Tuesday, October 8, 2013

Babel


Pensavo che e' bello il fatto che io ascolti così tante lingue in un giorno, ogni giorno.

Dove lavoro io si parlano tante lingue. Dovrei smettere di dire che lavoro a Yokohama, Japan. Dovrei dire invece che lavoro a Babilonia...non solo il giapponese che fa comunque da sfondo all'ambiente e l'inglese che fa da lingua ufficiale (le email di servizio, gli annunci, i seminari, la comunicazione), ma anche sentire i vari accenti anglofoni, osservare i polacchi (detti Pol1 e Pol2 con evidente richiamo delle polimerasi....) che anche quando si fanno una chiacchierata tranquilla sembrano stare a litigare, gli olandesi che discutono dei progetti nella loro lingua che e' un verschrikkelijk (eh, provate a dirlo!)  collage di almeno tre lingue e cinque dialetti, i francesi (quoi?), i coreani e loro lunghissimi paroloni anche per dire solo Anyŏnghaseyo (ciao, eh!), l'accento schhhhhhhhwer germanico che non se ne va via neanche se ti impegni,lo scandinavo che ti confonde con quello svedese che suona inglese ma no e' più sul tedesco eppure suona poco familiare, gli italiani che quando sono in giro li senti e non puoi fare altro che sentirli prima ancora di vederli, gli spagnoli che hanno sempre quel modo di fare che ti mette allegria, hola!, i greci - no scusate, ciprioti,  i mezzi giappo e mezzo qualcos'altro, chi addirittura si fa le sue conversazioni telefoniche in ebraico (o russo,chissà), in arabo o in turco....

La Babilonia esiste, e' una località reale, e' un ambiente circoscritto multiculturale e multicerebrale, un luogo dove mi reco ogni giorno in cambio di potermi pagare l'affitto di casa. Il mondo e' pieno di tante Babilonia, città del mondo multietniche, popolose e multiculturali. Ma a differenza della popolazione di cui tanto si narra nella Bibbia, qui non puntiamo a costruire nessuna torre di Babele, seppure puntiamo in alto molto in alto, ragion per cui ci e' stato dato il beneficio di una lingua comune per poterci esprimere liberamente. Meno male. E meno male che non e' il cinese. Non per i cinesi, eh? Ma imparare il cinese? E poi, mandarino o cantonese? No, no, 谢谢 xiexie!

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Today I thought that it's nice to listen to so many languages in a day, every day.

Where I work we speak many languages. I should stop saying I work in Yokohama, Japan. I should say I work in Babylon, instead....not only Japanese which is the background and English which works as official language (emails, announcements, seminars and so on), but also the various anglophone accents, the Polish guys (namely Pol1 and Pol2 with obvious reference to biology) who seem quarreling even when they chat normally, the Dutch discussing projects and results in their verschrikkelijk (eh, try and say it!) collage of at least three other languages and five dialects, the French (quoi?), the Koreans and their lengthy words for just saying Anyŏnghaseyo (hello, eh!), the schhhhhhhhhwer German accent so strong that doesn't go away no matter how hard you try, the Scandinavian who confuses you in his Swedish that sounds English but no it is more like German but oh it sounds so unfamiliar, the Italians whom you hear and can't but hear even before you see them coming, the Spanish who always put alegria! on the table, the Greek -no, the Cypriots sorry, the half Japanese half something else, the ones engaged in phone conversations in Hebrew, or Arab, or Turkish....

Babel does exist, it is a real place, it is a multicultural and multicerebral environment, a place where I go every day in return for my rent to get paid. The world is full of Babylon, world cities populated, multiethnic and multicultural. But, as opposed to the well known populations described in the Bible, we don't aim here to build a tower of Babel, although we aim high very high, and that's why we are given the benefit of a common language to be able to express freely. Thankfully. And thankfully such language is not Chinese. I mean, not for the Chinese, but learning Chinese? And what, Cantonese or Mandarin? No, no,  谢谢 xiexie!




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