Friday, December 21, 2012

It's the end of the world.....NOT


Con questa storia della fine del mondo ci avete proprio rotto….facciamola finita. Che poi la gente ci casca, e combina stupidaggini.

Intanto, profeti dei miei stivali, ma quante volte abbiamo assistito alla fine del mondo? Quante sono state le previsioni con tanto di giorno, ora, era, dimostrazioni scientifiche e tutto…e ancora stiamo qua belli e tranquilli, in attesa di sapere la prossima data. Prima Nostradamus, che pare non ci abbia finora azzeccato nemmeno una volta ( a meno che questo post io lo stia scrivendo dall'aldilà), poi i maya. Dico, cosa ci aspetta dopo? Il ritorno dei tre moschettieri? Una nuova e inedita interpretazione del Decamerone di Boccaccio?Dai…..

Che poi il mondo, a mio vedere, e' finito già da un pezzo: esseri umani in perenne guerra tra di loro, rubandosi soldi, risorse e giocandosi le esistenze altrui, gente che non ha più idea di cosa significhi il rispetto reciproco e la tolleranza, l'accettazione del diverso, l'armonia, il pacifico vivere e condividere…la natura a giorni alterni, come per le targhe a Milano, ci rammenta di quanto piccoli siamo di fronte ai fenomeni atmosferici o geofisici. E ancora c'e' chi mi parla di profezie maya..ma smettiamola. Non ho tempo per queste cose, semplicemente non ho tempo.

Ma si sa, anche i più scettici, anche i più razionalisti, anche quelli che pensano che tutto sia una semplice trovata di alcuni per approfittare dei più deboli (in questo caso ingenui), anche quelli che pensano che la superstizione sia un tipo di giacca, tutti insomma ci lasciamo intimidire lievemente dai moniti antichi e sotto sotto ci mordicchiamo le unghie…lo so, non c'e' bisogno di nascondersi….ci facciamo prendere un po la mano.

Ora, la prossima fine del mondo arriva oggi, 21 dicembre. No, perché io avrei un volo da prendere, giusto per restare in tema di superstizione….che poi a proposito di voli, nel mio aereo per Fukuoka non c'era la fina numero 4 (in giapponese il numero quattro e la parola morte si pronunciano allo stesso modo… vedi qualcosa qui)….questa era una diversione.

Comunque, io le bollette le ho pagate….

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With this story about the end of the world you are pissing me off….stop it. That people end up believing it and do silly things.

So, prophets my a**, how many times you have foreseen the end of the world? How many prophecies with details about day, time, era, scientific support and such….and we're still here nice and calm, waiting to know the next date. Before it was Nostradamus, who seems not having guessed once yet (unless I am now writing this post from the other world), then the Mayans. I mean, what's next? The return of the musketeers? A new interpretation of Boccaccio's Decameron?Come on….

That the world, in my view, is log ago over: human beings constantly engaged in wars, taking money, resources, playing with third parties lives, people who have no idea of what reciprocal respect and tolerance mean, accepting the different ones, harmony, peaceful living and sharing…nature, too, every second day reminds us of how small we are before geophysical and atmospheric phenomena. And still there's who speaks about Mayan prophecies…give me a break. I don't have time for this, I simply can't be bothered.

Bu also, we know that, even the most skeptical, the most rationalist, even the ones who think it is just an idea to play with the weak (in this case the ingenuous people), and even the ones who think superstition is a type of coat, everyone more or less are slightly intimidated by the ancient truth and we are biting our fingernails…Yes, I know, no need to hide…we get carried away.

Now, next end of the world is, oh, today Dec 21. It happens that I have a flight to catch, just to walk the superstition road….and speaking of flights, there was no row number 4 in the airplane from Fukuoka ( in Japanese number four and word death are pronounced same…see something here)….ah, that was just a diversion.  

Anyway, my bills? Just in case, I payed them…


Thursday, December 20, 2012

The final countdown


Oh, l'ultimo conto alla rovescia per quest'anno bello e brutto allo stesso tempo e' arrivato.

Due giorni ancora e poi spero di potermi lasciare alle spalle tutto questo caos, questo disordine, questa amarezza, e portare con me i ricordi dei momenti più belli che ho vissuto. Due giorni ancora e poi spero di poter finalmente ritrovare me stessa, purificare il corpo e lo spirito.

Mi aspettano ancora questi due lunghi giorni di insanita' mentale in ufficio, giorni di ansia crescente per il viaggio, e poi basta. Poi si va in ferie, al caldo dell'estate australe, assieme a una famiglia che mi aspetta impaziente.
Come già accennato, non e' che abbia poi tanto tempo a disposizione per fare il punto di quest'anno, magari lo faro' in corrispondenza del capodanno cinese cosi prendo tempo, in questi giorni proprio non e' possibile.

Come al solito succede, la preoccupazione maggiore, più ci si avvicina alla partenza, e' come fare la valigia, cosa portare, cosa lasciare, quanto peso si riesce a sopportare sulle proprie spalle, eccetera. Anche se ho molta esperienza in fatto di arrivi e partenze, non riesco mai a scrollarmi di dosso l'ansia che mi accompagna nei giorni che precedono la dipartita..che ci posso fare, controllo e ricontrollo la valigia, mi assicuro che abbia il passaporto in borsa, confermo gli orari dei voli, organizzo mentalmente la giornata così da non arrivare tardi in aeroporto. 
Poi, quando sonno in aereo, seduta al mio posto, mi rilasso un pochino e mi rendo conto che sono in vacanza :)

Tanti auguri di buone feste a tutti e che il prossimo anno sia fantastico.

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Well, the final countdown has come, the last one for this year that was both good and bad.

Two more days and I will then be able, I hope, to leave behind all the chaos, disorder, bitterness and bring with me the memories of the good moments I lived. Two more days and than I will finally find myself again, I will purify mind and body.

I just have to face these two long days of mental insanity at the office, those days of growing anxiety due to the travel and then I am done. After that I am on holiday, in the hot Austral summer, together with a family vey impatient to meet me.
As I have mentioned, I don't really have enough time right now to make the point on year 2012, I might do it together with the advent of the Chinese new year so I can buy time, I definitely have no time now.

As usual, the main concern for me right now, the more the departure approaches, is packing, what to bring, what to leave behind, how much weight I can carry on my shoulders, and so on. Even though I have enough experience in departures and arrivals as a traveler, I never get rid of that feeling of anxiety that comes few days before the take off….I continuously check the bags, I make sure the passport is here, I confirm the flight schedule, I mentally organize the day so that I won't get to the airport late.
Then, when I am in the plane, sitting in my seat, I start relaxing and I realize that I am on vacation :)

Best wishes of a great holiday season to all and wishes of a fantastic new year.




Wednesday, December 19, 2012

Altri 5 anni -- Another 5 years


Ogni 5 anni la mia azienda si rinnova e cambia organizzazione. Siamo alla fine dei 5 anni, e ci tocca vivere qualche mese di trepidazione nell'attesa di scoprire se ci sarà ancora una scrivania ad aspettarci al nuovo anno.
Non solo, ma ci tocca di nuovo mandare il curriculum…cosa più formale che altro, sapete come sono i giapponesi che fanno tutto seguendo le regole….e quindi come se fossimo a caccia di un posto di lavoro, sbrighiamo le pratiche come chiunque altro che vede l'annuncio e manda il proprio curriculum.

In questi giorni di frenesia che seguono la pubblicazione del bando, bisogna preparare tutta la documentazione nel miglior modo possibile, ma senza lasciarsi prendere dal panico: CV, lettera di presentazione, lettera di raccomandazione, lista pubblicazioni e programma che si intende intraprendere.

Ora, io non mi lascio più di tanto sopraffare dagli eventi perché ho due opzioni: la prima, e' che mi riassumono e quindi non ho di che preoccuparmi; la seconda e' che non mi riassumono e quindi mi dedico a quel sabbatico di sei mesi che desidero già da un po'. Comunque vada, sarà un successo.
Ma i colleghi nuovi, quelli arrivati da un anno o poco meno, quelli che prima non avevano una forte motivazione a restare in Giappone, ora quegli stessi si lasciano prendere dal panico totale e chiedono ai colleghi più "anziani", tipo a me, tutto quello che vorrebbero sentirsi dire, ovvero la rassicurazione che non perderanno il lavoro…..
Ma come posso dar loro la risposta che cercano? E' vero che sono qui da più tempo di loro e che sono già passata una volta da questa stessa situazione proprio cinque anni fa. E' vero che potrei grosso modo sapere come vanno le cose, ma…..

Non e' che posso dir loro di non preoccuparsi, non e' che posso promettere loro che tutto andrà per il meglio, non e' che ho tutte le risposte, non ho mica messo io il bando di concorso, no? Perché chiedere tutte queste cose a me solo partendo dal presupposto che siccome io sto qui da sei anni devo per forza di cose conoscere tutto quello che succede ai livelli alti?
E poi, non pensano per nulla al fatto che anche io possa avere in mente le stesse domande da fare che hanno loro in testa, no?

Comunque, devo cercare di mandare il tutto prima di partire per le vacanze, ovvero entro venerdì, perché non ho nessuna intenzione di tenermi le preoccupazioni lavorative mentre sto in ferie. Ho due giorni di tempo, speriamo bene!

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Every 5 years my institute goes under a renovation process and the organization of the whole center changes. We are at the end of the 5 years and we now have to live through a few worrisome months waiting to know whether a desk will still be there waiting for us next year. Not only that, but because all center's activities will be terminated, we have to again reapply for our jobs…it is more a formal thing,  you know how the Japanese do follow rules….so, as if we were job hunters, we have to prepare all the paperwork like anyone else.

In these days of frenzy after the open calls, we better prepare everything at our best, while we should not let panic overcome us: CV, presentation letter, recommendation letter, publication list, research plans, and so on.
Now, I am not that crazy scared about this whole thing because I have two simple options: the first one is that they hire me again and therefore I have nothing to worry about; the second one is that they don't hire me and that means I can finally take that six months sabbatical I have been longing for. Any way, it will be a success.
But my new colleagues, those who joined the group one year ago or less, those who didn't really have a reason strong enough to be willing to stay in Japan, now those very same ones are totally panicked and ask the "older" colleagues, like me,  the question whether they can be reassured about not losing their jobs….

How can I give them such an answer? It is true that I am here for longer than them, and that I have been through this same process once (5 years ago). It is true that I could more or less know how it will be, but still….
I can't tell them not to worry at all, I can't tell them everything will be alright, I don't have all the answers, as I haven't put the open call up myself, right? Why ask me all those questions just because they assume that because I've been here for 6 years I have all the answers about what happens high above us?
Also, don't they think I might ask the same questions myself?

Anyway, I will have to submit everything before going on vacation, which is by Friday, because I have no intention whatsoever to bring work preoccupations on holiday with me. No, no. I have two days, and let's hope for good!


Sunday, December 16, 2012

Fukuoka - The return


In occasione della conferenza MBSJ mi ritrovo nuovamente a passeggiare per le strade di Fukuoka, dove per orientarsi non c'e' bisogno di mappe, dove per comunicare con la gente non c'e' bisogno di acrobazie linguistiche, dove si mangia bene e dove lo shopping e' un'attività quasi innata e oltremodo necessaria. Non mi aspettavo certo di tornare in queste zone, ormai sono dell'avviso che una volta visitato un posto, non ci torno una seconda volta, eccezione fatta per Okinawa, che merita sempre una nuova visita e un'altra e un'altra….era il lontano 2009 quando organizzai il mio viaggio alla scoperta del Kyushu (tra le mete anche Fukuoka). Per lavoro rieccomi ancora una volta nella Fukuoka fusione di Tenjin e Hakata, città di pescatori e di samurai.

Durante la mia prima breve visita mi ero concentrata nel turismo diurno vero e proprio, quello finalizzato alla raccolta di foto di templi, parchi, torri eccetera, stavolta posso invece dedicarmi anche alla vita notturna della città, uscendo a cena con i colleghi e scoprendo la cucina tipica, cosa che non avevo avuto il coraggio di fare in precedenza per via della mancanza di compagnia trainante. Prediligiamo il quartiere di Tenjin, che non solo e' il centro nevralgico di Fukuoka, ma anche si colloca più vicino alla sede della conferenza. E poi Tenjin e' Tenjin, e basta.

Le sere le trascorriamo proprio qui, io e i colleghi, a esplorare lo scenario culinario, provando di tutto, dai ramen al sashimi, dal pesce (beh, di quello che ne rimane dopo l'accurata filettatura) che ti guarda ancora mentre muove la coda sul tuo tavolo, agli spiedini di carne in una delle tante yatai che puntellano la città. A quanto pare, Fukuoka, oltre che per i ramen, il nabe fatto di intestini di maiale, il granchio, il pesce fresco, le uova di pesce, e tante altre cose per cui ogni altra città in Giappone sembra essere famosa, e' famosa per il sashimi di calamaro: in pratica si pesca il calamaro, lo si pulisce, ancora vivo lo si tagliuzza a listarelle e lo si offre al cliente mentre muove ancora i tentacoli….quando si dice la freschezza!
A me ha fatto senso, ma i miei compagni di mensa avevano proprio ma proprio voglia di provarlo, e quindi…..quando poi la parte affettata e' stata consumata, il resto viene fritto in pastella….beh, buono era buono, una volta cotto pero', prima non l'ho assaggiato. Uuuh!

Poi, cambiando decisamente argomento, finalmente ho potuto esplorare meglio l'area nota come Nakasu (中州), un'isoletta in mezzo al fiume di Fukuoka dove si concentra l'intrattenimento…di giorno e' tutto deserto, con appena un paio di ristoranti aperti, ma la seraaaaaaa….Non fatevi illudere, non c'e' nulla in giro per le strade, tutto accade dentro ai club, e quello che accade li dentro lo può sapere solo chi ci e' stato, probabilmente ci si siede a un tavolo dove una ragazza piacente vi fa compagnia e vi chiede di pagare da bere...molto hostess bar, molto poco intrattenimento, direi.
Un'altra cosa che ho potuto fare stavolta, grazie a mezza mattina di sessioni solo ed esclusivamente in giapponese alla conferenza, e' visitare il parco Ohori, bellissima area verde attaccata all'area del fu castello di Fukuoka, con un lago carinissimo, così calmo li' intorno che il parco intero sembra essere stato ritagliato da una città di altri tempi e piazzato in mezzo alla città moderna e indaffarata.

A parte queste piccole parentesi turistiche (e essendo li per partecipare a una conferenza, pur volendo fare i turisti, non c'e' molto tempo libero a disposizione, credetemi), e l'ampliamento della conoscenza culinaria, non si e' fatto molto altro…

Sono rimasta delusa dalla scena salsera di Fukuoka, e la tanto sperata sera danzante non c'e' stata, per due principali motivi: il primo e' che tra tutti i club che stavano praticamente a 5passi di distanza dal mio hotel, non ce ne e' stato uno decente. Il secondo motivo e' che, anche se avessi trovato un posto in cui andare, non ce la facevo fisicamente, visto che la stanchezza dovuta alle lunghe giornate trascorse al centro congressi e un indebolimento generale dovuto a un colpo di freddo (penso) mi hanno fatto desiderare il letto del mio hotel più che la pista da ballo….nonostante i cuscini nemici del sonno.

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Thanks to the MBSJ conference I find myself again walking along the streets of Fukuoka, where one needs no maps, where one needs no linguistic acrobatics to communicate, where one eats well and where shopping is an innate and overly necessary activity. I didn't expect I would certainly go back to this area, I am of the opinion that once I visited a place I don't have the chance to visit it a second time, except for Okinawa where I go again and again and again….it was back in 2009 when I planned my trip to discover Kyushu (and Fukuoka was one of the destinations). There I go again for work to the Fukuoka fusion of Tenjin and Hakata, city of fishermen and samurai.

In my first short visit I focused on the touristy things, like sightseeing, taking pictures of temples and parks and what not, but this time I can actually pay more regards to the nightlife, as I can go out with colleagues and taste typical dishes, a thing I didn't have the courage to do previously due to the lack of company. We pick Tenjin area, which not only is the city's busy hub, but it also is conveniently located close enough to the conference venue. And, I mean, Tenjin is Tenjin, period.

So me and my coworkers spend our nights here, exploring the cuisine scene, trying everything from ramen to sashimi, to this fish (or better what actually is left of it after accurate cutting) which is looking at you from your table while still moving its tail, to the meat skewers in one of the many yatai scattered around the city. Apparently, Fukuoka, other than ramen, nabe-pot prepared with pork intestine, crab, all the fresh fish, fish eggs, and many other things the whole of Japan seems to be as well famous for, is famous for squid sashimi: they fish the squid, while still alive its lower body part is cut in long pieces and served on top of the remaining alive and moving part of it….tell me about freshness!
I was pitying the poor thing, but my comrades wanted to try it so badly that we eventually went to one of those restaurants….when the cut part is finished, what remains of the squid is deep fried and served again...of course it was delicious once cooked. I didn't eat it alive. Uuuuh!

Then, changing to a less dramatic topic, I finally could explore better the area known as Nakasu , a small island in the river where all the entertainment happens…in daytime it's deserted, with just a couple of restaurants open, but at niiiiiiight….But don't fool yourself, there's nothing happening on the streets, everything happens in the clubs and what happens there only who has been in knows. Very likely they sit at a table where a cute girl is escorting men and asking for more drinks. So, yeah, much hostess bar, little entertainment, I'd say.
Another thing I could do this time, thanks to a morning of Japanese-only sessions at the conference, was to visit Ohori park, a beautiful green area attached to the premises of the once Fukuoka castle, with a super nice lake, so calm and quiet that the whole parks seems to have been taken from a place thousands of years ago and put where it is now, in the middle of a modern and busy city.

Besides these little touristic escapes ( and being there to join a conference there is really no time to be tourists, believe me), and besides deepening our knowledge of local cuisine, not much else was done…

I have to say, I got deluded by the salsa scene in Fukuoka, so that what I was hoping for, a dancing night, didn't happen at all for mainly two reasons: the first is that all clubs that were few steps away from my hotel weren't decent at all. The second is that, even with a nice place to go, I wasn't in a good shape to dance, because tiredness due to the long days at the conference center and general weakness due to (I think) a mild cold, made me long for my bed more than the dance floor….despite the sleep-proof hotel pillows.











Friday, December 14, 2012

Another MBSJ...in Fukuoka


L'edizione di quest'anno della conferenza MBSJ (Molecular Biology Society of Japan) si e' tenuta a Fukuoka, una bella città in Kyushu, calda nel clima e nei cuori della gente.

Anche se dopo l'esperienza precedente a Yokohama avevo deciso di non partecipare di nuovo a una conferenza del gene, alla prospettiva di tornare in questa città, confesso che ho cambiato idea….e quindi eccomi qui, in pausa da questo lungo e enorme evento scientifico per condividere i miei pensieri (e mi farebbe anche piacere condividere il mal di testa e di schiena). Ora quasi quasi mi pento della mia decisione finale visto che e' stata una lunga e pesante settimana.

Ogni giorno sono sempre più stanca, visto che cammino moltissimo: vai al sito dall'hotel, assisti alle presentazioni, pranzo, combatti il desiderio di addormentarti sul posto, lamentati in 5 lingue per la carenza di caffè decente, comincia il giro tra i circa 800 poster con il tuo zaino in spalla per tutto il tempo, ritorna incentro nella fredda notte, rilassati con del cibo locale e birra, cadi addormentata a letto. Ripeti per quattro giorni….
Ah, no, il quarto giorno grazie a Dio e' solo meta'!

Il sito della conferenza e' sulla baia, un'area carina con alcune cosine da vedere, e l'intera conferenza e' divisa tra due edifici: uno dove ci sono i poster e gli esibitori (Messe) e uno dove ci sono i seminari (Conference Center). Ci muoviamo avanti e indietro tra i due, di solito mattina/primo pomeriggio andiamo alle presentazioni e la sera andiamo ai poster.Sono dell'idea che la conferenza sia troppo corta per la quantità di cose che bisogna vedere….praticamente dura 11 ore e la maggior parte delle quali ci sorbiamo interamente. Forse una conferenza più lunga in giorni ma con un più corto programma per ogni giorno sarebbe stata meglio.

Molti argomenti interessanti vengono presentati, ogni volta molti partecipanti si radunano, e la presenza di gente dall'estero aumenta di anno in anno…che e' cosa buona se si considera che questo evento e' una conferenza di biologia molecolare domestica. Certo, ci vorrebbe un po' più di sforzo da parte dei giapponesi per quanto riguarda l'uso dell'inglese, ma anche questo migliora pian piano.

Presto finiremo e saremo pronti per passare la serata (o il fine settimana per i più fortunati), prendere i bagagli e tornare a casa. A CASA.

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This year's MBSJ (Molecular Biology Society of Japan) edition was held in Fukuoka, very nice city in Kyushu island, warm in weather and in people's heart.

Although after the previous experience in Yokohama I had decided not to join another such conference again, at the perspective of going back to this city I confess I changed my mind...so here I am, having a break from this long and massive scientific event to share my thoughts (and I would gladly share the headache and backache too!). I now almost regret my final decision, as this has been a long tough week.

I am more tired every day, as I do a lot of walking: get to the site form the hotel, attend the symposia, get lunch, fight the urge to fall asleep on the spot, curse in 5 languages for the lack of decent coffee, start walking through the ~800 posters with your backpack hanging on your shoulder the whole time, walk back to the city in the cold evening, release the tension in front of local food and beer, crash in bed and pass out. Repeat for 4 days.... 
Ah, nope, the fourth day is half a day only, thank God!

The venue for the conference is by the bay,nice area with a few sights, and the whole conference is divided between two buildings: one where the posters and the exhibitors are (the Messe) and one where all seminars and talks take place (the Conference Center). We go back and forth between the two, usually in the morning/early afternoon we go for the talks and in the evening we go for the poster sessions.
I think though this conference is too short for the amount of stuff that is presented here...we are spending 11hr here, or anyway most of these 11 hours. It would have been better to make it a few days longer but every day schedule shorter.
A lot of interesting topics are touched, a lot of people join the conference every time, and the presence of international speakers increases...that is good for this event as being a domestic molecular biology conference. There should be done some extra effort on the English speaking skills of most Japanese presenters, but they improve each time.

We will soon wrap up everything and we will be ready to enjoy the city for the afternoon (or for the weekend the luckier ones), pick up our luggage and head back home. HOME.






Sunday, December 9, 2012

Happy Holidays


Non sono sicura di avere tempo più in la questo mese per il consueto appuntamento con il sommario del 2012, troppi troppi ma troppi impegni in queste ultime settimane per poter dedicare la parte creativa del mio cervello all'elaborazione di post per il blog…quindi quest'anno il sommario non lo facciamo, pero' possiamo sempre accennare a qualcosa che mi passa ora per la testa.

Una cosa vale la pena considerarla: il 2012 e' stato l'anno dei viaggi, quelli lunghi, quelli per cui ci vogliono visti, passaporti, itinerari impossibili che solo la mia mente riesce a immaginare e poi mettere in atto. Una cosa che mi preme dire e' che ovunque vada, sono sempre accolta da persone meravigliose, che mi dimostrano quanto forti siano i legami umani. Tutte queste persone, non solo riferendomi al 2012, sappiano che la mia gratitudine e' immensa e che e' una fortuna averli incontrati a un certo punto del mio lungo cammino….I miei viaggi continueranno, con una conferenza a Fukuoka, e poi con le ferie di fine anno in Australia, ancora una volta per far si che il caldo dell'estate australe possa aiutarmi a superare i mesi freddi una volta rientrata in Giappone.

Su quest'anno ha pesato molto la crisi che si e' vissuta in Europa, e che ha avuto ripercussioni un po' ovunque, Giappone incluso. La gente non ha avuto molta fiducia, i mercati ce lo hanno dimostrato, i fatti politici anche, le rivalità tra nazioni anche…deve essere una congiunzione astrale negativissima, o forse qualche ascendente zodiacale e' entrato in conflitto con qualche pianeta, o chi lo sa, forse e' l'oroscopo cinese che proprio fa a botte con il calendario lunare….chissà chissà…. ma no, chi volete che ci creda agli oroscopi!!!

Pero', se proprio si vuole trovare un appiglio per far felici gli amanti della materia, secondo il calendario cinese, quest'anno del drago doveva essere positivo…beh, lo e' stato per buona parte (almeno per me, dico), c'e' stata una cospicua inflessione, ma il nuovo anno, sotto il segno cinese del serpente entrerà solo a febbraio, quindi possiamo ancora sperare che si possa risalire ai livelli positivi dell'inizio. No, dico, deve essere così, altrimenti questi non ci hanno proprio azzeccato con le previsioni!

Un'ombra aleggia ora su questa fine di anno, relativamente alla situazione politica in Italia: pare Silvio voglia tornare, dopo aver annunciato ufficialmente che si sarebbe ritirato…questa e' proprio una cattiva novella, se fosse vero. Ma mai che fosse la volta buona che ce lo leviamo di torno? Questo secondo me pure dalla tomba troverà il modo di far parlare di se!! Cari bambini, quando scriverete la vostra lettera a Babbo Natale, ricordatevi di chiedere che Silvio venga mandato in pensione (o da qualunque altra parte sia utile per tenerlo alla larga dall'Italia), cari lettori adulti, scrivetela anche voi questa lettera a Babbo Natale…

Buone feste

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I am not sure I'll have some time later this month for the regular appointment with the summary for 2012, I have too much but too much stuff to do in these last weeks to dedicate the creative part of my brain in elaborating a post for my blog….so, this year, there won't be any year-end closing remarks, although I could actuallyl mention a few things from the top of my head.

I have to say just this one thing: 2012 was the year for travels, the long ones, which you need to prepare visa, passport for, impossible itineraries only my crazy mind can imagine and make them work. I have to say here, too, that everywhere I go I always receive the top treatment by wonderful people who show me every time how strong human bonds are. All these people, not only the ones I met on 2012, should know that my gratitude is immense and I feel lucky to have met them at some point in life…my trips are not over just yet, there is a conference in Fukuoka and then the year end vacation in Australia, one more time in the warm austral summer to load up in vitamin D and survive the Japanese winter after my return.

The European crisis heavily contributed to make people to lose hope and faith, everywhere, including Japan, and markets, politics, wars are showing us that loss….we must be living a very negative astral conjunction, or peraphs is is some zodiac ascendent antagonizing some planet, or, who knows, maybe it is the Chinese horoscope fighting with the lunar calendar…mumble mumble…of course it is not that, I mean, who believes in horoscopes!

But, if we really want to find a reason to make the lovers of this topic happy, the Chinese calendar said this year of the dragon was supposed to be positive…I mean, it was so mainly (relatively to me, for one thing), and then an inflection. But the new year of the snake will come only in February, so we can still hope that we will go back to a positive level. It must be this way, otherwise the horoscope predictions are all wrong!

There is a shadow casting on the end of the year, tho, relatively to the political situation in Italy: it looks like Silvio wants to come back, just after he had officially announced he'd quit…this is really bad news, if it were true. Is it ever possible we'll get rid of him? This guy I am sure will find ways to be popular even after death! Dear children, this year when you write to Santa, remember to ask that Silvio be sent to retirement (or confinement or whatever solution keeps him away from Italy), and dear adults, why don't you write this letter to Santa too….

Happy holidays


Thursday, December 6, 2012

Lifestyle - Old fashion (aka Kimono)


E' una cosa che si sta perdendo quella di indossare il kimono...

Un kimono (着物), che letteralmente significa cosa da indossare, e' l'abbigliamento tipico di uomini, donne e bambini da secoli. Un tempo, era l'unico abbigliamento giornaliero utilizzato, di fattura semplice per quello di tutti i giorni, e di fattura più pregiata per le occasioni. Al giorno d'oggi invece, vista anche la scomodità nell'indossare un kimono, la scelta cade sull'abbigliamento più moderno e pratico. Infatti, soprattutto per una donna, indossare un kimono significa vestire due strati, uno come sorta di sottoveste e il kimono vero e proprio, che di per se, data la sua lunghezza e le sue ampie maniche, non e' certo tra i materiali più leggeri. Inoltre deve cingere bene il corpo, deve essere fissato in vita da una fascia, imponendo una postura rigida ed eretta e un passo piccolo, per via della limitatezza dei movimenti. 

Un kimono, tra le altre cose, e' un capo costoso, essendo fatto di tessuto pregiato, lavorato e dipinto a mano. Spesso, infatti, per ovviare alla non indifferente spesa, molti ripiegano su yukata (浴衣) soprattutto in estate per ovviare alla calura. I yukata sono tagliati come i kimono, ma sono di cotone, e non richiedono tutta la marea di accessori e paramenti che sono invece fondamentali per indossare un kimono....e' comune vedere un mare di coloratissimi yukata durante le sere estive, soprattutto quando ci si reca a vedere lo spettacolo di fuochi d'artificio: ci si veste per l'occasione, come prevedono le regole di costume giapponese in caso di "eventi ufficiali", ma lo si fa con praticità e comodità.

In aggiunta, i kimono, soprattutto quelli da donna, non sono tutti uguali. In base all'eta', lo stato coniugale, il tipo di evento a cui si partecipa, e per distinguere tra ognuno di essi bisogna fare attenzione al colore, i motivi disegnati, gli accessori, il modello di kimono (maniche o lunghezza in generale)...ad esempio e' facile individuare una geisha perché il suo kimono e' così' lungo da avere uno strascico dietro...i giapponesi hanno un lungo elenco con le varie tipologie di kimono, e io non starò certo qui a elencarle (basta cercare su google...), ma solo a dare un'occhiata viene il mal di testa.

Ci sono pero' eventi ufficiali per cui, ancora oggi, va imposto l'uso del kimono (grazie al cielo, io aggiungerei, visto che e' sempre bellissimo vederne in giro):
-bambini di tre, cinque e sette anni (e rispettivi genitori) indossano il kimono per la cerimonia al tempio a cui partecipano proprio a queste eta'
-uomini e donne di 20 anni per celebrare l'avvento dell'eta' adulta
-nei matrimoni tradizionali giapponesi, gli sposi e gli invitati indossano il kimono. Di solito la sposa indossa un kimono bianco.
-eventi formali quali visite o cerimonia del te', feste di famiglia.
-lottatori di sumo devono indossare il kimono nelle uscite pubbliche

Per coloro che vogliono provare l'ebrezza di vestire un abito tradizionale possono affidarsi a varie agenzie, dove alacri assistenti aiutano nella scelta del colore, modello, trucco, accessori, pettinatura e tutto. Sara' poi possibile conservare gli scatti di tutto il procedimento e del risultato finale, oppure come si fa a Kyoto, si può scegliere di fare una passeggiata in centro agghindati come una vera geisha.

Questa e' una delle cose che devo fare, a un certo punto, anche solo per provare quale sia l'effetto per una non giapponese.....alla fine, come si dice, a ognuno il suo....le giapponesi, coi loro occhi scuri, i loro capelli neri, la loro pelle bianca, la loro statura e la loro forma, quando vestite in kimono trasmettono una certa eleganza, si muovono con grazia e armonia nonostante la costrizione dovuta al costume, insomma ricoprono perfettamente il ruolo. Ma io? Non sembrerò un po' fuori luogo? O quanto meno impacciata? C'e' solo un modo per saperlo, bisogna adoperarsi.

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It is a lost habit, that of wearing kimono….

A kimono (着物), literally meaning thing to wear, is typical clothes wear for men, women and children since centuries ago. Once, it was the only daily robe used, in simple fabric the everyday one, and more elaborate for special occasions. Nowadays, contrarily, also because of the inconvenience of wearing a kimono, the clothing choices fall more on a modern and practical wear. For a woman especially, putting a kimono on means wearing at least two layers, one under and one on top, and the kimono itself seen its length and its wide sleeves, is not among the lightest dresses.

In addition, it must wrap around the body firmly, it must be kept that way by a large belt around the waist, and this imposes a rigid and straight posture, while walking with very little step due to the limited motility. A kimono, among the other things, is also a very expensive dress, for it is made of precious fabric and often hand-painted. So, that's one reason why many people opt for a yukata (浴衣), in particular in summer to survive the heat. A yukata is same as a kimono in shape, but it is made of cotton and doesn't require the whole set of accessories which are fundamental with a kimono….people in colorful yukata are a common sight, in summer months especially, when they go and watch fireworks: they dress up for the occasion, as required by tradition in the case of "official events", but they do it with an eye on comfort and convenience.

If you then think of how many kimonos are around, you would give up on wearing one, too. Women kimono, more than men's, are not all the same. They differ based on age, marital status, type of event, and to make sure one understands the distinctions, they come with specific colors, patterns, accessories, model…for example, a geisha can be recognized without fail if she's wearing a kimono so long that it has a tail…the list of kimono models and types is endless and gives me a headache, so I won't touch the topic. If you want to know more, there is more than enough information on google… 

But, but, but. Some official events require, even today, wearing a kimono, and I have to add that I am relieved to know that, because it is always a beautiful thing to see:
-three, five and seven years old kids (and their parents) wear kimono for a ceremony held for them for turning that old
-20 y/o men and women to celebrate their coming of adult age
-traditional weddings, everyone wears kimono. Usually, the bride wears a white heavy kimono
-formal events and gatherings, like tea ceremony, family parties
-sumo wrestlers always wear kimono in public

People (I mean non-Japanese) who want to try a traditional dress on, can do through photoshooting agencies, where efficient assistants help in choosing color, model of a kimono, make-up, accessories, hair-do and such. Then, one can keep the photographs taken  from beginning till the final result, or, this is easy to find in Kyoto, one can go out and have a walk along the streets looking like a real geisha or make.

This is one of those things in my to-do list, because I want to see what effect it might have on a non-Japanese…in the end, I mean, Japanese women with their dark hair and dark eyes, their white smooth skin, their size and shape are just appropriate to wear a kimono, and when they do they show elegance, they walk gracefully despite the tight things wrapped around them…so, I mean, they perfectly fit the role. But what about me? Won't I look a bit out of place? Or clumsy, at least?I have got to know, I have got to do this.








Tuesday, December 4, 2012

Senza tregua - Non stop

Quando si hanno tante cose per la testa finisce sempre che si rimanda fino a quando proprio non se ne può fare a meno, e poi tocca fare tutto di corsa e male. Ecco, esattamente quello che succede di questi tempi alla sottoscritta. 

E' una combinazione di fattori, quali: fatti personali che causano rallentamenti nelle funzioni cerebrali, locomotorie, intellettuali, ovvero stallo; poi ci sono le questioni lavorative, quando si hanno scadenze di progetto e si vede bene che la mole di lavoro si moltiplica in maniera esponenziale….ogni giorno incomincio a scorrere la lista per la giornata, mi tolgo dalle scatole forse un buon 40% del lavoro, ma durante l'intera giornata arrivano altri lavori urgenti, che usando la corsia preferenziale, scavalcano il resto e si piazzano primi. Alla fine della giornata la mia lista e' lunga quanto lo era all'inizio, se non più lunga… 

Poi ci sono questioni legate ai progetti futuri che impegnano non poco la mente, anche perché interconnessi con le scadenze lavorative, con le speranze che erano andate crescendo durante l'anno, con la prospettiva di cambiamenti importanti. 

Tutto questo affatica la mente senza dubbio, ma a lungo andare anche il fisico ne risente, e alla fine di una giornata lavorativa di 10 ore si torna a casa sfiniti e decisamente pronti per la sala rianimazione...
Ma comincio a vedere la luce alla fine del tunnel... 

Dopo settimane, infatti, ho finito con l'importante e delirante compito di comprare i regali di Natale…quelli da portare con me, quelli da spedire, me ne mancano giusto un paio, quelli chiave, da personalizzare, e posso già dimenticarmi di come sia fatto l'ingresso di un negozio. Almeno per un bel po'. Finalmente ho anche spedito i regali da spedire, che sono stati in giro per casa per giorni e giorni…

Dopo giorni di agonia, finalmente ho messo mano alle cartoline di auguri, ma ancora lungi dal considerare questo impegno concluso….e' che non ho tempo, devo coordinare le ore di lavoro con le ore di sonno (poche), le ore di socializzazione (al minimo storico), le ore di auto-commiserazione, gli acquisti (anche pensando a me stessa, una tantum), le varie noie quotidiane come fare la spesa, cucinare, pulire casa, insomma……non ce la faccio ancora. 

Che dire, in mezzo si ci mette anche una conferenza niente meno che a Fukuoka, amata città dall'animo socievole, e questo implica altre ore di lavoro per preparare il materiale da portare. Speriamo che almeno quella settimana li non sia troppo pesante, seppure a farsi 10 ore al giorno di conferenza per quattro giorni non mi suona tanto riposante….va bene, si recupera con qualche ora di salsa alla sera... 

Anche il mio allungare il brodo sulla questione vacanze, visto turistico, viaggio, pernottamenti strategici deve finire. Finalmente i voli sono confermati, grazie al cielo, ma non prevedono un itinerario semplice, come la mia fama richiede. So che ho un letto in cui dormire tutte le sere, ho i miei biglietti aerei, ho la mia prenotazione in hotel tra due voli, e credo questo basti. Per i cambiamenti mi posso sempre giocare la carta dell'ultimo minuto, e che la buona sorte mi accompagni. 


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 When we have too many thoughts running our minds we end up postponing until we cannot postpone anymore, and the results being that we have to do everything in a rush and in a bad way. That's me, exactly that's what is happening to me this time around. 

It is due to a combination of factors: personal matters causing a slowing down of cerebral, intellectual, locomotive functions, I mean I am brain-stuck;then we have work matters, typically projects deadlines that see the amount of work to grow exponentially…every day I start going through my to-do list, I can manage to get out of my way some 40% of it, but somehow during the day other tasks turn up, they run the preferential lane and go up on top of the list. At the end of the day my list is as long as the beginning, if not longer…. 

Then, some issues that have to do with future plans are keeping the mind quite busy, also because interconnected with work deadlines, and with some hopes that were being nurtured along this year, and with the perspective of important changes. 

All this above, is doubtlessly heavy on the mind, but in the long run also the body feels the fatigue, and at the end of a 10 hour working day I go back home exhausted and just ready for the intensive care unit… 

However dark, I can see a glimpse of a light, I might be at the end of a tunnel… 

In facts, after weeks I am done with the delirium caused by the important task of Christmas presents shopping…the ones I will bring with me, the ones to ship, I just miss a couple, the key presents to personalize, and I can already forget how a shop looks. For a while, at least. Eventually I shipped those presents that were meant to be sent by post, not to be hanging around my place for days… 

After days of agony, I finally put my hands on greetings cards, although this task is far from being considered archived…I don't have time, I have to coordinate the hours of work with the (few) hours of sleep, the hours of socialization (below the bare minimum), the hours for auto-commiseration, the shopping (once in a while for myself too), the various everyday annoyances like grocery, cook, clean….so, I can't do everything yet. 

To increase the dose, I have to go to a conference in Fukuoka, lovely city with a sociable soul, and this implies more hours at work to organize and prepare for it. I just hope at least that week be not too tough, although I don't see how 10 hours conference a day, for four days, could be relaxing…meh, I will have to recover with a couple of hours of salsa at night… 

Also, my procrastinating on the topic vacation, visa, travel arrangements, strategic overnight stays must stop. Finally, flight schedule is fixed, but not simple as my fame requires it to be. Right now I know I have a bed to sleep every night, I have my flight tickets, I have my hotel reservation in between flights, and it is enough. As for changes, I can always play the last minute card...and may I be followed by good luck.

45 flavors energizer...maybe?

Monday, December 3, 2012

L'eccezione

I piani per il Natale del 2012 si consolidano, finalmente. Gia' da tempo sapevo quale sarebbe stato il mio destino, seppure non avevo previsto alcune variazioni sul tema per cui sto pagando il prezzo ancora adesso....
Ma comunque, la notiziona e' che mamma e papa' trascorreranno le feste natalizie niente di meno che in Australia!

Dopo varie e ripetute minacce da parte di noi, figli, i signori si sono, infatti, attivati e la vacanza in Australia e' finalmente una realta'. Dicevo che gia' da tempo sapevo come sarebbe andata a finire, nel senso che avevo' fatto piu' di un pensierino sul trascorrere le feste al caldo, e la decisione dei miei genitori altri non e' che un motivo in piu' per convincermi e organizzare le ferie.
Manca ancora tantissimo da fare, ma il grosso e' fatto, l'itinerario e' stabilito, le date anche, gli spostamenti fissati e pagati. Bene, qualche dettaglio minore e tutto sara' pronto.

Non ci credo ancora, questo evento ha cosi' tanto di eccezionalita' che non mi sembra vero. Un viaggio lungo per i miei, che non sono certo esperti viaggiatori, e sembra proprio che non avranno abbastanza tempo per riposarsi, visto che gia' il loro calendario e' fitto di impegni per far si che tutti, parenti e amici di infanzia, possano incontrarli. Impressionante vedere come la macchina dell'informazione si sia subito messa in moto quando i nostri familiari in Australia hanno appreso la lieta novella: i miei hanno ricevuto chiamate da tutti, anche da parenti lontani mai visti ne' conosciuti che vogliono approfittare dell'occasione e incontrarli di persona, amici e pezzi di famiglia da tutti gli angoli piu' remoti dell'Australia (come avevo predetto a mamma che sarebbe successo, conoscendo la gente della mia terra) si sono fatti vivi pretendendo un incontro con questa coppia che dalla loro lontana Sicilia si scomoda per andare fino agli antipodi del mondo....e c'e' da dire che la maggior parte di queste persone, una volta emigrate in Australia, non sono mai tornate nella loro terra d'origine, quindi capisco anche la loro urgenza...e' comprensibile, soprattutto dal punto di vista emozionale, il passato potra' essere ricordato e portera' sorrisi, gioie e malinconia.

Per me, invece, dal punto di vista del viaggio, non c'e' niente di nuovo, il mio itinerario e' come sempre strutturato per toccare varie destinazioni lungo il percorso, pernottamenti qui e li', e ormai davvero non mi lascio spaventare piu' da niente e nessuno....ho abbastanza miglia sulle spalle da potermi definire ben allenata e pronta a ogni evenienza (o quasi), e sempre piu' incline a trattarmi bene come rimedio rigenerante ai lunghi voli.
Dl punto di vista della vacanza, stavolta le mie speranze di poter indugiare nella movida cittadina si riaccendono, poiche' i veri ospiti d'onore saranno i miei e non piu' la sottoscritta. Prevedo che tutte le attenzioni del caso saranno concentrate su di loro, lasciando me con un buon margine di liberta' cosi da potermi ritagliare i miei spazi e incontrare qualche vecchia conoscenza! E' noto, infatti, che le mie vacanze in famiglia, a prescindere da quale parte dell'albero genealogico, sono per me piu' stancanti che rilassanti. Forse quest'anno no, per una volta. L'ho detto, queste feste natalizie hanno molteplici fattori di eccezionalita'. Vanno vissuti e raccontati.

Non resta quindi che ultimare i preparativi, finalizzare tutto ma proprio tutto, preparare la valigia e infine incrociare le dita con l'augurio che tutto vada per il meglio. Fatemi gli auguri. Anzi, fateci gli auguri!

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2012 Christmas plans, finally, take form. I knew already since some time ago what my destiny would look like, although I hadn't accounted for a few variations to the main theme whose I am still paying a high price for, now....
But anyway, the big news is that mum and dad will be spending Christmas holiday in Australia!

After repeated threatening by us, children, our seniors did indeed get active and the Australian trip is finally reality. I knew, as I said, what I would do in this time of the year because I had already given a few thoughts in spending my holiday in a warm place, and my parents' decision is yet another reason to convince myself and organize.
A lot is still to do, but the biggest efforts are done, established an itinerary, dates, places, flights. Now I only have to focus on the smaller details and then it will all be finalized.

I can't still believe it, this event is so exceptional that it doesn't look real. For my parents it will be a long trip, they are not expert travelers and it seems they will have no time to properly recover seen that their calendar is filling up with dates in order to give all relatives and childhood friends a chance to meet. It is impressive to see how the information machine immediately started moving when the family in Australia learned the happy news: my parents received calls from everyone, even almost-unrelated relatives never seen nor met before who want to get a chance to see them in person, friends and pieces of family from all remote corners of Australia (I had already foreseen it happening knowing how people from my land are and warned my mother) turned up claiming a meeting with this couple who's taking the bother to go all the way from Sicily to the opposite end of the world....also, the majority of those people, once emigrated to Australia, never went back to their homeland, so I can understand the urge, especially emotionally-wise, so that the past can be relived and it will bring joy, laughs and melancholy. 

As for me, travel-wise, nothing new. My itinerary is, as usual, crazy and structured so that I can touch multiple destinations along the way, overnight stay here and here, I am not afraid of anything and anyone, I have enough experience on my back to be well trained to face any (oh, well, almost) situation. Also, I became more keen to spoil myself and regenerate the body in between long flights. It's a key point.
From the point of view of the vacation, this time my hopes to indulge in the city nightlife warm up again, since the real guests will be my parents and not me. I expect all the attentions focused on them, leaving me with a good margin of freedom to be able to find my own space and meet a couple of friends!
It is well known, in facts, that family vacation, disregarding what side of the family it is, are tiresome more than relaxing. But maybe, for once, this year it will be different. All in all, I said, this Christmas holidays have multiple sensational factors and must be experienced and recounted afterwards.

So now, last thing to do is finalize the preparation, pack and finally cross the fingers with the wish that everything goes well. Wish me luck. Oh, actually, wish us luck.