Saturday, December 7, 2013

Another MBSJ -- in Kobe


Di nuovo verso Kobe, e di nuovo per la conferenza annuale di biologia molecolare.

Sono nel mio posto riservato nel treno Shinkansen diretto a Hiroshima, prossima fermata Shin-Kobe. Guardo fuori dal finestrino, noto la presenza di nuovi piccoli villaggi, piccole casette carine, osservo il profilo delle montagne (presto vedro anche il Fuji), i colori autunnali.

Sono proprio impressionata da come viaggiare in questa nazione a volte sia davvero indolore…arrivo alla biglietteria e il tipo fa tutto per me: suggerisce l'orario di partenza ottimale, si preoccupa se il treno e' pieno e quindi se e' il caso che io voglia prendere il successivo, si assicura che io abbia il posto finestrino, dal lato con solo due file di sedili. In due minuti ho già pagato, ho il mio biglietto riservato, vado al binario e salgo sul treno che e' appena arrivato, ho giusto il tempo di trovare il mio posto e sedermi che già si parte…..le meraviglie dell'efficienza. La stessa cosa succede al ritorno. Questo e' come mi piace viaggiare, veloce, confortevole, senza intoppi. Alla velocità di 270 km/h raggiungerò la mia destinazione in circa 2 ore e 40 minuti, e la cosa mi piace.

Per una volta, il passeggero accanto a me non puzza, anzi e' abbastanza tranquillo e discreto, ascolta la musica nel suo iPod e non sbuffa quando saluto. Progresso. Penso stia tentando di smettere di fumare, perché mastica una gomma ogni mezz'ora…gli altri passeggeri stanno consumando il loro pranzo, o colazione che si tratti, c'e' uno strano silenzio interrotto solo dal rumore della plastica che viene accartocciata e messa via.

Ci fermiamo a Kyoto per qualche minuto e immediatamente l'eta' media dei viaggiatori scende da 80 a 40. Forse e' la vecchia capitale che attrae vecchi….o forse e' solo quel periodo dell'anno così perfetto quando le foglie rosse sono al meglio. Si sa, I giapponesi sono abbastanza nostalgici, soprattutto dopo una certa era'.

Dunque, la conferenza. E' una maratona di quattro giorni pieni di immersione nella scienza, dove la gente discute delle loro scoperte, dei loro progressi, dei oro fantastici risultati.  Faccio anche io la mia parte, ovviamente, e pensavo che sarebbe stata la più temuta mentre invece erano più vlli altri a essere spaventati proprio all'idea di dover interagire in inglese….la lingua ufficiale della conferenze e' infatti ancora il giapponese, seppure di anno in anno il numero di visitatori stranieri cresce, ma molti dei seminari sono ancora presentati in giapponese e spesso quelli con poster non sono molto proni ad usare un linguaggio che non e' il loro.

C'e' dell'altro. Ogni anno, dal punto di vista dei contenuti scientifici, sembra uguale al precedente: riconosco i nomi delle persone, riconosco le facce, leggo introduzioni ai poster che sortiscono un effetto dejavu che mi spaventa…C'e' un salone dedicato agli sponsor e alle industrie e sembra come se si stesse per entrare in una fiera per laboratorio: qui ti danno in omaggio penne, li matite, e li prodotti della apple…si, si, c'e' sempre questo stand dove ci sono le stesse 5 russe (chissà se anche loro ricordano la mia faccia) tutte in tiro nei loro completi di circostanza che attirano gente a provare una lotteria dove si può vincere un iPod shuffle o addirittura un iPad mini. La maggior parte delle vincite e' costituita da una fornitura di tubicini per il laboratorio. Tipo 4000 tubi. 

Una cosa nuova era avere intrattenimento musicale, con gli stessi ricercatori che suonavano musica jazz. C'erano persino sessioni improvvisate dove un gruppo creato a caso tra i musicisti si metteva a suonare e i risultati sono stati a dir poco sorprendenti. Ho anche scritto sulla conferenza dello scorso anno tenutasi a Fukuoka (qui).

Le conferenze pero' sono anche occasioni per far cose che solitamente non possano fare vista la mancanza di tempo o di opportunità, e quindi alla sera ci si incontra, si provano vari locali e ristoranti, si sta in hotel un po' più carini del solito e cose così, si vive la vita notturna in una citta diversa dalla propria e si sta lontano dal proprio ambiente per un po'. Dovrebbe anche aiutare a ripulire la mente e lo spirito. Dovrebbe. Almeno, la spa dell'hotel con la sua gigantesca vasca di acqua termale ha aiutato i miei muscoli a rilassarsi un po'. Tuttavia le canzoni di natale nella spa hanno sortito l'effetto contrario…

Quattro giorni dopo sono di nuovo seduta al mio posto riservato, stavolta accanto a me e' vuoto, su uno Shinkansen diretto a Tokyo, prossima fermata Shin-Yokohama. La conferenza e' finita, e' tempo di tornare alla solita vita noiosa del ricercatore.

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Off to Kobe again. For the annual domestic conference in molecular biology, again. 

I am sitting here on my reserved seat on a Shinkansen (bullet train) bound to Hiroshima, next stop Shin-Kobe. I watch out the window, acknowledge the presence of pretty brand new tiny villages with their tiny houses, I observe the mountains profile (sooner or later Fuji will show up too), the autumn colors.

I am amazed of how painless travels can be sometimes in this country…I simply turn up at the ticket counter and this guy does everything: suggests departure times, worries about a crowded train so I may actually consider to catch the next one, makes sure I have a isle seat, on the side with only two seats. In 2 minutes I have already paid and have my reserved seat ticket, I walk to the platform and I get in the train that just stopped, I have the time to find my number and sit that we're already departing again….marvels of efficiency. Same thing on the way back. This is the way I like it, smooth, prompt, comfortable, fast. At a speed of 270 km/h, I will be at my destination in 2.40 hours, and it feels great.
For a change, the passenger on the other seat doesn't stink, he's rather quiet and discreet, he listens to his iPod and doesn't frown when I greet him. Progress. I think he's trying to quit smoking, because he chews some chewing gum every 30 min...People are having their breakfast, or lunch, whatever it is for them, there is a weird silence broken only by the sound of plastic wrappings being put away. 

In Kyoto we make a brief stop and suddenly the average age of travelers drops from 80 to 40. It must be the ancient capital that attracts old souls…or perhaps simply the perfect time of the year when leaves colors are at their best. The Japanese are very nostalgic, especially after a certain age.

So, the conference. It is a four full-day immersion in science, with people talking about their own findings, advancements, discoveries, amazing results to show to the community. I do my part, of course, and I expected this to be the scariest bit, but all in all it was the audience to be frightened at the idea of interacting in English….There still is al lot of Japanese language at this conference, although foreign visitors number increases each year, seminars are still mostly held in Japanese and poster presenters are not very keen at interacting in a language that is not their own. 

Also, every year seems to be same to the previous one in terms of scientific content: I recognize people's names, I recognize faces, I read poster abstracts with that sense of deja vu that frightens me…There is a hall that's dedicated to exhibitors, manufacturers, sponsors and the like, and it is like stepping in a lab tools fair: at this booth you get free pens, at that one you get staplers, at another one you get apple products….yes, there is the very same booth where you will see the very same 5 Russian women (I wonder whether they remember my face, too) all dolled up in business attire who lure you into a lottery to win an iPod shuffle or, this year, an iPad mini. Most of the times, people win a pack tubes for their labs. Like, 4000 of them. 

Something new was live music entertainment, where researchers and scientists themselves would step on stage and play jazz music. There were even jam sessions where those guys would randomly get together and try out sounds. Results were impressive to say the least. I have even blogged about last year's edition in Fukuoka (here).

Conferences are also occasions to do what we normally can't do because we lack the time or the opportunity, so in the evenings people get together and check out local food, fancy restaurants, stay at fancy hotels and such, enjoy nightlife in another city and stay away from their environment for a while. It should help to clean up mind and soul, it should. At least the hotel spa, with its huge thermal water pool, helped soothing my tired muscles. The Christmas songs played in the spa, though, had the opposite effect….

Four days later, I am again sitting on my reserved seat (with an empty seat beside, yes!) on a Shinkansen bound to Tokyo, next stop Shin-Yoohama. Conference is over, time to go back to boring scientist life.













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