le stelle.

E' quello che stavo facendo stasera, come sempre rapita dalla bellezza della natura a pochi giorni dal mio ritorno alle origini, a quel posto che si chiama casa.

Il mio volo e' stato lungo ma spezzato in piu' tratte in modo da poter scendere e passeggiare un po'.
Mi piace un sacco volare, guardare il mondo dall'alto, vedere i tramonti e le albe, vedere il cono nero del monte Fuji uscire da sotto una coltre di soffici nuvole bianche, indovinare che spiagge mi passano sotto gli occhi, Grecia, Albania, Italia, Spagna...

Quello che invece non mi piace neanche un po' e' stare nell'aereo a lungo, il fatto di dover condividere lo spazio con estranei, essere confinati a una sedia scomoda e piccola, sperare di non avere bambini che piangono a bordo, bere vino cattivo.

Ma che mi piaccia o no, questo e' necessario e dopo i primi giorni di assestamento sono pronta a iniziare la mia vacanza.

Anzi no, non ancora, prima c'e' la famiglia. I primi due o tre giorni, dipende da quanto grande e dispersa sia la parentela, sono dedicati a salutare tutti, fare feste con 50 persone o piu, tutti parenti, e poi raccontare la stessa storia piu' e piu' volte.

Poi, pero', giorni e notti estive sono a disposizione, la luna splende grande e rotonda, il sole e' forte e il mare e' blu.

Il mio desiderio di essere prelevata direttamente in aeroporto e essere portata in spiaggia e' divenuto realta' grazie a una coppia di amici e poi alla fine c'e' stata anche una mini riunione tra compagni di scuola dell'ultimo minuto.

Quest'anno il benvenuto e' stato proprio un bella ricompensa per il viaggio.

Dopo di quella giornata, non ho piu' memoria degli eventi successivi, mi ricordo solo frammenti con tavolate di cibo, vino a quantita' infinita, chiacchiericcio, poi ancora cose da mangiare, pizza, un fuoco dentro a un forno, gente, litri di caffe' e chili di gelato...e ora vedo le stelle.