Saturday, September 28, 2013

Hocus Pocus Focus!


Da qualche tempo ho proprio difficoltà a focalizzare. No, dico, ci vedo benissimo…si, magari non ho una buona mira, ma ci vedo bene. Parlo della focalizzazione mentale, non visiva. Non che io sia stata un modello di concentrazione, sono sempre stata un tantino distratta, ma mi e' evidente che ora non sono proprio in grado di iniziare e finire qualcosa…

Devo essermi disabituata, o non sono più esigente con me stessa rispetto a prima, fatto sta che cerco tutte le scusanti del caso per dedicare la mia attenzione a qualcos'altro. Al lavoro e' una tragedia, e' come se avessi le spine nel c***, non riesco a concentrarmi per più di 10 minuti, poi devo controllare le email (tutte, privata e lavoro), anche se so che non ne ho ricevuto di nuove perché non ho avuto notifiche, ma mi devo riposare gli occhi. Poi controllo il telefono. Non mi chiama nessuno, ne' qualcuno mi scrive, per giorni e giorni, lo so. Eppure quella mania compulsiva di controllare, che non si sa mai. Che poi, potrei benissimo evitare di pagare l'abbonamento, tanto il telefono e' muto per intere settimane. Eh, ma mi devo pur distrarre di tanto in tanto, il cervello deve riposarsi… 

Anche per iniziare a scrivere queste quattro righe, mi ci sono voluti giorni…scrivo una parola, poi controllo il meteo, altre due parole, poi mi alzo e guardo fuori dalla finestra, poi mi accingo a scrivere ma mi e' passata ormai l'ispirazione. Decido allora di rilassarmi e fare yoga, ma poi mi alzo per cambiarmi e mi ritrovo a sgranocchiare qualcosa, poi invece sono presa da un'inspiegabile voglia di suonare. Strimpello per cinque minuti e mi accorgo che sono negata e rinuncio, meglio preparare la cena….prima non ero così. Prima mi sedevo e stavo ore, parole parole parole, sensi compiuti, rielaborazione, organizzazione. Insomma, completavo una attività che avevo iniziato.

Ora, non pensate che io sia proprio una buona a nulla, non e' che non concludo niente di niente…piuttosto chiamerei la mia "concentrazione selettiva". Esempio, premesso che io abbia l'ispirazione, scrivo tanto per il mio blog. Perché mi piace scrivere. Quando cucino, sono concentrata. Perché mi piace cucinare. Se leggo, posso leggere per ore. Se sono seduta accanto a un uomo bello e intelligente, sono concentrata eccome! Insomma, ho reso l'idea….

In ogni caso, questa assenza di focus non va sottovalutata. So che si può imparare a concentrarsi. Del resto, trovare la concentrazione e' un esercizio, e' disciplina e dedizione. I pigri, gli indisciplinati, non amano fare sforzi per raggiungere i loro obiettivi, i primi preferiscono direttamente gettare la spugna, gli altri se ne fregano.  
Allora, ecco i suggerimenti per imparare a concentrarsi:

1-Una cosa alla volta. Giusto, non si può concludere nulla se si cerca di fare più di una cosa allo stesso tempo. Confucio diceva "colui che insegue due conigli, non ne prende neanche uno".
2-Elimina le distrazioni. Ecco, telefoni, social networks, e robe varie. Basta. Solo nel tempo libero. LIBERO.
3-Calma la mente. Medita e rilassati. Se, grazie, magari fosse facile.
4-Sistema, pulisci. Dicono che l'ambiente circostante, se ben organizzato e ordinato aiuta. Su questo sono sempre stata brava. Posso saltare al prossimo punto.
5-Esercizio fisico. Giusto, attivita' fisica regolare e' sinonimo di disciplina. 
6-Chiarifica gli obiettivi. Beh, chiaro, se un obiettivo non e' ben formulato, non si ha un obiettivo da raggiungere.
7-Semplifica. Certo, più uno si prefigge qualcosa di complicato, più e' difficile trovare la motivazione per farlo.

Insomma, fino a qui, c'ero arrivata anche senza bisogno di consultare libri o internet, non ci vuole poi una laurea in psicologia per rendersene conto. Ma allora perché e' difficile mettere in pratica tutto ciò? Qui allora stiamo parlando di pigrizia, non di vera e propria carenza di concentrazione. Qui proprio non ci si vuole impegnare a mettere in pratica quelle poche regole basilari, insomma!

Ancora più incentrati sulla auto-disciplina questi suggerimenti da una diversa fonte:

1-riposa abbastanza
2-pianifica
3-mangia sano e leggero
4-fai esercizio fisico
5-fai pause e cambia spesso l'ambiente circostante.

Hm. I primi quattro punti hanno i loro perché. Anche qui mi sembra abbastanza triviale da capire. Ma….l'ultimo punto non sta inserendo la variabile "distrazione"? Ah, ovvio, una piccola porzione di caos ci vuole anche, e' la sessa storia del non guardare troppo a lungo il monitor del pc…giusto, meglio fare 10 minuti di pausa e andarsi a fare un te'…

OK, allora, so cosa devo fare. Riprendo con yoga, corsa e workout. Mi preparo pure il pranzo da portarmi in ufficio, sistemo la scrivania e tengo una lista con gli obiettivi da raggiungere ogni giorno. OK, corpo, esegui….

Ecco, ecco dove sta il problema: la mia testa impartisce gli ordini giusti, e' il corpo che non li esegue alla perfezione….hocus-pocus! Hocus-pocus! Concentrazione, a me!

Sotto trovate una interessante vignetta su come concentrarsi. Finalmente qualcosa di interessante. 

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It's been a while that I am having problems to focus. I mean, I see alright….I might not aim well, but the eye sight is good. It's mental focus, not visual focus what I am referring to. Not that I ever was a model for concentration, I have always been a little distracted, but really lately I am not capable of starting AND finishing something…

I must have lost the habit, or maybe I am not as demanding as I was, but any how I always make up all the excuses in order to dedicate my attention to something else. At work, this is a tragedy, it is like sitting on a spiky chair, I can't focus for more than 10 minutes, then I have to check my emails (work, private) even if I know from the notification alerts I haven't received any new ones. I have to rest my eyes, say. Then I check the phone. Not that anyone ever calls me or texts me. For days I mean. And I know it. Still, that compulsive gesture of checking anyway, because you never know. I could just terminate my contract, seriously, since my handset is silent for weeks. Oh well, brain needs to rest once in a while, I have to get some distraction…

Even starting and write those few lines here, it took me days…I type a word, then I check the weather forecast, two more words then I stand and look outside the window, then I get back to write but I have lost my inspiration. So I decide and do yoga, to relax, so I get up to go change and I find myself nibbling on some snack, then I am pervaded by this wish to play my ukulele. I strum for five minutes and I realize I am no player, so I give up and I go prepare dinner….it wasn't like this before. Before I sat and spend hours, type type type, meaningful sentences, elaborate, organize, words. I mean, I finished what I started.

OK now, don't think I am a bum, it's not that…I'd rather say I have a "selective focus". Example, provided that I get the inspiration, I write a lot. Because I like writing. When I cook, I am focused. Because I love to cook. If I read, I can read for hours. When I sit next to a handsome and smart man, oh, I am so focused!
OK, you get the point…

But anyhow, this lack of focus shall not be underestimated. I know one can learn to concentrate. After all, it comes down to practice, it is discipline and dedication. The lazy and the undisciplined don't like making any effort to meet their goals. The former prefer to give up, the latter prefer not to give a f….

So, here are some points to learn and concentrate:

1-Focus on one thing. Right, once can't do much when trying to do many things at a time. Confucius used to say "He who chases two rabbits catches none".
2-Eliminate known distractions. There. Phones, social networks, stuff. Must go. Use only during free time. FREE time.
3-Calm the mind (meditate). Yeah, thank you very much. Had it been simple….
4-De-clutter/clean. They say a well organized environment helps. Well, I've always been god at this. OK, skip. 
5-Exercise. Right. Regular exercise is discipline.
6-Clarification of goals. Ah, stating the obvious. A not well defined goal is no goal.
7-Simplify. Again, obvious. The more complicated the goal, the less motivation to reach it.

OK, so far so damn obvious. I knew this even without consulting books or internet, I mean, no psychology degree required. OK, then, why is it so damn difficult? I guess it is then a matter of laziness, not lack of concentration. Here there's no motivation to put those simple rules in practice.

Even more discipline-oriented the following points from a different source:

1-get your rest
2-make a plan
3-eat light and healthy
4-exercise
5-take breaks and mixup the environment

Hm, the first four points have their own basis. Trivial. But…isn't the last point introducing a "distraction" factor? Sure, a small amount of chaos is necessary, same as take a break and have a cup of tea after staring at the pc monitor for too long…

OK, I know what to do then. I pick up again yoga, running, workout. I will cook my meals for the office, I clean my desk and I keep a list with the objectives of the day. Right. Body, execute!

See? That, that's the root of all problems: my head is giving the correct orders, it is the body that is not executing…hocus pocus, hocus pocus focus come to me!

Below something interesting, finally, focused on, yes, focus.


Sunday, September 22, 2013

Stockholm syndrome


Stockholm: city full of tall and beautiful people, city spread on 14 islands ( while the islands making the whole archipelago are some 50000), rich in green and water. Many call Stockholm the Venice of the north, and it is not the only one to carry that appellation, if you think of Amsterdam and Bruges….let me tell you, there can't be wronger association. Venice is split between mainland and laguna; the laguna is where the old maritime center developed, its shallow waters sometimes recall a moldy pond, and Venice island is in the middle, its houses built on wood and mold. Stockholm has no canals, to start with. Then there is sea, Baltic sea, and all those above counted islands, that must have caused a big headache when it came to define the nation's borders…so don't call the city another Venice, because it's not. By far. With all due respect, people, Venice is surely beautiful and I recommend, but we are comparing an archipelago to a laguna…

Figuring out how public transport works was easy, and creating a mental map of the city center was even easier. It took me a few hours to memorize places, so that I didn't need to use a tourist map at all. Different story if you are sailing through the islands…That said, I also was in company most of the times, so even in case I could have hesitated, friends would cover up for me. 

The best thing that Stockholm has to offer is the archipelago, and a must-do is booking one of the zillion boat tours that will show you another side of the north capital. I did jump on a boat, and I experienced not only a tour of the natural beauties, but I also learned a lot during the afternoon aboard. I did learn that residents in Vaxholm island (popular summer vacation destination) have the highest salaries of Sweden, that some birds are quite nasty with their droppings all over the place, that Stockholm, too, has a very ugly looking tower of telecommunications (but with a nice view, I was told), that border disputes between Denmark and Sweden were one small island away…this thing of virtually cross-swim the border puzzles and at the same time amazes me. I received a nice explanation about the symbol of the three crowns (tre kronor) found on everything that's considered of national interest (money, emblems, buildings, and so on), to signify the old kingdom of Scandinavia made of Sweden, Norway and Denmark. The prettiest thing of all was the sky: fluffy, small clouds were like aligned on an invisible horizontal plane, just right here, above my head, so close that I could have stretched and touched them. No matter the angle I watched them from, they would slide on their plane and follow me. 

If boats are not your thing, then there are many alternative ways to set off and explore…walk, hop-on hop-off buses, trams, ferries that take you anywhere your curiosity drags you to. And in summer, daylight lasts until late, buying you more time to indulge in sightseeing. You can visit the quiet and green suburbs, the trendy area of Södermalm with its unique and charming boutiques and cafes, the royal garden island of Djurgården, where you can find a beautiful rose garden (Rosendal), an open air museum (Skansen) and other royal buildings and more museums, you should have a stroll in Gamla Stan, the old city center, made of narrow streets, tall and thin buildings, souvenir shops restaurants and cafes, check out the city center and its shopping streets and lively spots. Don't miss out on all their wonderful, salivation-at-a-glance-inducing cakes, try everything that contains their delicious forest berries, try a real cinnamon roll (no imitations), visit a nice restaurant with a garden and a view. 

Churches bell towers with their pointing roofs, recalling some gothic, typical, north European style stretch high, so high that to take a picture of the whole building I had to be on a different island. I believe the best angle to look at the whole city would be from an air balloon, because it floats low enough to allow you to have a clear view of the tiny things, and high enough to allow you to take it all in, in just one breath. 

I liked Stockholm very much. I liked that I could just walk and see art and beauty around (even the subway stations were artwork), that I could hang out with friends day and night. I liked that art and culture is everywhere, that people eat their meals outside -weather allowing, that I can sit at a bench and watch people..it's a very interesting world, the one made of passers-by… 

I think I suffer of Stockholm syndrome: I developed love feelings for it. Oh, well, I shall return. Soon. 

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Stoccolma, una città fatta di alte e belle persone, città estesa su 14 isole (le isole che compongono l'arcipelago sono bel 50000), ricca di verde e acqua. Molti chiamano Stoccolma la Venezia del nord, e non e' l'unica a portare questa denominazione, se si pensa a Amsterdam e Bruges….ora, l'associazione non può essere più sbagliata. Venezia e' suddivisa tra terraferma e laguna; la laguna e' dove si e' sviluppato il vecchio centro marittimo, le sue acque che ricordano una palude, e l'isola di Venezia sta nel mezzo, con le sue case costruite su palafitte conficcate nella sabbia. 

Tanto per cominciare, a Stoccolma non ci sono canali. C'e' il mar Baltico, e ci sono tutte queste isole che devono aver provocato un enorme mal di testa a chi si occupava di definire i confini nazionali…quindi non chiamatela un'altra Venezia perché non lo e'. Gente, con tutto il rispetto per Venezia che e' una bellissima città e che consiglio di visitare, ma qui si sta paragonando un arcipelago a una laguna…

Capire come funziona il sistema dei trasporti pubblici e' stato facile e ancora di più e' stato creare una mappa mentale della città. Mi ci e' voluto solo un paio d'ore per memorizzare i posti e non ho praticamente usato neanche la mappa turistica. Tutta un'altra storia se si vuole andare in giro tra le isolette…Detto questo, ero anche in compagnia per la maggior parte del tempo quindi anche in quei casi in cui avrei esitato, gli amici mi coprivano. 

La cosa migliore che Stoccolma ha da offrire e' proprio l'arcipelago e una cosa da fare assolutamente e' quella di fare un giro in barca tra le isole, che mostra un'altra faccia della capitale nordica. Io l'ho fatto, e non solo ho visto un sacco di bellezze naturali, ma ho anche imparato tanto in un solo pomeriggio. Ho imparato che i residenti dell'isola di Vaxholm, una tipica destinazione estiva, sono quelli che guadagnano di più, che alcuni uccelli sono abbastanza problematici perché scagazzano un po' dappertutto, che anche Stoccolma ha una torre delle telecomunicazioni abbastanza bruttona ma mi e' stato detto con una bella vista, che  le dispute territoriali tra Danimarca e Svezia erano questioni di un'isoletta…questa cosa di attraversare virtualmente i confini a nuoto mi affascina e mi lascia incredula allo stesso tempo. Ho anche ricevuto una spiegazione riguardo al simbolo delle tre corone che si trova in ogni cosa che e' da considerarsi nazionale (tipo le banconote, gli stemmi, gli edifici pubblici, eccetera) e che sta a significare l'antico regno di Scandinavia composto da Svezia, Norvegia e Danimarca. La cosa più bella di tutto il giro in barca e' stato il cielo: c'erano queste nuvolette come batuffoli di cotone che erano come allineate su un piano invisibile, ma proprio qui sopra la testa, vicine al punto che avrei potuto allungare una mano e toccarle, che si muovevano sempre lungo questo piano orizzontale, seguendomi a prescindere da quale prospettiva volessi guardarle.

Se non siete fatti per un giro in barca, ci sono molti altri modi per visitare la città, tram, metro, autobus che vi portano ovunque la curiosità voglia andare. E in estate la luce dura fino a tardi dandovi così più tempo per fare i turisti. Potete raggiungere le zone tranquille della periferia, l'area alla moda di Södermalm con i suoi negoziati carini e i suoi caffè, l'isola di Djurgården dove ci sono un bellissimo parco di rose, un museo all'aperto (Skansen) e tanti altri musei per tutti i gusti, si dovrebbe poi fare una passeggiata per le strade della città vecchia di Gamla Stan fatta di stradine strette, edifici alti e stretti, negozi di souvenir e localizzi, bisognerebbe dare un'occhiata alla via dei negozi e dove si concentra la vita e il divertimento. Non fatevi mancare almeno una delle loro buonissime torte, tutto ciò che contiene i frutti di bosco sa eccezionalmente buono, provate un vero rotolo alla cannella, fermatevi a un ristorante con un giardino e una bella vista. 

I campanili altissimi e dai tetti a punta delle chiese che tanto rammentano dell'architettura tipica del nord Europa svettano così in alto che per poter fare una foto all'intera costruzione bisogna piazzarsi su un'isola diversa. Credo che l'angolo migliore da cui osservare tutta la città sia da una mongolfiera, perché e' abbastanza in basso da far distinguere tutti i dettagli ed e' abbastanza in alto da permettere di abbracciare tutto in un colpo.

Stoccolma mi e' piaciuta, e molto. Mi e' piaciuto il fatto di poter camminare e vedere cose belle (persino le stazioni della metro sono opere d'arte), di poter passare tanto tempo con gli amici sia di giorno che di sera. Mi e' piaciuto il fatto che arte e cultura si trovano ovunque, che la gente pranza fuori al sole (tempo permettendo), che mi potevo sedere da qualche parte e osservare la gente….e' un mondo interessante, quello fatto dai passanti…

Penso di soffrire della sindrome di Stoccolma: ho sviluppato dei sentimenti verso la città. Vabbe, dovrò ritornarci, e presto.












Sunday, September 15, 2013

Direzione estremo Sud


E' bello tornare a casa nel periodo estivo, così da gioire dell'atmosfera mediterranea che solletica tutti i pori. Gli amici sono anche loro in ferie, magari ci si vede per una volta, anche per caso, per sbaglio, o per combinazione. Tutte quelle cose buone e fresche come gelati e granite, le mangiate di pesce appena pescato. Le uscite serali in piazza a guardare ragazzi sfidarsi al torneo di pallavolo, eventi vari tra sagre e teatri sotto le stelle. L'abbronzatura e la sabbia, quella sensazione di libertà….Ogni stagione ha i suoi colori e i suoi sapori,  i suoi profumi e le sue abitudini, i suoi ritmi e i suoi tempi. Ma per me che sono fatta per il mare, il richiamo dell'estate e' come per Ulisse il canto delle sirene, e appena arrivata mi adopero per due settimane di abbandono. Le grandi riunioni sono state una costante di quest'anno: l'arrivo di cugini da Buenos Aires e' una scusa perfetta per mettere assieme il parentado paterno; una eccezionale raccolta di funghi porcini rappresenta una occasione per rinnovare la tradizione culinaria dei parenti materni; la breve visita del fratello germanico fa si che la famiglia si trovi riunita sotto lo stesso tetto. Ma poiché tutto ha un prezzo, quello che ho dovuto pagare stavolta e' stato un continuo saltare appuntamenti, rinunciare per forza di cose a incontrare alcuni cari amici che ancora hanno fede in me. Per loro, rimando gli incontri alla prossima occasione. 

Trinacria, a noi due! 

Giovedi mattina, ore 10:30 arriva Elisa direttamente da Londra. E' lei la mia ospite per l'estate 2013, in corrispondenza del mio ritorno in terra natia tra pioggia e freddo a minacciare ogni tentativo d'abbronzatura. Per fortuna la perturbazione e' passeggera e ci godiamo una settimana molto calda e molto soleggiata (tipica dell'isola, insomma), settimana che comincia con un assaggio di granita, passaggio obbligato ad Acitrezza, e poi -ovviamente- a Taormina.

I giorni successivi ci spostiamo verso sud, che più a sud non si può. Siamo dirette al punto più a sud dell'Italia, ovvero a Portopalo di Capo Passero, con la sua isola delle correnti a fare da spartiacque tra il mar Ionio e il mar Mediterraneo. Qui siamo anche più a sud di Tunisi, tanto che la costa e' persino caratterizzata da alte dune di sabbia. Avvistare un cammello non sarebbe stato tanto strano…

Non ero ancora stata in questa parte di Sicilia, e dopo aver visto le spiagge e il mare mi chiedo perché ci abbia messo così tanto. Ma forse so la risposta, dentro di me: non avevo alcun aggancio. Ora che Daniela e Sebastiano abitano li stabilmente non c'e' migliore occasione per approfittare dell'ospitalità e rivedere così un pezzo di famiglia. Ospitalità tanto speciale, complice anche un cielo senza nubi, che io e Elisa decidiamo di trattenerci più a lungo del previsto e lavorare sull'abbronzatura (non posso certo tornare a Tokyo senza un filino di colore addosso, e' impensabile) e sui piaceri della tavola. L'area e' famosa per i pomodorini, il pesce e il vino….se poi a questo ci aggiungiamo un cugino cuoco provetto, una cugina amante dell'aperitivo e una nuotata al largo della più vecchia tonnara di Sicilia, si capisce bene che da qui e' difficile andarsene. 
Il paese in se' e' piccolo e fondamentalmente vive di pesca, o di viticoltura. Una volta c'era la tonnara, dove si lavoravano i grossi tonni pescati al largo nel mediterraneo. Ora, stabile diroccato e abbandonato, la tonnara e' solo una dimostrazione ennesima della scarsità di amore per la propria terra e le proprie radici…infatti, storia vuole che la discendenza dei Gattopardo, un tempo signori e proprietari di molti terreni, edifici e la suddetta tonnara, se ne freghi altamente dei beni lasciati in questo angolo di paradiso. Che peccato! La vicina citta' di Marzamemi offre quello che a Portopalo manca, cioè la movida estiva, quella fatta di notti passate all'aperto, di passeggiate per i violetti stretti passando da un bar a un altro, di musica ad alto volume fino a mattina.

Procediamo con una immersione nell'arte e nell'architettura con la visita di un paio di città simbolo del barocco siciliano. Modica e Ragusa Ibla sono due piccoli gioielli arroccati sui monti. Il centro vecchio si arrampica fin sul cocuzzolo, attraversato da strette stradine tortuose e da scale che vanno a zigzag su e giù tra le case. Ormai, soprattutto a Modica, la città vecchia e' pressoché disabitata, molte le case abbandonate e molte altre ormai ruderi abitati solo da piante selvatiche e vecchi bauli. Chi ha una certa dimestichezza con la saga del Commissario Montalbano di Camilleri sappia che entrambe Modica e Ibla sono teatro di molte delle vicende raccontate nei romanzi. Prima di lasciarci l'arte e la storia alle spalle, non potevamo non assaggiare i gelati di vini (e divini erano), si, si, proprio fatti al gusto di vino rose', o moscato di Sicilia….non vi dico…

Lunedi pomeriggio, ore 16 circa, riparte Elisa, e con lei si diparte anche una buona parte di sole. La tanto demonizzata pioggia si e' fatta viva qualche giorno dopo, a rovinare parzialmente il mio piano diabolico di abbronzatura totale.

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It's nice to go back home during summer time, because I can feel the Mediterranean atmosphere tickle all pores. Friends are on vacation too, maybe I can meet them for once, by chance, by accident, or randomly. All those good and fresh stuff like ice creams, granita, just fished fish based meals. NIghts out watching people playing volleyball tournaments, various other events. Suntan and sand, that feeling of freedom…Every season has its own colors and flavor, its own habits and perfumes, its own rhythms and schedules. But for a sea creature as I am, the call of summer is like for Ulysses the singing of mermaids, so once I arrived I set up for two weeks of laziness. Big reunions were a constant for this trip: cousins visiting from Buenos Aires brought my father's side of the family together; an exceptionally rich porcini mushroom picking was the perfect occasion to renew the tradition of getting together with my mother's side family;a short visit by the German brother made my own family members to be all under the same roof. But, because everything comes with a price to pay, this time I had to reschedule, rearrange meetings with friends, eventually giving up on some. To those, who still have faith, I will make a date next time. 

Trinacria, let's get down to business!

Thursday morning, Elisa arrives from London. She is my guest in this summer 2013, timing her visit with my return home, return that was to a cold and rainy summer, with the risk to hijack any suntanning attempt. Fortunately, this perturbation is temporary, and in fact the week after is very sunny and very warm (in line with the projections for the season), allowing us to start off with a granita breakkie, a must-see stop in Acitrezza , as well as in Taormina.

Next, we go south, so south that more south is not possible. We are heading to the southernmost place in Italy, that is Portopalo di Capo Passero, with its Island of two currents separating Mediterranean sea from Ionian Sea. Here, we're even more south than Tunis, and indeed the coast features a few dunes. Had I spotted a camel, I wouldn't have been at all surprised…
This part of Sicily was yet unknown to me, unexplored, and after seeing the seaside I asked myself why it took me so long. But, I may know the answer: I didn't have connections. Now that cousin Daniela and husband Sebastiano have moved and live there stably, the opportunity is perfect to accept their invitation and spend a day or so with some relatives. Hospitality was so special, with the aded value of a cloudless sky, that me and Elisa decide to stay longer and work on that suntan (I certainly can't go back to Tokyo without a tan, it's unthinkable) and on the local food. The area is famous for cherry tomatoes, fish, wine….if we add to that a cousin who loves bar hopping, her husband as a well skilled cook, and a swim off the oldest tuna fishing complex in Sicily, then one well understands how difficult is leaving.

The town per se, where my cousins live, is quite small and mainly lives upon fishing, or wineries. Once there had been this building where they processed the big tunafish fished in the Mediterranean. Now, abandoned and semi-collapsed, this building is yet another demonstration of how little some people can love their own roots…the story goes that the Gattopardo rich clan once owned a vast land, buildings, palaces and the above mentioned fishing facility, but the descendants over the years abandoned one possession after another, not caring at all about the humongous patrimony. Too bad, shame on them! Nearby city of Marzamemi offers what Portopalo can't, that is nightlife, that one made of nights spent outside, strolls through the narrow streets form bar to bar, loud music until morning.

We then continue with a full immersion into art and architecture by visiting a couple of cities symbol of Sicilian baroque. Modica and Ragusa Ibla are two small jewels on top of a mountain, completely submerged in sunlight during the good season, boiling hot because made entirely of stone. Summers are really hot in there. The old city centre develops around the rocky tip, criss-crossed by narrow streets, stairsteps zig-zagging everywhere. Nowadays, especially in Modica, the old center is abandoned, many the houses emptied or destroyed to remains where only plants and old chests of drawers live. Those two cities, among a few others in the south of Sicily have been chosen also to shot a TV series extracted by books by a famous Sicilian writer, seeing a chief of police dealing with murders. Before leaving art and history behind, we made a stop to try wine ice cream (yes, made of wine)…divine taste I would say….

Monday afternoon Elisa goes back, and with her leaves part of the sunshine. The so long warded off rain came soon after, and partially ruined my evil plan of a full-on tanning.














Thursday, September 12, 2013

Love Gallery

Sometimes, love comes to us even when we don't see it...

love is a ride - Stockholm

love, potentially - Acitrezza

love at Duomo - Catania

need love - Taormina

waiting for love - Taormina

snorkelove - Portopalo

product of love - Portopalo

love is laugh - Portopalo

love is blur - Marzamemi

love is solid rock - Santa Maria la Scala

declaration of love - Modica

love messages - Modica

bench lovers - Ibla

China Express


In transito a Pechino per abbastanza ore da potermi permettere il lusso di sedermi e osservare i passeggeri in giro per il terminal….quando non suono il mio ukulele.

Tanti italiani in questa città. Li sento parlare nel loro accento di Milano o di Roma, gente bene, con abbigliamento costoso che si nota subito che sono italiani. Vero, mi basta un colpo d'occhio prima che d'orecchio. Chissa come mai scelgono proprio Pechino…I sobborghi, visti dall'aereo, sono abbastanza brutti. Poi c'e' sempre quella sorta di strato grigio-giallognolo di afa/pulviscolo/smog/gas che non lascia vedere oltre 500 metri. Vabbe, gusti.

La prima volta: un vecchio cinese si e' piazzato davanti a me e mi ha palesemente fatto una foto! Sarei dovuta andargli dietro e dirgliene due. Anzi, quattro. Dapprima pensavo che stesse osservando qualcosa dietro di me che aveva catturato il suo interesse, quindi  mi giro ma vedo che non c'e' nulla….il tipo sta proprio guardando me, cavolo, stava proprio fotografando me! Con il sorrisino malefico in faccia!

Fatti già noti sui cinesi: non hanno modi gentili, non sanno proprio come si fa, non osservano molto chi gli sta intorno (a parte il vecchio maniaco, a quanto pare), sono troppo concentrati a parlare al telefono tutto il tempo o con i compagni di viaggio, una volta dentro l'aereo cominciano a gridare, si chiamano da un capo all'altro del vettore, sono confusionari. 

Avete presente il film con Alberto Sordi, la scena del viaggio verso l'Australia? Sull'aereo? Ecco, la stessa cosa ho visto accadere in aeroporto (e in aereo). Vero vero! Ognuno si porta la sua borsa con, non so, frutta, o i loro involtini vari, di carne, di verdure, qualsiasi cosa insomma, per poi lasciare il posto che sembra una discarica. Mi chiedevo in effetti, come mai hanno distributori di acqua potabile calda un po' ovunque….Ma e' ovvio! Per prepararsi la loro scodella di ramen istantaneo!!! Perché, diciamocelo, a mezzogiorno si mangia, a prescindere da dove si e', a prescindere dal fatto che presto si imbarcheranno in un volo che prevede 2 pasti a bordo….

Essendo abituata ai giapponesi, riconosco molte abitudini comuni a entrambi i popoli, ma i cinesi fanno tutto con molto più menefreghismo e spontaneità..sono proprio naturalmente così!

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In transit, in Beijing for enough hours to allow myself the luxury to sit down and watch passengers strolling in the terminal…when I am not playing ukulele.

Many Italians in this city. I hear them speaking their Milan or Rome accent, people of means, with expensive clothes that scream Italian. Yes, I just need to give an eye before giving an ear to figure them out. Who knows why they choose Beijing…..its suburbs, seen from the airplane, are quite ugly. Then there's always that sort of grey/yellow-ish/humidity/smog/dust/gas layer that is impenetrable already at 500m distance. Ah, well, preferences.

A first time: an old Chinese is standing in front of me and openly is taking a photo of me! I should have ran after him and have a word with him. Nah, make that two. At first I thought he was focusing on something behind me, so I turn to see what that was about but there's nothing….the dude is really aiming at me, damn! With a satisfied grin on his face!
known facts about the Chinese: they have no manners, they just don't know how, they don't pay attention to people around them (apart from the old pervert, apparently), they are too concentrated in talking on the phone all the time, or chatting with friends traveling, once they are in the airplane they just yell, they call each other from two opposite ends, they make just a mess.

There is an Italian old movie about a guy who flies to Australia to find a wife. There is this scene where, on the airplane, passengers take out breads, cheese, all sorts of home made foods and start eating…Well, same thing happened at the airport in Beijing and on the airplane. They carried bags with wraps, fruits, instant ramen, whatever and then they leave the place trashed. I actually was wondering why I saw machine dispensers for hot water all over the terminal…..Simple! It is to get their instant ramen! I mean, it's lunch time, they eat no matter where they are no matter whether the flight they are going to take is serving meals on board…

Being used to the Japanese I find a lot of common traits between the two people, but the Chinese do everything with total lack of care and with lot more spontaneity….they are just natural!!



Wednesday, September 11, 2013

L'idiota patentato in aviazione - Licensed aviation ignorance


C'e' da dire che molta, molta gente ancora, non sa viaggiare. Spessissimo, anzi posso dire sempre, mi innervosisco già' arrivata in aeroporto. Sara' capitato anche a voi di incontrare viaggiatori inesperti o semplicemente cafoni. Se appartenete a una di queste due categorie, sappiate che non avete la mia simpatia. Dico, basta solo un minimo di attenzione verso chi ci circonda, un po' di buon senso insomma. Se non avete neanche quello, fareste meglio a non viaggiare proprio e frequentate un corso di educazione…

Gli ignoranti (nel senso proprio che ignorano eh?) patentati si riconoscono immediatamente, sono quelli che al check-in arrivano con bagaglio oltre misura, oltre numero, e oltre il peso massimo consentito, sono quelli che ancora non hanno capito che il documento di riconoscimento viene richiesto a ogni dove, quindi meglio tenerlo a portata di mano. Questi viaggiatori, nonostante gli annunci a caratteri cubitali di oggetti vietati a bordo, si ritrovano a dover polemizzare in fase di controlli di sicurezza….e' risaputo ormai che, quando si passa sotto i metal detector, tutto ciò che e' metallo (metal….eh?) non passa….toglietevela prima la cintura dei pantaloni, le monete dalla tasca e l'orologio d'acciaio! Questi viaggiatori, che nonostante tutto si ritrovano con aggeggini tecnologici di ultima generazione, non sanno che il pc va controllato separatamente (ogni cosa con batterie, veramente…).

A fatica, e cercando di coltivare quella calma zen che provo ad allenare costantemente, aspetto che i soliti idioti davanti a me abbiano finito di rallentare il flusso. Non e' ancora finita, non siamo ancora decollati…

Agli imbarchi, la fila e' incredibile, forse non e' chiaro per tutti che 1) il posto e' assegnato e nessuno se lo piglia, 2) l'aereo non parte senza di voi (a meno che non vi siate persi al duty free o addormentati in bagno…). La parte forse più snervante e' proprio quando si e' in aereo, ed e' li che osservo i miei temporanei compagni di cabina, per riflettere sulla mancata sensibilità verso il prossimo: sedere al posto di qualcun altro, per poi dover far muovere almeno tre persone per ricollocarsi, prendersela comoda per sistemare le valigie e occupare così il corridoio, ostinarsi a voler controllare il telefono sempre e comunque, in barba agli annunci sulla sicurezza e alla faccia degli assistenti di volo che devono sempre richiamare i passeggeri sulle misure da adottare…e' come se tutta questa gente fosse allergica a tutto ciò, o si sentisse al di sopra di ogni regolamento, o proprio non gliene importasse niente e continua a fare come fosse a casa propria (o peggio, chissa…). Incredibile quanto siamo abituati male. Per non parlare di quando per alzarsi si aggrappano allo schienale della mia poltrona!!!

Anche tu, donna dell'equipaggio che passi con il carrello della colazione e dici "Pesce e uova!", ricordati che quando si offre una scelta tra due possibili si dovrebbe dire "Pesce O uova?", intonando la domanda, magari facendola precede da un "desidera…", o "preferisce…". Vabbe, per stavolta passi. Lo so che l'eccessiva educazione giapponese non si può eguagliare.

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It must be said that many, many people don't know how to travel. Very often, or shall I say always, I get annoyed as soon as I step in the airport. It must have happened to you too to meet unexperienced travelers, or just bad-mannered ones. If you belong to one of these two categories, know that you don't have my sympathy. I mean, it takes only a minimum of attention around us, a bit of common sense. If you don't possess even that, you better not travel at all and attend a good manner class…

The licensed ignorant (meaning the one who ignores) can be immediately and easily spotted: the ones who walk to the check-in carrying an oversized, overweighed, over numbered baggage, the ones who haven't yet learned that IDs are asked anywhere in the departure process and it is better to have them handy. Such travelers, in the face of the huge, gigantic notice about the forbidden items on board, are the ones who make noise at the security checks….and it is well known (not to them, it seems) that everything that's, uh, _metal_ beeps under the detectors…so those travelers should remove belts, coins, watch and any, uh, _metal_ accessories! Such travelers, who show off next generation devices and gadgets, don't know yet that laptops (and actually anything containing batteries) are to be scanned separately.

Hardly moving, and cultivating that zen calm state of mind I am aiming to reach in my training sessions, I wait that the usual idiots in front of me are done slowing down the line. It's not over yet, we haven't taken off yet…

At the boarding gates queues are impressive, that makes me think it is not clear to all that 1) seats are numbered and named so no one else can take it, 2) the airplane doesn't leave without you (unless you got lost in the duty free labyrinth or fell asleep in the toilet). Maybe the most unnerving part is right on the airplane, when I observe my fellows not having a minimum of respect for others: they do actually sit at someone else's seat, to then ask at least three other passengers for sitting back to their assigned seat, they take all the time of the world to store their luggage and occupy the isle indefinitely, they stubbornly check their phones in the face of the repeated announcements on safety and in the face of the flight attendants who always ask so politely…it's like all these people were allergic to all this, or as if they feel above any rule, or like they simply don't give a damn and keep behaving badly. Oh, and not to mention when they grab the back of my seat to stand up!!!

And even you, woman! You flight attendant passing by and say "Fish and eggs!", remember that when offering a choice between two options, you should say "Fish OR eggs?" , maybe with a slight intonation that implies a question has been asked, and maybe adding a "would you like.." to sound nicer. OK, it can pass this time. I know Japanese politeness, maybe too much, can't be matched.