Sunday, July 7, 2013

Joint Retreat 2013


Ogni anno si va in ritiro aziendale, solitamente durante il fine settimana, e il che si traduce sempre in una mole spropositata di lavoro (extra) e poco relax. Da quest'anno, siccome rispondiamo al quartier generale di Kobe, i ritiri aziendali sono diventati ritiri congiunti, a cui partecipano selezionati ricercatori delle varie divisioni del centro, ora diviso tra Kobe e Yokohama.

I lati negativi sono, come sempre, il doversi sobbarcare tante ore di preparazione, viaggio e organizzazione di permessi e cose varie per un solo giorno e poco più di ritiro, alla fin fine.
I lati positivi, stavolta, sono un po' di più: andiamo in settimana, e andiamo proprio a Kobe, in un bell'hotel e centro congressi vicino al mare invece che in mezzo alla campagna isolata di Saitama, in treno (shinkansen) invece che in autobus, i pasti sono veri pasti, con una lunga tavolata per i vassoi con decine di portate, e dolci, dolci a non finire.

L'hotel scelto per ospitare i partecipanti e' sulla costa, a pochi minuti di treno dal centro di Kobe, e vicinissimo al ponte che unisce la terra ferma all'isola di Awaji. Tra le altre cose, il ponte in questione, Akashi Kaikyo, e' il ponte sospeso più lungo al mondo….

Sarebbe stato bello poter godere del bel tempo, di sicuro avremmo potuto sfruttare di più le bellezze del posto, la spiaggia, il mare, i colori, la natura. Invece ha piovuto per due giorni di fila, senza che potessimo farci nulla. Anche il piano di rimanere a Kobe dopo il ritiro, per prendere la funivia e salire all'osservatorio per osservare la città di sera, e' svanito nella nebbia, così come l'estremità più lontana del ponte sospeso…

Invece, pur di poter sfruttare al meglio questa trasferta, decido comunque di sfidare le nuvole e l'umidità a livelli stratosferici, così che arrivo a Kobe di buon'ora e mi avvio su per la montagna a piedi, in mezzo al bosco, risalendo il fiume fino a una cascata (Nunobiki, si chiama) che e' raggiungibile con soli 15 minuti di cammino. Questa e' stata la mia escursione privata e solitaria. E' inusuale trovare la natura incontaminata proprio nel bel mezzo della città, mi e' infatti bastato uscire dalla stazione, e via su per il sentiero che porta dentro al verde.

Non c'era tempo a sufficienza (a meno che arrivare in ritardo al centro congressi fosse concesso) per andare più in alto rispetto alla cascata, dove avrei trovato un giardino di erbe aromatiche, e un piccolo belvedere da dove era possibile guardare giù verso la baia di Kobe, senza quindi doversi sobbarcare il lungo e sofferto tragitto fino al monte Rokko, dove invece si trova il più famoso osservatorio in questione. Ma, del resto, con uno zaino stracolmo in spalla, in più con poster e ombrello a fare da ulteriore zavorra, fermarmi alla cascata e poi tornare per proseguire fino all'hotel non mi e' poi dispiaciuto così tanto.

Sul ritiro, che dire….colleghi, presentazioni, poster, casini, soliti idioti, premiazioni, saluti. Poca roba, insomma.

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Every year there's a company retreat we have to join to, usually over the weekend, and that means more (extra) work and little relax. Starting from this year, because we'll be reporting to the Kobe headquarters, our retreats are joint retreats, attended by researchers from the various divisions now split between Kobe and Yokohama.

Negative sides of this are, hours of preparation, travel and organize all authorizations and such for just a mere day of retreat, in the end.
Positive sides, though, this year are a bit more: we are going during the week, and we are going to Kobe, staying in a nice hotel near by the sea, instead of going to the middle of the nowhere in the countryside in Saitama, we are going by train (shinkansen) instead of bus, meals are real meals, like a huge table with trays with tens of different dishes, and cakes, endless number of cakes.

The hotel chosen for the retreat is near the beach, just a few minute's train ride from Kobe center, and close to the bridge connecting mainland to Awaji island. That bridge, Akashi Kaikyo, is, among other things, the longest suspended bridge in the world….

Were we blessed by nice weather, we could have enjoy beach, sea, nature more. It rained for two days, instead, leaving us helpless. I even had to give up on the former plan to stay in Kobe longer after the end of the retreat, to catch the ropeway and go up to the observatory. From there, we could have experienced what they say is the third best view in Japan: night view of Kobe and Osaka area. Such a plan dissolved in the fog, just like the farest end of the suspended bridge…

But, in order to make the best out of this trip, I decide nonetheless to challenge clouds and humidity and reach Kobe rather early to then go for a short hike through the woods and up the mountain, and reach a waterfall (called Nunobiki) after just 15 min walk. This was my private, solitary excursion. It is unusual to find wild nature just by the city. Indeed, I just had to exit the station building and start following, right from there, the hiking trail. 

Unless reaching the venue later was allowed (it wasn't of course), I couldn't spend more time to continue the hike higher and visit the nearby herb garden. Also, there was another panoramic viewpoint just a bit further up the waterfall, past the garden, where one could still enjoy a superb view of Kobe bay without the need to drag themselves all the way to Rokko mountain, where our famous observatory is. Anyway, when I have to carry a bulky backpack, with the added value of a poster and an umbrella, even stopping at the waterfalls and then go back to continue the ride till the venue wasn't bad at all.

About the retreat….well, what about it. Colleagues, presentations, posters, annoyances, idiots, prizes, goodbyes. Not much to report, in short.








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