Tuesday, December 31, 2013

Year End Message - Messaggio di fine anno

I am sorry, but I have to do it. Time for the year end review, year end resolutions and year end procrastination. And a year end message. I know, I know, but you don't have to go through this if you don't really want to. So, many crucial events marked this year, since the very beginning. To cite all of them would take too long, so I will shorten up the list a lot, buy mentioning a few key ones. 

North Korea heats up the already unstable relationships with neighboring countries and U.S., ensuring the start of a nuclear program, threatening of bombing here and there. The N. Korean leader later in this year had his uncle executed. A spoiled kid with too much free time in his hands and not much brain is all that takes to sink a county on the verge of bankruptcy even deeper.  
2013 was the year of rebellions for many middle eastern and north African countries, the so called "Arab Spring"; later, Egyptian president Morsi's regime is overthrown after he was accused of genocide. Situation in Egypt is still unstable, so is in Syria where a civil war broke earlier this year and is ongoing. Now riots happen in Thailand and South Sudan, Congo. Nowhere is safe nor peaceful, it seems.
There was a terroristic attacks in Boston, during the city's marathon. Not even sports event are left alone…toady's news about attacks in Russia seem to have something to do with the winter games in Sochi… ohdear.
Oh, and in Sicily, the Etna volcano erupted 15 times this year!! WOW. I wish I was there. I mean, you should once in your life watch how spectacular lava explosions are!  Who needs fireworks! 

Anywho.
I found a note from April, with what seems to be a resolution plan. Looking at it now, of all things I haven't accomplished a single one. What comes out of it is that I have been a great procrastinator. So. No more lists, no more I-promise-myself-I-will-try-this-time attempts, no more fails (for not accomplishing nada). 
Instead, now that I finally have a few days for myself, I can review my own year. These last few days of 2013, as DdR says, have to be used to build the start of the upcoming new year. These days I can think of how to put an end to the last 12 months, how to come clean and ready to start off anew.

The whole last year I have lived in constant energy low, I carried on using the extra power batteries for the emergencies but without recharging them after use. Yet another meeting with someone I care(d) a lot about was delusional, it left me confused and disoriented. Not enough time to recover from it that I jump head first into another situation that screamed trouble since the very first moment, but I played deaf. Now I feel there are unspoken words, unresolved issues I would love to take care of, somehow. Not to say that it is bringing me down…

Some friendships became a heavy weight, hanging off me and slowing down my ride. Clear cut is the solution, and this time of the year seems to be perfect for that deep cleaning I always postpone. 

To put trust in people becomes harder with time and experience. Having mainly bad experiences doesn't help to have a fair evaluation. And, yes, I have a tendency not to learn from past experiences and to make the same mistake again. Am too naive, I always believe there is a tiny bit of humanity and good will in everyone. In general, it is said that you give what you get and you get what you give. I feel I have given way too much, but I haven't gotten much. It is as well true, though, that some people deserve to get even more than I have so far given. There are always exceptions. There are always people worth my efforts and attentions, no matter what comes in return.

Defining my professional identity would be another great milestone in the achievements plan, I have over estimated myself when I started the PhD path, I have gone back to that decision a few times. Not because it is bad per se, quite the opposite, actually. But, is pursuing a career in science what I should do? What if I suddenly made a choice and change radically? This time seems to be quite good to give a thought or two to that, too…

Health-wise, I can't complain. I run once a week or so, I workout occasionally, I practice yoga. Body is fit, then, although I caught too many colds. Perhaps weak immune system due to overall stress. I was a stressful year this one, on many aspects. It also matters the fact that I don't dance salsa (THE anti-stress) as much and as often as I used to, and this had a huge impact on my stress release activities. 

Now, the take home message:

Whether snowboarding or running, whether sitting at home doing nothing or read in bed, whether traveling or finishing up work, whatever your ways to spend year-end vacation are, take some time and pause, breathe slowly, let your surroundings fade, enjoy the silence, set your mind free and start again from time zero. 

Happy New Year to all

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Lo mi dispiace, ma devo farlo. E' tempo per una revisione di fine anno, per i buoni propositi e per sconfiggere l'inerzia. E anche per un messaggio di fine anno. Lo so, lo so, se volete non e' necessario andare fino alla fine…Dunque, un bel po' di fatti sono stati cruciali quest'anno, ma accenno solo ad alcuni, visto che non mi basterebbe una pagina per menzionarli tutti.

La Corea del Nord mina le relazioni internazionali, già instabili, minacciando di iniziare un programma nucleare, di bombardare qui e li. Verso la fine dell'anno il leader nordcoreano condanna a morte lo zio. Un esempio di un ragazzo viziato con troppo tempo libero a disposizione e non molto cervello che porta ancora più in basso una nazione già al collasso.
Il 2013 e' stato l'anno delle ribellioni in molte nazioni del nord Africa e del medio oriente, quel vento di liberazione che e' stato chiamato "Primavera Araba", successivamente il presidente egiziano Morsi viene rimosso dal potere dopo che e' stato accusato di genocidio. La situazione in Egitto e' ancora instabile, e lo e' ancor meno in Siria dove all'inizio dell'anno e' scoppiata una guerra civile che continua ancora. Rivolte si sono verificate in Tailandia, nel Sud Sudan, in Congo. A quanto pare, nessun luogo e' al sicuro.
A Boston, durante la maratona, si verifica un attacco terroristico. A quanto pare, neanche gli eventi sportivi sono immuni…Notizie di questi giorni riguardano poi gli attacchi in Russia, che sembra possano avere connessioni con i giochi invernali a Sochi…
Ah, e poi, dico l'Etna e le sue 15 attività eruttive di quest'anno???Spettacolo. Avrei voluto essere li, e ognuno di noi nella vita dovrebbe assistere a qualcosa del genere. Chi ha bisogno dei fuochi d'artificio!

Comunque sia…..l'altro giorno ho trovato delle note riguardo a una lista di quelli che sembrano propositi, scritta ad Aprile. Di tutti i punti, non ne ho finalizzato nemmeno uno. Il risultato e' che sono stata una pigra di prima qualità. Di conseguenza, niente liste, niente sforzi, e niente fallimenti (per non aver concluso nada).
Invece, visto che ora ho qualche giorno per me, posso rivedere il mio anno. Gli ultimi giorni del 2013 devono essere dedicati a costruire l'inizio del nuovo anno. In questi giorni posso pensare come terminare questi 12 mesi e come uscirne pronta per ricominciare da capo.

Questo intero anno sono stata in costante calo energetico, sono andata avanti facendo uso delle batterie di scorta, ma senza poterle ricaricare.

alcune amicizie sono diventate una zavorra che mi rallenta. La soluzione e' un bel taglio e questi giorni potrebbero essere quelli giusti per fare quelle pulizie profonde che rimando sempre.

Avere fiducia in qualcuno diventa sempre più difficile con il tempo e l'esperienza. Il fatto che si abbiano molte esperienze negative ovviamente non aiuta verso una valutazione obiettiva. E vero, ho una certa tendenza a non imparare dal passato e a rifare lo stesso errore. Sono troppo sempliciona, credo sempre che ci sia un pizzico di umanità e buon cuore in tutti. Di solito, si dice che si ottiene ciò che si da. Sento che ho dato fin troppo r non ho ottenuto granché. E' anche vero che certe persone dovrebbero avere molto più di quello che ho dato. Ci sono sempre le eccezioni. E per queste persone, non importa cosa torna indietro, mi dedico a loro in tutto.

Definire la mia identità professionale sarebbe un'altra bella mossa nel mio piano. Ho un po sopravvalutato questa strada del dottorato, e sono tornata su quella decisione un paio di volte. Non che sia una decisione sbagliata, anzi. Ma con il voler perseguire una carriera nella ricerca scientifica, sto facendo la cosa giusta? E se facessi un cambio radicale? Questo periodo sembra adatto per farci un pensierino...

Per la salute in generale non mi lamento. Corro una volta a settimana, più o meno, occasionalmente faccio yoga e esercizi di potenziamento. Quindi il corpo sta bene, anche se ho preso troppi raffreddori. Forse il sistema immunitario e' debole, a causa dello stress. E' stato, questo, un anno pieno di stress devo dire. C'e' anche il fatto che non ballo più salsa (il mio vero anti stress) come prima, e ovviamente questo ha un grosso impatto sui livelli di tossine.

Ora, un messaggio da portare con voi:

Non importa dove siete, a sciare o a correre, a casa a non far nulla o a letto, a lavorare o viaggiare, non importa. Prendete una pausa, respirate, lasciate che tutto attorno a voi sparisca, godetevi il silenzio, liberate la mente e ricominciate da zero.


Buon anno a tutti.


Saturday, December 28, 2013

Christmas dinner at Marinas


Tempo della tradizionale cena di Natale a casa mia. Dodici gli invitati, che hanno riscaldato casa con le loro personalità e buon umore.

Quest'anno ho anche pensato ai regali, niente di speciale o pensato per ognuno, visto che non avrei saputo cosa fare, piuttosto ho pensato a un piccolo pensiero per ciascuno degli ospiti giusto per ringraziarli della loro partecipazione e per lasciargli un ricordo. E poi un albero di Natale circondato da tanti pacchi e' bello da vedere, no?

E' stato un po' faticoso stavolta, rispetto agli altri anni. Il fatto che Natale fosse di mercoledì, e che io non abbia preso neanche un giorno di ferie ha influito parecchio sulla organizzazione generale. Almeno il fine settimana precedente al Natale e' stato di tre giorni, così che ho potuto fare la spesa, sistemare casa e decorarla per bene, pensare a cosa cucinare e come gestire il tutto. Il giorno della cena, ho lasciato l'ufficio qualche ora prima del solito, ho indossato il vestito per la festa e ho aspettato che gli ospiti arrivassero dedicandomi agli aperitivi (prepararli, eh, non mangiarli!). 

E non era solo Natale. Abbiamo infatti anche festeggiato il compleanno di una collega che e' nata proprio il giorno di Natale, così che abbiamo avuto un motivo in più per brindare e essere allegri. 

Per quanto riguarda il menu, devo ringraziare molto i miei ospiti, che si sono davvero dati da fare per essere sicuri che la tavola non restasse vuota. Oltre a pietanze dal sapore italiano, abbiamo avuto preparazioni culinarie da Iran e Turchia, assieme a molto altro ancora. Io ho preparato una pasta ai funghi che non e' proprio venuta bene, ma quando non si ha a disposizione una cucina vera e propria, a dimensione naturale, e' un po' difficile gestire le quantità, gli attrezzi e gli spazi…

In ogni caso, avevamo abbastanza roba da poter organizzare un pranzo il giorno successivo (e anche quello dopo...), in ufficio. E' stato bello, devo dire. E ha fatto molto famiglia.

Penso che la serata sia andata bene, e spero che abbia lasciato un bel ricordo a tutti. 

Il 25 Dicembre e' stato il giorno più lungo dell'anno, ma ne e' valsa la pena.

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One dinner down, one more to go. Office Christmas party archived, it is time for this year's Christmas dinner at Marina's. Twelve guests were expected, guests who warmed my place with their good moods and personality.

I thought about presents this year, too. Nothing special nor personalized, since I didn't have any clues about what to buy each of them, I rather thought about a small token to thank my friends for attending and to leave them with a little memory of the evening. And also, a Christmas tree with presents looks much nicer than one without.

Preparing everything this time was a bit tougher, because Christmas fell on a Wednesday and I didn't take any holidays the whole week. The weekend before, at least, was three days long and I could do my shopping, organize and decorate the house and think of all details a bit in advance. On the day of the dinner, I simply left the office a few hours earlier, changed into party dress and I waited for my guests while taking care of some appetizers (prepare, not eat them!).

It wasn't only Christmas. It was also a colleague's birthday so that we had one more excuse to celebrate and be marry.

About the menu, I actually have to thank my guests who really brought a lot, ensuring that the table was never empty. In addition to Italian dishes, we had stuff from Iran and Turkey, and much more. I cooked pasta with mushroom that didn't turn out as good as it should have, but I blame the lack of a proper kitchen. When one has a miniature version of a kitchen, handling space, tools and food quantity is rather challenging….

Anyhow, we had food enough to be able to repeat the day after (and the day after that too…) at lunch, in the office. It was really nice. And felt a lot like family.

I think the Christmas evening went well, and I hope everyone is left with mice memories.

December 25th was the longest day of the year, but worth the efforts.













Wednesday, December 25, 2013

Broadcasting from work - Christmas with a grain of salt

Che sia vero o no, che sia sentito o no, quando arriva Natale tutti si trasformano in esseri che non fanno altro che condividere buoni sentimenti. Tutto ciò e' bellissimo, sul serio. Ne avremmo di bisogno più spesso, non solo quando arriva questo periodo. E' sempre il momento buono quando si tratta di dimostrare a amici e familiari quanto ci mancano e quanto soli saremmo senza di loro.

Oggi sono al lavoro, nel mio ufficio, ed e' Natale quindi seppure so che dovrei far altro, mi fermo un attimo perché ho qualcosa di importante da dire, il lavoro può aspettare per un'oretta. E' il primo Natale della mia vita che passo in ufficio e e' strano….

Dunque, quanto siamo sinceri? O facciamo solo la predica? Quanto ci sentiamo soddisfatti? 

Meta' del mondo e' ricco. Molti in questa parte di mondo guardano al Natale come il momento migliore per fare acquisti, o per fare maratone di pranzi e cene che finiscono sempre col gettare via tanto cibo e con lo sprecare risorse. Molti di noi esagerano, o sfruttano l'occasione per dimostrare qualcosa, per provocare. Tutti conosciamo qualcuno così. Grazie al cielo ci sono anche tanti tra noi che danno il giusto valore alle cose e pensano agli altri.

L'altra meta' del mondo fa fatica a sopravvivere. Per loro quello che più importa e' sapere che il giorno dopo si sveglieranno ancora in questo mondo. Essere vivi e' la loro maggiore preoccupazione.

Ora, non e' che voglio fare la parte del buon samaritano, infatti molto spesso mi metto in discussione, e non solo in questo periodo dell'anno. Sono una di quelli che pensano che non fanno mai abbastanza, che non dimostrano abbastanza quello che possono fare. Che ci crediate o no poco importa, non sta a me valutare o convincervi. 

Ora, parlando della parte del mondo consumistico, in generale si formano due fazioni quando si tratta di dare un valore alle nostre azioni: quelli che sono a favore dello strafare e quelli contro.

Conosco alcuni che proprio non stanno nella pelle e non vedono l'ora di tuffarsi nella mania di acquisti, così contagiosa, la voglia di augurare del bene a tutti e' irresistibile. Devono mettersi la maschera del perfetto altruista e recitare una parte per qualche settimana. Immaginate come e' qui in Giappone quando ci sono canzoni ovunque, persone che gridano auguri a ogni dove, dolci e torte di Natale a ogni angolo…capito, insomma? E alla fin fine perché no? Intendo, mandare questi auguri…ciò che si da si riceve, no? Eppure perché solo in questo periodo dell'anno? E se fosse tutto una finzione? Per fortuna tutti quelli che conosco non fanno finta e non ostentano.
Conosco anche gente che in questi giorni e' triste, criticano sistema, società e quant'altro. Non riescono a essere contenti, non possono perché sanno che molte persone (diciamo, eh, una meta' del mondo) soffrono. Tutto ciò e' nobile, sul serio. Eppure, essere acidi non rende la gente più consapevole ne' fa andare via i problemi. Lo scopo dei giorni festivi infatti e' quello di rallegrarsi per i legami, per l'essere in salute, per l'essere positivi. Abbiamo molto di più di altri, e' un fatto questo senza ombra di dubbio, e ci sono sempre persone che stanno peggio, e proprio per questo motivo dobbiamo essere grati per tutto quello che abbiamo ottenuto, soprattutto in fatto di contatti umani, il minimo che possiamo fare e' renderci conto di quanto siamo stati fortunati. I festeggiamenti dovrebbero sempre essere accompagnati da gratitudine per la condizione privilegiata che deteniamo. Il fatto che c'e' qualcuno con cui stare insieme da' speranza a tutti.

Quelli che fanno finta solamente di fare del bene non hanno capito la vita.

Quest'anno ancora sono fortunata e non saro' da sola seppure sono lontana da casa. Passo il Natale con persone magnifiche che non perdono occasione di apprezzarmi e oggi mi ripagheranno delle fatiche. Vero, faccio poco, lo so, ma sto lavorando su questo per migliorare.

Il mio augurio per tutti e' che si abbandonino gli eccessi, che si ami la vita e si faccia più caso alle persone intorno a noi. Non solo a Natale. Ognuno può fare un piccolo gesto ogni giorno, basta farlo con coscienza e sincerità. 
Felici feste a tutti.



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Cliche or not, real feeling or not, when Christmas comes everyone turns into well-wishing beings and sharing the love. All this is great, really great. We simply need it more often, not just when the timing is right. It is always a good time to show people, especially friends, family, how much we love them, miss them and how lonely we would be without them.


Today I am at work, sitting in the office, and I know I should do other stuff, but, it's Christmas day and it is the first time in my life and it is, well, weird. Work can wait for one hour or two today. What I need to share with you is more important.

So, how sincere are we? How prude? How preaching? How fulfilled? You will find all of those in the world and many more. 

Half of the world is wealthy. Many in this half see Christmas as the best time for shopping, or for food marathons that end up waste a huge amount of resources. Many of us overdo all the time. Or anyway use the chance to show off and provoke. We all know someone like that Thankfully, many of us value things the right way and use a correct measure and think about others too.

The other half of the world still struggles how to carry on their lives. What's important for them is figure out a way to go to sleep and wake up the day after. To be alive is their main concern.

Now, I am not trying to play the good Samaritan here or willing to give the good example. I question myself, too. And not only at Christmas time. I am one of those who think they never do enough, never prove enough of what they can do. Believe it or not. Anyhow, it is not up to me to evaluate it. So...

Now, speaking of the consumerist half of the world, there are in general two parties when it comes to attach a value to our actions: those who are in favor of overdoing with celebrations, wishes and the like, and those who are against.

I know some who just can't wait to be engulfed in this money spending spree, so contagious, so viral, the urge to wish well everyone is irresistible. They have to put on their masks and act super nice for a few weeks. Imagine how it must be here in Japan where you have songs everywhere, people shouting wishes everywhere, Christmasy cakes and sweets everywhere....you get the picture, I guess. Well, why not. I mean, I am in favor of all this goodwill...what goes around comes around. But, why only this time around? What if it is all faking, though? Pretending? Fortunately, all people I know don't pretend, nor show off, nor exaggerate. Blessed.

I also know people who are sad in these days, they criticize the system, society, the bad habits and anything else they can. They can't be happy, they can't enjoy knowing that many people (well, the other half of the world, roughly) are suffering. All this is noble, very. But being sour doesn't make people more aware of the problems, doesn't make problems disappear. The whole point of the festive days is to in facts rejoice in relationships, in well being, in good feelings, being positive. We do have more than others, it is a fact, as there always will be people who are doing worse, and being grateful for all the good things we have obtained in life, especially in terms of human connections, is the minimum we can do to realize how lucky and blessed we have been. Celebrations should always been carried with thankfulness for our privileged condition in mind. The fact alone we have someone to be with, means that there is hope for everyone.

Those who only pretend they are doing good don't understand living.

This year I am lucky again, so lucky, and although far away from home I won't be alone. I will spend Christmas with wonderful people who will make my day worth it. Yes, too little, I reckon, but I am working on improving.

My wish to all is to let the excesses go, be passionate about your life and care about people around you. Not only at Christmas. Each of us can do a bit more everyday, just do it with gratitude and sincerely.

Happy holidays everyone 

Computer and mouse aren't doing anything funny today (apart from some keyboard mess up not covered by the woodoo) and little helper Christmas bear is happily working today too...


Monday, December 23, 2013

Two days to Christmas


Mancano due giorni a Natale. Ed e' il compleanno dell'imperatore oggi, il che si traduce in un giorno di festa nazionale e una delle rare occasioni che si hanno per recarsi in gran numero a palazzo e salutare la famiglia imperiale che si mostra, dietro una spessa vetrata, al completo proprio per ricevere i calorosi auguri dalla popolazione.

Questo fine settimana e' stato dedicato ai preparativi per la cena natalizia che si terra' a casa mia e vedrà tra gli ospiti quei colleghi (e anche qualche cara amicizia) che, come me, hanno deciso di trascorrere le feste in città. Pensavo che sarei riuscita a fare di più, ma si sa che l'inerzia per via della malinconia tipica di questo periodo dell'anno frena un po' gli entusiasmi, quindi pazienza. Il sabato e' stata una splendida e tiepida giornata di sole, e la voglia di stare all'aperto mi ha spinto a fare la mia solita corsa rinfrancante lungo il fiume. La domenica ho addobbato casa con una pioggia di stelle dorate, ho pulito tutto e pensato al menu. Oggi ho finalizzato la lista della spesa, e non mi resta che riempire il frigo e prepararmi al ricevimento, fare le ultime modifiche al vestito che indosserò e via, tempo di festeggiare, di lasciare le preoccupazioni e la tristezza fuori casa. Il grosso e' fatto, e per il resto, si vedrà. 

Ora, non so voi (anzi, no so che voi avreste fatto meglio), ma ancora una volta sono colpevole di scarsa attenzione verso il prossimo: niente cartoline di auguri a amici e familiari, niente email, niente regali per i bambini -dico, almeno i miei nipoti e i piccoli a Melbourne, niente regali proprio…..non ce l'ho fatta sul serio. Ho, come al solito, calcolato male i tempi, ho rimandato, ho aspettato di avere l'idea giusta e ora e' troppo tardi per correre ai ripari. Risultato: la solita figlia impegnata, zia smemorata, sorella noncurante, insomma un disastro. A mia discolpa, se a qualcosa serve, non ho fatto acquisti neanche per me, quindi non pensate sia egoismo il mio. E' solo che non sono per niente brava con queste cose.

Provero' a rifarmi alla cena di Natale, sperando che i miei ospiti saranno soddisfatti. Saremo tanti, non so se riuscirò nell'impresa ma come si dice, "chi non osa nulla, non speri in nulla".

Felici feste.

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It's two days only to Christmas. And today it's the Emperor's birthday which translates into a national holiday and one the rare occasions you have to go to the palace in flocks and greet the whole imperial family showing up behind thick glass just to receive the population's wishes.

This weekend was used to prepare for the dinner I'll hold at mine and whose guests are those colleagues (and also some dear friends) who like me decided to stay in town. I though I could do more in these days, but inertia caused by that melancholy so typical this time around slowed down some of my enthusiasm. Never mind, it will be a great holiday season one way or another. Saturday was a beautiful warm and sunny day so my body expressed the wish to be outside and I was pushed to go for my usual refreshing 6km riverside jog. Sunday was home decor day, so the living room is now washed constantly by a rain of golden stars. I cleaned, I thought about the menu. Today I finalized the shopping list so now I only need to fill the fridge up, make the last fixes to the dress I'll be wearing and it's all done. Time to celebrate, leave worries and sadness at the front door and take it from there.

Now, I don't know you (nope, I know you would do way better), but again I plea guilty of carelessness towards others: no greeting cards to friends and relatives, no emails, no presents for all kids -I mean, I could have at least thought of niece and nephews, of the little cousins in Melbourne, no presents at all for anyone, in facts….I didn't make it. As usual, I planned it all wrong with times, I procrastinated, I waited to have the right ideas and now it's too late to make repairs. Result: busy daughter, absent-minded aunt, careless sister….a disaster, to say the less. In my defense, if it helped, I didn't even go shopping for myself so don't think this is selfishness. It's just that I am not good at all for these things.

I'll try redemption at my Christmas dinner, hoping that all my guests will be happy and satisfied. We'll be many, I am not sure I'll succeed, but there goes the saying "those who don't jump will never fly".

Happy holidays.



Friday, December 20, 2013

Office Christmas Party 2013

La prima festa natalizia dell'anno e' andata. Abbiamo festeggiato al lavoro, e quest'anno non si sa come sono diventata una degli organizzatori, anche se di fatto io non ho alcuna idea su come si faccia l'organizzatore. E' stato un mio errore visto che dovrei sapere che con i giapponesi, non appena gli si offre un piccolo aiuto, si finisce con l'essere sommersi fino al collo...

Comunque, dopo alcune complicazioni iniziali, il povero organizzatore, quello vero, stressato di suo, mi assegna un compito solo: sistemare la sala e addobbarla. Facile e piacevole, dopo tutto. Cosi, con un piccolo aiuto e dopo un intero pomeriggio ci siamo ritrovati con una stanza al buio, con gente a spegnere candele da una torta natalizia e con le lucine blu che brillavano lungo una parete....momenti magici.

Un nutrito numero di cappelli da babbo natale hanno fatto da decorazioni mobili, ho persino preso un paio di corna da renna, e devo dire che queste sono state le decorazioni che hanno riscosso piu' successo, con i cappelli che sono stati indossati praticamente da ognuno dei partecipanti.

Ho anche portato dei piccoli botti, che erano abbastanza rumorosi da spaventare chiunque, anche perche' mica lo annunciavamo quando ne facevamo partire uno...ahhaha!

Alla fine tutti sono rimasti contenti e soddisfatti, abbiamo mangiato e bevuto a sazieta, e e' persino rimasto tanto cibo. Infatti abbiamo deciso di organizzare un dopo festa il giorno dopo con un pranzo buffet, e c'era pure una torta intera per noi.

Una delle migliori feste da anni. Plauso agli organizzatori ;)

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First Christmas party of the year is over. It was celebrated at work, and somehow this year I turned up to be one of the principal organizers, although I have no idea what an organizer should do. Shame on me, my own mistake, I should know that with the Japanese, as soon as you tell them that you can help with something it means you are in. Up to your neck, actually....

Anyway, after some initial complications, the poor stressed organizer, the real one not me, give me one assignment: set up the room and decorate it. That's easy and enjoyable, after all. So I did, with some help, and after spending the whole afternoon on it we even had a dark room with people blowing candles on a Christmas cake and blue led lights creating patterns on the windows....magic moments.

I gathered a handful of Santa hats and some reindeer horns and they worked very well as mobile decorations. People liked them over all other decorations, judging by how many people wore them during the evening.
I also brought party cones, noisy enough when one popped them to scare people. Well, not that me and the evil "minions" announced it any time we popped one, muhaha!

At the end we were very happy, we all drank and ate more than enough, and we even had leftover food. We then decided to throw a Christmas after party, so the day after we had a buffet lunch with even a whole cake.

Best party in a long time. Kudos to the organizers ;)







Sunday, December 15, 2013

Tiramisu e glögg: pre-holiday gatherings

Winter traditions are always followed, no matter whether at home or away from home. There are mainly two events worth attending in Tokyo: one is the Christmas "family" lunch/dinner, Italian fashion, organized and played by the group of Tokyo resident, Italian close friends; and the north European year-end greetings, hot-wine flavored, sweet and spicy like raisins and cinnamon, that is the tradition when people get together before going away for the holidays.

On a crisp but pleasant day in mid December I precisely did that, going from tradition to tradition. First comes the pre Christmas holiday Italians' lunch. We all get together in Maki and Ale's big family house out of Tokyo, near the mountains where one could see the first snow topping their profile, where to feel in a closer contact with nature. Standard operational protocol is same: cook something at home, bring it, wash with alcohol and coffee and enjoy the company. 

Blessed with the yummiest choice of food preparations, all rigorously high in glucose or fat content or both, we spend our good six hours without leaving the table. It is important that lunches in this time of the year stretch to dinner time, this being something that we spontaneously do but is hard to understand for others: lunch goes by very slow, you start sipping your wine, munching on bread or other snacks (no chips, no nuts, they ruin the appetite); by the time all guest have showed up, we've probably finished the first bottle of red, and then we start with real food, one dish at a time, with enough intervals between them in order to allow the conversation to go around and perhaps to even have a second go at that lasagna or those meatballs… The food marathon is over when all the 7 to 10 different recipes have been savored, their good taste chanted, and that's when coffee makes its triumphal entrance. it can either be before or after we've gorged on the at least 2 kinds of desserts. It is already 5 in the afternoon at this point. Then, all the various liquors are pulled out for the death-blow, and with that we drag the conversation for another two good hours until we are again able to stand and we can leave the table for the leg-stretching, digestive walk around the neighborhood.

Straight from the lunch/dinner, I jump into the other party at Erik's, who's glögg (hot wine, Swedish way) is widely known among expat and Japanese friends/colleagues of his and girlfriend's. I wonder whether I still have a liver at this point, and whether I will suffer of any glucose highs, considering that by now my blood is closer to caramel than the natural mix of red/white/plasma cells…

You know a party is popular when a pile of shoes is tucked outside the apartment door and it outgrows the pile of shoes inside the apartment, in the hall. You know a party is popular when the chattering is recognizable already from the elevator hall and when people go in and out continuously. More in than out, definitely. This is the case here. I am welcomed warmly by the hosts, and even more warmly by the atmosphere, smell of sugar, cinnamon and almonds, hot wine keeping people lively and with red cheeks. It feels so good that you just need to blow kisses and wave to all, walk in, dump your coat somewhere and take the good vibes in, socialize. Guests have been coming and going since afternoon, but I only show up for a few hours, then I gear up and go from the image of dark, cold and snowy evenings sitting by a fireplace and a Christmas tree brought by glögg to the image of terraced beach houses inspired by mojito: I end my 14-hours event-full Saturday at my usual salsa club to let the last bits of weekdays stress go away and to pump some more vitality into my bloodstream. 

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Le tradizioni invernali debbono essere seguite, non importa se si e' a casa o fuori casa. Ci sono principalmente due eventi che a Tokyo vanno segnalati: uno e' il pranzo (o cena) in famiglia tra Italiani, che e' organizzato e a cui partecipano gli amici italiani residenti a Tokyo; e poi c'e' l'evento tipicamente nordeuropeo al sapore di vin cotto, con sprazzi di uvetta e cannella a addolcire il tutto, dove la gente si riunisce per salutarsi poco prima della partenza per le imminenti ferie.

In una giornata fredda ma molto piacevole di meta dicembre faccio esattamente questo, vado di tradizione in tradizione. Il primo evento e' il pranzo pre natalizio all'italiana. Ci riuniamo tutti a casa di Maki e Ale, fuori Tokyo e vicino alle montagne che sono già imbiancate di neve e dove si respira natura. Il protocollo operazionale standard e' sempre lo stesso: ognuno porta qualcosa da casa, si lava il tutto con alcol e caffè, e si sta in compagnia. 

Ben attrezzati di tutte quelle bontà tipiche, e tutte rigorosamente ad alto contenuto di zuccheri o grassi, o entrambi, ci facciamo le nostre sei orette senza abbandonare il tavolo. In questo periodo dell'anno e' importante che i pranzi durino fino alla cena, e questa e' una cosa che noi facciamo spontaneamente ma che non e' molto capita altrove: il pranzo e' lento, si incomincia con l'assaggio del vino, mentre si mangiucchia pane o taralli (niente patatine o altre cavolate varie che rovinano l'appetito); prima che tutti gli invitati siano arrivati, e' possibile che la prima bottiglia di vino sia già andata, e poi incominciamo con le portate, una alla volta, con un intervallo abbastanza lungo tra un piatto e l'altro così da permettere che si continui la conversazione e che magari si faccia un secondo giro di quella lasagna squisita o quelle polpette di carne….La maratona di libagioni continua fino a che quei 7 o 10 piatti sono stati assaporati, le lodi decantate, e poi fa la sua entrata trionfale il caffè. Puo essere sia prima che dopo quella serie di minimo due tipi di dolce. A questo punto sono tipo le 5 del pomeriggio. Dopo, i vari liquori e digestivi vengono portati per il colpo di grazia, e con questi allunghiamo la conversazione per un altro paio d'ore fino a quando possiamo difatti alzarci da tavola, così che si va per la passeggiata digestiva e per sgranchirsi le gambe.

Direttamente dal pranzo/cena, vado alla festa di Erik, il cui glögg (vin cotto, alla maniera svedese) e famoso tra amici e colleghi espatriati e giapponesi suoi e della fidanzata. Devo dire che a questo punto mi viene da pensare se ho ancora un fegato funzionante o se soffrirò di un attacco di glicemia visto che il mio sangue e' più caramello che la naturale percentuale di globuli bianchi, rossi e plasma…

Una festa e' famosa quando vedi che la pila di scarpe fuori dalla porta e' più grossa della pila di scarpe dentro casa, all'ingresso. Una festa e' famosa quando il chiacchiericcio si sente già appena usciti dall'ascensore e quando la gente va e viene in continuazione. Più gente che viene, devo dire. E questo e' il caso per questa festa. Sono benvenuta dai padroni di casa, e ancora meglio dall'atmosfera calda e che profuma di zucchero cannella e mandorle, con l7effetto del vino che si vede già sulle guance rosse della gente. Uno si sente così bene qui che basta salutare tutti, entrare, levarsi il cappotto e socializzare. Gli ospiti hanno fatto vai e vieni per tutto il pomeriggio, mentre io sto solo per qualche ora la sera, poi dopo sostituisco l'immagine di una sera buia, nevosa e fredda passata davanti al camino evocata dal glögg, a quella dei bar all'aperto in spiaggia ispirata dal mojito: si, si, finisco il mio Sabato pieno di 14 ore al locale di salsa dove caccio via gli ultimi sprazzi di stress infrasettimanale e immetto vitalità nel mio sistema. 






(not Erik's - internet image)

Monday, December 9, 2013

Kobe Luminarie - 神戸ルミナリエ


In effetti, c'e' qualcosa -non lavorativa- che ho fatto mentre ero a Kobe, ed e' stato vedere le illuminazioni che rendono questa citta famosa, specialmente in questo periodo dell'anno.

Kobe Luminarie (神戸ルミナリエ) e' un evento che si tiene ogni anno sin dal 1995 quando un forte terremoto ha colpito la citta e l'area circostante, uccidendo migliaia di persone. Visto che la popolazione ha vissuto per un periodo senza luce e riscaldamento, l'idea con queste Luminarie era di dare speranza e conforto i sopravvissuti, e allo stesso tempo avere un modo di ricordare chi non ce l'ha fatta, facendo vivere le loro anime nelle luci. Le installazioni vengono tenute per circa una settimana, per poche ore ogni sera, le strade vengono chiuse al traffico e milioni di persone ogni anno vanno a vederle. Con milioni intendo una media di 3 milioni. Che poi, e' la stessa quantità di persone che attraversa la stazione di Shinjuku a Tokyo ogni giorno…. 

Quello che mi ha immediatamente colpito e' stata la grandissima somiglianza con le feste patronali in Italia, quando le strade della citta sono decorate con illuminazioni che creano simboli, parole, e via discorrendo in vari colori e forme. E la connessione e' risultata essere più che corretta, in quanto le prime luci sono state donate dal governo italiano. Si spiega tutto….
Ad ogni modo, non siamo qui per discutere su chi ha il merito su cosa, non e' questo cil che importa.

Il primo giorno di Luminarie coincide con l'umica opportunità che ho per vederle, visto che il giorno dopo lascio Kobe. Dopo che ho finito con la conferenza, mi vedo con due amiche e andiamo. Mi aspettavo confusione, visto che era il primo giorno, ma di certo non mi aspettavo di vedere così tante persone: abbiamo iniziato a fare la fila già un chilometro prima, una parte delle strade era chiusa al traffico ed era occupata da questo fiume umano che avanzava pian piano. Camminiamo avanti, ci fermiamo, giriamo un angolo, continuiamo a camminare, e finalmente dopo qualche avanti e indietro nel cammino, e qualche foto nel frattempo, arriviamo alla strada dove le luci sono installate.
Archi di legno sono appesi sopra le nostre teste a fare da galleria luminosa alle tante persone che, non importa quanto strenuamente gli fosse chiesto di non fermarsi a fare foto, beh, cosa fan tutti? provate a trovarmi qualcuno che ha seguito le indicazioni delle forze dell'ordine!

Dopo qualche centinaio di metri e qualche centinaio di foto, arriviamo a un piazzale dove troneggia una intera cattedrale fatta di luci. I muri soltanto, per essere precisi. E dentro, più o meno dove sta l'altare. c'era di fatto un piccolo altare buddista, sapete, uno di quelli dove i fedeli lasciano offerte e pregano. La musica che accompagnava i "pellegrini" nel loro viaggio era un profondo Requiem, perché non dimentichiamoci che questo evento e' una commemorazione delle vittime del terremoto.
Le strade laterali sono come sempre piene di stand con cibo da strada sovrapprezzo, e poi persone, persone, persone.

Decidiamo di concludere la nostra passeggiata con un drink alla baia, preferibilmente con una bella vista. Purtroppo, non abbiamo ricordato un punto importante: l'area della baia, soprattutto durante i giorni settimanali, e' praticamente deserta già dopo le 9 di sera. Dovremmo saperlo noi che abbiamo esperienza con la baia di Tokyo e la baia di Yokohama, dove succede la stessa cosa…oh, e come e' possibile che nessuno degli hotel in zona non abbia un bar sul tetto? Voglio dire, il mio hotel era il migliore! Non aveva la vista sulla baia direttamente, ma il suo Sky bar era fantastico! Avremmo dovuto sforzarci un po' di più e camminare per qualche minuto ancora e andare al mio hotel, invece che fermarci al molo solo per renderci conto che non c'era nessun tipo di intrattenimento.

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There is actually one thing -non work related- that I did in Kobe, and that was to see the light installations that make Kobe very famous, especially this time of the year.

Kobe Luminarie (神戸ルミナリエ) is an event held every year since when a huge earthquake in 1995 struck the city and its vicinity, taking thousands of lives. Because people lived in cold and darkness, the idea with the Luminarie was to give hope and comfort to the survivors, and at the same time was a way to remember the lost lives, as their souls would live through the lights. The illumination is up for about one week, a few hours each evening, roads are closed to the traffic, millions of people each year are attracted. I mean, an average of 3 million. Which, by the way, is the same amount of people who pass by Shinjuku station in Tokyo every day….

What immediately caught my eye was the tremendous similarity with religious festivals in Italy, when the town's main roads are filled with light installations that create decorations, words, symbols in a myriad of colors. The connection was more than correct, for it turns out that the first set of light decorations were donated by the Italian Government. It explains the style and manufacture, the design and the architectural expertise.
Anyhow, we are not going to discuss about ownership, we are not going to start a lawsuit battle over a tradition. It doesn't matter. 

The first day of Luminarie coincides with the only chance to see it, because I would be leaving Kobe the next day. After I am done at the conference, I meet up with two friends and we go. I did expect that, because of the opening day, there would be many people. I did NOT expect that there were SO many people: they started lining up at least one kilometer away, one side of the road closed to the traffic and occupied by a human river that slowly moved forward. We walk, we stop, we turn, we walk again, and finally after some back and forth, and some pictures on the way, we reach the short street that hosts the famous installations.
Wooden arches hang above us, creating a tunnel of colorful lights, and no matter how hard the police officers ask people not to stop and take pictures, well…..bring me one who did follow the advice!

After a few hundred meters and a few hundred photos, we end up on a square where a whole cathedral of lights stands. Only the walls, to be precise. Inside, where roughly an altar should be, there was a small shrine, one of those people throw money in and pray. There was music played. A very profound Requiem, because, don't forget, this event is to remember the victims of the earthquake.
On the side streets, the long line of food stands with overpriced street food. And people, people, people.

We decide to finish our walk with a drink at the harbor, preferably with a nice view. But, unfortunately, we forgot one important point: the bay area, especially on weekdays, is dead after 9pm. We should know by experience with Odaiba (Tokyo bay) and Sakuragichoo (Yokohama bay) where it is the same... oh, and how is it possible that all hotels in the area don't have a rooftop bar?? I mean, my hotel was the best! It was not looking at the bay directly, but its Sky Bar was fantastic! We should have walked a few more minutes and visit my hotel, instead of stopping at the bayside deck, just to acknowledge the total absence of entertainment.








Saturday, December 7, 2013

Another MBSJ -- in Kobe


Di nuovo verso Kobe, e di nuovo per la conferenza annuale di biologia molecolare.

Sono nel mio posto riservato nel treno Shinkansen diretto a Hiroshima, prossima fermata Shin-Kobe. Guardo fuori dal finestrino, noto la presenza di nuovi piccoli villaggi, piccole casette carine, osservo il profilo delle montagne (presto vedro anche il Fuji), i colori autunnali.

Sono proprio impressionata da come viaggiare in questa nazione a volte sia davvero indolore…arrivo alla biglietteria e il tipo fa tutto per me: suggerisce l'orario di partenza ottimale, si preoccupa se il treno e' pieno e quindi se e' il caso che io voglia prendere il successivo, si assicura che io abbia il posto finestrino, dal lato con solo due file di sedili. In due minuti ho già pagato, ho il mio biglietto riservato, vado al binario e salgo sul treno che e' appena arrivato, ho giusto il tempo di trovare il mio posto e sedermi che già si parte…..le meraviglie dell'efficienza. La stessa cosa succede al ritorno. Questo e' come mi piace viaggiare, veloce, confortevole, senza intoppi. Alla velocità di 270 km/h raggiungerò la mia destinazione in circa 2 ore e 40 minuti, e la cosa mi piace.

Per una volta, il passeggero accanto a me non puzza, anzi e' abbastanza tranquillo e discreto, ascolta la musica nel suo iPod e non sbuffa quando saluto. Progresso. Penso stia tentando di smettere di fumare, perché mastica una gomma ogni mezz'ora…gli altri passeggeri stanno consumando il loro pranzo, o colazione che si tratti, c'e' uno strano silenzio interrotto solo dal rumore della plastica che viene accartocciata e messa via.

Ci fermiamo a Kyoto per qualche minuto e immediatamente l'eta' media dei viaggiatori scende da 80 a 40. Forse e' la vecchia capitale che attrae vecchi….o forse e' solo quel periodo dell'anno così perfetto quando le foglie rosse sono al meglio. Si sa, I giapponesi sono abbastanza nostalgici, soprattutto dopo una certa era'.

Dunque, la conferenza. E' una maratona di quattro giorni pieni di immersione nella scienza, dove la gente discute delle loro scoperte, dei loro progressi, dei oro fantastici risultati.  Faccio anche io la mia parte, ovviamente, e pensavo che sarebbe stata la più temuta mentre invece erano più vlli altri a essere spaventati proprio all'idea di dover interagire in inglese….la lingua ufficiale della conferenze e' infatti ancora il giapponese, seppure di anno in anno il numero di visitatori stranieri cresce, ma molti dei seminari sono ancora presentati in giapponese e spesso quelli con poster non sono molto proni ad usare un linguaggio che non e' il loro.

C'e' dell'altro. Ogni anno, dal punto di vista dei contenuti scientifici, sembra uguale al precedente: riconosco i nomi delle persone, riconosco le facce, leggo introduzioni ai poster che sortiscono un effetto dejavu che mi spaventa…C'e' un salone dedicato agli sponsor e alle industrie e sembra come se si stesse per entrare in una fiera per laboratorio: qui ti danno in omaggio penne, li matite, e li prodotti della apple…si, si, c'e' sempre questo stand dove ci sono le stesse 5 russe (chissà se anche loro ricordano la mia faccia) tutte in tiro nei loro completi di circostanza che attirano gente a provare una lotteria dove si può vincere un iPod shuffle o addirittura un iPad mini. La maggior parte delle vincite e' costituita da una fornitura di tubicini per il laboratorio. Tipo 4000 tubi. 

Una cosa nuova era avere intrattenimento musicale, con gli stessi ricercatori che suonavano musica jazz. C'erano persino sessioni improvvisate dove un gruppo creato a caso tra i musicisti si metteva a suonare e i risultati sono stati a dir poco sorprendenti. Ho anche scritto sulla conferenza dello scorso anno tenutasi a Fukuoka (qui).

Le conferenze pero' sono anche occasioni per far cose che solitamente non possano fare vista la mancanza di tempo o di opportunità, e quindi alla sera ci si incontra, si provano vari locali e ristoranti, si sta in hotel un po' più carini del solito e cose così, si vive la vita notturna in una citta diversa dalla propria e si sta lontano dal proprio ambiente per un po'. Dovrebbe anche aiutare a ripulire la mente e lo spirito. Dovrebbe. Almeno, la spa dell'hotel con la sua gigantesca vasca di acqua termale ha aiutato i miei muscoli a rilassarsi un po'. Tuttavia le canzoni di natale nella spa hanno sortito l'effetto contrario…

Quattro giorni dopo sono di nuovo seduta al mio posto riservato, stavolta accanto a me e' vuoto, su uno Shinkansen diretto a Tokyo, prossima fermata Shin-Yokohama. La conferenza e' finita, e' tempo di tornare alla solita vita noiosa del ricercatore.

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Off to Kobe again. For the annual domestic conference in molecular biology, again. 

I am sitting here on my reserved seat on a Shinkansen (bullet train) bound to Hiroshima, next stop Shin-Kobe. I watch out the window, acknowledge the presence of pretty brand new tiny villages with their tiny houses, I observe the mountains profile (sooner or later Fuji will show up too), the autumn colors.

I am amazed of how painless travels can be sometimes in this country…I simply turn up at the ticket counter and this guy does everything: suggests departure times, worries about a crowded train so I may actually consider to catch the next one, makes sure I have a isle seat, on the side with only two seats. In 2 minutes I have already paid and have my reserved seat ticket, I walk to the platform and I get in the train that just stopped, I have the time to find my number and sit that we're already departing again….marvels of efficiency. Same thing on the way back. This is the way I like it, smooth, prompt, comfortable, fast. At a speed of 270 km/h, I will be at my destination in 2.40 hours, and it feels great.
For a change, the passenger on the other seat doesn't stink, he's rather quiet and discreet, he listens to his iPod and doesn't frown when I greet him. Progress. I think he's trying to quit smoking, because he chews some chewing gum every 30 min...People are having their breakfast, or lunch, whatever it is for them, there is a weird silence broken only by the sound of plastic wrappings being put away. 

In Kyoto we make a brief stop and suddenly the average age of travelers drops from 80 to 40. It must be the ancient capital that attracts old souls…or perhaps simply the perfect time of the year when leaves colors are at their best. The Japanese are very nostalgic, especially after a certain age.

So, the conference. It is a four full-day immersion in science, with people talking about their own findings, advancements, discoveries, amazing results to show to the community. I do my part, of course, and I expected this to be the scariest bit, but all in all it was the audience to be frightened at the idea of interacting in English….There still is al lot of Japanese language at this conference, although foreign visitors number increases each year, seminars are still mostly held in Japanese and poster presenters are not very keen at interacting in a language that is not their own. 

Also, every year seems to be same to the previous one in terms of scientific content: I recognize people's names, I recognize faces, I read poster abstracts with that sense of deja vu that frightens me…There is a hall that's dedicated to exhibitors, manufacturers, sponsors and the like, and it is like stepping in a lab tools fair: at this booth you get free pens, at that one you get staplers, at another one you get apple products….yes, there is the very same booth where you will see the very same 5 Russian women (I wonder whether they remember my face, too) all dolled up in business attire who lure you into a lottery to win an iPod shuffle or, this year, an iPad mini. Most of the times, people win a pack tubes for their labs. Like, 4000 of them. 

Something new was live music entertainment, where researchers and scientists themselves would step on stage and play jazz music. There were even jam sessions where those guys would randomly get together and try out sounds. Results were impressive to say the least. I have even blogged about last year's edition in Fukuoka (here).

Conferences are also occasions to do what we normally can't do because we lack the time or the opportunity, so in the evenings people get together and check out local food, fancy restaurants, stay at fancy hotels and such, enjoy nightlife in another city and stay away from their environment for a while. It should help to clean up mind and soul, it should. At least the hotel spa, with its huge thermal water pool, helped soothing my tired muscles. The Christmas songs played in the spa, though, had the opposite effect….

Four days later, I am again sitting on my reserved seat (with an empty seat beside, yes!) on a Shinkansen bound to Tokyo, next stop Shin-Yoohama. Conference is over, time to go back to boring scientist life.













Sunday, November 24, 2013

Lifestyle -- Brand - ブランド


Se c'e' una cosa che non manca assolutamente nella vita di un giapponese e' l'articolo di marca. Se e' vero che i giapponesi, in particolare le donne, sono i migliori spendaccioni della terra (presto verranno superati da coreani e cinesi, attenzione!), e' anche vero che quello che li interessa di più e' l'articolo di marca: che sia un portafogli, una borsa, una sciarpa, un portachiavi, un orologio, meglio se e' di manifattura conosciuta e famosa. Meglio ancora se e' pure molto costoso. Dico, più del 90% delle donne giapponesi possiede una borsa LV….non so se rendo l'idea.

Il perché e' presto svelato. Di fondo i giapponesi sono tanto creduloni e semplicioni che basta una buona idea di marketing (altro argomento di discussione per un capitolo della saga Lifestyle) per farli letteralmente impazzire. Ma non e' solo questo, ovviamente. Diciamo che una buona campagna pubblicitaria e' quell'elemento che mantiene vivo l'interesse, mentre il bisogno di apparire, di ostentare una posizione di privilegio nella società fanno si che i giapponesi si buttino sui beni di lusso. 

E' come se, in crisi di identità, i giapponesi si sentissero più al sicuro se uniformati al lusso, così che tutti riconoscano un solo ideale, un solo valore, un solo stile di vita e a quello bisogna tendere per essere "accettati". Il fatto e' che i giapponesi comprano alla cieca: non importa il modello o il colore dell'accessorio si abbinino all'abbigliamento o alla persona in generale. Quello che importa e' che sia una borsa in vera pelle Prada o LV, una sciarpa volendo orribile ma pur sempre costosa e di fattura, che so, inglese o italiana. Perché se si sfoggia una Gucci, allora si ha classe. 

E qui e' dove la marca e il pacchiano si incontrano e si confondono.

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If there is one thing that can't miss in a Japanese life is a brand item. If it's true that the Japanese, especially women, are the best shopper in the planet (though soon to be dethroned by Koreans and Chinese), it is also true that what interests them is brand: be it a wallet, a bag, a scarf, a keyring, a watch it better be of well known and recognized manufacture. Even better if it is also very pricy (all brands are expensive, but not all expensive stuff is brand). I mean, more than 90% of Japanese women own a LV bag….get the picture?

The reason is soon revealed. All in all the Japanese are naive believers of any good enough marketing solution (this could as well be a topic for another episode of the Lifestyle series) that can send them heels over head about a certain product. But this is not all, obviously. Let's just say that while good advertisement keeps the interest high, it is the human need of social acceptance, of belonging to a privileged class, of showing off wealth that makes these people to jump on luxury items. It is as if, in a identity crisis, the Japanese felt safer when they uniform to the "safe" luxury, so that everyone recognizes one value, one ideal, one life style and to be "accepted" it is that standard one must aim at. 

The peculiarity with the Japanese is that they end up buying blindly: model or color of an object doesn't matter,  fit the person or their style neither. What matters is that a bag be Prada or LV, a watch be very very expensive, a scarf be made in England or Italy regardless whether it is horrible or not. Because, if one can pull off a Gucci something, then one has class. 

And here is where kitsch and brand meet.