Thursday, January 31, 2013

Ode to relocation - Ode al trasloco


O anche: Elogio dello spreco di risorse.

Questo fine settimana ci aspetta un trasloco di ufficio. Si, un altro. Solitamente, a ridosso della fine del mandato quinquennale del' istituto di ricerca dove lavoro si ridispone l'organico, che consiste nel trasferirsi da un ufficio a un altro. Ovvero, fisicamente, spostarsi da una stanza a quella di fronte, o accanto, o al piano superiore. A volte la manovra interessa l'intero dipartimento, altre volte solo alcuni gruppi all'interno dello stesso. Visto che ci piace così tanto impacchettare e spacchettare, stavolta di traslochi ne stiamo facendo più di uno, a intervalli, così da causare quanto meno caos possibile….loro dicono.

Prima trasformano la server room in ufficio (chissà poi dove sono andati a finire i server che stavano li), e meta' del gruppo e' ricollocata qui. Poi la nostra stanza che ora e' mezza vuota viene occupata da tecnici di un altra sezione, e nel frattempo una parete divisoria tra il nostro ufficio e quello accanto viene smantellata. Risultato, un lungo, lunghissimo ufficio in cui team leader, tecnici, ricercatori e personale di segreteria convivono felicemente e rumorosamente.

Poi, un altro laboratorio viene trasformato a ufficio, così che quelli che sono stati traslocati per primi nella sala server, poveretti, vengono ri-traslocati qui. I team leader che occupavano la stanza attigua e decisamente troppo grande per loro vengono trasferiti in quella più piccola appena liberata, e infine dopo opportuno remake il resto del gruppo si trasferisce in quest'ultima. 

L'ultima manovra e' quella che interessa anche me, e accade questo fine settimana. Il che, tradotto, significa che la compagnia di traslochi (si, si, chiamiamo sempre una compagnia esterna per fare tutto ciò, visto che si occupano persino di organizzare le scrivanie in base al piano prestabilito) lavorerà' il sabato, mentre noi dobbiamo impacchettare tutto, etichettare tutto, compresa sedia e scrivania, il venerdì. Ora, proprio questo venerdì abbiamo un meeting di un giorno intero, per il quale tutti ci dobbiamo preparare…..dico solo che il poster che dovrò presentare domani non e' ancora finito, ne' tantomeno stampato….
La tempistica e' a dir poco disastrosa, ma del resto, altri periodi non va molto meglio comunque. 

La soluzione al problema trasloco la risolvo con il mandare tutti gli articoli e i vecchi appunti al macero, e accatastare il resto dei miei possedimenti da ufficio in uno scatolone. Il portatile me lo porto a casa stavolta, e il pc sulla scrivania rimane li in attesa di essere trasferito. Fatto, domani prima di tornare a casa, sigillo lo scatolone, scrivo il mio nome su ogni cosa e mi rilasso.

Ah, e il giorno successivo mi arriva il divano letto che ho acquistato da poco e me lo dovrò montare…..proprio un periodo calmo.

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Also known as: Eulogy of resource waste.

This weekend we will have a office rearrangement. Yes, again. It usually happens that around the end of the five year term plan, all workers in the research institute where I work are reorganized, which means we move from one office to another. Which means, physically, move from a room to the opposite one, or to the next one, or to a higher floor. Sometimes this maneuver affects the entire department, sometimes just a few groups. So, since we love pack and unpack, this time we will move more than once, at intervals, so that we cause as little chaos as possible….they say.

First, a server room is transformed into a office room (no news about the fate of the servers sitting in there), and half of our group is relocated here. Then, our current room, is refilled with technicians form other sections, and at the same time a wall separating out office and the one after is dismantled. Result: a long, very long office space where leaders, technicians, researchers and coordination people are happily and noisily joined together.

After this, another lab room is transformed into office space, so that those poor ones who were relocated to the former server room are now moved here. Leaders occupying a room in between, and definitely too big for them, are moved to the smaller one just vacated, and finally after proper remake, the rest of my group will park in this latter room.

This whole shuffling affects me this weekend. It means that the moving company (yes, in Japan you always call a moving company so that they take care of also setting up the rooms following a predefined design) will take over on Saturday what we are supposed to leave, pack and label, including desk and chair, on Friday. Now, it just happens that this Friday we have a one day meeting we all have to prepare for..I just say that the poster I am presenting tomorrow is far away from completion, and even farer from printing…..
Timing is simply a disaster, but also, other times won't be better anyway.

The solution for my moving problem then is: shred all old papers and notes, and dump the rest of my belongings in a box. This time the laptop goes home with me and the desktop PC says on my desk waiting to be moved. That's done. Tomorrow before leaving I seal the box, label everything and enjoy the weekend.

Oh, and the day after I get that sofa delivered home and I will have to assemble it…..relaxing time it is.

Tuesday, January 29, 2013

Serpents...


Tra due settimane arriva l'anno del serpente. In base all'astrologia cinese, anche il serpente e' un animale che porta bene, perché ha le sembianze del drago, il segno zodiacale più importante e positivo di tutto lo zodiaco, e perché viene subito dopo di esso. Quindi la fortuna che contraddistingue ogni anno del drago accompagna anche l'anno del serpente. Accanto all'aura di riverenza che circonda il serpente, c'e' pero' anche un velo di riserbo nei confronti dei nati sotto questo segno, visto che il serpente e' associato anche al male, può strisciare silenziosamente vicino la preda e ucciderla. 

Ora, il serpente e' uno dei pochi animali che vanta una presenza massiccia nella simbologia e nella mitologia di molte culture e religioni, se non tutte, il che da' un'idea di quanto potente sia l'immagine che trasmette. Nella cristianità e' simbolo del male, il diavolo tentatore al peccato, mentre in altre religioni e' un simbolo di fertilità. Il serpente simboleggiava eternità, cosa associata alla credenza che quando un rettile cambiava pelle, era in realtà sopravvissuto alla morte. Gli antichi egizi credevano che i serpenti fossero l'origine del dio Ra, e nella cultura sumerica si pensava addirittura che i serpenti avessero proprietà di guarigione.

Ma anche la mitologia ha la sua da dire, riguardo alla figura del serpente, soprattutto legata alla nascita della vita e di ogni cosa come nella mitologia indiana, greca o cinese. Un'altra credenza diffusa era quella di considerare i serpenti come il legame tra il mondo sotterraneo e quello aereo, essendo creature che tendono a nascondersi in fenditure e buchi sotto terra. Spesso, poi, si riscontra l'associazione tra divinità e sembianze da rettile, che enfatizza ancora di più l'importanza e la grande influenza che questo animale ha esercitato sulle civiltà. 

In ogni caso, l'idea principale che rimane e' quella di un essere intrigante, intelligente, e allo stesso tempo temuto, cattivo. La natura calcolatrice e opportunista del serpente si estrapola dalla storia che racconta come sia nato l'ordine dei segni nell'oroscopo cinese. Infatti, i 12 segni furono ordinati in base alla velocità con cui ogni animale fosse riuscito ad attraversare un fiume; l'ordine d'arrivo e' l'ordine di apparizione nello zodiaco. Si racconta che il serpente, compensando per le sue difficoltà motorie, si sia prima accompagnato al cavallo per la traversata per poi saltare giù poco prima dell'arrivo, spaventandolo e guadagnandosi così il sesto posto proprio di fronte al cavallo. Quando si dice la furbizia…

A quanto pare, proprio in virtù degli influssi dell'anno del drago, il 2013 e' considerato un anno positivo da tutti i punti di vista e per tutti i segni dello zodiaco, chi più chi meno, quindi animo (e, personalmente, meglio che lo sia positivo, visto che qualcosa da ridire sull'anno appena trascorso ce l'avrei…) e mettetevi a lavorare sulla lista dei buoni propositi, l'anno nuovo sta per arrivare!

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In two weeks comes the Year of the Snake. According to the Chinese astrology, the snake is also a positive animal sign, since it resembles a dragon, the most important and most positive sign of the whole zodiac, and since it comes right after that. So, as the year of the dragon is a good one, a sprinkle of that luck falls into the year of the snake, too. There is an aura of reverence around the snake, as well as a pinch of cautiousness towards the ones born in this year, because a snake is also paired with evil, it can silently approach a prey and kill it.

Now, snakes are those of very few animals that are massively present in symbolism and mythology of many cultures and in many religions, if not all, and this alone can already give an idea of how powerful the image it conveys is. In christianity, it is evil, the devil instigating to sin, whereas in other religions is a symbol of fertility. A snake meant also eternity, and that is due to the fact that a snake was believed to survive death when its intact curled skin was found on the ground with no traces of a body around. The Egyptians believed snakes were the origin where the sun Ra came from, and in Sumeric culture it was believed snakes had healing powers.

Mythology has got another deal of serpentine load, mainly connected to the origin of life and every thing, like Indian, Greek or Chinese mythology. Another common belief was that reptiles could be the connection with the underworld, because they tend to hide in cracks and holes in the ground. Often, too, reptilian figure and divinity coexist, where gods and goddesses have snake heads or bodies, all to emphasize the importance and the great influence this animal had in all civilizations.

Anyway, the main picture here is that snakes are intriguing, intelligent and  at the same time evil, fearful. The opportunistic and calculating nature of the snake can be extrapolated from the tale about the order of the zodiac animal signs in Chinese horoscope. It is said, the 12 signs were ordered based on the quickest animal to cross a river; the faster, the higher in the zodiac position. So, the snake, to compensate for its difficulties in motility, paired with the horse during the race to, then, jump right before the arrival in front of the horse and scare it away so to be able to make it as sixth. Tell me about circumvention…

So, now it seems that thanks to the influence from the year of the dragon, year 2013 is considered a good year in all aspects and for all signs, more or less, so get ready (and, personally, I really want this year to be positive for real, as I would have one thing or two to say about the previous one…) and start working on that list of resolutions, the new year is coming!


Sunday, January 27, 2013

Bella luna e responsabilita' -- Beautiful moon and responsibility


Sulle rive del fiume Tsurumi mi sono seduta e ho pianto….

Potrebbe cominciare così, parafrasando Paulo Coelho, un ipotetico romanzo che mi abbia come protagonista. Oggi ho sfruttato le calde ore centrali per fare una passeggiata e prendere una boccata d'aria visto che ho passato tutto il fine settimana a casa, e sono andata fino al fiume, mi sono seduta e ho pianto. Non so bene per che cosa, non sono particolarmente triste, non sono particolarmente estatica non sono particolarmente nostalgica, non sono particolarmente preoccupata, sono un insieme di tutte le cose.

Forse e' dovuto al fatto che sento varie pressioni su di me, varie responsabilità….Responsabilita. Una parola che pesa, che fa grandi, che fa paura.
Nell'ultimo anno questa parola e' spesso risuonata nella mia testa, come a volersi far sentire, essere presa davvero sul serio. Fino ad ora avevo scacciato la sua insistenza, avevo fatto finta di non sentire, di non vedere…fino ad ora. Ma non si può ignorare le proprie responsabilità per sempre. Non solo perché il rumore che fanno diventa insopportabile, ma anche perché giunge sempre il giorno in cui non se ne può fare a meno, non se ne deve fare a meno.

Pensavo oggi al passato, come sempre accade in circostanze del genere, e pensavo che fino a poco tempo fa avevo tutto chiaro in testa, avevo deciso un paio di cose, tutto seguiva il suo corso e io sapevo dove stavo andando. Ora non sono più tanto sicura della strada da seguire, o se la strada che sto seguendo e' proprio quella giusta. Non so neanche dove voglio andare. Voglio andare a casa, staccare la spina, ma poi mi chiedo dove sia questa casa…un po' sono già a casa qui, un po' sento che casa e' lontano in Sicilia, un po' casa mia e' Melbourne, un po' sento di essere apolide, una senza-casa, altre volte e' come essere cittadina del mondo…Allora, dove andare? Forse proprio la riva del fiume e' la risposta, il simbolo di un rifugio, un luogo isolato e tranquillo dove fermarsi, riprendere fiato, magari aspettare fino a sera e parlare alla luna piena bassa sull'orizzonte, rosseggiante e rotonda.

Dunque si, sento le pressioni di scelte importanti, direzioni da seguire e percorsi intrapresi: un dottorato, restare ancora in Giappone (ho mai pensato alla residenza giapponese?), dare importanza all'aspetto lavorativo su tutto il resto, considerare il fattore eta', che aumenta soltanto, ecco….forse con l'arrivo dei trent'anni tutto questo rimuginare e' semplicemente un fatto naturale. O forse saranno i denti del giudizio che stanno lentamente spingendo e torturano le mie gengive regalandomi mal di testa stellari, così che non ho più capacita' di pensiero… 

I mesi successivi saranno intensi, un sacco di impegni, il capodanno cinese da accogliere, un corso di dottorato, amici in visita dall'Europa, un contratto da firmare, una nuova fase da incominciare, e -si spera vivamente- un paio di fine settimana sulle montagne col mio snowboard. Bella luna, mandami influssi positivi, per favore!

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By the river Tsurumi I sat and wept….

A hypothetical novel with me as a protagonist can start this way, recalling Paulo Coelho. Today I was taking advantage of the warm hours of the day to take a walk and breath some fresh air in, as I spent the whole weekend at home, so I went by the river, I sat and wept. I don't exactly know the reason why I did so, I am not particularly sad, not particularly ecstatic, not particularly nostalgic, not particularly worried, I am a bit of all of the above together.
Perhaps this is because I feel big pressure on me, a mix of responsibilities….Responsibility. A heavy word, a word that makes grown-up, that frightens.

In the past year this word has often resonated loudly in my head to be heard, to be taken seriously. Until now I had fought its insistence, I pretended not to hear, not to see…until now. But one can't ignore responsibilities forever. Not only because at some stage the noise they make is unbearable, but also because eventually the day one can't but get along with them comes.

Today I was reliving the past, like it happens in similar circumstances, and I was thinking that, until not so long ago everything was clear to me, I had decided upon a few things, every thing was following its course and I knew where I was going. Now I am not that sure about the route to follow, or if the route I am following is the right one. I don't even know where I want to go. I want to go home, pull the plug, but, then, I ask myself where home is….I feel home here, at the same time I feel that home is in Sicily, and I feel home in Melbourne, I feel homeless, stateless, and citizen of the world at times…so, where to go? Maybe the answer is right the riverbank, symbol of a refuge, a quiet and isolated spot where to stop, take a breath, perhaps wait until the night comes and talk to the full moon, low on the horizon, reddish and round.

So, well, yes, I feel the pressure of important choices, directions to follow and roads walked: a doctorate, a stay in Japan (have I ever thought about permanent residency?), emphasize the work aspects against the rest, consider the factor age, which only increases….alright, perhaps all this brain squeeze is just a natural process with the coming of the thirties. Or, ah, maybe, is my wisdom teeth pushing and torturing my gums, giving me stellar headaches so that I am not capable of thinking anymore…

The next months will be intense, a lot of work, the Chinese new year to come, a doctoral course, friends visiting from Europe, a contract to sign, a new era to begin and -strong hope- a couple of weekends up in the mountains with the company of my loved snowboard. Bella luna, convey positive vibes to me, pelase!



Monday, January 21, 2013

La prima nevicata - First snowing 2013

La settimana scorsa ha nevicato. La prima nevicata del 2013, abbondante, tanto che ancora ci sono ammassi di neve ghiacciata lungo le strade e ovunque non sia stato calpestato. E' stata una botta dietro al collo, passare dal costume alla giacca da neve…..

Per fortuna era un giorno di festa nazionale quando si e' messo a nevicare, così che almeno non siamo dovuti uscire da casa e farci prendere a schiaffi dal vento forte. Non avevo visto così tanta neve, nei miei sei anni in Giappone, dico, non ne era mai caduta così tanta e non era mai durata più di una nottata. invece questa volta il vento ha sbattuto i fiocchi in tutte le direzioni, le strade, le case, gli alberi, tutto si e' coperto rapidamente da un manto bianco. Dalla mia finestra osservavo la neve consolidarsi, guardavo le impronte che via via venivano lasciate dai passanti e le strisce delle ruote di macchine e biciclette seguire percorsi paralleli, e guardavo pensosa le mie piantine in balcone convinta che non avrebbero resistito al gelo. Per fortuna sono sopravvissute.

Quasi quasi che volevo uscire, affondare nella neve fino alle caviglie, lasciare le mie impronte, immortalare la realtà che era diventata improvvisamente in bianco e nero, catturare l'immobilità del tutto, ascoltare il silenzio. Ma osservare i fiocchi di neve sbattuti in tutte le direzioni, una testimonianza del vento forte, mi ha fatto desistere.

L'indomani della nevicata era tutto un cauto camminare, come in equilibrio sul filo, per evitare uno scivolone sullo strato spesso di ghiaccio che era diventata la neve, visto che nessuno si era preso la briga di spalare la neve quando era ancora soffice…come avranno fatto alcune donne giapponesi a portare i tacchi anche quel giorno e' un mistero tutt'ora irrisolto. 

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Last week it snowed. It was the first time in 2013, it was abundant, so much that even now piles of frozen snow sit by the roads and everywhere else it was not walked over. It was like being hit on the neck, to go from the bikini to the snow jacket…..

Fortunately when it snowed it was a national holiday, at least we didn't have to go out and being slapped by the strong winds. I haven't seen so much snow, in all my six years in Japan, I mean, never so much snow had fallen, and never lasted more than overnight. This time, instead, winds were blowing flakes in all directions, and houses, streets, trees, everything were quickly covered by a white coat. I was watching the snow growing on the ground from my window, I was watching the prints left by passers by and cars and bicycles tracing parallel lines, and I was concerned about my plants on the balcony, sure that they won't have survived the frost. Surprisingly, they made it.

I was about to go out, sink in the snow up to my ankles, leave my footprints, capture the reality suddenly turned black and white, catch the stillness of the whole, listen to the silence. But I saw the snow flakes being blown everywhere, as a proof of how strong the wind was, so I had to give up and watch the show from home.

The day after it was a careful walk, like tightrope walkers, to avoid falling on the slippery layer of ice, as no one had taken care of shoveling the snow when it was still soft….how did some Japanese women do to wear high heels on that day, it is still an unresolved mystery.





Sunday, January 13, 2013

One last day in KL

Al mio ritorno da Melbourne mi sono fermata per l'ultima volta,  un giorno e mezzo, a KL, destinazione più che battuta ma che archivierò d'ora in poi, con una differenza: per la prima volta ero da sola, senza compagni di viaggio, senza accoglienza. E' stata una sosta anche lievemente sofferta, la mente mi ha portato li' dove il corpo non voleva essere e i benefici trattamenti rilassanti ricevuti in hotel non sono valsi a nulla contro i pensieri.

Ho avuto la bellissima idea di trovarmi un hotel 5 stelle con quante più amenità possibili e in centro, così da poter avere tutte le distrazioni a portata di mano. Stanza spaziosissima, confortevole, ben organizzata, abbastanza in alto da poter avere una vista decente sulla città, dove ho praticamente trascorso più della meta' del tempo, riposandomi e guardando la TV. La piscina stava sul tetto, semi-coperta, con la vista sulle Petronas Towers, e dato il tempo instabile in questo periodo dell'anno, ho fatto le mie vasche un po' col sole e un po' con la pioggia scrosciante...sembrava di stare fuori nella giungla sotto una cascata. Bello. La sera il bar attorno alla piscina si illumina di luci soffuse, si anima di ospiti gioviali e chiacchieroni, la musica e' selezionata dal DJ del giorno e l'atmosfera si fa accattivante. Skybar, così si chiama, e' un valido punto di partenza di ogni uscita in centro, semmai vi dovesse capitare di passare per KL fateci un pensierino.

C'e' stato anche l'immancabile appuntamento con la spa dell'albergo per il solito massaggio rilassante, che pero' non e' stato efficace al cento per cento perché la massaggiatrice aveva le mani fredde...un dettaglio che pregiudica di molto l'esito finale in materia di massaggi. Allo Shangri-La dovrebbero saperlo, questo…Ma poco importa, tanto le tensioni che ho accumulate su collo e spalle possono essere dissolte solo con un trattamento mirato, ripetitivo, profondo e di lunga durata…roba da martello pneumatico, insomma.

Fortuna ha voluto che io incontrassi un conoscente di lavoro che capitava proprio a KL per combinazione, così che almeno per un paio d'ore non ho pensato a niente...mille grazie!!!

Ho pero' potuto avere un'esperienza più diretta -seppur breve- con la città, le sue strade, i punti di interesse..e anche con i suoi trasporti: il tassista cinese che pensa di essere più furbo di me e per portarmi a destinazione mi inventa la vecchia storia del tassametro che non funziona e mi vuole appioppare un prezzo fisso (esorbitante)..povero illuso, non sa che io so. Stessa cosa col tassista malese che mi vuole accompagnare direttamente in aeroporto per il doppio della tariffa standard solo perché e' domenica....alla fine ho giocato la carta della simpatia e sono riuscita a farmi accordare una tariffa regalo. E visto che sono in vacanza, mi concedo ogni lusso fino alla fine, quindi un facile tragitto hotel-aeroporto e' più che benvenuto anche al costo di qualche ringgit extra, che non era poi tanto in ogni caso.

Anche KL come le altre capitali del sud est asiatico sta crescendo in fretta e in alto, il tessuto urbano si sta allargando a macchia d'olio e dimore residenziali spuntano laddove c'era giungla o palude. Osservavo come si presenti diversa ogni volta che mi ci trovo, cambia profilo e carattere….se solo la gente imparasse a essere meno pressante! Mentre in Giappone si inchinano, srotolano il sacro mantra del benvenuto al cliente, usano un tono ossequioso e di rispetto e ti ascoltano con attenzione per essere sicuri di capire bene la richiesta (pena il sacro mantra apologetico), in Malesia quasi non ti considerano oppure ti ubriacano di informazioni e non ti lasciano altra scelta che seguirli e far fare tutto a loro, parlano in fretta e a voce alta, spessissimo non ti danno quello che hai chiesto, ripetutamente chiesto…

Il vecchio e il nuovo, il povero e il ricco si mescolano e si intrecciano ben bene a KL, difficile stabilire dove inizia l'uno e finisce l'altro. Chissa' che effetto fa viverci. Chissa'….

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On my way back from Melbourne I stopped for one last time, for a day and a half, in KL, one of the most beaten destinations but one that will be archived from now on, with a big difference: for the first time there, I was alone, without travel mates, without company. It was somehow a suffered stop, my mind took me right there where my body didn't want to go, and even the hotel spa treatments were useless to keep my thoughts from running around.

I had the great idea to get a 5-star stay, a place with as many amenities as possible, and centrally located in order to be close to everything. My room was spacious, comfortable, well designed and high enough to be able to have a glimpse of a city view, and there I spent most of my time, resting and watching TV. The rooftop pool was semi-open, with a stunning view of the Petronas Towers, and because of the unstable weather this time of the year I could swim my laps with a bit of sun and a bit of rain…when it rained it looked like you could be out in the jungle under a waterfall. Nice. At night, the bar all around the pool gets lit up with dim lights, chatty and happy guests animate its tables, the DJ of the day plays the sounds and the atmosphere gets warmed up. Skybar, this is its name, is a valid starting point for any night out in town, have a look there in case you happen to be in KL.

I couldn't miss the usual spa appointment for the classic oil massage, which unfortunately wasn't effective entirely: the masseuse had cold hands!!!!This is a detail that compromises the whole massage things, they should know this at Shangri-La…but anyway, I have so much tension on my shoulders and neck that I would need a long, aiming, repeated and deep massage…machine gun style, so to speak.

Luck was with me, though, for a little, and I happened to meet a work connection who happened to be in town just by chance, so that at least I had company for a few hours and I could stop thinking…many thanks!
On the other hand, I could have a more direct experience -although short- with the city and its streets, points of interest…and transport: the Chinese taxi driver thinks he's smart and to take me to my destination invents the old story of the broken meter so that he can slap me with a silly fare….poor old thing, he doesn't know I know all of those scams! Same thing with the Malay driver who wants to drive me all the way to the airport for a fantastic double fare just because it is a Sunday….nope, thanks. I played the card of sympathy and in the end he agreed on a gift fare. And, because I am on vacation and I happen to treat myself only once a year, I want to take the luxury of an easy ride to the terminal, even at the cost of some extra ringgit…which was nothing anyway.

KL like other South East capitals is growing fast and growing high, the urban landscape is bigger and bigger and residence buildings pop up there where it once was forest. I was paying attention to the fact that it looks different every time I go, it changes character and profile…if only people could learn to be less oppressive! While in Japan they bow, unroll the sacred mantra of welcoming salutation to the customer, use a respectful tone all the time, listen carefully to every word to make sure to understand the request and satisfy it fully (or otherwise they've got the sacred mantra of apology ready), in Malaysia they nearly pay attention to the person, or else they leave customers in drunkenness of words giving them no choice but follow, they are loud and speak fast, very often they don't give the client what they've asked for, repeatedly asked for…

Old and new, poor and rich mix well in KL, it is hard to state when one begins and the other ends. Who know's how living there is. Who knows…





Thursday, January 10, 2013

Affetto a piccole dosi - Love in small doses

Molti tra noi viaggiatori, indipendenti, anime ribelli non rientriamo negli stereotipi. Quando torniamo a casa per salutare i nostri genitori ci viene il prurito appena tre o quattro giorni dopo il nostro arrivo. Il primo giorno e' una festa grande, salutiamo tutti, ci abbuffiamo con cose che ci sono mancate, dormiamo ore e ore per riprenderci. Il secondo giorno si visitano i parenti. Il terzo giorno e' per gli amici. Il quarto giorno e' quando i nostri genitori incominciano con la loro tiritera del so-cosa-vogliono-i-miei-figli e li' le cose precipitano: genitori! Non siamo più le stesse persone di 10/15 anni fa, e no, non ci e' mai piaciuto dormire in una stanza serrata buio pesto....lasciamo stare, hanno le loro convinzioni e quelle non cambieranno mai.

La relazione perfetta genitore-figlio e' quella che vede le due generazioni incontrarsi per qualche giorno soltanto, ma a intervalli regolari di tipo 3 o 4 mesi. Questo sarebbe perfetto, vero, ma non sempre praticamente possibile.

Per fare un paragone abbastanza controverso, si dice che una grande quantità di veleno può uccidere in un colpo solo, mentre assunzione regolare di piccole dosi di quello stesso veleno fortifica e rende immuni...

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Many of us travelers, independent, rebel souls  don't fit the stereotypes. When we go back home to visit our parents we get all itchy and scratchy just three or four days after our arrival. First day is a great celebration, say hello to every one, stuff our faces with food we've been missing lots, endless hours of rejuvenating sleep. Second day is going out to see relatives. Third day is friends day. Fourth day is when parents start with their I-know-what-my-child-wants routine and that's when things precipitate: parents! We are not the same person who left 10/15 years ago,  and no, we have never liked sleeping in a pitch dark room.....never mind, they have their own ideas about us, and won't change.

The perfect parent-child relationship for us is the one that allows the two generations to see each other for just a few days, at regular intervals of, say, 3 to 4 months.
That would be ideal, of course, but not all the times practically possible. 

To make a quite controversial comparison, it is said that a big quantity of venom will certainly kill you in one go, while regular intake of small doses of the same poison makes you stronger and immune...


Wednesday, January 9, 2013

Year-end Melbourne getaway


E ancora una volta, Australia!

Lasciati alle spalle ufficio e computer, finito con l'invio dei documenti per l'assunzione del prossimo anno, chiusa la valigia e con il passaporto in tasca, ho finalmente raggiunto la mia famiglia che già da settimane era in clima festivo...

Mamma e papa'  più di tutti gli altri non stavano più nella pelle, seppure suppongo che siano stati occupati con i racconti del loro viaggio a Sydney per starsene con le mani in mano ad aspettare il mio arrivo.
Mi faccio attendere fino alla fine, e non per capriccio o per cattiveria, bensì per prepararmi al meglio alle due settimane che mi aspettano. Al mio arrivo in aeroporto vengo infatti raccattata da amici con cui passo ore a ricapitolare i fatti degli ultimi anni, e tra un bicchiere e l'altro di shiraz rosso frizzante i giorni grigi e freddi di Tokyo sbiadiscono mentre quelli caldi e luminosi di Melbourne si fanno sempre più vividi.

Com'e' andata? Direi bene, anche considerata l'overdose di affetti familiari, sono andata incontro all'estate e all'abbronzatura (con tanto di altissimo fattore di protezione solare). Anzi, a questo proposito mi duole invece dover leggere, proprio nei giorni prossimi al mio rientro e fino ad oggi, dell'elevato allarme per gli incendi in tutto il continente per via di temperature eccezionalmente alte...gente, state al sicuro, tagliate le erbacce nei vostri giardini e tenete pronta una tanica di acqua per le emergenze!

Dunque, tornando a noi, le due settimane australi sono state contrassegnate da cibo, cibo, cibo e ancora cibo. Non ho altre definizioni. Si sa che con le famiglie siciliane, soprattutto in periodi di festività e con ospiti a carico, tutti gli eventi più importanti ruotano attorno alla tavola. E poi, non si può rinunciare per nulla al mondo ai barbecue australiani. No, no. Anche quando capitano un giorno si e uno no. No, no.

Il ritmo lento delle giornate era scandito da colazione, corsa al parco, piscina e abbronzatura, pranzo, piscina e abbronzatura, passeggiata, cena, drink e letto. Ogni tanto frenetiche variazioni al tema principale, vedi il Natale e il Capodanno…..tre giorni mortali di abbuffate con la scusa delle riunioni familiari, apparizioni di Babbo Natale, regali a pioggia per la natività, e altri due giorni di maratona infernale a ridosso della fine dell'anno, e in ogni circostanza una mobilitazione di mezzi e risorse senza eguali per poter scarrozzare tutti gli ospiti da un punto all'altro della città, o addirittura fuori. Ma almeno ci siamo visti tutti, e spesso. Eccheccavolo!

Per il conto alla rovescia, noi, ragazze giovani e belle, siamo andate al centro, dove abbiamo aspettato pazientemente assieme a migliaia di altre persone che arrivasse la mezzanotte per poi guardarci lo spettacolo dei fuochi d'artificio dalla baia, così…una cosa semplice e emozionante allo stesso tempo.

Chiudo la vacanza con un altro pomeriggio in compagnia di un  ex-collega e il gatto Charlie, un piccolo riassetto mentale e fisico necessario dopo la lunga parentesi con la famiglia. Seppure non e' proprio ancora tempo di ritornare al freddo emisfero….ancora qualcosa mi attende. Cosa, lo vedremo presto.

Ora, a questo punto vado a sottolineare tre cose:
1- I cieli a Melbourne erano di un bello, ma di un bello che non si può descrivere. Blu uniforme con spennellate di bianco ad arte, ora striature, ora fiocchi, ora appena un velo steso di cui si scorgono solo le pieghe….
2- Ma quanti regali che ho ricevuto questo Natale! Così tanti che non sono entrati nel mio bagaglio.
3- L'affetto ricevuto da questo pezzo di famiglia che ho riscoperto, i sorrisi, la disponibilità di tutti che supera il legame di sangue, gli abbracci….tutto ciò non ha prezzo, mi emoziona e mi rammenta che basta poco per essere felici in mezzo alle persone che si amano e che ci amano. 

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And one more time, Australia!

Computer and office left behind, sending of the documents for the next employment archived, baggage closed and with the passport in one pocket, eventually I made it to reach my family who was living a festive time since weeks…

Mum and dad, more than anyone else, couldn't wait, although I reckon they were also busy with their reports about their trip to Sydney to be really sitting there hand in hand and wait for my arrival.
I let them hanging out till the very end, but not because of a fancy or spite, but simply because I had to prepare well to the following two weeks with just relatives and parents. At my arrival I was collected by friends with whom I spent hours catching up on the latest happenings, and glass after glass, a sparkling red shiraz, Tokyo's grey and cold days faded away while Melbourne's warm and bright ones became more vivid.

So, how did it go? I guess well, even with such a family overdose, I went to embrace summer and a tan (and I applied generous amounts of high protection factor sunscreen). Actually, in these days I feel for the Aussies as they are facing extreme weather conditions with too high temperatures and fires..people, stay safe, cut the grass in your gardens and have a tank of water handy in case of emergencies!

Anyway, back to us, the two austral weeks were made of food, food, food and more food. I have no better definition. It is known that with Sicilian families, especially in holiday seasons and with guests, all most important events evolve around the dining table. And also, how to renounce to Australian barbecues! Nope. Even when they are every second day. No, no.

The slow days were beaten by breakfast, jog at a park nearby, pool and tan, lunch, again pool and tan, walk, dinner, drink, bed. Some days had variations to the main theme, like Christmas and New Years…three days around the Nativity of deadly gorging with the excuse of family reunions, Santa's turn ups, a rainfall of presents, and two other days at the end of the year of hellish food marathon. At any time, any circumstance the employment of means and resources to carry the guests around the city, out and about was massive. But, at least, we all saw each other often. Dammit!

The young and beautiful girls, we went to watch the countdown in the city, were we patiently waited for midnight to come together with thousands of other people and then we watched the fireworks at the bay…like this, a simple and emotional thing at the same time.

I close the vacation with giving myself another afternoon with an ex-colleague of mine and Charlie the cat, a small mental and body reset needed after the long, full-on family days. Still, it is not yet time to go back to the cold hemisphere, not just yet…something else is waiting for me. What, will be revealed later.

Now, I have to highlight three things:
1- Melbourne skies were beautiful, but so beautiful that's hard to describe. Uniform blue, with piece of art brush strokes of white, stripes, fluffs, a creased veil…
2- So many, but so many Christmas present I got! So many that didn't fit in my luggage.
3- The affection from this rediscovered chunk of family, their smiles, everyone's availability even from those who are not blood-related, their hugs….all of this is priceless, is emotions, and reminds me that little is needed to be happy with the people we love and who love us.