Sunday, August 23, 2015

Vacanze!

Well, I'd go now…

It's been a coupe of hectic weeks, nothing out of the ordinary since I am going to be on an airplane soon. Eventually, time for vacation has come for me too, or, rather, it had to be either this way or the highway. For two years I haven't taken a proper break, one of those made of time off work and time on life, so I guess now it is a good time.

This time, too, my trip involves a lot, but a lot of travel, and the more steps are there that make up the final product, the more things can go wrong. I can plan as much and as detailed I can, but I can't account for any hitch, and this finds me uncomfortable. I will touch several intermediate destinations, and if everything goes according to plan ( cross fingers for me, please) I will report about them too.

In any case, not everything is hectic in a negative sense: it's summer, and no matter how unpleasant Japanese summer can be, it is still summer, which imposes a more active social life. Be it a good bye dinner for a friend, or a welcome party for a colleague, be it a fireworks display or a quiet get-together at home with close friends, be it a need to simply sit outside on a hot evening or a good excuse to catch up with the salsa folks, any way I look at it, I haven't been home one single night. 

I don't only feel the tiredness at the mental level, but also at the physical level, I haven't been able to exercise properly because it is too hot for running, working out, or even standing still, really…but the many hours spent at the office without moving much, and the evenings spent with bad influence at the pub don't do any good to my weakened body.

To be honest, I still don't believe last Friday was my last day of work before the break. I think I haven't registered the fact that I am not going to be in the office for a while, and I guess the realization will be quite liberating. My break, this time, is one month long, and I already know it is not going to be enough, although my plan is very simple: get picked up upon arrival, get dropped at the beach, get collected three weeks after, and then move on for the last leg of the trip.

It's all(most) ready, I found a carer for my plants while I'm away, a good samaritan for my excursions, a host for my beach getaway. Now I only have to make sure I have my passport and boarding pass with me. 

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Dunque, io adesso andrei…

Queste ultime settimane sono state pesanti, ma per nulla fuori dall'ordinario visto che presto saro' su un aereo. Finalmente anche per me e' arrivato il momento delle vacanze, o dovrei precisare che questo momento doveva arrivare, o così o nulla, perché non prendo ferie vere e proprie da due anni. Di conseguenza, mi pare sia ora di stare lontano dal lavoro e dedicarsi a vivere un pochino.

Anche questa volta il mio viaggio include molte ma molte ore, e si sa che più elementi si vanno aggiungendo al prodotto finale, più si rischiano intoppi. Uno può anche pianificare quanto più dettagliatamente e' possibile, ma ci sono sempre gli imprevisti, e questa e' la cosa che mi mette a disagio. Mi soffermerò ad alcune destinazioni intermedie, e se tutto va bene (incrociate le dita), poi avrò modo di raccontare qualcosa anche su di esse.

Comunque, non e' che la pesantezza delle ultime settimane e' solo intesa come negativa…..dico, e' estate, e a prescindere da quanto brutta possa essere l'estate giapponese, e' pur sempre estate e quindi ci si ritrova volenti o nolenti a uscire di più. Che sia una festa per l'amico che va via, o la festa di benvenuto per una collega, sia fuochi d'artificio alla baia o cena tranquilla con gli amici cari, sia solo voglia di passare del tempo fuori alla sera o fare una capatina al locale di salsa, insomma se ci rifletto adesso, non sono stata a casa una sola sera.

Non mi sento pero' stanca solo mentalmente, anche fisicamente, visto che non ho neanche avuto modo di fare esercizio come prima visto che fa troppo caldo per qualsiasi cosa, ma tra lo stare tante ore in ufficio e l'uscire in cattiva compagnia di certo non aiutano il mio corpo a riprendersi.

Che poi, ancora non ci credo che non andrò al lavoro per un bel po'. Penso che quando me ne renderò conto faro' salti di gioia. Stavolta prendo un mese intero di ferie, e so già che non sarà abbastanza nonostante il mio programma non conta molto: prelievo in aeroporto, abbandono in spiaggia, recupero tre settimane dopo, e poi si va per la fase successiva del viaggio.


E' tutto (quasi) pronto, ho chi si occupa delle mie piante in mia assenza, chi da buon samaritano mi aiuta con le mie escursioni, chi mi ospita per la fuga in spiaggia. Ora, basta che mi rassicuri di avere passaporto e carta di imbarco con me.


Sunday, August 16, 2015

Fukagawa Hachiman Matsuri - AKA water fight festival

Seen one, seen all. 

One would think that all festivals in Japan that have to do with religion are same. Can't be more wrong.

I went to see the Fukagawa Hachiman festival (深川八幡祭), one of the three main religious festivals in Tokyo (those dating back to the Edo era) together with Sanno festival and Kanda festival. I had to do some research about this, as I thought that the main festival in Tokyo was the Sanja festival in Asakusa (here). It turns out, the Asakusa one is simply the wildest, but religiously speaking, not the most important. Speaking of our festival of interest, it is held every year, but it is only every third year that the celebrations go crazy with more than 40 portable shrines carried by hundreds of people, converging all together at the shrine.

The other name the Fukagawa festival goes by is "water festival". This because water is thrown at parishioners while they the portable shrine through the neighborhood. And even the fire fighters join in with their hydrants!!

All that water splayed onto people makes so much sense, for two reasons: the festival is held in the middle of summer, and men and women carry a shrine that weighs 2,500kg…so, if temperatures don't go up because of those two reasons, then they won't for any other reason.

The parade sees first the lantern bearers who notify of the approaching of the portable shrine, then prestigious people, some priests, a bunch of senior parishioners yelling at people on the sides of the streets to back up, then the bearers or the shrine, then the big pool of people meant to replace the bearers in turn, then a truck with music. up until here, this could be your average neighborhood festival...until the water splashes in all directions. 

Because the portable shrine is massive and could challenge even Hercules, at some point of the route, the bearers -who are soaked wet at this point already- are all replaced by a new hundreds of fresh and still dry bearers, belonging to a different "division" (they wear hear bands of a different color form those in the parade). The passage of the testimony happens following a series of ordered steps: put down the shrine, thank each other for the great work, disperse under people's applause, allow the new bearer to line up, position, lift the shrine up again while the people roar in excitement, resume the parade and cross the bridge to reach the temple grounds.

Many were those among the public wearing yukata, many were the oldies either carrying state of the art photography equipment or just pulling their phones out, all with the common purpose of capturing some topic moments (or any, really), many the policemen and officers trying to keep everyone calm and out of trouble.

I didn't follow the festival after the "changing of the guard", as I had had enough of walking and I was getting exhausted because of the heat…I think I should have tried to fall in the water trajectory after all…

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Visto uno, visti tutti.

Uno potrebbe pure pensare che tutte le festività religiose in Giappone siano uguali. Non si può avere più torto di così.

Sono stata a vedere la festa di Fukagawa Hachiman (深川八幡祭), uno dei te più grandi eventi religiose di Tokyo (di quelli che datano indietro all'era Edo) assieme alle feste di Sanno e Kanda. Mi sono dovuta mettere e fare un po' di ricerca in materia, visto che io ero convinta che la festa principale a Tokyo fosse la festa Sanja Matsuri a Asakusa (qui). Invece, vai a sapere, quella di Asakusa e' solo la più esuberante e folle, ma dal punto di vista religioso pare non sia così importante. Ora, parlando della nostra festa d'interesse, la si tiene ogni anno, pero' e' solo ogni tre anni che i festeggiamenti si fanno tremendi quando più di 40 scrigni vengono portati a spalla da centinaia di persone e poi convergono tutte al tempio.

Il nome per cui la festività Fukagawa e' pero' conosciuta e' "festa dell'acqua", perché mentre i fedeli trasportano questo scrigno per le strade della città, altri ben pensano di buttargli acqua addosso. Tant'e' che pure i pompieri si adoperano e lanciano acqua con le loro pompe. Ora, io direi meno male che questi poveretti hanno acqua, perché infatti la portantina che tutti, uomini e donne, trasportano pesa come 2,500 chili!!

La processione si apre con quelli che portano le lanterne, poi vengono i personaggi importanti del quartiere, poi un gruppo di fedeli il cui compito e' semplicemente di mantenere l'ordine e far arretrare i curiosi che invadono la strada, poi arrivano quelli con lo scrigno e dietro quelli che a turno li sostituiscono, infine un carretto con la musica. Fino a qui potrebbe benissimo trattarsi di una processione normale, fino a quando pero' l'acqua entra in azione.

Ora, siccome questo scrigno abbiamo detto e' talmente pesante che solo Ercole potrebbe portarlo, a un certo punto del percorso c'e' un cambio di squadra -tra l'altro già a questo punto sono tutti zuppi- e un nutrito gruppo di uomini freschi e ancora asciutti, riconoscibili anche dal fatto che hanno bande in testa di un colore diverso, si apprestano a portare il carico per la seconda perte del tragitto.

Il passaggio del testimone ha anche un non so che di mistico: si mette giù la portantina, tutti ringraziano tutti per la collaborazione, la folla applaude gli uscenti, i nuovi e aitanti operatori fanno il loro ingresso e si sistemano in ordine predefinito, lo scrigno viene di nuovo alzato sotto le urla di incoraggiamento del pubblico e via con la processione.

Tra il pubblico ho visto moltissimi indossare yukata, moltissimi erano i vecchiardi che si sistemavano coi loro macchinino ultima generazione per scattere le foto della loro vita (o anche lo stesso succedeva con quelli che usavano il cellulare), e tantissimi erano i poliziotti e vigili che si preoccupavano dell'ordine pubblico.


Dopo il "cambio di guardia" ho deciso di non seguire più la processione, essendo stanca per il caldo e la lunga camminata…forse mi sarei dovuta piazzare proprio nel traiettoria di una di quelle secchiate d'acqua…










Friday, August 14, 2015

Yokohama Bay fireworks sicilian edition

It was the evening of the Yokohama bay fireworks.

I had promised myself not to go to any show anymore, since the day when, back in 2009, my friends tricked me into watching the Tokyo bay fireworks. It was terrible, having to get off at an overly crowded train station, walk our way through the masses to find a spot where to sit and watch, squeeze back into the trains to return home after the event finished…yes, it's known, I do have a sort of loathe for multitudes.

Anyway, the vow worked well, excuse after excuse, until this year when I really couldn't come up with a good one. After all, I was hanging out with some guys from Sicily (it's not just me here, boom!), and I really couldn't say no. This time I wasn't on a boat to watch the fireworks like in 2008, but together with the above mentioned and above disliked multitudes. Too bad. I remember the fun to get on the boat, see people suffering of sea sickness, then forgetting about it all when the fireworks started and finally go back in the pitch dark, avoiding the congestion.

This year it was all going well, until the moment when a, supposedly man-operated, power cable problem paralyzed the train network for the next 12 hours…

What really happened is unknown, but what's known is that hundreds of thousands of people, both regular commuters and people going to Yokohama for the fireworks, were stuck and definitely unhappy.

This blackout didn't affect me so much, actually, as I had already arrived when the whole shebang happened, and could take an alternative route on the way back, while my friends - luckily only stuck at a nearby station- had to walk their way to reach the venue. People gathered for the event were so many, occupying all green areas, streets, sidewalks, that it was impossible for me and my friends to reunite in order to watch the display together, so we had to stay split until the very end, when hordes of drunk and loud Japanese in their yukatas set to a pilgrimage to the station all TOGETHER…

As usual, the firework display was very pretty, and with Yokohama area certainly not lacking open spaces, everyone could get a vantage view point.

Trying to avoid some major psychological havoc, taking my time and being zen, I eventually found my friends and went together for dinner, because that is the smartest thing to do after the fireworks are over instead of cozying up in the station (where trains were still on hold). And it was a good dinner, where we remembered the old times, we spoke about our common friends, I refreshed my own dialect. 

Except for the renewed (traumatizing) experience of being surrounded by way too many people, I was happy that I went to see the fireworks. But it will definitely not happen again any time soon.

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Era la sera dei fuochi d'artificio alla baia di Yokohama.

Mi ero ripromessa di non andare mai più sin da quel giorno nel lontano 2009 quando i miei amici mi avevano raggirato e mi avevano portato a vedere i fuochi alla baia di Tokyo. Non vi dico, e' stato terribile, scendere a una stazione super affollata, camminare attraverso un fiume in piena di persone per trovare un posto dove sedersi, poi tornare a casa strizzati come sardine….si si, lo sappiamo, ho una sorta di avversione per le moltitudini.

In ogni caso, finora il voto e' andato bene, scusa dopo scusa, fino a quest'anno quando proprio non ho saputo come uscirmene. E dopotutto incontravo amici siciliani (sii, non sono l'unica qui!), quindi non potevo dire di no. Stavolta pero' non sono andata in barca come nel 2008 per guardare i fuochi, bensì mi sono dovuta mescolare con la suddetta moltitudine poco amata. Peccato. Mi ricordo di quanto e' stato divertente salire in barca, vedere tutti sentirsi male, poi dimenticarsene quando lo spettacolo e' iniziato e poi ritornare nel buio della sera evitando la confusione.

Quest'anno stava andando tutto bene se non che a un certo punto, si suppone causa umana, un problema elettrico paralizza l'intera rete ferroviaria per le successive 12 ore…

Non si sa bene cosa sia davvero successo, comunque sappiamo che centinaia di migliaia di persone, siano pendolari o siano persone recatasi alla baia di Yokohama solo per i fuochi, sono rimaste bloccate e non tanto felicemente.

Devo dire che per fortuna questo incidente non ha influito sul mio tragitto, ne' all'andata visto che ero già arrivata, ne' al ritorno perché avevo una rotta alternativa. Invece e' andata poco bene ai miei amici che, fortunatamente solo a una stazione di distanza, si sono dovuti organizzare per raggiungere il posto. La calca di gente che mi si presentava davanti era impressionante, strade, parchi, marciapiedi, ogni angolo era assediato e e' stato impossibile per me e i ragazzi di incontrarci e guardare lo spettacolo assieme. Infatti, siamo rimasti separati e poi ci siamo riuniti alla fine, quando ho dovuto seguire le orde di giapponesi nei loro yukata, TUTTI assieme, verso la stazione…

Ma almeno, visto che a Yokohama gli spazi aperti non mancano, tutti si sono aggiudicati un punto d'osservazione vantaggioso e felicemente abbiamo assistito allo spettacolo, che e' sempre molto, molto bello.

Per evitare una commozione cerebrale causata dalla folla, mi avvicino ai miei amici con calma zen e passo lento, così che poi ci siamo finalmente concessi una cena riparatori, anche perché era l'unica cosa intelligente da fare invece che accalcarsi alla stazione per rientrare (dove ancora non si muoveva nulla). Ed e' pure stata una bella cena, passata a ricordare i vecchi tempi, gli amici comuni, e a spolverare il dialetto siciliano.


A parte la rinnovata (brutta) esperienza dell'essere circondata da molta gente, in fin dei conti sono stata contenta di aver visto i fuochi d'artificio. Ma di sicuro passera' molto tempo ancora prima che succeda di nuovo. Garantito.