Sunday, January 27, 2013

Bella luna e responsabilita' -- Beautiful moon and responsibility


Sulle rive del fiume Tsurumi mi sono seduta e ho pianto….

Potrebbe cominciare così, parafrasando Paulo Coelho, un ipotetico romanzo che mi abbia come protagonista. Oggi ho sfruttato le calde ore centrali per fare una passeggiata e prendere una boccata d'aria visto che ho passato tutto il fine settimana a casa, e sono andata fino al fiume, mi sono seduta e ho pianto. Non so bene per che cosa, non sono particolarmente triste, non sono particolarmente estatica non sono particolarmente nostalgica, non sono particolarmente preoccupata, sono un insieme di tutte le cose.

Forse e' dovuto al fatto che sento varie pressioni su di me, varie responsabilità….Responsabilita. Una parola che pesa, che fa grandi, che fa paura.
Nell'ultimo anno questa parola e' spesso risuonata nella mia testa, come a volersi far sentire, essere presa davvero sul serio. Fino ad ora avevo scacciato la sua insistenza, avevo fatto finta di non sentire, di non vedere…fino ad ora. Ma non si può ignorare le proprie responsabilità per sempre. Non solo perché il rumore che fanno diventa insopportabile, ma anche perché giunge sempre il giorno in cui non se ne può fare a meno, non se ne deve fare a meno.

Pensavo oggi al passato, come sempre accade in circostanze del genere, e pensavo che fino a poco tempo fa avevo tutto chiaro in testa, avevo deciso un paio di cose, tutto seguiva il suo corso e io sapevo dove stavo andando. Ora non sono più tanto sicura della strada da seguire, o se la strada che sto seguendo e' proprio quella giusta. Non so neanche dove voglio andare. Voglio andare a casa, staccare la spina, ma poi mi chiedo dove sia questa casa…un po' sono già a casa qui, un po' sento che casa e' lontano in Sicilia, un po' casa mia e' Melbourne, un po' sento di essere apolide, una senza-casa, altre volte e' come essere cittadina del mondo…Allora, dove andare? Forse proprio la riva del fiume e' la risposta, il simbolo di un rifugio, un luogo isolato e tranquillo dove fermarsi, riprendere fiato, magari aspettare fino a sera e parlare alla luna piena bassa sull'orizzonte, rosseggiante e rotonda.

Dunque si, sento le pressioni di scelte importanti, direzioni da seguire e percorsi intrapresi: un dottorato, restare ancora in Giappone (ho mai pensato alla residenza giapponese?), dare importanza all'aspetto lavorativo su tutto il resto, considerare il fattore eta', che aumenta soltanto, ecco….forse con l'arrivo dei trent'anni tutto questo rimuginare e' semplicemente un fatto naturale. O forse saranno i denti del giudizio che stanno lentamente spingendo e torturano le mie gengive regalandomi mal di testa stellari, così che non ho più capacita' di pensiero… 

I mesi successivi saranno intensi, un sacco di impegni, il capodanno cinese da accogliere, un corso di dottorato, amici in visita dall'Europa, un contratto da firmare, una nuova fase da incominciare, e -si spera vivamente- un paio di fine settimana sulle montagne col mio snowboard. Bella luna, mandami influssi positivi, per favore!

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By the river Tsurumi I sat and wept….

A hypothetical novel with me as a protagonist can start this way, recalling Paulo Coelho. Today I was taking advantage of the warm hours of the day to take a walk and breath some fresh air in, as I spent the whole weekend at home, so I went by the river, I sat and wept. I don't exactly know the reason why I did so, I am not particularly sad, not particularly ecstatic, not particularly nostalgic, not particularly worried, I am a bit of all of the above together.
Perhaps this is because I feel big pressure on me, a mix of responsibilities….Responsibility. A heavy word, a word that makes grown-up, that frightens.

In the past year this word has often resonated loudly in my head to be heard, to be taken seriously. Until now I had fought its insistence, I pretended not to hear, not to see…until now. But one can't ignore responsibilities forever. Not only because at some stage the noise they make is unbearable, but also because eventually the day one can't but get along with them comes.

Today I was reliving the past, like it happens in similar circumstances, and I was thinking that, until not so long ago everything was clear to me, I had decided upon a few things, every thing was following its course and I knew where I was going. Now I am not that sure about the route to follow, or if the route I am following is the right one. I don't even know where I want to go. I want to go home, pull the plug, but, then, I ask myself where home is….I feel home here, at the same time I feel that home is in Sicily, and I feel home in Melbourne, I feel homeless, stateless, and citizen of the world at times…so, where to go? Maybe the answer is right the riverbank, symbol of a refuge, a quiet and isolated spot where to stop, take a breath, perhaps wait until the night comes and talk to the full moon, low on the horizon, reddish and round.

So, well, yes, I feel the pressure of important choices, directions to follow and roads walked: a doctorate, a stay in Japan (have I ever thought about permanent residency?), emphasize the work aspects against the rest, consider the factor age, which only increases….alright, perhaps all this brain squeeze is just a natural process with the coming of the thirties. Or, ah, maybe, is my wisdom teeth pushing and torturing my gums, giving me stellar headaches so that I am not capable of thinking anymore…

The next months will be intense, a lot of work, the Chinese new year to come, a doctoral course, friends visiting from Europe, a contract to sign, a new era to begin and -strong hope- a couple of weekends up in the mountains with the company of my loved snowboard. Bella luna, convey positive vibes to me, pelase!



2 comments:

  1. here's hoping you come to decisions about your future easy and those decisions bring you joy.

    thinking of you

    hugs

    ml

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    1. Thank you ml, I do need such hope, and some quiet, actually. Things will be OK, I guess.

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