Thursday, January 30, 2014

The year of the Wooden Horse

L'appuntamento annuale con l'astrologia cinese e' arrivato. Ma troppo presto. Domani, per la precisione. Visto che ho avuto una lunga serie di scadenze al lavoro e un ritiro aziendale in questi due giorni, non ho proprio avuto tempo per la mia solita ricerca astrologica e le varie informazioni annesse sul segno dell'anno. Trasmettendo da una località non molto segreta ma molto isolata (e devo ringraziare il caro e utile tecnico delle infrastrutture per darmi accesso privilegiato a internet) nelle campagne al nord di Tokyo, devo dire che non ho molto da raccontare anche se la pace della stanza d'hotel dove mi trovo facilita i pensieri per abbozzare qualcosa. Ecco un'altra occasione per quei buoni propositi che sono stati messi da parte prima, e un'altra occasione per le considerazioni sull'anno lunare che e' appena passato.

Il 31 gennaio entra l'anno del cavallo di legno. Segno amato dai cinesi seppur non quanto quello del drago, pare porti buona fortuna. Il cavallo e' un animale rispettato perché e' forte e può trasportare persone ovunque. Inoltre può essere usato per le battaglie. DI conseguenza e' un simbolo di viaggi e anche successo.

Le persone nate sotto il segno del cavallo sono intelligenti, gentili e avventurose. Sono pero' anche cocciute e ribelli. Quest'anno la fortuna per i cavallo e' altalenante, quindi meglio indossare qualcosa di rosso che porti fortuna. Quando in difficoltà meglio se chiedono aiuto e consigli agli amici. Nel lavoro dovrebbero mantenere un profilo basso soprattutto nei casi di operazioni difficili o quando in dubbio. Anche denaro, salute e relazioni vedono alti e bassi in questo 2014, quindi attenzione a non perdere la pazienza ne' la concentrazione. Siate invece pazienti e aspettate nel prendere decisioni quando in dubbio.

Detto questo, come sarà' l'anno del cavallo per i gallo? Pare che la buona fortuna dell'anno precedente continui….eppure in generale non mi pare di aver visto tanta buona sorte nel 2013 quindi non so cosa voglia dire. Forse anche questuano sarà poco propizio. Ma poi, non ci credo io agli oroscopi, cinesi o no, quindi vedremo. Alla fine del 2014 tirero' le somme.

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The yearly appointment with Chinese astrology is coming….soon. Too soon. Tomorrow, as a matter of fact. As I had million deadlines and a company retreat to attend in these two days, I didn't have time for my usual astrology research with all related information  on the sign of the year. Broadcasting from a not so secret but very isolated location (and I have to thank the dear and useful system administration technician for giving me privileged internet access) in the countryside north of Tokyo I unfortunately don't have much to say, but the quiet of the hotel room where I am staying helps to collect thoughts and quickly wrap up something informative. You have now another chance to set your resolutions, in case you haven't done it before, and also another chance to draw your final remarks on the lunar year that just passed. 

January 31 enters the year of the wooden Horse. A sign loved by the Chinese, although not as much as the Dragon, it is supposed to bring a good year. Horses are revered and respected, because they are strong and can transport people everywhere on their backs as well as be used in battles. Therefore they are symbol of travel and also success.

People born in the horse year are clever, kind to others and adventurous. They are also stubborn and rebellious. This year will see fortune fluctuating for horse people, so they better wear something red that brings good luck. If in difficulty, they better ask friend's advices and help. They should keep a low profile in career, especially when in doubt with a difficult task. Also money, relationships and health will see fluctuations over 2014, so be careful and try not to lose the temper nor focus. Hold your horses, heh, and  better wait when insecure on decisions. 


That said, what does the year of the horse have in store for roosters? It is said that the good luck from the previous year will continue….well, overall there was not so much luck in 2013, so I don't know what it means. maybe it will be as bad, then. However, I don't believe in horoscopes, whether Chinese or not, so I am at peace with whatever the fate. I will see at the end of 2014 how well we did.

red hot chillies are symbol of protection against bad luck/evil eye in the South of Italy

Wednesday, January 22, 2014

My first basketball game


Qualche giorno fa ho per la prima volta visto dal vivo una partita di basket. Non sono appassionata dello sport, non so nulla su tecniche di gioco, termini usati, fuorigioco o robe del genere. Ma con la promessa che i miei due accompagnatori, amanti e giocatori loro medesimi, mi avrebbero spiegato tutto, mi sono fatta convincere. 

Devo dire che hanno preso seriamente la loro missione e ho ricevuto una bella infarinatura generale. Non solo sono stata messa al corrente di quando si verifica un blocco, o un fallo, o un driblaggio, delle dinamiche di gioco e dei tempi, l'importanza dei quarti di secondo, di quando la squadra fa uno, due o tre punti eccetera, ma ho anche imparato le strategie (beh, o almeno mi sono state spiegate; che poi io le abbia assimilate, quella e' un'altra storia), cosa c'e' dietro a chiamare il tempo miliardi di volte, i passaggi continui, i blocchi, il motivo di tanti cambi di giocatore….in sostanza ho capito una cosa. Il basketball e' un gioco dove si prende tempo.  

Nonostante ciò, ogni volta che sti due amici si mettevano a gridare o stropicciarsi i capelli o disperarsi io non capivo mai il perché, non vedevo quello che succedeva in campo. E li, il povero Derek mi illuminava su cosa mi ero persa. Si vede proprio che gli piace questo sport, gli si illuminavano gli occhi quando mi spiegava le cose. Dovrebbero esserci molte più persone appassionate allo stesso modo.

La partita non era certo di serie A, ma a detta di Makis e Derek ci sono state un paio di belle azioni. Io ho solo visto un pugno di giocatori altissimi e (relativamente) smilzi correre avanti e indietro dandosi spintonate e bloccandosi a vicenda nel tentativo di centrare il canestro… 

A ogni intervallo non potevano mancare fanciulle in gonnella per intrattenere il pubblico pagante, e durante la lunga pausa tra primo e secondo tempo un'intero plotone di cheerleader in erba hanno sgambettato e salterellato a ritmo di musica.

Ah, la musica. Rispetto ad altri giochi di squadra che conosco, tipo la pallavolo, il basket si gioca apparentemente con costante accompagnamento musicale (più ritmo e rumore a dire il vero che musica..non parliamo certo di Beethoven), dove il ritmo segue le gesta dei giganti in campo. Chiedo al mio maestro se questo non distrae i giocatori. Lui dice che quando uno gioca non ci fa neanche caso. Io, avrei perso la concentrazione.

Va bene, guardare la partita mi ha divertito. Non so se riusciranno a trascinarmi di nuovo in futuro, ma almeno non mi sono annoiata.

E poi, un'ultima cosa: ma queste divise di gioco? Chi le ha inventate? Dico, la maglia può andare se proprio vogliamo, ma il pantaloncino? E poi e' chiaro che preferisco la pallavolo, no? 

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Last weekend I watched a basketball game for the first time. I am not a lover of this sport, I know nothing about playing techniques, jargon, fouls and such. But my two chaperons, lovers and players of this sport themselves, promised me that if I went with them they would explain me the whole thing. Eventually they convinced me.

I have to say they took it seriously and I did receive my lesson. Kudos. Not only I was taught about blocks, fouls, dribbles, about game dynamics and times, the importance of a quarter of a second, about the difference in one, two or three point shots. I was also explained the strategies (well, I was lectured; whether I have memorized it is a different story), what's behind calling tempos continuously, changing players often…..basically there is one thing I understood. In basketball, the main goal is buy time.

Despite my freshly acquired knowledge, I was always caught out of surprise when the guys would tear their hair out, shout, get angry at certain actions during the game…I simply didn't see a thing happen. Then, poor Derek had to recap the events and enlighten me about what I had just missed. Very sweet. One can tell he likes the sport, by his wide open eyes while he was explaining. We should have more people like him around, passionate in what they like.

What we went to watch wasn't a NBA league game, just to make it clear, but according to Makis and Derek there were a handful of good actions. I only saw overly tall thin men running back and forth, blocking and pushing each other in order to get to the basket…

Every time there was a short interval, girls in uniforms would show up and put up some entertainment for the public, and during the longer break an entire platoon of cheerleading little girls flooded the floor and jumped and kicked about and danced. And, oh, the music. So,  compared to other team games I know, say volleyball, basketball games happen with a constant music background. Loud music. Like, more of a drumming noise than Beethoven style if you know what I mean. So I have to ask my 先生 (teacher) whether all this music distracts players. He said that while playing, they don't even notice. Fair enough. I would never be able to focus, though.

At the end of the day I can say I had a good time watching the game. I don't know if they'll manage to drag me there again, but at least I wasn't bored.

Now, just one last, teeny, tiny, detail: those uniforms? Really? Who invented them? I mean, the top can pass, but those shorts? No wonder why I prefer volley….






Thursday, January 16, 2014

Prehistory and neighbors - La preistoria e i vicini


I miei vicini sono interessanti. La regola vuole che chi si e' appena trasferito si presenti ai vicini, portando in omaggio un piccolo pensiero così da ingraziarsi i favori. Non so se si usa ancora oggi, comunque io non l'ho fatto quando sono arrivata e nessuno lo ha fatto con me, quindi penso che vada bene così. A dire il vero, per la precisione, non ho mai incontrato i miei vicini (dico, quelli che stanno al mio stesso piano, per intenderci), pero' e' facile salire in ascensore con qualcuno di tanto in tanto. Ora neanche quello, visto che ho preso l'abitudine di salire a piedi e sono l'unica che lo fa.

Prima c'erano tanti indiani, ma ora non ne vedo più in giro. Li vedevo sempre fuori in cortile, con i loro cappucci e le giacche, e le infradito. Mi piaceva vedere le donne nei loro sari. I bambini mi fissavano sempre e io facevo le smorfie per farli divertire, poi mi salutavano quando scendevano dall'ascensore. Le donne non smettevano mai di sorridere e farmi domande in continuazione. No, non sono americana, come te lo devo dire.

C'e' un signore anziano, che e' patito di allenamenti e cose varie, va a correre con pantaloncini che sono meta' a strisce e meta' a stelle, come la bandiera americana, ha sempre occhiali a specchio e un cappello da baseball. E' la persona piu maleducata e sgorbutica che abbia visto qui.

C'e' poi una coppia di anziani che sono davvero carini. Si assomigliano pero', potrebbero benissimo essere fratello e sorella. Lui mi parla sempre quando mi vede, lei mi pare che non ci stia con la testa ma e' sempre cara e mi saluta.

C'e' questa signora molto energetica che sembra una trentenne e anche di aspetto sembra altrettanto giovane, che conversa quando ci incontriamo. Se mi dicessero che a sessant'anni saro' come lei, mi metterei a saltare dalla gioia. 

E poi c'e' lei.

Lei e' quella di sopra. Le ho dato il nome di mammut. Penso sia chiaro perché. A quanto pare, non tutte le creature preistoriche si sono estinte…

Lo so che e' una donna per come cammina, piccoli passi veloci su tacchi. La sento sin da quando esce dall'ascensore. Arriva a casa, entra, sbatte la porta, si toglie le scarpe, comincia a camminare intorno, prende il futon e lo sbatte a terra, si mette a fare le pulizie alle 6 alla mattina. In pratica, peccato per lei, so esattamente cosa fa ogni istante. E' così pesante (metaforicamente, visto che una volta l'ho vista in ascensore ed e' la classica giapponese minuta), e' così pesante che se punto un fucile al tetto, sono sicura di beccarla nei piedi, con un solo colpo. E poi e' finita.

Ultimamente pare che si sia pure messa a fare esercizi di aerobica. O forse e' il suo bambino. Ma no, non può essere venuto dal nulla. E poi i bambini corrono per casa e gettano cose. No. Forse e' il suo cane. No, neanche. Innanzitutto, animali domestici non non previsti dal regolamento di condominio, e quindi se avesse un cane la posso anche citare in causa. Secondariamente, se fosse un cane deve esser un cagnone. Tipo un alano. O un cavallo.

Comunque, credo di aver reso l'idea.

Finora ho pazientato, ma diciamo che ho raggiunto il limite della tolleranza e ho chiesto come si fa in questi casi. La risposta e' stata che io parlo del problema al personale del condominio e loro si preoccupano di recapitare il messaggio al mammu…eh, alla persona problematica. Chiedo che le mie due frasi di lamentela vengano tradotte in giapponese e mi viene dato un foglio di 15 righe di testo. Oddio. Magari in casi del genere un pizzico di attenzione e' richiesta, così da tradurre il mio "mi hai rotto" in qualcosa più leggibile con l'aggiunta di un centinaio di scuse per addolcire il destinatario. E così, vado con il mio messaggio e chiedo che venga mandato alla cara inquilina di sopra.

Dopo di che, devo dire che le cose sono migliorate. Sento ancora il passo da elefante aggraziato, ma almeno premio gli sforzi. Non siamo passati da mammut a farfalla, ma almeno ora sembra un elefante. Vediamo quanto durerà.

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I have a bunch of interesting neighbors. Rules say that people who have just moved in make themselves known to the nearby occupants, introduce themselves, give a small gift as a token to wish for good relationships. I don't know if this is still in fashion, however, I didn't do this when I moved in, neither did anyone of the neighbors do to me. So, I guess we're good. Actually, to be precise, I have never met all my neighbors (meaning, the ones on my same floor, left and right, so to speak), but it is easy to ride the elevator with someone every now and again. Not anymore for me, as I took the habit of using the stairs, and no one else does it.

There used to be a bigger Indian presence around here, but lately I haven't met any of them. I used to see them hanging out downstairs, in their winter hats and jackets, and flip flops. I loved to see the ladies going out in their beautiful sari dresses. Their children always stared at me and I always made funny faces so that they laugh. They didn't stop waving goodbye when they got off at their floor. Their women would smile at me in the elevator and start shooting questions like a machine gun. No, I am not American, no.

There's a funny old guy, very much into fitness and such, he wears running shorts with prints of the American flag (stripes on the left thigh, stars on the right), wears mirror sunglasses, and a baseball hat. He's the grumpiest and rudest person I have seen.

There's the old couple, so nice and sweet. They look alike, so they might as well be brother and sister, who knows. He talks a lot when he sees me, while she misses a few Fridays, but she's very nice anyway. 

There is this old woman who is as energetic as a 30 year old, and looks as young! Man, if I was told I would be like her when I am 60 I'd jump high. She's also nice and makes small talk.

Then there's her. 

She is the one who lives above me. I gave her the name of The Mammoth. You guess why. Apparently not all prehistorical creatures are extinct….

I know it's a woman by the walking, small quick steps on heels that I can hear all along from the elevator hall. Comes home, walks in, slams the door, takes off the shoes, stomps around, pulls out her futon, dumps it on the floor, vacuum cleans at 6 am. Basically, bad on her, she has no privacy, I know what she is doing at what time. She is so heavy (metaphorically speaking, because I saw her once in the elevator and she was your average tiny Japanese…), she is so heavy that at any moment I can point a shotgun at the ceiling and I am sure I can shoot her in the feet. One single bullet. Over. 

Lately it sounds like she's been doing aerobics at home. Or maybe it is her child. No, it couldn't have come out of nowhere. And children run more around the house and throw things. No. Maybe it's her dog. Neither. Can't be. First of all, pets are not allowed in the building. So, if she had one I could potentially report her to the building management office. Second of all, if it was a dog, it must have been quite a dog. Like great dane. Or a horse.

Anyway. I guess you got the idea. 

So, I have shown patience until now, but I reached the tolerance level. I asked how filing a complaint is done, and I am told that I can explain the problem to the management personnel and then someone will take care of delivering my message to The Mamm…er, the troublemaker. I ask someone to translate my two sentences of complains, and I am given a 15 lines long text. Wow. I guess politeness is never enough, so throwing in a hundred of "sorry about this" to soften up the real message that read "You're noisy, you've pissed me off" is a sort of requirement here. Then I go with my precious message and ask the persons at the building office to do me this favor.

After that, I have to say that things got better. I still hear the graceful plodding, but I can tell that the person above is making some efforts. Maybe not from a mammoth to a butterfly, but to an elephant, I'd say. Let's see how long it lasts.



Monday, January 13, 2014

Warriors and Dinosaurs - Guerrieri e dinosauri


Sto attraversando un altro di quei periodi di carenza di creatività. No, non e' proprio esatto, diciamo che ho volontariamente spento quella parte di cervello relativa a creatività, scrivere e condividere. Sono stata impegnata a pensare. Ma proprio occupata, a livello che non riesco a fare altro. Anche correre non mi aiuta a stare lontano dai pensieri…eppure sto correndo più veloce e più lontano ultimamente (ultimo record fresco di oggi e' 7.24km in 42.34 minuti).

Comunque, mi sto concedendo due orette per sedermi qui e riassumere in breve che e' accaduto dalla fine dell'anno scorso a ora. 

Allora, siamo sopravvissuti al conto alla rovescia. Assieme a una moltitudine di persone sono andata a vedere i fuochi d'artificio alla baia di Yokohama. E' stato, a dir poco deludente. Sarei dovuta restare a casa, come avevo programmato, guardare i fuochi di Sydney in streaming e poi andare a letto…mi conoscete, no, che non mi piace essere in posti affollati e con gente con cui non mi sento a mio agio. La cosa buona del celebrare fuori e' stato bersi lo spumante e tante tequila e almeno per quella mezz'ora che l'alcol ha fatto effetto mi sono divertita. Ora, finito, fatto. Per fortuna questo succede una volta all'anno e la prossima volta faro' in modo di essere a latitudini più calde e preferibilmente in solitaria…

Ma, ma, ma. Ho dato una ripulita al gruppo di "amici", ho tagliato alcuni ponti (e qualche centimetro di capelli anche), almeno posso dire di aver fatto progressi. La ricerca della felicita, eh, quella e' diventata più dura, visto che non ho l'aiuto di cui avrei bisogno, e poi c'e' da dire che la vita mi prende a schiaffi di nuovo non appena giro l'angolo. Mi sa che o velocizzo la ripresa dopo ogni schiaffo oppure metto questa cosa da parte in attesa di tempi migliori. Mi pare che in Grecia o nell'antica Roma si misurasse il valore dei guerrieri in base al numero di cicatrici..no? Ditemi che e' così, che almeno posso sperare in una ricompensa in futuro.

La prima settimana di gennaio era festiva e, indovinate cosa, l'ho usata per pensare. Quando riuscivo a staccare, mi riposavo, e non ho praticamente fatto altro che rotolarmi a letto fino a mezzogiorno, o correre di più, mangiare bene. Ho ripreso a fare la maglia, ma solo per rendermi conto che non ce la posso fare. Tuttavia, come presa da un masochistico senso di sofferenza, non ho ancora gettato la spugna (anzi, il gomitolo) e sto lavorando a un cappuccio, sperando che lo finisco prima dell'arrivo della bella stagione.

Al lavoro si procede a passo relativamente rilassato, ci stiamo ancora riprendendo dalle ferie.

L'umore fluttua ancora tra basso e rasoterra, con picchi occasionali su fino a medio. Ieri mi sono sentita molto molto meglio mentre giocavo col figlio dei miei amici, di tre anni. Siamo andati all'IKEA, che si traduce in una lotta alla sopravvivenza in uno dei successi di marketing più grosso del pianeta da cui e' possibile uscirne vivi e' combattere contro un dragosauro e comprare qualcosa (il mio acquisto e' come sempre la marmellata ai frutti rossi). Per ritornare all'umore, e' incredibile come i bambini riescano a cancellare tutto e portare gioia. E quando gli piaci, lo sai immediatamente e sei il loro migliore amico. Amo stare con loro e giocare. Il che nel mio caso si traduce in un esercizio fisico equivalente a 2 ore intensive di palestra. Mi fanno bene i bambini. No, no, non ne voglio di miei. 

OK, tempo scaduto. Presto entreremo nell'anno del cavallo, e avrò tanta roba da raccontare, in più sento già l'odore di fiori di ciliegio nell'aria e anche un po di cioccolata per san Valentino…


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I'm having another of those lack of creativity periods. No, this is  not quite correct, I'd rather say that I deliberately turned off the part of brain that has to do with creativity and writing and sharing. I've been busy thinking. Really busy, like I can't do anything else. Even running doesn't help to stay away from thoughts…and I am even running faster and longer distance (last record 7.24 km in 42.34 min as of today) lately!

But anyway, I am giving myself two hours where I sit down and quickly recap what happened between the end of last year and the beginning of this new year.

Well, we went through the countdown thing. I went, like a multitude of other people, to watch the fireworks show at Yokohama bay. It was, to say the less, disappointing. I should have stayed home, as I was planning to do, watch the world's best countdown show in Sidney (on streaming) and then go to bed…you know me, I don't like to be in crowded places and with people I am not comfortable with. The good thing of celebrating the new year out and about was that I drunk lots of champagne and tequila, and for at least that half an hour that tipsiness lasted I could enjoy myself. So, yes, done. Thankfully, this is only once a year. Next time I will make sure I will be at warmer latitudes, preferably alone….
But, but, but. I cleaned up the fake friends pool, I cut a few strings (and a few centimeters off my hair, too), so I can say I have made some progress. The pursuing of happiness became harder, though, since I don't have the collaboration I need, and life tends to beat me up as soon as I walk round the corner of a seemingly quiet situation. I guess I either speed up the healing process slap after slap or put this on hold and wait for better times. I think in Greece or ancient Rome, a warrior's value was measured by the number of scars he carried on himself…..right? Right? Tell me it is true. At least I can look forward to late rewards.

The first week of January was off, and I took the opportunity to, guess what, think. When I could take a break from it, I rested lots, like being a gold medal lazy bum and rolling in bed until noon every day, pushed my runs farer, ate well. I picked up knitting again, but just to realize that I am no good. Driven by a masochistic sense of inner suffering, though, I haven't thrown in the towel (er, the yarn) and I am still working on my winter hat, hoping that I will finish it before spring comes.

Work goes by at a relatively relaxed pace, we're all recovering from the long break and are getting back to routine, meetings and such.

Mood is still fluctuating between low and very low with occasional peaks up to middle. Yesterday I felt a lot better while I was playing with my friend's 3 y/o kid. We all went to IKEA, which meant that we had to survive one of the most crowded marketing successes of the planet where the only way out alive is to fight a 'dragosaur' and buy some stuff (my shopping was the must-eat-all-the-time red fruits jam). Back to the mood stuff, it is amazing how children can erase everything and just give you joy. And if they like you, you know it right away, you will be their best friend. I love spending time with them and play. Plus, the way I play with them means that I exercise lots, as equivalent to a 2 hours workout session. I love kids, they do me good. And, no, I am not going to have my own. 

Time's up for today. Soon we'll enter the year of the horse, and I'll have plenty to write, and, oh, sure enough there is already scent of cherry blossom rush in the air, with a touch of Valentine's Day chocolates frenzy…





Wednesday, January 8, 2014

Lifestyle - Work


Se e' vero che il lavoro nobilita l'uomo, in Giappone il lavoro FA l'uomo. 

Tutta l'esistenza di un individuo e' focalizzata al raggiungimento della posizione sociale di lavoratore salariato, o salaryman. Il giapponese medio si laurea (o anche no) e subito dopo viene inglobato nel sistema delle grosse aziende, dove si dedica, per la vita, a un lavoro di scrivania (o a un lavoro manuale, tipo nelle fabbriche). Una volta preso un lavoro, non lo si cambia, ma piuttosto si continua anno dopo anno per optare a una ascesa in carriera. Infatti, le promozioni qui non vengono date in base a una combinazione di merito e esperienza, bensì per anzianità. Più vecchio diventi, e più in alto puoi arrivare. Semplice. Di conseguenza, essere capaci non e' proprio essenziale, basta solo avere pazienza e lasciar passare il tempo che prima o poi la sedia di direttore arriva…

Ci sono pero' lavoratori e lavoratori, ovvio. Quelli proprio stacanovisti, che fanno qualcosa perché gli piace sono pochi, devo dire….forse nell'ambito della ricerca medica e scientifica (il mio settore, diciamo) e' più facile vedere gente che ama il proprio lavoro, ma in generale lavorare per il giapponese medio significa seguire delle regole ben precise: recarsi in ufficio in giacca e cravatta, arrivare prima del capo, stare seduti alla propria scrivania quanto più a lungo e' possibile, tornare a casa dopo che anche il capo se ne e' andato. La visione comune vuole che l'azienda per il lavoratore rappresenta tutto, viene prima e al di sopra di ogni altra cosa, e persino la famiglia, la vita privata passano in secondo piano. Quindi bisogna nutrire e consolidare le relazioni tra colleghi  sia all'interno della stessa, sia all'esterno (ad esempio le uscite serali tra colleghi), e bisogna anche consolidare il legame con l'azienda stessa. Più il lavoratore si mostra leale verso l'azienda, più sono i benefici e le sicurezze che gli piovono addosso (tipo, contributo per la casa, aumenti di stipendio, ecc, ecc). Essere un impiegato modello significa avere una coscienza di gruppo, insomma: partecipazione alle attività ricreative, competizione non tra individui ma al massimo tra aziende diverse, condividere i meriti e i successi col gruppo. I fallimenti, no, quelli sono a carico del soggetto.

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If true is the saying that work ennobles man, in Japan the saying goes work MAKES man.

The whole individual's existence is focused to becoming salaryman. The average Japanese gets a degree (or if not he becomes a carpenter or factory worker) and right after he gets sucked into the company system, where he devotes himself, his entire life, to a desk job. Once gotten a job, that is the only job and each year the salaryman works his way up the ladder and build a career in the company. This is easily achieved, with patience and time, as in here promotions arrive not based on a combination of merit and experience, but rather based on age. The older, the higher the position. Simple. So, being good at one's job is not essential. Sitting at a desk and waiting pays off much later on….

There are workers and workers. The ones, though, who really like what they do and they do it with passion, are few…maybe in my field, scientific/medical/research, they are more common. Scientists need to be different, or they won't be scientists. But otherwise, to the average Japanese working means follow a set of rules: go to work every day in a business suit, arrive before the boss, sit at a desk and stay around until after the boss is gone. Common vision is that, to a salaryman, company means everything, it comes before everything and even private life, family are secondary. 

Therefore, relationships between colleagues must be created, nourished, consolidated both within and outside the work environment (think of the company dinners, for examples). Even the bond with the company itself must be consolidated. The more the worker shows loyalty towards his company, the more benefits and securities await him (like, housing allowances, other allowances, salary rise, et cetera). Being a model employee means being part of a tight group: participate to extra work activities, compete not within the company's walls but against, in case, other companies, share merits and successes with coworkers. Fails, on the other hand, fall back on the subject, not the group.




Sunday, January 5, 2014

Gala Solo


Una delle decisioni migliori che ho preso da tempo, l'ultimo giorno del 2013 ho deciso di andare in montagna. Un giro in solitaria verso Gala per chiudere l'anno.

Gli impianti sciistici che ho scelto sono quelli più facilmente raggiungibili, perché sono collegati direttamente con la stazione di Tokyo, e quando dico direttamente collegati intendo che la stazione di arrivo e' proprio l'ingresso agli impianti…e' un punto di vantaggio per coloro che vogliono andare in montagna solo per un giorno e in poco tempo. Da partenza a arrivo, infatti ci vogliono appena due ore. Una cosa abbastanza conveniente. Lo svantaggio e' che essendo così accessibile, l'area di Gala e' la più visitata. Per ottimizzare al meglio i miei tempi, ho anche preparato il mio pranzo a sacco la sera prima così da pranzare in treno e così all'arrivo mi sarei trovata già con una scorta di carboidrati. Poi basta mettere via ciò che non serve e andare sulle piste per quanto più a lungo e' stato possibile.

Una cosa bella di fare snowboard e' che si può essere da soli per tutto il tempo senza sembrare strani. Infatti ognuno ha la sua velocità, il suo livello di esperienza eccetera. Specialmente i principianti, come me, possono godere del farsi un paio di giri come test indipendentemente dagli altri, che comunque essendo più esperti vanno comunque per le piste più difficili. Inoltre, il tempo in cui si riesce a scambiare due parole con gli amici e' se si e' tutti assieme sulla seggiovia mentre si sale, poi ognuno va per la sua strada in ogni caso.

Non ero sicura di ricordare come si va sullo snowboard, ma devo dire che sono andata bene a dispetto dei 4 anni di inattività. Certo, ho fatto i miei capitomboli, in tutte le direzioni, ho perso l'equilibrio più e più volte e alla fine della giornata ero così stanca da far fatica a mettermi in piedi. Ma sono rimasta soddisfatta dei risultati, comunque, seppure non ho ancora deciso che lato usare come principale, se destro o mancino..ho provato entrambi, e alla fine non credo di voler scegliere, perché posso fare entrambi, in base a come le piste vanno, io vado.

Ricordo che la prima volta che andai in montagna e' stato proprio a Gala, e allora avevo un completo da sci troppo piccolo, nessuna preparazione e gli sci. E' stato un disastro. E siccome ero troppo occupata a preoccuparmi di come non cadere e ritrovarmi le gambe in direzioni opposte, non mi sono goduta la vista dall'alto della montagna…la prima cosa che ho fatto appena arrivata, stavolta, e' stato di salire fino in cima e godermi la vista del profilo grezzo delle montagne. 

La vista era mozzafiato: valli e picchi imbiancati, alberi spogli coperti in parte dalla neve, un giorno limpido bellissimo, il silenzio…..volevo stare per sempre immersa in quel silenzio, aprire le braccia e respirare profondamente. Un posto ottimo per pensare e per ritrovare se stessi.

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One of the best decisions I've had in a long time, on the last day of 2013 I closed off the year with a snowboarding trip. A solo day to Gala and back. 

The snow resort I went to is the easiest to get to, because it is connected directly with Tokyo station, I mean the station terminal IS the resort…it is an advantage for those who want to run away to the mountains for just a day and in a short time. It took me two hours, door to door, in facts. Very convenient. The disadvantage is that by being so accessible, the Gala resort is the most crowded. To make optimal use of my time, I even prepared my lunch the evening before to be eaten while on the train, so that upon arrival, around noon, I would have already had my carb fuel in my tummy. Just store away the unnecessary items and off to hit the slopes for as long as possible.

A good thing about snowboarding is that you can be on your own from beginning to end, and you don't look like a loser. Well, yes, because everyone has got their speed, their pace, different levels of experience. Especially for beginners, like me, it is not a bad idea to go for a test run in total independence from others, because all of them would definitely hit slopes for advanced skiers/boarders. Plus, the only time when one can actually talk with some friends is while being lifted up to the top, and after that everyone is on their own anyway. 

I wasn't sure I would remember how to board, but I actually did pretty OK for the 4 years break I took since last time I went. Of course, I did my tumbling, fell backward, forward, lost my balance so many times that at the end of the day I was barely able to carry my own weight. But I was very satisfied of the achievements, after all. I still haven't decided whether I want to be a full time goofy or full time regular boarder…I tried both ways, but I am not entirely sure I want to pick a side. I guess I will go with both, depending on the slope turns. 

I remember Gala from my very first experience, when I had a too small snow suit, not enough preparation and I tried skis. It was a disaster. Because I was too busy in trying not to send my two legs in opposite directions, I didn't pay attention to the view from the top…First thing I did when I arrived at the base of the resort this time, was then to go all the way up and admire the rough mountain line. The view was breathtaking: shiny white peaks and valleys, leafless trees partially covered in snow, gorgeous clear day, silence….I wanted to stay forever in that silence, open my arms and breathe deeply the fresh thin air. Good place for thoughts. Good place to find yourself again.