Thursday, October 31, 2013

Kimono Dressing Experience


Me, a friend, a kimono, a Japanese style garden and a professional photographer. Make sure you mix the items in the right order (i.e. don't put a kimono on a photographer, or don't go out in the garden before wearing the kimono...) and you'll have the results of Kimono Project.

One fine -gorgeous- morning, I meet a girlfriend of mine at Koishikawa Korakuen for a special photo shooting, one of those where an experienced group of people takes care of you from begin to end.

We are welcomed in a room where all kimonos and their matching accessories are already set up, two nice girls start working on us with fabric layers, belts, wraps, knots, squeezes, until our kimonos are perfectly fitting. We can't breathe so freely (and we better don't even try and use the restrooms for the next couple of hours), but that doesn't matter.

Robing the girls done, we are ushered to the gardens, where a photographer takes over and walks us (slowly!) through the greenery, choosing this or that corner to take pictures of us. Pose after pose, step after step, we eventually are consigned to another lady, supposedly one of the organizers, who takes us again for another round of the garden (oh, did I say my friend was wearing high heels...) this time taking pictures with my camera and telling us a few things about the garden itself. And, we are even allowed to keep the kimono on and walk in the garden for as long as we wanted, ending up being quite a distraction for the oldies in the garden. It is not an everyday thing to see foreign women in kimono passing by at a garden...

For this event, one had to sign up and pay all handling fees. The cost was nothing compared to the overall experience, making our time and money resources well spent.

What surprised me was to notice that all participants but us were Japanese women. I'd think that they wear kimonos for several occasion during their lives, I don't understand why would they be interested in yet another event mainly aiming at attracting people from different cultures...maybe it is not like that anymore. Maybe there is no time, in modern society, for all that tradition.

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Io, un'amica, un kimono un giardino giapponese e un fotografo. Assicuratevi di mescolare bene nell'ordine giusto (tipo, non mettere il kimono al fotografo o non andare in giardino prima di aver indossato il kimono…) e il risultato e' Kimono Project.

Una bellissima -anzi fantastica- giornata mi vedo con una amica a Koishikawa Korakuen per un servizio fotografico speciale, uno di quelli dove c'e' un gruppo intero di persone che si occupa di te, dall'inizio alla fine.
Entriamo in una stanza dove i kimono e gli accessori combinati sono gia sistemati, e due abili ragazze incominciano a lavorare col coprirci di tessuti, fiocchi, nodi, strizzate fino a che i kimono stanno a pennello. Non riusciamo a respirare bene (e meglio anche non pensare a usare i bagni per le due ore successive), ma non ha importanza.

Vestizione delle fanciulle completata, veniamo scortate al giardino dove il fotografo ci porta per una passeggiata (piano eh!) nel verde, e sceglie questo o quello scorcio per le foto. Posa dopo posa, passo dopo passo, alla fine veniamo affidate a un'altra persona, forse una degli organizzatori, che ci porta di nuovo a passeggio per il giardino (ah, non ho accennato che la mia amica portava i tacchi alti…) e questa volta fa tante foto con la mia macchina e nel frattempo ci racconta qualche curiosità sul giardino. Addirittura dopo ci lascia tenere addosso i kimono per tutto il tempo che vogliamo e trattenerci quanto ci pare, con la gioa dei vecchietti che si trovavano nel parco. Del resto, non e' cosa di tutti i giorni vedere due straniere indossare un kimono in un giardino giapponese….

Per questo evento bisognava registrarsi e pagare l'ammissione. Il costo era niente paragonato all'esperienza totalizzante che abbiamo vissuto, facendo buon uso dei soldi e del tempo spesi.

Cio che mi ha sorpreso e' stato notare che solo io e la mia amica eravamo non giapponesi. Avrei pensato che, avendo tante occasioni nella loro vita per indossare un kimono, non si sarebbero certo fiondate a un evento che mira soprattutto ad attirare gente di cultura diversa….mah, forse non e' più così. Forse nella società moderna non c'e' più spazio per queste tradizioni.







Monday, October 28, 2013

Halloween Parade in Kawasaki


Uno penserebbe che Halloween e' un evento in cui il macabro, l'horror e le tenebre sono tutto. Poi va in Giappone e vede che non e' proprio così….

Lasciamo stare le decorazioni in arancione, temi di zucche, streghe e pipistrelli che adornano ogni dove a partire dalla fine di Settembre. Lasciamo stare il fatto che, come tante altre ricorrenze tipiche delle altrui culture -religiose o pagane che siano- vengono qui riproposte sotto un'ottica completamente distorta. E lasciamo correre che non e' proprio il 31 ottobre….

A Kawasaki ogni anno, l'ultima domenica di Ottobre, c'e' una parata a tema Halloween. Circa 3000 partecipanti, rigorosamente in costume, sfilano per le strade della città mandando in tilt il traffico e causando altrettante migliaia di persone di recarsi sul posto per assistere alla suddetta sfilata. Mi pareva anche giusto, che  almeno una volta in sette anni e rotti di permanenza in Giappone, andassi a dare un'occhiata, anche perché pare che sia la migliore. E il fatto che io mi rechi, volontariamente, in posti "densamente popolati" per l'occasione, già e' fuori dall'ordinario di per se. 

Ora, io non ho indossato nessun costume (per carità) ma il mio accompagnatore si. A suo modo. Diceva che avrei avuto la mia occasione nel passeggiare in giro senza essere notata. Immaginate un gigante, in uniforme da basketball, con tanto di pallone….ecco. Difatti, molti i giapponesi che ci hanno fermato per chiederci se potevano fare delle foto. Si, a lui. Ora non mi spiego una cosa, perché mai sti giapponesi si impressionano così tanto se vedono non-giapponesi in costume da Halloween? Oh, vi ricordo che questa ricorrenza e' tutta americana, mica vostra, eh? Non vi dico quante attenzioni ha ricevuto una bambina vestita da fatina che stava sulle spalle del papa', solo perché aveva questi occhioni azzurri e i capelli biondi….

Altri amici si sono poi fatti vivi, anche loro in costume più carnevalesco che horror, ma premio comunque l'intenzione.
Fatto sta, che la gente qui ci mette proprio impegno a scegliere i costumi, molti dei quali pertinenti come mostri, vampiri, zombie, vestiti insanguinati, eccetera. Molti altri costumi sono solo presi dai manga giapponesi, eroi dei fumetti di quelli che chi va a Harajuku la domenica conosce molto bene. Poi ci sono quelli che si adoperano alla bell'e meglio per un travestimento dell'ultimo minuto. Il risultato finale complessivo devo ammettere che e' stupefacente…

Alla sfilata, i partecipanti sono suddivisi per gruppo. Tuttavia, pare che non ci sia nessun tema per i gruppi, infatti ognuno di essi e' un'accozzaglia di personaggi che inseguono un carro dove lady DJ in maschera passano i loro mix di musica ad altissimo volume. Il tutto avviene in pieno pomeriggio, con la santa pazienza degli automobilisti e la sovrumana impresa delle forze dell'ordine nel gestire veicoli e passanti.

E' stato un giorno interessante, che e' finito con una passeggiata calma e solitaria verso casa seguita da un po' di relax casalingo.

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One would think of Halloween as an event where macabre, horror and darkness are everything. Then, one goes to Japan and sees it's not really the case…

Let's put aside the pumpkins, bats, witches decorations that pop up everywhere starting from end of September. Let's put aside that traditions -religious or not- belonging to other cultures here are wrongly reinterpreted. And let's put aside the fact that it is not really October 31 yet….

Every year in Kawasaki, on the last Sunday of October, they held a Halloween Parade. About 3000 participants, all of them rigorously wearing costumes, parade along the city streets, jamming the traffic and causing thousands other people to gather there and watch. I thought it would be nice if, at least for once in my seven something years in Japan, I went and see. They say this parade is the best, so I gotta go. And the fact that I, voluntarily, go to notoriously "densely populated" places is already out of the ordinary per se.

Of course, I didn't wear any costume (god forbid!), while my company did. He said I would have had the chance to walk around unnoticed. Yeah, great. Now, imagine a giant, in a basketball uniform, complete with basket ball…right. And so, many Japanese stopped us to ask whether they could take a picture . Of him. I don't get it: why do Japanese are so impressed by non-Japanese wearing costumes at Halloween? I mean, this is an American thing, hello? I can't tell how may attentions this little girl in a fairy costume got, only because she was blonde and with blue eyes…
Some other friends came along later, and they were wearing costumes, somehow best suited for carnival rather than halloween, but…thumbs up for the intention.

Anyhow. It is true as well that people here put a lot of effort in picking costumes and get prepared for the event. Many of them made a pertinent choice like monsters, vampires, zombies, clothes soaked in blood, and so on. Some others were just costume players, like those very well known by whom wanders around Harajuku on Sunday. There is also who gets ready last minute with very quick home-made costumes. The global result is impressive, I must admit…

The parade has its participants divided into groups. However it looks like they have no specify theme, and each of them is more of an ensemble of characters following a truck with a mega boombox. On it, usually stands a lady DJ playing her tunes loudly. All this happens during daytime, in the middle of patient drivers and with the superhuman effort by the police to handle both passers by and vehicles.

It was an interesting day, that ended with a quiet and isolated walk back home followed by some chill-out time in peace.












Monday, October 21, 2013

Enoshima Fireworks 2013

Di solito simbolo dell'estate giapponese, i fuochi d'artificio catturano comunque grandi e piccoli. Ma a allungare l'estate ci pensa l'amministrazione di Fujisawa, con uno spettacolo fuori stagione a Enoshima. Verso la fine di ottobre, l'isola già destinazione turistica affollata tutto l'anno, si riempie di appassionati proprio in occasione dello spettacolo di fuochi che avviene dall'acqua, che impavidi sfidano vento e freddo pur di non perdersi l'evento.

Le previsioni meteo erano sfavorevoli sin dall'inizio, forse alla fine tutto verra' spostato all'indomani, forse no….ero indecisa sul da farsi, ma poi ho optato per una gita fuori porta. Oh, e se proprio piove a dirotto che non c'e' nulla da fare, mi regalo un pomeriggio alla spa dell'isola per viziarmi un po'.

Il piano della gita fuori città alla fine funziona meglio di quanto si potesse prevedere. 

Ovviamente, nonostante le nuvole a minacciare maltempo, frotte di gente dalla stazione si gettavano sulla stradina che porta verso l'isola. Mai stati a Enoshima? E' una di quelle destinazioni facilmente raggiungibili e con tante cose da vedere, e una breve descrizione la trovate qui.
Tornando a noi, il pomeriggio si prospetta affollato e piovoso, ma fin che regge se ne approfitta. I negozi di souvenir e i venditori di senbei (せんべい, gallette di riso croccanti, insaporite con vari aromi a seconda dell'area) sono sempre gli stessi (anche se non avevo mai visto la galletta enorme 30cmx30cm per cui la gente faceva una fila chilometrica), il numero di scale da salire anche, la vista dall'alto dell'isola anche. Il mio percorso preferito e' quello pieno di ristoranti carini con vista sul mare che porta dal tempio dell'amore attraverso circa 200 gradini al lato sud di Enoshima, quel lato fatto di rocce vulcaniche, quello fatto di strapiombi abitati da aquile, quello ventoso dove si trovano le caverne in cui l'aria resta intrappolata e sibila. Dico sempre che voglio tornare a Enoshima in un giorno di burrasca, quando il mare e' grosso e si infrange sugli scogli…

Il classico dispiegamento di forze per contrastare e regolare la marea di persone e' già in posizione, megafoni, bastoni luminosi, fari, furgone con la musica (ah si, i fuochi erano a ritmo di musica), birre, macchine fotografiche. I fuochi sono proprio belli, vengono sparati da una larga piattaforma sul mare, così da creare un effetto a tutto cielo. Nonostante il freddo siamo li sull'erba coi nostri oooooh e aaaaah a ogni esplosione di colori. Alla faccia delle previsioni che portavano pioggia, come baciati dalla fortuna assistiamo allo spettacolo in santa pace, niente ritardi e niente rinvii. Solo vento, e qualche goccia sporadica ma nulla più. Ora, finito lo spettacolo, normalmente, si fanno due cose: andarsene oppure intrattenersi. In entrambi i casi, o si hanno i treni affollati o i ristoranti pieni. Meglio allora fare una visita alla spa e restarci per qualche ora, fino a che le cose tornano alla normalità. 

Mai scelta e' stata migliore: la spa dispone di un'ampia zona bagno separata per sessi, dove ci si può rilassare provando differenti vasche con acqua termale e a differenti temperature, oppure visitare la sauna. Ci sono poi altre aree miste in cui e' possibile stare tutti assieme, piscine all'aperto, piscine al chiuso, piscine scavate nella roccia sottostante con vista sul mare. Quella sensazione di caldo e allo stesso tempo di libertà che viene dallo starsene a mollo sotto le stelle non ha prezzo. 

E per una volta, perfezione e felicita' si eguagliano.

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Fireworks are usually a summer thing here, although both children and grown-ups like them. Fujisawa city makes sure that summer lasts a bit longer with its out of season Enoshima Fireworks event. Around the end of October the island, already a heavily toured spot year round, is filled with boom lovers who want to enjoy the show daring wind and cold. Weather forecasts were unfavorable since the very beginning, maybe they move the event, maybe they cancel, maybe not…I was quite undecided whether to go, then I decided I had to go out somewhere. Well, if it would have rained badly, there is one thing I could still do, that is go to the island spa and spoil myself a bit.

Eventually, the plan to get out of town worked much much better than expected.

Obviously grey clouds bringing rain are not enough to scare people away, for armies of people walked the tiny shopping street that goes to the island. Ever been at Enoshima? It is one of those easily accessible destinations with lots of things to see, and for the curious I have a short description here.

Back to us, the afternoon is promisingly rainy and crowded, but better get going till the good conditions last. Souvenir shops and food stands selling senbei (せんべい, grilled rice crackers with different flavors) are the same (well, although I had never seen that 30cmx30cm rice chip people were patiently queuing for), so are the stairs to climb, so is the view from the top. My favorite walk is the one filled with tiny restaurants and shops that form the lovers shrine leads through some 200 stair steps to the South side of Enoshima, that side made of volcanic rocks, precipices inhabited by eagles, windy caves where air is blown into and whistles. I always say I want to go to Enoshima on a storm day, when the sea is rough and waves crash on the rocks…

The notorious arrangements in order to fight and organize the waves of people are already made and everyone's on duty, megaphones, lights and directions, truck with music (yes, the fireworks followed some music), beer, cameras. The show reveals itself to be wonderful, fireworks are shot from a large platform on the sea and create a whole-sky effect. Fighting the cold, we all sat on the grass with our oohs and aaaahs, at every boom. In the face of the weather forecasts, we are blessed with just a handful of drops every now and later and we could enjoy the whole thing without delays nor rescheduling. 

Normally, event over, one can do two things: leave or stay. In the former case, trains are packed. In the latter restaurants are. Then, better visit the local spa and spend a few hours until things outside go back to normal. Never such a choice was best: the spa features a huge thermal water area with different pools, and a sauna. There are then other mixed pools indoors, outdoors, in a cave with ocean view. That feeling of warmth given by the hot spring water and at the same time watching the night sky with a sense of freedom is priceless.  

And for once, perfection and happiness even up.


Image courtesy of Odakyu Jp

Saturday, October 19, 2013

Takaosan to Sagamiko hike - 高尾山から相模湖まで


La voglia di natura si fa sentire dopo un po di tempo che si vive in una giungla di cemento. E' tempo di camminate in montagna, visto che le giornate tiepide e soleggiate non dureranno per molto ancora. Ho chiesto a Derek di farmi compagnia per la giornata e decidiamo di andare a Takaosan per passare la domenica.

Takao e' suo malgrado la destinazione per eccellenza per chi ha solo un giorno a disposizione per riequilibrare i flussi energetici. Una breve descrizione del perché Takao e' tanto ambito la trovate qui.

Saltiamo l'inizio, quello tra l'arrivo in stazione ai piedi del monte e la scalata fino alla cima che e' caratterizzata solo da persone, persone, persone e ancora persone, partiamo stavolta proprio dal summit del monte Takao. La vista di Tokyo da li e' splendida, mentre il Fuji-san ancora una volta decide di starsene nascosto dietro alle nuvole. Le montagne che fanno da cornice al panorama di sud-ovest sembrano finte, quasi fossero state disegnate la mattina stessa per non lasciare i giapponesi con l'amaro in bocca. 

Tuttavia, ci sono troppe persone, ovunque, in ogni parte e in ogni luogo, centomila all'assalto di ristoranti di soba e quadrati di spazio dove sedersi per un picnic alcolico (Si, i giapponesi trovano sempre l'occasione per farsi una birretta o due) e poi appisolarsi al sole (o forse e' coma etilico……mah). L'idea e' quella di proseguire verso la cima successiva, Shiroyama, nella speranza di trovare meno gente e più spazio per appartarsi e fare un attimino di siesta all'ombra per ricaricare le batterie. E così e' stato. Raggiungere Kobotake Shiroyama (montagna del castello, 城山) ha impiegato meno di un'ora attraverso un agile sentiero che taglia un fitto bosco di pini, silenzioso e quasi deserto se non fosse per quei due o tre altri scalatori incontrati lungo la via. Bello, bellissimo e magico. Da qui si vede Tokyo ancora meglio che da Takao, l'occhio riesce proprio a cogliere l'estensione della città, giù giù fino a Yokohama e addirittura riconoscere Tokyo Sky Tree, Shinjuku, Landmark Tower. Sempre sfortunati per quanto riguarda Fujisan, pero'.

Non avevo un'idea precisa di quanto fossero collegati i sentieri qui nelle pre-alpi giapponesi, tanto che mi sono sorpresa non poco quando ho visto a una delle biforcazioni che si può raggiungere il lago Sagamiko (相模湖). Io e Derek decidiamo al volo: abbandoniamo l'idea di tornare verso Takao per visitare il tempio, e proseguiamo. Si va al lago. La passeggiata e' sempre di quelle in mezzo ai pini, ora su ora giù, poi si fa ripida e scende a zig-zag quando più ci avviciniamo al lago. Tra l'altro a un certo punto imprecisato nei boschi abbiamo attraversato province, spostandoci da Tokyo (dove si trova Takaosan) a Kanagawa (dove si trova Sagamiko)…

Da dove siamo la superficie del lago e' argentea, circondata dal verde scuro delle montagne. Mi sa che siamo proprio arrivati in tempo per cogliere gli ultimi sprazzi di tramonto. Il lago a Sagami e' artificiale, costruito sbarrando un fiume che attraversa la valle. Qui, e' un po' come essere a Hakone, alle porte di Izu, solo che ci si impiega meno tempo ad arrivare.

A parte questa differenza di collocazione, gli scenari sono familiari: montagne tutto intorno, lago con pedalo' a forma di cigno, barche, pescatori, ristoranti piccoli e vecchi quanto il lago stesso, strade deserte non appena cala la sera. Sicuramente da non sottovalutare per chi vive nell'area metropolitana di Tokyo, Sagamiko può essere visitato ogni momento dell'anno, sia per la fioritura dei ciliegi che per il folliage autunnale. In inverno e' abbastanza freddo qui, ma nel parco vicino al lago organizzano lo spettacolo di luci intorno al periodo di Natale e lo si può vedere fino agli inizi della primavera. In estate scommetto che non c'e' di meglio per trovare riparo dalla calura estiva in città. 

Presto questi monti ci rivedranno ancora. E' certo.

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The call from Nature is loud after a while you live in a jungle made of concrete. This time of the year is made for hiking, so I ask Derek to join me for a green Sunday at Takaosan. We better use the warm and sunny days while they last.
Takao is unfortunately THE destination for those who only have one day to rebalance the energy flow. A small description on why Takao is so popular can be found here.

Let's skip the beginning, that one that goes from getting to the station at the base of the mountain until reaching the top because it is only about people, people, people and more people. This time we start from the summit of Takao. The views of Tokyo from here are really nice, but Fujisan is shy again and hides behind the clouds. All those mountains framing the South-East panorama look like they were painted that very morning, just in order not to leave the Japanese dissatisfied.

However, there are too many people, everywhere, any place and any where, thousands assaulting the one soba restaurant or hunting for a square of ground where to sit and picnic with a beer in their hands (the Japanese are always resourceful when it comes to find occasions to have alcohol), and later on take a nap under the sun (or is it…ethyl coma?). The idea is to continue to the next mountain, Shiroyama, in the hope that we find less people and more space in order to find a semi-private spot under the shade and have a siesta, to recharge our batteries. And we managed very much so. Reaching Kobotake Shiroyama (castle mountain, 城山) took us less than an hour via a very easy trail cutting through the pine trees. It was silent and almost empty, apart from those two or three hikers we met (and greeted) on the way. Very beautiful, and magic. From the top of Shiroyama Tokyo looks even better, the eye can take the whole city all the way down to Yokohama, it can spot Tokyo Sky Tree, Shinjuku buildings, Landmark Tower. About spotting Fujisan, though, no luck.

I didn't know how connected mountain trails were here, and I was surprised when I saw signs to Sagami lake (相模湖) from Takao. Derek and I decide on the fly: give up the idea to go back to Takao to see the temple and proceed. We're off to the lake. We hike up, then down, we walk through pine trees, then we dramatically zig-zag down as we are approaching the lake premises. And, in all this, we virtually switched prefectures, form Tokyo (Takao) to Kanagawa (Sagami lake)…

From our viewpoint, the lake surface is silver, surrounded by the dark green of trees. We got there just in time to catch the last glimpse of light before dark. Sagami lake is an artificial lake, and this maybe is the only difference between this area and Hakone whereas the rest is tremendously familiar: mountains all around the lake, swan shaped boats, fishermen, restaurants, empty streets at night. Just, Hakone is rather far. For Tokyoites, Sagami lake represent a valid alternative to the farer Izu gem, and it offers beautiful sceneries year-round: cheery blossom in spring, foliage in fall, summer is cooler around the lake, and winter is super cold but they set up Christmas illumination at the park near the lake that last till April.

Surely these mountains will see us again.









Wednesday, October 16, 2013

Oeshiki Festival at Ikegami Honmonji - お会式 池上本門寺


Alcune ricorrenze legate a fatti religiosi sono celebrate in pompa magna qui in Giappone. Pochi sono quegli eventi degni di nota che vanno visti una volta nella vita, come ad esempio il Sanja Matsuri ad Asakusa che celebra i tre fondatori del tempio. In altri templi meno noti, pero', accadono festeggiamenti altrettanto particolari, come nel caso del tempio Honmonji di Ikegami dove in Ottobre si celebra l'anniversario della morte di un uomo di fede, certo Nichiren, avvenuta agli sgoccioli del 1200 proprio in questo tempio. I festeggiamenti prevedono una processione di pagode in miniatura chiamate Oeshiki (miniatura tanto per dire, visto che raggiungono anche i 5 metri), illuminate e decorate con fiori di carta che simboleggiano fiori di ciliegio. La leggenda vuole, infatti, che alla morte del santo uomo in questione, ci fu una fioritura fuori stagione.

Dunque, la processione di circa 2km e' decisamente faticosa: ogni fazione o clan, non so bene, spinge una di queste Oeshiki per tutta la strada fino al tempio. Ma per raggiungere l'ingresso principale bisogna farsi un bel po' di scale, visto che Honmonji sorge su una altura da dove tra l'altro si gode di una bellissima vista. Poi, quando i poveri disgraziati che spingono il carro sono arrivati in cima, continuano con una parata di musica, balli e virtuosismi non indifferenti, fino a raggiungere l'ingresso del tempio. Na faticaccia, insomma.

Strano ma vero, nonostante il tempio sia abbastanza vicino a dove abito, non avevo mai pensato a fare una capatina. Forse perché la quantità immane di gente che si reca li per la celebrazione mi ha fatto desistere…sapete no, come funziona qui con eventi e ricorrenze di carattere religioso e non.

Stavolta ho deciso di approfittare e sono andata presto nel pomeriggio, per avere la possibilità di visitare l'area del tempio con la luce del sole e con circa 300000 persone in meno, e aggiungere così qualche attività culturale all'esperienza nipponica. Non mi facevo un matsuri da non so quanto! Come ho detto, si sale in cima a una collina su per tante e tante scale, e li si trovano una bellissima pagoda, un paio di padiglioni minori, il tempio principale, un cimitero. Per l'occasione della parata, bancarelle con le classiche bontà da fiera, i giochini per i bambini e altro si trovavano allineate lungo le stradine secondarie e ogni dove ci fosse spazio. La confusione cresceva di ora in ora, fino a che si raggiunge una situazione di stallo con l'inizio della sfilata dei gruppi danzanti e musicanti, alla sera, quando per regolare il flusso di fedeli e curiosi non c'erano poliziotti che bastassero. Uno spiegamento di forze dell'ordine non indifferente, pompieri e tutto. 

Per fortuna ho deciso di andare presto al tempio, perché se fossi andata intorno all'orario previsto per l'inizio della festa sarei rimasta intrappolata nel fiume umano di gente che andava e veniva. La strada principale che portava al tempio, era letteralmente inondata di persone che ora camminavano, ora si fermavano, con le classiche vecchine e i loro carrelli a intralciare le caviglie altrui, gente con bimbi piccoli piagnucolanti, cani sbavosi in braccio, gli odori della frittura, del pesce arrostito…..

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Some religious events are celebrated in Japan with full enjoinment. Very few are those events of note, those one must see once in a lifetime, like the Sanja Matsuri in Asakusa district celebrating three founders of that temple. Other less famous temples, though, hold as impressive festivals, like the case of Ikegami Honmonji temple where the death of a certain faithful man named Nichiren, happened in that very temple around year 1200, is remembered. Celebrations see a long parade of Oeshiki (5 meters tall miniatures of pagoda, lit up and decorated with paper cherry blossom). It is told that when such prominent man died, in October, cherry trees bloomed out of season.

So, the parade is 2km long and rather exhausting: each clan or division, not clear to me what, pushes one of those floats along the road to the temple. To get to the main gate, though, these people have to go up the stairs as well, because Honmonji was built on top of a hill. The view from there is really nice. Then, after those poor souls have reached the top, they continue the parade with dances and music and screaming until they are by the entrance to the main shrine. It is tough, the whole thing.

Although it is quite close to where I live, oddly enough I never visited this temple. Maybe because I know about the huge amount of people I would find there…you know right, how it works here with celebrations and festivals of any kind.
But, this time I wanted to see the paprade and I went early in the afternoon to be able to visit the temple grounds in the daylight and with some 300000 less people. I felt I needed to add some more cultural activities to my Japanese experience. I haven't been at a matsuri in ages! As I said, one goes up a hill and finds a beautiful pagoda, some minor shrines, the main shrine, a cemetery. In occasion of the parade, the usual foods and goods stands line along the secondary stets and wherever some space is available. The crowd was getting more packed by the hour, until that moment when the parade starts and nobody can move anymore any direction. All policemen grouped there for the public safety cowld do little agains the human river. There were firemen too, just in case. Typical arrangement here, in these circumstances.

I was glad I had decided to visit Honmonji early; had I gone in the evening when the main event was scheduled to start, I'd find myself trapped in the waves of people going and coming. The main street to the temple was so inundated with people, walking, stopping somewhere, old women carrying their own carts that attempted to other people's ankles, families with crying little babies, people carrying drooling dogs, the smell of grilled fish, of fried stuff…..













Tuesday, October 15, 2013

WIPHA days

Ne e' passata di acqua sotto i ponti, o meglio, ne e' caduta aqua dal cielo sin dall'ultima volta che un tifone si sia riversato direttamente su Tokyo. La maggior parte delle volte la citta' che non dorme mai e' stata indirettamente o tangenzialmente colpita dagli effetti devastanti delle tempeste tropicali che segnano qui la fine dell'estate. Va peggio a Okinawa, consoliamoci.
Da ieri invece le minacce di un tifone proprio su Tokyo sono realta', tanto che per l"occasione si stanno prendendo misure di sicurezza straordinarie: le aziende autorizzano i dipendenti a andare via la sera prima o arrivare tardi la mattina dopo. Wipha, tifone numero 26 del 2013, dovrebbe colpire la terraferma mercoledi mattina presto, quindi siamo tutti tranquilli che saremo ancora nel nostro lettuccio e ce la prenderemo pure comoda con la benevolenza del capo.

Gia' stamattina e' stata dura lasciare casa con le nuvole a minacciare pioggia, che e' arrivata a meta' giornata. Subito dopo, gente in uniforme da lavoro con caschi e attrezzatura varia sono stati addocchiati a camminare lungo gli esterni degli uffici, e hanno issato dei teloni e li hanno fissati cosi che nel caso di venti forti, qualsiasi oggetto che possa essere scaraventato contro i vetri, non dovrebbe in teoria distruggerli....speriamo bene, tutti sono abbastanza preoccupati di Wipha, che sembra avanzare senza mostrare alcun segno di cedimento.

Mi sa che le piante in balcone stasera riposeranno a casa. Per l'occasione credo che mi procurero' una bella bottiglia di vino e un assortimento di formaggi, salmone affumicato, buon pane e la cena e' servita. Tanto domattina la sveglia non suonera' tanto presto, l'ubriacatura e' concessa.

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So much time has passed, or better, so much rain has fallen since a typhoon hit Tokyo directly. Most of the times, in facts, the city that never sleeps get only indirectly or tangentially influenced by the devastating effects of a tropical storm. It's worse in Okinawa, in general, so let's be happy about it.

Since yesterday, the threats of a typhoon aiming at Tokyo are reality, and companies are adopting extraordinary measures: employees are authorized to leave earlier the evening before or come later the morning after. WIpha, typhoon number 26 in 2013 is expected to hit Tokyo early morning on Wednesday, and that translates into sleep in with the boss' goodwill. 

Leaving home this morning was tough already, because of the grey clouds that later brought rain from midday. Soon after that, we could spot people in work uniforms, with helmets and other tools, walking outside our windows and building screens so that in case strong winds threw stuff against the glass, it shouldn't break. Let's hope for good. Everyone seems to be quite concerned about Wipha, that seems to show no signs of weakening while it advances.

I think the plants I usually keep on the balcony will have to sleep inside. Tonight I guess I can easily get myself a bottle of nice wine, buy cheese and smoked salmon, some nice bread and...dinner is served! Indulging in drinking is allowed, considering that no alarm will have to be set for tomorrow morning.


Monday, October 14, 2013

Speed test


Avevo già raccontato degli esami medici abbastanza interessanti a cui ci siamo sottoposti lo scorso anno (vedi qui).
Gli stessi individui sono tornati con gli stessi macchinari per misurare l'eta di vasi sanguigni e pelle, equilibrio, massa ossea eccetera.

Quest'anno c'era un nuovo test: controllo della vista. Più che vista, il test era per verificare i riflessi, ovvero la velocità di reazione a uno stimolo visivo. La persona sta di fronte a un pannello con una serie di pulsanti che si illuminano. Entro un certo limite di diciamo un minuto, la persona deve schiacciare il pulsante che e' illuminato e poi alla fine il numero di volte che si e' premuto un bottone viene contato così che si ha una idea di quanto veloce si e' andati.
Questo e' stato divertente. Mi sono piazzata nel gruppo dei "eccellente", detenendo un primato. Questa cosa ha poi scatenato una sfida tanto che mi mettevo a provocare gli altri a fare di meglio.
Alla fine della giornata un collega mi mostra i suoi risultati: mi ha battuto per soli due punti (90 contro 88 in un minuto).

Gli altri esami hanno dato lo stesso risultato della volta scorsa: dovrei mangiare più latte per migliorare la densità delle ossa, dovrei mangiare di più per aumentare la massa corporea, dovrei lavorare sulla condizione della mia pelle, eccetera…
Almeno, l'equilibrio e' perfetto e i miei piedi fanno la loro bella figura in foto.

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I did tell about the interesting health check-up we were given last year (see here).

They are back with the same machines to measure blood vessels and skin age, bone mass, balance and such.
This year they had a new item: vision check. More than vision it tested the reaction speed to a visual stimulus. The person stands in front of a panel with a grid of led light buttons and within a certain time limit (say one minute) must find the button with the light on in the grid and push it. They then count how many times the person has pushed the buttons and they can figure out the reaction speed from that.
Well, it was fun. I scored high and placed in the "very good" pool. This whole thing started a challenge, me provoking the others to do better. 
Later that day, I was beaten by another guy (90 vs 88 times in a minute).

The rest of the check results were pretty much same as last time: I should eat more milk to improve my bone density, should eat more as my BMI is low, should improve my skin conditions, blah blah blah….
My balance is again perfect, and my feet still  look great on camera.

Saturday, October 12, 2013

Lost and found - Karma

Ci hai pensato per sei mesi...
Hai pianificato tutto così da avere una estate che non finisce mai...
Hai pure la sfacciata fortuna di avere la tua amica che ti viene a trovare dall'altra parte del mondo per compagnia...
Hai pure convinto un terzo amico (non c'e' voluto molto pero' eh?) a unirsi...
Hai acquistato i biglietti e prenotato l'albergo...
Hai vissuto con l'impazienza di chi non vede l'ora di andarsi a togliere il dente del giudizio che fa male ogni giorno più male…
Hai sudato freddo quando hai visto le recenti previsioni del meteo, giorni prima della partenza...
Hai sperato, pregato, bestemmiato in 4 lingue....
Poi succede. 
Un tifone, anzi due, si abbattono su Okinawa, proprio ed esattamente quel fine settimana che tu avevi pregustato da mesi e mesi. Esatto, e la vacanza che era in programma salta proprio a causa di quell'unico fattore che non si può pianificare: il tempo. Tra le altre cose ti senti anche in colpissima quando decidi di annullare tutto (visto che tanto andare a Okinawa con la pioggia battente e' come il sesso senza l'orgasmo) mentre invece la tua amica va, per nulla intimorita dai fenomeni atmosferici e fortuna per lei becca quella giornata buona, e cosa più importante non resta bloccata nell'isola. Ma no, proprio non ce la puoi fare, non ti va di procedere come da programma quando quello che avevi programmato (totale nullafacenza e abbronzatura fuori stagione con tanto di island-hopping) non si avvererà mai. 
Pazienza....
Non e' pero' un fine settimana del tutto sprecato, perché comunque tu e il tuo amico che siete rimasti a Tokyo avete comunque quel giorno di ferie che vi e' rimasto, quindi ne approfittate al meglio in due. Alla fine l'esito e' positivo comunque, con un bilancio di una cena spaziale, una serata che si conclude facendo mattina, un brunch in hotel, una passeggiata in giro per la baia a scoprire posti nuovi e inesplorati, una cena più spaziale che la sera prima. 
Ti rincuori poi quando vieni a sapere che l'amica avventurosa ha comunque ottenuto quello che voleva, così che il senso di colpa un po' lascia il posto al sollievo. 
Chiudi in bellezza quando lei ritorna in tempo per un giro a Yokohama con cena a Chinatown. Dumplings sono d'obbligo.
Queste due persone? Ma le voglio troppo bene!

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You have been thinking about it for months….
You planned everything in order to have a endless summer…
You are even damn lucky to have your friend visiting you all the way from the other side of the world as a travel company…
You managed to convince a third friend (well, it didn't require much of an effort) to join…
You have already bought flight tickets and booked hotels…
You have been living impatiently, like those who can't wait to get that painfully painful wisdom tooth pulled…
You did cold sweat when you checked the recent weather forecast, just days before departure…
You hoped, prayed, cursed in 4 languages…
Then it happened.
One typhoon, no make that two, make their move over Okinawa, right and exactly on that weekend you had been salivating on with great expectations since months. Yes, the so well planned vacation got canceled because of that one and only factor that can't be planned: weather. Among the other things you also felt awful the moment you have decided to cancel (Well, yes, I mean what's the point of going if it is not beach weather? Going to Okinawa when it rains is exactly same as having sex without orgasm), while your friend is still going despite the adverse atmospheric conditions. Fortunately she picked a good half a day there, and more importantly she wasn't stuck on an island. But you definitely can't make it, you don't feel like following the plan when all that was anticipated (chilling, tanning, island-hopping, relax) is never going to happen.
Ah, karma…
The weekend is not all gone by the way, because you and the other friend who stayed in Tokyo like you still have the day off and shouldn't be wasted, so you team-up. The outcome is very positive, and it includes a terrific skewers dinner, a long evening of fun and dance that became morning, a great brunch at Hyatt, an afternoon walk around the bay to discover new places, another terrific dinner (angus beef steak. Nuf said).
You felt breathing again when you learned that the adventurous friend managed to do what she wanted to do, so that your guilt is replaced by relief.
You finish the vacation whit a stroll in Yokohama when your friend returns, dinner in Chinatown. Dumplings a must-eat.
Those two people? I so love them!








Tuesday, October 8, 2013

Babel


Pensavo che e' bello il fatto che io ascolti così tante lingue in un giorno, ogni giorno.

Dove lavoro io si parlano tante lingue. Dovrei smettere di dire che lavoro a Yokohama, Japan. Dovrei dire invece che lavoro a Babilonia...non solo il giapponese che fa comunque da sfondo all'ambiente e l'inglese che fa da lingua ufficiale (le email di servizio, gli annunci, i seminari, la comunicazione), ma anche sentire i vari accenti anglofoni, osservare i polacchi (detti Pol1 e Pol2 con evidente richiamo delle polimerasi....) che anche quando si fanno una chiacchierata tranquilla sembrano stare a litigare, gli olandesi che discutono dei progetti nella loro lingua che e' un verschrikkelijk (eh, provate a dirlo!)  collage di almeno tre lingue e cinque dialetti, i francesi (quoi?), i coreani e loro lunghissimi paroloni anche per dire solo Anyŏnghaseyo (ciao, eh!), l'accento schhhhhhhhwer germanico che non se ne va via neanche se ti impegni,lo scandinavo che ti confonde con quello svedese che suona inglese ma no e' più sul tedesco eppure suona poco familiare, gli italiani che quando sono in giro li senti e non puoi fare altro che sentirli prima ancora di vederli, gli spagnoli che hanno sempre quel modo di fare che ti mette allegria, hola!, i greci - no scusate, ciprioti,  i mezzi giappo e mezzo qualcos'altro, chi addirittura si fa le sue conversazioni telefoniche in ebraico (o russo,chissà), in arabo o in turco....

La Babilonia esiste, e' una località reale, e' un ambiente circoscritto multiculturale e multicerebrale, un luogo dove mi reco ogni giorno in cambio di potermi pagare l'affitto di casa. Il mondo e' pieno di tante Babilonia, città del mondo multietniche, popolose e multiculturali. Ma a differenza della popolazione di cui tanto si narra nella Bibbia, qui non puntiamo a costruire nessuna torre di Babele, seppure puntiamo in alto molto in alto, ragion per cui ci e' stato dato il beneficio di una lingua comune per poterci esprimere liberamente. Meno male. E meno male che non e' il cinese. Non per i cinesi, eh? Ma imparare il cinese? E poi, mandarino o cantonese? No, no, 谢谢 xiexie!

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Today I thought that it's nice to listen to so many languages in a day, every day.

Where I work we speak many languages. I should stop saying I work in Yokohama, Japan. I should say I work in Babylon, instead....not only Japanese which is the background and English which works as official language (emails, announcements, seminars and so on), but also the various anglophone accents, the Polish guys (namely Pol1 and Pol2 with obvious reference to biology) who seem quarreling even when they chat normally, the Dutch discussing projects and results in their verschrikkelijk (eh, try and say it!) collage of at least three other languages and five dialects, the French (quoi?), the Koreans and their lengthy words for just saying Anyŏnghaseyo (hello, eh!), the schhhhhhhhhwer German accent so strong that doesn't go away no matter how hard you try, the Scandinavian who confuses you in his Swedish that sounds English but no it is more like German but oh it sounds so unfamiliar, the Italians whom you hear and can't but hear even before you see them coming, the Spanish who always put alegria! on the table, the Greek -no, the Cypriots sorry, the half Japanese half something else, the ones engaged in phone conversations in Hebrew, or Arab, or Turkish....

Babel does exist, it is a real place, it is a multicultural and multicerebral environment, a place where I go every day in return for my rent to get paid. The world is full of Babylon, world cities populated, multiethnic and multicultural. But, as opposed to the well known populations described in the Bible, we don't aim here to build a tower of Babel, although we aim high very high, and that's why we are given the benefit of a common language to be able to express freely. Thankfully. And thankfully such language is not Chinese. I mean, not for the Chinese, but learning Chinese? And what, Cantonese or Mandarin? No, no,  谢谢 xiexie!