Monday, October 29, 2012

End of October....please!


Scordiamocelo pure questo mese di ottobre, che sarebbe anche meglio. Uno stato psico-fisico-emotivo da lasciarsi alle spalle e' quello che mi ha accompagnato per gran parte di questo inizio di autunno, inizio tra l'altro climaticamente gradevole, e che non accenna a migliorare.

Avevo pensato a tutto, e sarebbe stato perfetto….cinque giorni di vacanza in solitaria per il mio compleanno era l'obiettivo del mese. Sud del Giappone, spiagge deserte e calde, hotel-spa di lusso, solitudine e silenzio per meditare sulla vita e altre cose, rinvigorire lo spirito e raggiungere la pace dei sensi. Questo era quello che volevo. Purtroppo la stagione dei tifoni quest'anno e' arrivata due settimane dopo del previsto, il che ha fatto saltare il piano, l'unico che avevo. Quei cinque giorni di vacanza li ho quindi trascorsi a casa, isolandomi dal resto del mondo, perché così mi e' stato imposto da circostanze funeste, e perché così ho voluto in fin dei conti, visto che avevo lo stesso umore del coccodrillo dopo che ha mangiato i suoi piccoli.

Dura battaglia giornaliera quella che ho affrontato per non far trasparire questo umore, che a tratti mi ha visto vinta e a tratti vincente. Deve anche essere colpa di questa relazione di amore e odio che lega me e il Giappone, come ho accennato all'anniversario del mio arrivo nell'impero del sol levante.

L'ultimo lunedì di ottobre e' iniziato il terzo round di un meeting grande quanto il mondo, e per una settimana le strade di Vegas saranno invase da cari vecchi amici e collaboratori alla ricerca del manicaretto perfetto. E che ben venga questo meeting, perché seppure e' impegnativo (e altamente alcolico) aumenta il fattore distrazione…

C'e' anche un fatto positivo in questo mese, così giusto per bilanciare le cose: la mia migliore amica qui in Giappone, Parisa, si trasferisce in un appartamento nel mio stesso palazzo, e questo contribuisce a rafforzare il nostro legame ancora di più, oltre che a darmi una compagnia più stabile. Ora stiamo solo a due piani di distanza, invece che due treni di distanza…e con lei le mie sere sono più luminose: dopo cinque anni, grazie a Parisa ho adesso un lampadario in sala da pranzo!

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Why don't we just forget about this month, it would be better. I have been accompanied from the beginning of this fall -quite pleasant climatically- greatly by a psycho-physical-emotional state, which is not going to improve, I'd rather leave behind.

I had thought about everything and it would have been perfect….five days of solitary vacation for my birthday was this month's goal. South of Japan, deserted and warm beaches, luxury hotel-spa, silence and solitude to meditate about life and other things, rejuvenate the spirit and reach a peaceful status of mind. This is what I wanted. Unfortunately this year we experienced a late typhoon season, two weeks after the expectations, which blew up the plan, the only one I had. Those five days I then spent at home, isolating myself from the rest of the world, because this is what was imposed by the circumstances and because I wanted so, in the end, since I had the same mood as a crocodile after eating its own puppies.

Hard daily battle the one that saw me against hiding such a mood, at times a winner and at times a defeated contestant. It must also be this love and hate relationship between me and Japan, as I mentioned on the anniversary of my arrival in the rising sun empire.

The last monday in October starts a third round of a world-size meeting, and for one week Vegas' streets will be walked by dear old friends and collaborators searching for the perfect deli. Be it welcome, in facts, although demanding (and highly alcoholic), it increases the factor distraction…

There is a positive fact in this month, tho, to balance things: my best friend in Japan, Parisa, moved into a place in my same building and this cannot but contribute to strengthen our bond more, in addition to give me a more stable company. Now we live not two trains apart anymore but just two floors apart..and with her my evenings are brighter: after five years thanks to Parisa I have installed a ceiling light in the living room!


Sunday, October 28, 2012

Sei anni -- Six years


Mi ricordavo bene, ma ho controllato il vecchio passaporto per sicurezza: ho messo piede per la prima volta in Giappone il 28 ottobre 2006, esattamente sei anni fa. Non so dire se il legame tra me e questa terra si sia formato immediatamente o pian piano, fatto sta che c'e' del sentimento.

Nella relazione amorosa che mi lega al Giappone ci sono stati molti alti e bassi, molti risvolti positivi e negativi, ci sono stati gioia e dolore, arrivi e partenze, rotture e riconciliazioni. C'e' stato di tutto, insomma. 
Sono stati sinora sei anni intensi, sei anni in cui ho dovuto imparare a capire il Giappone. Prima mi ha accolto, mi ha, a dire il vero, raccolto dalla solitudine e dalla tristezza in cui sono caduta proprio al mio arrivo, e nonostante la mia scontrosità mi ha tenuto tra le sue braccia. Poi pian piano mi ha dato sempre più libertà e autonomia, sicuro del fatto che non me ne sarei andata tanto lontano...e non si sbagliava. In sei anni sono stata sul punto di lasciarlo svariate volte e per motivi sempre diversi, ma alla fine abbiamo trovato il modo di riconciliarci e riprovare a convivere.

Ho imparato, dicevo, a capire il Giappone, non e' stato facile e non e' tuttora facile, ci vuole tanta volontà e impegno. Ho imparato che essere pazienti alla lunga porta dei risultati. Ho imparato che a volte e' necessario che io mi adatti alle situazioni o ai cambiamenti. Ho imparato che si può essere soli anche quando si e' in mezzo a milioni di persone. Ho imparato a rimboccarmi le maniche. Ho imparato il significato della parola "diversità", in tutte le sue sfumature di razza, opinione, usanza, religione, tradizione, persona. Non so ancora se il Giappone ha imparato ad adattarsi ai tempi e alle persone, se si e' reso conto della sua mentalità ancora all'antica. Siamo cambiati entrambi, io e questa terra, lievemente, lentamente, ma inesorabilmente. Siamo diversi da ciò che eravamo sei anni fa quando ci conoscemmo, e nonostante questa lunga relazione ancora non ci conosciamo affatto bene. Una cosa e' certa: il Giappone e' resistente alle influenze esterne, non lo e' soltanto quando da esse ne dipende la sua supremazia economica…per il resto se ne frega, continua per la sua strada e non scende a compromessi di nessun tipo, il suo modo di vedere il mondo e le persone e' lo stesso che aveva molti anni fa, in una parola, il Giappone e' ancora arretrato.

Sara' forse per questo motivo che ultimamente io e lui siamo in crisi, sono insofferente, sono stanca di dover essere sempre io quella che deve smettere di lottare, sono stanca di dover sempre ricominciare dall'inizio, sono stanca di dovermi sempre e solo adattare. 

Sono comunque contenta di come siano andate le cose finora, facendo un rapido excursus, ho una carriera promettente davanti, un bel numero di contatti importanti e interessanti, un nutrito gruppo di amici sparsi un po' ovunque, una vita piena di esperienze nuove e stimolanti…c'e' pero' che sono stanca. Avrei semplicemente bisogno di una lunga pausa da tutto ciò, forse.

Stiamo vivendo un periodo difficile, in sostanza, io e il mio Giappone, e se questo e' uno di quelle fasi di alti-e-bassi o se siamo proprio giunti al punto di non sopportazione non saprei ancora dirlo con chiarezza…del resto ci riconosciamo ancora tanti lati positivi reciprocamente, ci vogliamo ancora bene, sono dell'idea che ci possono essere ancora tante strade da percorrere assieme, tanti nuovi orizzonti da esplorare….basta ascoltarsi l'un l'altra e trovare un accordo. 

Solo in una cosa non ci potrà mai essere un compromesso: io la moda giapponese non la indosso. E basta.

Ah, oggi e' anche il compleanno di una cara amica di infanzia....tanti auguri Giusy!

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I just checked my old passport to be sure, but I remember correctly: I set foot in Japan the first time on Oct 28 2006, six years ago. I can't say yet whether the bond between me and this land was formed immediately or rather step by step, but the conclusion is the same: there are feelings.

In the love relationship with Japan I've had many highs and lows, many positive and negative outcomes, there has been joy and suffering, comings and goings, break ups and reconciliations. There has been everything.
So far, they have been six intense years, six years where I had to learn and understand Japan. First, he welcomed me, well I gotta say the truth, he grabbed me from the loneliness and sadness I fell into at my arrival, and he kept me in his arms although I haven't been easy to handle. Then, little by little, he gave more freedom and autonomy, sure about the fact that I would not go far…and he was right. In those six years I have been about to leave several times and for different reasons each time, but in the end we found a way to reunite and try to live together again.

I was saying, I learned to understand Japan, it wasn't easy and it is not easy even now, one needs plenty of willpower and dedication. I learned that being patient brings results in the long run. I learned that sometimes it is required that I adapt to changes and to situations. I learned that one can be alone even with a million people around. I have learned to do it myself. I have learned the meaning of the word "diversity" in all its flavors of race, opinion, tradition, religion, person. I don't really know yet if Japan has learned to adapt to the times and to people, if it realized the country's mentality is still old-fashioned. We have both changed, me and this land, slightly, slowly, but inexorably. We are different than who we were six years ago when we met, and despite the long relationship we don't know each other so well yet. One thing is sure: Japan is resistant to external influence. It is not so only when on influence depends its economical power…other than that, it keeps going its own way and undergoes no compromises, of any type, its way of looking at people and the world is as same as decades ago. In one word, japan is still behind.

It may be because of this that lately me and him are in crisis, I am fed up, I am tired of being the one who always gives up fighting, I am tired of starting from the beginning every time, I am tired of being always and the only one to adapt. 

Anyway I am happy for how things have been till now, I mean, if I look back and run through the years, now I have a promising career, a big number of connections, a nice group of friends scattered everywhere, a life full of new and stimulating experiences…thing is, I guess, I am tired. Perhaps I just need a long break, simply.

So, we are going through a rough period me and Japan, and I can't say yet clearly whether this is one of those high-low phases or we got to the "enough" point….all in all we still recognize in the other many positive sides, we still love each other, and I am of the idea that many are the roads we can walk together, many are the places to explore…we only need to listen to each other and find a common agreement. 

Only one thing can't be compromised ever: Japanese fashion. I can't stand it. Period.

Oh, and today is a childhood friend's birthday....happy birthday Giusy!


Monday, October 22, 2012

Green Tokyo


C'e' decisamente troppo cemento a Tokyo. Troppe costruzioni, troppi ponti, troppi cavalcavia, troppi palazzi che si rubano spazio e aria a vicenda, soffocano le case piccole e vecchie che stanno in mezzo nell'attesa di competere con nuovi alti edifici che prenderanno il loro posto…si, perché succederà un giorno o l'altro.
C'e' decisamente poco verde a Tokyo. In proporzione, dico, c'e' pochissimo verde pubblico quando si paragona l'estensione del tessuto urbano con la natura.

Il principale polmone verde della città e' Yoyogi park, che racchiude al suo interno anche il tempio Meiji, il più importante luogo sacro. Ogni fine settimana migliaia di residenti e centinaia di turisti si recano al parco, con amici o con famiglie, per trascorrere qualche ora nella natura e anche per vedere un po' che succede in giro. Infatti a Yoyogi c'e' sempre qualcosa, che sia sagra, festa, per non parlare dei matrimoni tradizionali al tempio che attirano curiosi, e poi il circolo dei rock'n'rolla, quelli che si vestono da personaggi dei cartoni, tipi strani, il tipo giapponese che va in giro con una scimmietta in spalla, la tipa giappa che porta il coniglietto al guinzaglio…..insomma, questo posto e' affollato, e' il centro nevralgico di Tokyo oltre che a esserne il centro verde.
Un altro parco pubblico abbastanza ampio e' quello che ospita lo zoo a Ueno, zona nord di Tokyo. Anche questo un parco gettonato soprattutto per il lago al suo interno, oltre che per il parco animali, un paio di musei e un tempio. 
I giardini intorno al palazzo imperiale, al centro della città, principalmente sono costituiti da prato e qualche pino marittimo a fare ombra.
Yokohama ha pure la sua zona verde, Yamashita park, che si allunga sulla baia, e offre una vista superba della stessa, un accesso rapido a Chinatown e a Motomachi dove lo shopping e' di lusso, i benefici effetti della brezza di mare, il collegamento diretto al molo di Osanbashi, Aka Renga e la ruota panoramica. 

Gli spazi verdi che oltre a far bene al corpo fanno anche bene allo spirito sono invece i giardini in stile giapponese, quelli dove si paga per entrare, quelli dove ogni sasso, ogni pino, ogni fiore, ogni panca si trovano dove si trovano perché così e' stato progettato per loro. Amo visitare i giardini, spesso accompagnata dalla mia macchina fotografica, un libro, e uno stato d'animo da riequilibrare. Funziona sempre, la natura indisturbata ha un effetto calmante immediato e duraturo. Per questo motivo, ce ne dovrebbero essere ancora di più sparsi in giro per la metropoli, il verde non e' mai abbastanza per una città come Tokyo.
Mi ha stupito più di tutti il bellissimo giardino Hamarikyu, situato a un passo da Ginza e direttamente comunicante con la baia, e' aperto all'acqua di mare che viene usata per riempire il canale che fa da perimetro al giardino e anche uno dei laghetti dello stesso. Per raggiungere l'ingresso bisogna attraversare una delle arterie principali (e più trafficate) di tutta Tokyo, al di sopra della quale si snoda anche l'autostrada che collega la città con il resto del Giappone….superato questo ostacolo rumoroso e inquinante, si entra in una bolla di silenzio, che e' il giardino, dove l'unico movimento e l'unico rumore e' lo sbattere delle ali delle gru o delle anatre….il resto, e' ovattato rumore di sottofondo. Stupefacente realtà immobile circondata da costante sonoro metropolitano.

Per fortuna, di queste oasi di pace se ne trovano alcune, e di vere e proprie oasi si tratta: sorgono nel bel mezzo della metropoli caotica, li dove autostrade e strade cittadine si incrociano, li dove l'inquinamento acustico e atmosferico raggiungono livelli limite, e aiutano l'individuo a ritrovare la calma interiore…i giardini non sono come i parchi, non e' consentito fare festini, non e' consentito introdurre bevande o alimenti, non si fa casino, insomma. Li', semplicemente si abbandona ogni istinto frenetico e si entra nel tempio della riconciliazione col proprio io più profondo, si ammira la staticità del tutto, si ascolta il silenzio intorno, ci si rilassa. Tali oasi sono ben congegnate, così da essere vissute in ogni momento dell'anno. La cura nella scelta della vegetazione in base al susseguirsi delle stagioni e' importante per i giapponesi, che sempre hanno dimostrato una sorta di venerazione per l'azione del tempo….i rossi e gialli dell'autunno a simboleggiare l'imminente fine della vita, il rosa e bianco della primavera a simboleggiare la rinascita, i verdi dell'estate a simboleggiare la pienezza della vita e l'energia vitale, e infine l'assenza di vegetazione in inverno a rammentare che ogni inizio ha una fine.

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There's definitely too much concrete in Tokyo. Too much construction, too many bridges, too many ramps and too many buildings stealing air and space from each other, suffocating the smaller and older houses in between, waiting for the replacement new tall buildings to compete with…yes, it will happen that taller bigger places will replace smaller old ones, it will happen one day.
There's definitely little green in Tokyo. Proportionally, I mean, there is too little green when comparing the urban extension with nature.

The main green lung in town is Yoyogi park, with the most sacred Meiji shrine in its grounds, too. Every weekend thousands of residents and hundreds of tourists go to this park with friends or family, to spend some time in the nature and also to check the place out. There's always something on at Yoyogi, festival, events, traditional weddings attracting curious people, the rock'n'rolla circle, the costume players, weird people carrying a monkey in their shoulder or taking a rabbit on a leash….well, this place is crowded, it is Tokyo's hub and its green center.
Another big park is the one in Ueno, which is famous for a big pond, a zoo, a few museums and a temple. The gardens around the imperial palace, in the middle of the city, are actually just lawn and some pine trees for shade.
Yokohama's got its own green area too, Yamashita park, which is located along the seaside, on the bay, and it features a superb view if the bay itself, rapid access to CHinatown and Motomachi (brand shopping), beneficial breeze from the sea, a direct connection to Osanbashi pier, Aka Renga and the amusement park.

Green areas good for both body and soul are, instead, Japanese style gardens, the ones you have to pay entrance fees, the ones where every stone, every tree, every flower, every bench are where they are because it was designed so. I love visiting gardens, I often go, always carrying my camera, a book and a spirit to re-equilibrate. It works all the times, the undisturbed nature has got a calming effect, immediate and lasting. That's why there should be many more around the metropolis, green is never enough for a big city like Tokyo.
On top of all, the beautiful Hamarikyu garden got me. It is located a few steps from Ginza and right on the bay, it is open to the sea water, which is flowing into the canal around it and also one of the ponds inside. To find the entrance one must cross one of the main roads in Tokyo (and one of the most trafficked too), above which sneaks the highway connecting the city with the rest of Japan…this obstacle surpassed, a noisy and polluting one, one enters a silence chamber, the garden, where the only movement and the only sound is the wing flapping of a duck or a crane….the rest is background noise far away. Wonderful immobile reality surrounded by constant metropolitan noise.

Fortunately, there are few of such peace oasis, and real oasis they are: they are found in the middle of the chaotic metropolis, right there where roads and highways cross, there where acoustic and air pollution reach limit levels, they help to find interior calm again….the gardens are not like parks, as parties are forbidden, bringing food and drinks in is forbidden, fun is not the norm. There, one can simply abandon every frenetic itch and enter the temple of reconciliation with the deepest inner self, admire the stillness of the everything, relax. Such places are well designed, so that they can be enjoyed at any time of the year. The care put in choosing the vegetation is explained with the cycle of seasons so important for the Japanese, who have always demonstrated to nurture a sort of worship for time passing….reds and yellows in autumn to symbolize the life soon ending, the whites and the pinks in summer to symbolize re-birth, the greens in summer to symbolize the full of life and vital energy, finally the lack of any vegetation in winter to remind that every beginning has an end.

yoyogi

yoyogi

ueno

tokyo imperial palace

kyushibarikyu garden

hamarikyu garden

shinjuku gyoen

hibiya park

kyushibarikyu

yamashita park

sankeien garden

Thursday, October 18, 2012

The Decision Maker II

Ricordiamoci un attimo della lista delle cose da fare….. (qui) ...cosa posso dire riguardo alle mie decisioni prese solo un mese fa? Uno sfacelo….




Primo. Non faro' il test di giapponese visto che ho perso completamente il senso del tempo e dello spazio e ho dimenticato la scadenza per il pagamento dell'iscrizione…avevo anche ripreso a studiare, ma eventi più grandi hanno avuto la meglio. Non ho la testa per dedicarmici, non ho proprio focus.

Secondo. Si, volevo viaggiare per il mio compleanno, ho anche preso le ferie. Peccato che proprio la settimana che avevo di vacanza ha fatto brutto tempo dappertutto. Dico, dappertutto nel senso delle destinazioni che avevo in mente (e non erano poche), e non solo….quando ci si mettono i tifoni di mezzo, anche spostarsi e' un rischio alto.

Terzo. Si, per lo meno Open Day si e' fatto. Sono andata, ho interagito con bambini di tutte le eta' e con adulti di tutte le eta'. Una boccata di aria fresca in una fase buia.

Quarto. La conferenza a Fukuoka…..beh, e' ancora presto, ma si fa, almeno quella. Oggi in ufficio mi hanno dato conferma di volo e hotel, quindi si va. Speriamo non sia stressante, io voglio avere tempo per andare a ballare!

Le altre cose importanti che avevo deciso per ora devono aspettare e mi sa che sono rimandate a tempo indeterminato. Diciamo soltanto che i primi mesi dell'anno sono stati da incorniciare nella memoria, poi dopo l'estate assieme alle temperature precipitano anche i miei sogni e buoni propositi…

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Let's get back to the to do list I had planned…. (here)... what can I report about those decisions I made just a month ago? A failure…..

First. I won't take the Japanese language test because I totally lost connection with space and time and I missed the deadline to pay the participation fee….I had even started again to study, but bigger events happened. I can't put my head into it right now, I have lost focus completely.

Second. Yes, I wanted to travel on my birthday, and I had even taken days off. Too bad that right the week I had for a vacation, the weather was the worst possible. Or at least around the destinations I had in mind (and were not few), but not only that….I mean, when there's a typhoon around, you don't want to travel at all.

Third. Well, at least we had the Open Day. I went and participate, I interacted with kids and adults of all ages. It was like a cool breeze on a steamy day.

Fourth. Conference in Fukuoka….well, too early to see whether that goes well, but it's on, that one at least. Today I got the flight and hotel confirmed and so I'm going. I hope it won't be stressful, I want to have time to go and dance salsa!

The other important things I had decided for must wait for now...I actually think they'll wait indefinitely. Let's just say that the first months of the year were to be framed in my memory, then after the summer came, together with temperatures my dreams and resolutions re dropping too...

Saturday, October 6, 2012

Lifestyle - Smoking / non smoking


Devo sul serio fare due chiacchiere con chi dice che lo stile di vita giapponese fa bene alla salute….
Ogni posto in cui vado, bar, ristorante, club, e' carico di fumo, i miei polmoni sono ormai saturi di chissà che cosa per via di tutte le sostanze chimiche contenute nelle sigarette, la mia pelle e' piena di rughe che non vanno via neanche con le migliori creme, i mie capelli sono aridi…il mio udito si e' indebolito perché quando la gente beve parla a volume MOLTO più alto del normale e ho paura che presto saro' sorda….tutto quello che mangio e' fritto (o carico di maionese)….

BASTA!!!

Quello che mi disturba più di ogni altra cosa e' l'assenza di leggi anti fumo. Anzi, no, le leggi esistono, ma come sempre capita in Giappone, sono ribaltate rispetto al resto del mondo civilizzato, e tra le altre cose vengono applicate a casaccio, nel senso che ogni città fa a modo suo. Cerchiamo di fare il punto.

Il Giappone e' uno dei pochissimi paesi che resiste alle campagne anti-fumo degli ultimi anni, soprattutto perché lo stato e' interessato al mercato del tabacco e di conseguenza non si preoccupa di varare leggi antifumo efficaci. 
Le sigarette qui costano molto meno che altrove. Nei locali e ristoranti e' concesso fumare. Esatto, nonostante il divieto di fumo in luoghi pubblici stia lentamente facendo breccia anche qui, sono molto pochi i locali, ristoranti, sale da gioco dove non e' consentito fumare, soprattutto se si guarda in Europa dove ormai e' vietato fumare praticamente ovunque, anche a casa vostra se avete un coniuge che non approva…..

Se proprio siete fortunati e il posto che avete scelto ha un'attenzione particolare per entrambe le categorie, potete scegliere se volete godervi il pasto nella zona fumatori o non. La divisione, pero', e' di fatto inutile, perché consiste nel relegarvi a un angolo del ristorante, mentre tutti intorno a voi fanno a gara a chi lascia più mozziconi nel posacenere….
Le sale giochi?Quei posti dove vi sedete davanti a una slot machine e venite rintronati dal rumore assordante? Li, ovviamente si fuma, perché pare che contribuisca a ottundere il cervello del giocatore accanito (nel caso il frastuono avesse causato sordita' cronica)...

Ma dicevamo, le leggi esistono…..e dove vengono applicate? Fuori. Nel senso che fuori, per strada, all'aria aperta, non e' consentito fumare, alle stazioni di treni e metro non si può fumare, agli incroci dei semafori pero' neanche, pensate che se camminate a Ginza con una sigaretta in mano e un ufficiale di polizia nella sua giornata no vi becca, siete multati. Pare sia per limitare al minimo gli effetti del fumo passivo….bella li! Quindi, all'aperto si fuma solo ed esclusivamente in apposite aree fumatori, spesso open-air. Spesso, invece, le aree fumatori sono rappresentate da una bella gabbietta in vetro con porte scorrevoli, così che tutto ciò che succede nell'area fumatori rimane nell'area fumatori. 

Tra uomini e donne, gli uomini fumano di più. Il fatto si spiega facilmente perché chi lavora nella società giapponese sono principalmente gli uomini, i quali conducono una vita stressante in ufficio, quindi il fumo permette loro di estraniarsi per qualche minuto (svariate volte al giorno)….

la speranza e' che le cose migliorino per i non fumatori, ma per ora la soluzione e' scegliere attentamente i luoghi dove vogliate intrattenervi se volete conservarvi in buona salute. L'alternativa e' l'eremitaggio.

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I really have to have a word or two with who says Japanese lifestyle is good for your health…..
Every place I go, bar, restaurant, club, is fogged with smoke, my lungs are impregnated with who knows what from all the smoke's chemicals, my skin shows wrinkles no face cream is going to erase, my hair is drier….my hearing weakened because when people drink they talk MUCH louder than usual and I am afraid I will soon turn deaf….all I eat is deep fried food (or topped with mayo).....

BASTA!!!

What is disturbing more than anything is the lack of smoking bans. Oh, nope, the laws exist, but as it usually happens with Japan, they are different from those in the rest of the civilized world, and in addition they are enforced randomly, meaning that each city apply the laws as they please. Let's try to understand.

Japan is one of the few countries where smoking bans are not yet effective, because the government is involved with the tobacco market and as a consequence is not interested in effective laws regulating smoking.
Smoking is not so expensive here. Smoking is allowed in public places like restaurants. Yes, although smoking bans in public places are slowly attaching here too, restaurants, bars, clubs where smoking is forbidden are very few, especially when we compare Japan to European countries, where smoking is banned in practice everywhere, even in your own home if you happen to have a disapproving partner….

If you are really lucky and the place you chose has attentions to both categories, you can choose whether to enjoy your meal in the smoking or non smoking seats. The separation, though, is in facts useless, because it consists only in waving you to a corner, while around you people seem to compete on who's leaving more butts in the ashtray…
Game arcades? Those places where you sit in front of a slot machine surrounded by boasting noise? There, obviously, you can smoke, apparently it contributes to obfuscate the player's brain more (in case the commotion had caused chronic deafness already)…

But, we were saying….law exist, but are they enforced where and how? Outside. Meaning that outside, in the open, smoking is not allowed, in the train and metro stations neither, smoking is not even allowed at street crossings. If you are caught walking in Ginza while smoking by a police office in a bad mood on a bad day, you'll be in trouble. It seems they don't want smoke in the open to limit the effect of passive smoke….riiiiight! 

Then, outside it is allowed to smoke only in designated smoking areas, open-air those too. Often, smoking areas are a glass box, so that everything that happens in it stays in it.

Comparing men and women, men smoke more. That's easily explained by that workers in Japanese society are mainly men, who live a stressful working life, that's why smoking allows them to get away from it for a few minutes (several times a day)…

The hope is that things for non smokers will be bettter, but right now the solution seems to be to choose the places carefully in order to stay as healthy as possible. The alternative would be hermitage.