Sunday, September 15, 2013

Direzione estremo Sud


E' bello tornare a casa nel periodo estivo, così da gioire dell'atmosfera mediterranea che solletica tutti i pori. Gli amici sono anche loro in ferie, magari ci si vede per una volta, anche per caso, per sbaglio, o per combinazione. Tutte quelle cose buone e fresche come gelati e granite, le mangiate di pesce appena pescato. Le uscite serali in piazza a guardare ragazzi sfidarsi al torneo di pallavolo, eventi vari tra sagre e teatri sotto le stelle. L'abbronzatura e la sabbia, quella sensazione di libertà….Ogni stagione ha i suoi colori e i suoi sapori,  i suoi profumi e le sue abitudini, i suoi ritmi e i suoi tempi. Ma per me che sono fatta per il mare, il richiamo dell'estate e' come per Ulisse il canto delle sirene, e appena arrivata mi adopero per due settimane di abbandono. Le grandi riunioni sono state una costante di quest'anno: l'arrivo di cugini da Buenos Aires e' una scusa perfetta per mettere assieme il parentado paterno; una eccezionale raccolta di funghi porcini rappresenta una occasione per rinnovare la tradizione culinaria dei parenti materni; la breve visita del fratello germanico fa si che la famiglia si trovi riunita sotto lo stesso tetto. Ma poiché tutto ha un prezzo, quello che ho dovuto pagare stavolta e' stato un continuo saltare appuntamenti, rinunciare per forza di cose a incontrare alcuni cari amici che ancora hanno fede in me. Per loro, rimando gli incontri alla prossima occasione. 

Trinacria, a noi due! 

Giovedi mattina, ore 10:30 arriva Elisa direttamente da Londra. E' lei la mia ospite per l'estate 2013, in corrispondenza del mio ritorno in terra natia tra pioggia e freddo a minacciare ogni tentativo d'abbronzatura. Per fortuna la perturbazione e' passeggera e ci godiamo una settimana molto calda e molto soleggiata (tipica dell'isola, insomma), settimana che comincia con un assaggio di granita, passaggio obbligato ad Acitrezza, e poi -ovviamente- a Taormina.

I giorni successivi ci spostiamo verso sud, che più a sud non si può. Siamo dirette al punto più a sud dell'Italia, ovvero a Portopalo di Capo Passero, con la sua isola delle correnti a fare da spartiacque tra il mar Ionio e il mar Mediterraneo. Qui siamo anche più a sud di Tunisi, tanto che la costa e' persino caratterizzata da alte dune di sabbia. Avvistare un cammello non sarebbe stato tanto strano…

Non ero ancora stata in questa parte di Sicilia, e dopo aver visto le spiagge e il mare mi chiedo perché ci abbia messo così tanto. Ma forse so la risposta, dentro di me: non avevo alcun aggancio. Ora che Daniela e Sebastiano abitano li stabilmente non c'e' migliore occasione per approfittare dell'ospitalità e rivedere così un pezzo di famiglia. Ospitalità tanto speciale, complice anche un cielo senza nubi, che io e Elisa decidiamo di trattenerci più a lungo del previsto e lavorare sull'abbronzatura (non posso certo tornare a Tokyo senza un filino di colore addosso, e' impensabile) e sui piaceri della tavola. L'area e' famosa per i pomodorini, il pesce e il vino….se poi a questo ci aggiungiamo un cugino cuoco provetto, una cugina amante dell'aperitivo e una nuotata al largo della più vecchia tonnara di Sicilia, si capisce bene che da qui e' difficile andarsene. 
Il paese in se' e' piccolo e fondamentalmente vive di pesca, o di viticoltura. Una volta c'era la tonnara, dove si lavoravano i grossi tonni pescati al largo nel mediterraneo. Ora, stabile diroccato e abbandonato, la tonnara e' solo una dimostrazione ennesima della scarsità di amore per la propria terra e le proprie radici…infatti, storia vuole che la discendenza dei Gattopardo, un tempo signori e proprietari di molti terreni, edifici e la suddetta tonnara, se ne freghi altamente dei beni lasciati in questo angolo di paradiso. Che peccato! La vicina citta' di Marzamemi offre quello che a Portopalo manca, cioè la movida estiva, quella fatta di notti passate all'aperto, di passeggiate per i violetti stretti passando da un bar a un altro, di musica ad alto volume fino a mattina.

Procediamo con una immersione nell'arte e nell'architettura con la visita di un paio di città simbolo del barocco siciliano. Modica e Ragusa Ibla sono due piccoli gioielli arroccati sui monti. Il centro vecchio si arrampica fin sul cocuzzolo, attraversato da strette stradine tortuose e da scale che vanno a zigzag su e giù tra le case. Ormai, soprattutto a Modica, la città vecchia e' pressoché disabitata, molte le case abbandonate e molte altre ormai ruderi abitati solo da piante selvatiche e vecchi bauli. Chi ha una certa dimestichezza con la saga del Commissario Montalbano di Camilleri sappia che entrambe Modica e Ibla sono teatro di molte delle vicende raccontate nei romanzi. Prima di lasciarci l'arte e la storia alle spalle, non potevamo non assaggiare i gelati di vini (e divini erano), si, si, proprio fatti al gusto di vino rose', o moscato di Sicilia….non vi dico…

Lunedi pomeriggio, ore 16 circa, riparte Elisa, e con lei si diparte anche una buona parte di sole. La tanto demonizzata pioggia si e' fatta viva qualche giorno dopo, a rovinare parzialmente il mio piano diabolico di abbronzatura totale.

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It's nice to go back home during summer time, because I can feel the Mediterranean atmosphere tickle all pores. Friends are on vacation too, maybe I can meet them for once, by chance, by accident, or randomly. All those good and fresh stuff like ice creams, granita, just fished fish based meals. NIghts out watching people playing volleyball tournaments, various other events. Suntan and sand, that feeling of freedom…Every season has its own colors and flavor, its own habits and perfumes, its own rhythms and schedules. But for a sea creature as I am, the call of summer is like for Ulysses the singing of mermaids, so once I arrived I set up for two weeks of laziness. Big reunions were a constant for this trip: cousins visiting from Buenos Aires brought my father's side of the family together; an exceptionally rich porcini mushroom picking was the perfect occasion to renew the tradition of getting together with my mother's side family;a short visit by the German brother made my own family members to be all under the same roof. But, because everything comes with a price to pay, this time I had to reschedule, rearrange meetings with friends, eventually giving up on some. To those, who still have faith, I will make a date next time. 

Trinacria, let's get down to business!

Thursday morning, Elisa arrives from London. She is my guest in this summer 2013, timing her visit with my return home, return that was to a cold and rainy summer, with the risk to hijack any suntanning attempt. Fortunately, this perturbation is temporary, and in fact the week after is very sunny and very warm (in line with the projections for the season), allowing us to start off with a granita breakkie, a must-see stop in Acitrezza , as well as in Taormina.

Next, we go south, so south that more south is not possible. We are heading to the southernmost place in Italy, that is Portopalo di Capo Passero, with its Island of two currents separating Mediterranean sea from Ionian Sea. Here, we're even more south than Tunis, and indeed the coast features a few dunes. Had I spotted a camel, I wouldn't have been at all surprised…
This part of Sicily was yet unknown to me, unexplored, and after seeing the seaside I asked myself why it took me so long. But, I may know the answer: I didn't have connections. Now that cousin Daniela and husband Sebastiano have moved and live there stably, the opportunity is perfect to accept their invitation and spend a day or so with some relatives. Hospitality was so special, with the aded value of a cloudless sky, that me and Elisa decide to stay longer and work on that suntan (I certainly can't go back to Tokyo without a tan, it's unthinkable) and on the local food. The area is famous for cherry tomatoes, fish, wine….if we add to that a cousin who loves bar hopping, her husband as a well skilled cook, and a swim off the oldest tuna fishing complex in Sicily, then one well understands how difficult is leaving.

The town per se, where my cousins live, is quite small and mainly lives upon fishing, or wineries. Once there had been this building where they processed the big tunafish fished in the Mediterranean. Now, abandoned and semi-collapsed, this building is yet another demonstration of how little some people can love their own roots…the story goes that the Gattopardo rich clan once owned a vast land, buildings, palaces and the above mentioned fishing facility, but the descendants over the years abandoned one possession after another, not caring at all about the humongous patrimony. Too bad, shame on them! Nearby city of Marzamemi offers what Portopalo can't, that is nightlife, that one made of nights spent outside, strolls through the narrow streets form bar to bar, loud music until morning.

We then continue with a full immersion into art and architecture by visiting a couple of cities symbol of Sicilian baroque. Modica and Ragusa Ibla are two small jewels on top of a mountain, completely submerged in sunlight during the good season, boiling hot because made entirely of stone. Summers are really hot in there. The old city centre develops around the rocky tip, criss-crossed by narrow streets, stairsteps zig-zagging everywhere. Nowadays, especially in Modica, the old center is abandoned, many the houses emptied or destroyed to remains where only plants and old chests of drawers live. Those two cities, among a few others in the south of Sicily have been chosen also to shot a TV series extracted by books by a famous Sicilian writer, seeing a chief of police dealing with murders. Before leaving art and history behind, we made a stop to try wine ice cream (yes, made of wine)…divine taste I would say….

Monday afternoon Elisa goes back, and with her leaves part of the sunshine. The so long warded off rain came soon after, and partially ruined my evil plan of a full-on tanning.














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