Sunday, September 30, 2012

Singapore - viaggio nel viaggio


Una città cosmopolita, asiatica si, ma molto molto occidentalizzata. E' un mix di modernità e di tradizioni, una combinazione di nuovo e vecchio che rende il piccolo e ricco nodo commerciale di Singapore una destinazione da non perdere assolutamente. Il simbolo della città e' una creatura chiamata Merlion con la testa di leone e il corpo di pesce. Il leone perché in lingua locale si traduce "singa", e il pesce serve a ricordare le umili origini del popolo, semplici pescatori.

Il paradigma e' un po' lo stesso di tutte le grandi città di questa parte di mondo.....il centro coi suoi negozi e gli uffici, l'area lungo il fiume che ospita l'intrattenimento diurno e notturno, la baia con la sua classica vista mozzafiato, i quartieri etnici.

Non mi interessano i negozi, ne' i grossi centri commerciali di Singapore, ne ho già abbastanza con Tokyo, non mi interessa lo shopping in nessuna delle sue forme se non quello finalizzato a riempirmi lo stomaco (obiettivo perfettamente raggiunto!), mi posso quindi dedicare ad essere turista sul serio e scarpinare in giro per la città.

Incomincio da Chinatown, e non e' per niente vicina all'idea che mi ero fatta del quartiere: solo ed esclusivamente case stile inglese, tipiche dell'era coloniale quando le navi britanniche ancoravano ai porti di Malesia, Borneo, Sumatra, Indonesia, Sri Lanka e India, intonachi e vernici vivaci, lanterne non rosse ma colorate, palloncini.... Il tempio principale e' quello dove viene conservato il sacro dente di Buddha, informazione che solletica poco il mio interesse e proseguo oltre.

Accompagnata per un intero pomeriggio dal mio angelo custode, Giulia, che non solo mi accoglie in aeroporto, ma mi offre anche il divano di casa sua, osservo le bancarelle di corone di fiori al quartiere indiano, mi trattengo dal fotografare il sari di ogni donna che mi passa davanti, non sia mai che si sentano osservati, mi concentro al tempio ad ascoltare una preghiera recitata ad alta voce da un sacerdote in chissà quale dialetto….sembra essere entrati in una dimensione diversa, un viaggio nello spazio e nel tempo, con destinazione sub continente indiano.

Non molto lontano dal quartiere indiano, invece, c'e' il quartiere arabo, che  di arabo a dire il vero ha solo una moschea, mentre il resto del quartiere e' un mix di palme, case coloniali, negozi di souvenir, ristoranti marocchini, negozi di abbigliamento. Una passeggiata verso il perimetro del quartiere arabo, e si ritorna al presente, la vista della riva del fiume e dei grattacieli moderni mi risveglia e mi riporta dove sapevo di essere, in mezzo al movimento, al traffico, alla gente in pantaloni e camicia che si gode una birra alla fine di una giornata di lavoro.

L'area lungo il fiume, e' lievemente noiosa durante il giorno, ma si trasforma completamente quando si avvicina l'ora dell'aperitivo. Mi e' proprio piaciuta questa parte di Singapore, hotel racchiusi dentro edifici storici, bar e ristoranti a ogni angolo della zona pedonale, tavoli e panche fuori a ricordarmi un po' dell'estate mediterranea, musica e intrattenimento. Sorprendente la percentuale di stranieri, ma alla fine, a Singapore, e' difficile marcare il limite tra popolazione locale e espatriati, visto che la città e' proprio un grosso calderone di razze e etnie.

La baia e' il fiore all'occhiello di Singapore, rivalutata da quando il complesso di hotel noto come Marina Bay Sands e' stato inaugurato solo pochi anni fa. Bella di giorno e bella di sera, in questi giorni in ferventi preparativi per accogliere il gran premio di F1, che qui si corre lungo le strade cittadine, l'area della baia offre un po' di tutto dai teatri ai negozi di lusso, dal museo d'arte nascosto dentro a un edificio a forma di fiore di loto al giardino botanico, dai bar in cima ai grattacieli per una vista a tutto tondo alla ruota panoramica più grande d'Asia.
Arte moderna e architettura si mescolano per dare vita al ponte a forma di doppia elica, il teatro dalla forma di un durian, lo stesso Marina Sands hotel con la sua piscina sul tetto, ma il premio per il progetto eco sostenibile va ai super-alberi artificiali costruiti nel parco che ospita anche il nuovo giardino botanico, capaci di produrre energia dal sole, funzionano da giardini verticali in quanto ricoperti (col tempo) da fogliame vero, e capaci di raccogliere acqua piovana.

Singapore e' pulita, moderna e piena di storia allo stesso tempo, le infrastrutture esistono ma non eccedono come invece succede a Tokyo, la qualità della vita e' medio-alta e in generale il costo della vita non e' poi così elevato. Dunque, si, mi e' piaciuta molto e sicuramente mi rivedranno presto al controllo passaporti.

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A cosmopolitan city, very Asian style, but also westernized. It is a mix of modern and traditions, a combination of old and new that makes the small and rich commercial hub of Singapore a destination not to be missed. Symbol of the city is a Merlion, a creature with a lion head (to symbolize the city's name as lion is translated as "singa" in local language) and a fish body (to remind of the humble origin of the people as fishermen), and a 70mt tall statue-fountain for it stands by the bay area.

The paradigm is same as all other big cities in this part of the globe…a centre with shops and offices, a riverside area featuring the daily and nightly entertainment, a bay with its breathtaking view, the ethnic areas.

I am not interested in Singapore's shops nor its shopping malls -I can say I have enough with Tokyo already-, I definitely don't care about shopping in all forms unless it is aimed to fill my stomach (target fully achieved!). I then dedicate my attention to the city itself and I switch to full tourist mode. I start with Chinatown, and it is not a tiny bit close to the idea I had about the neighborhood: only British style buildings, typical of that colonial era when British ships reached Malaysia, Borneo, Sumatra, Indonesia, India and Sri Lanka, colorful facades, colorful lanterns, balloons…The main temple is the one where the sacred Buddha's tooth is kept. This information tickles my interest..not. I can move on. I have a lot more to see.

In my afternoon errands I am accompanied by Gloria, the one who not only picked me up at the airport, but gave me also a place to sleep. Together we visit the Indian area where sellers sell their flower chains for the offerings, people pray in who knows what dialect at the temple, and I have to refrain from taking a photo of every woman wearing a sari…I feel I am in another dimension, like I traveled in space and time and fell on the Indian sub continent.

Not far from Little India is Arab street, the islamic neighborhood of Singapore, which has got one beautiful mosque to testify its arab character, but other than that is all palm trees, colonial style houses, souvenir shops, moroccan restaurants, clothing shops. We walk around the perimeter of the islamic area and then we're back again to the present, I snap back to reality once I spot the river banks and the modern skyscrapers, and then I know where I was, in the traffic, in the busy street with office crowds rushing home or having a pint after a day's work.

The area by the river, which is quite boring at daytime, animates at night. I definitely liked this part of Singapore, where historical buildings hide pricy hotels, and where the bars and restaurants with their tables outside remind me of Mediterranean summers. I was nicely impressed by the percentage of foreigners, again, but in the end, here in Singapore, drawing the line between local and expat population is quite difficult as the city is a huge ethnic and racial cauldron. Let's say caucasians were many. 

The bay is Singapore's main attraction, only few years ago further enriched by the construction of the Marina Bay Sands hotels and malls complex. Beautiful at both day and night, and in these days fervent in preparation of the F1 race happening right along the city roads, the bay area offers a bit of everything: from theaters to luxury shops, from the art science museum hidden in a lotus flow shaped architecture to the botanical gardens, from the bars on top of the skyscrapers to Asia's biggest ferris wheel.
Modern art and architecture blend together in works like the Helix bridge, the durian-shaped theatre, Marina Sands Hotel itself and its rooftop pool. But the prize for sustainable architecture goes to the artificial Super-Trees built in the park where the new botanical gardens are. Those super trees can produce energy from sunlight, they function as vertical gardens for they are covered (with time) by real leaves, and can serve to collect rain water.

Singapore is clean, modern and historical at the same time, infrastructures exist but they don't suffocate the urban circuit like what happens in Tokyo, the quality of life is middle-high and in general the living costs are not so expensive. So, yes, I liked Singapore a lot and for sure they will see me again at the airport immigration check-points. 






















Friday, September 28, 2012

Brother-sitting

Finalmente dopo avermi fatto aspettare tanti anni nel lontano est, un altro membro della famiglia si avventura in un viaggio verso Tokyo. Viaggio di lavoro, si, ma pur sempre una buona occasione per me per incontrare il fratellone e passare il fine settimana assieme.

Basati a Shunjuku, tantissime sono le cose che si possono fare in un solo weekend senza allontanarsi per nulla, ma poiché il maltempo sembra avercela con noi, il giro turistico programmato per una rapida assimilazione dei luoghi chiave salta in funzione di un più spa-cifico programma...gioco di parole voluto. Eh, si la vita e' dura!

Intanto bisogna che accolga mio fratello in città, e al benvenuto ci pensa il New York Bar del Park Hyatt Hotel. Per chi non lo sapesse ancora, questo hotel e il suo bar sono diventati destinazioni turistiche dopo l'uscita del film "Lost in Translations", proprio perché molte scene del film sono state girate li. Voglio dire, il bar in se' non ha niente di speciale, pero', consentitemi, la vista dal 52-esimo piano su una Tokyo by night merita il disturbo. Tra le altre cose, c'e' musica live, e quella sera una band suonava jazz. L'atmosfera era rilassata, il chiacchiericcio limitato al minimo, la lista degli alcolici e' ricca e soddisfacente. Come inizio direi che non c'e' male, e per me e' anche un'altra cosa da depennare dalla lista delle cose da fare....ebbene si, non ero ancora stata in questo bar, proprio perché non si era mai presentata l'occasione. Vi incoraggio ad andare, i cocktail non sono poi tanto più cari di un qualsiasi altro bar come invece immaginavo, e non e' necessario vestirsi bene come molti potrebbero pensare. Dopo l'aperitivo così in alto, ci spostiamo un po' più in basso, sia figurativamente che fisicamente, e andiamo a cenare in una izakaya allo sbaraglio, giusto per far provare a mio fratello gli antipodi dell'intrattenimento, e qualcosa di genuinamente giapponese.

Il giorno in cui potevamo sperare di fare un giro e' stato pilotato da uno dei colleghi di mio fratello che ha voluto invitarci a pranzo e quindi ce la passiamo a cercare un ristorante nella zona dei grttacieli a Shinjuku. Stiamo inguaiati fino al tardo pomeriggio, il che non ci lascia molte ore di luce ormai. Decidiamo quindi di passare il resto del pomeriggio al chiuso.

Usare i servizi dell'hotel Hilton e' una nuova esperienza per me, quindi eccomi a fare un bagno caldo nella vasca termale con le bolle, poi una sauna in una cameretta calda calda e soffocante, poi ancora bagno freddo e qualche minuto ancora di bollicine, e poi via in piscina per una mezz'oretta di esercizio. 
Devo purtroppo dire che, anche in base alle esperienze che ho avuto, mi aspettavo un po' di più da un hotel come l'Hilton....la piscina era piccolissima, così come lo erano spa e sauna, una stanza piccolina capace di ospitare 2 persone alla volta per la sauna e una vasca altrettanto capiente.....mah, per fortuna in tutto ciò, a parte in piscina che con 5 persone era già affollata, ero da sola e quindi oltre che a un'ora di benessere ho passato anche un'ora di solitudine, pace e silenzio.

La domenica, il giorno in cui speravamo di, finalmente, fare un giro turistico minimale, viene fuori una giornata di vento e pioggia. Nel tardo pomeriggio, decidiamo di fare shopping, poi io e mio fratello dobbiamo già salutarci.
In fin dei conti, un incontro inusuale. Chi avrebbe mai pensato che un giorno io e il fratellone avremmo mangiato karage (pollo fritto) e sashimi a Shinjuku!

La vita, a guardarla meglio da questa prospettiva, non e' poi tanto male....

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Eventually, after been waiting many years in the far East for it, another family member ventures towards Tokyo. It was a business trip, but still it is a good chance to meet up with big bro and spend the weekend together.

We're based in Shinjuku and without going anywhere far we could do many things in one weekend, however the weather is not on our side, whatever tour for a quick assimilation of the key places I had planned must change into a more spa-cific (pun intended) program. Yeah, life is difficult!

First things first, I have to welcome my brother in Tokyo and for that we go to the New York Bar at Park Hyatt hotel. If you don't know yet, this hotel and its bar are quite a touristic destination since the movie "Lost in Translations" came out, as many of the scenes were shot right there. I mean, the bar is nothing special, but let me tell you, the night view over Tokyo from the 52nd floor deserves the bother. Among the other things, they play live music. That evening they had a jazz band. The atmosphere was relaxed, the chat was kept to the minimum, the alcohol list is satisfactory and long. As a start is not too bad, and the bar experience for me represented another thing in the to-do list to tick….yes, right, I hadn't been there before, just not the right occasion had arrived yet. I encourage you to go, cocktails are not so much more expensive than any other good bar in town, and there is no dressing code. After a drink so high up, we move deep down, both physically and figuratively speaking, and we go to a cheap izakaya for dinner so to let my brother try the two extremes in entertainment, and also to try something genuinely Japanese.  

The day we could have done some sightseeing is hijacked by one of my brother's colleagues who wants to invite us for lunch, so there we are looking around the restaurants in Shinjuku skyscrapers district. We are busy until late afternoon and so we have no much of daylight left by then. We decide for an afternoon indoors.
A new experience for me is to use the Hilton hotel facilities....so I go having a hot bath in the bubbly thermal water,  then sauna, in a tiny and steamy room, then a cold bath and again one more dip in the hot bubbly water and then off to a half an hour swim in the pool.

Now, I would have to write a complain letter to Hilton, as I was expecting something more from such a big place…the pool was small, so were the sauna and the hot bath, the rooms were so small to fit a maximum of two persons. Fortunately, apart from the pool that felt crowded with just 5 people, I was alone in the spa and that gave me the possibility to enjoy one hour of relax and at the same time quiet, peace and solitude.

On Sunday, the day we were finally hoping to do some minimal walking tour, it rains and rains. Later in the afternoon the only thing we can do is shop a little, then me and my brother have to part.
All in all it was quite a catch up. Who had thought that one day me and big brother would have been eating karage and sashimi together in Shinjuku!

Life, looking at it from this perspective, is not that bad….




Tuesday, September 25, 2012

Kuala Lumpur - shutting up the Italian

Dopo insuccessi e fallimenti vari, finalmente le meritate vacanze estive arrivano anche per me. Bagaglio leggero in spalla, destinazione e' la solita Kuala Lumpur, crogiolo di religioni, tradizioni e culture. 

Niente di nuovo durante la mia permanenza in Malesia, solo tanto sole a bordo piscina, buon cibo, uscite coi soliti sospetti, ma anche la scoperta del caffè stile Vietnam e un paio di incontri cruciali, uno di piacere e uno di lavoro, un tentativo meschino di apprendimento del tennis che era più un mancare la palla piuttosto che colpirla…meglio se lascio giocare gli altri, eh!

Uscendo in centro, mi torna in mente la prima visita a KL con Elisa, era sera, qualche ora ancora prima di tornare in aeroporto, eravamo ai piedi della KL Tower in cerca di un posticino simpatico per cena, li' in zona. Non avendo con noi una buona mappa, ne' GPS, ne' idea di dove andare, ci siamo arrese e abbiamo cenato in aeroporto.....
Ora, tutte le volte che torno a KL mi ritrovo nella solita area, principalmente una manciata di stradine sulle quali si affacciano ristoranti e bar per tutti i gusti e per tutte le tasche, e a due passi dalla stessa KL Tower che io e Elisa avevamo visitato tempo fa, ignare del quartiere vivace che stava li ad aspettarci da qualche parte.
Anche orientarmi in città sembra essere più facile, riconosco le aree, gli edifici, i posti, ma per avventurarmi da sola nella rete urbana c'e' tempo, per ora approfitto della disponibilità altrui nel portarmi in giro. Tuttavia questa familiarizazione fa un certo effetto: tornare a KL sembra come tornare a casa dopo una lunga assenza, quando si ha quella sensazione che tutto e' cambiato nel frattempo che si e' stati via. C'e' anche un altro fattore che mi fa sentire a casa in questo posto, e che avevo già notato durante le mie visite precedenti: si vive un po' come in Sicilia, dove il servizio non e' sempre impeccabile, ma la personalità di chi si occupa di te riesce in qualche modo a farti dimenticare delle buone maniere (che poi, diciamocelo, per chi si abitua al Giappone e' difficile poi trovare eguali altrove....). I tassisti si perdono due volte su tre, anche se prima ti dicono che sanno esattamente dove andare, spesso ti tocca ripetere quello che dici più di una volta visto che, seppure l'inglese e' parlato dappertutto, il livello non e' sempre quello che ci si aspetta, i mezzi pubblici sono vecchi e sporchi....insomma, per me proprio come a casa.

Questa volta mi e' anche capitato di fare una visita lampo alla vicina Singapore, solo due giorni, ma già che mi ci trovo, l'occasione la sfrutto al volo. La coincidenza per Tokyo mi parte da un altro aeroporto rispetto a quello in cui mi lascia Singapore airlines, e ciò mi permette di provare lo shuttle bus che opera tra i due terminal, distanti una trentina di KM uno dall'altro. Alla stazione degli autobus non ho neanche bisogno di chiedere informazioni perché appena vengo presa di mira, vengo immediatamente ridiretta alla fermata dello shuttle bus.....tsk tsk, come se ce lo avessi scritto in faccia. Pero, certo e' che tra i molti viaggiatori che scelgono l'autobus come mezzo di trasporto, quasi sicuramente sono viaggiatori in transito, eh!

L'ultimo ricordo di KL e' quindi il lussuoso tragitto dall'aeroporto internazionale allo scalo low cost, all'interno d un autobus scassato che sbuffava e cigolava a ogni colpo di acceleratore e rischiava di aprirsi in due da un momento all'altro….

E se volete sapere come si fa a zittire un Italiano, chiedetelo a un tipo di Perth che ho incontrato per caso....vi rispondera' che basta legargli le mani!!

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After unsuccessful and failed attempts, it is finally summer vacation time for me too. Light baggage on my back, destination the melting pot of religions, cultures and traditions Kuala Lumpur. Again.

Nothing so new about my stay in Malaysia, only catching the sun by the pool, good food, going out with the usual suspects, but also new stuff like the discovery of Vietnamese coffee and a couple of important meetings, one for pleasure and the other for work, I even tried to miserably play tennis but I mostly missed the ball rather than hitting it…I better left the others play eh!

When I went out in the city, I remembered the first time I visited KL with Elisa, it was evening, we had a few more hours to kill before heading back to the airport and we were looking for a local place to eat near the KL Tower. We didn't have any detailed maps, nor any GPS or ideas where to go, so in the end we gave up and had dinner later at the terminal…
Now, when I go back there, I always go to the same area, a handful of lively streets lined with bars and restaurants for all needs right there, close to that very same KL Tower me and Elisa visited some time back, not aware at all of the nice area waiting for us a few steps away.

Finding my way and orientation is also becoming easier, I recognize the areas, the places, the buildings, but I will wait a bit more to venture alone…for now I keep using others' availability in driving me around. However, this familiarization with the surroundings has a strange effect: going back to KL seems now like going back home after a long absence, when one has the feeling that everything has changed while one was away. There is another thing that makes me feel home here, and I had already noticed it also in my previous visits: they live a bit like in Sicily, where service is not perfect all the time, but the personality of the people who serve you makes up for the lack of professionally and good manners somehow (although, who has lived and been spoiled in Japan will find hard to accept any other manners…). Taxi drivers get lost two times out of three, even if before they ensure they know where to go, often I have to repeat the same thing more than once because although English is widely spoken, it is not so widely understood, apparently, and public transportation is old and dirty….I mean, it is just like back home.

This time I also happened to visit nearby Singapore, for just two days, but since I had the opportunity I used it on the fly. The connection for Tokyo takes off from another airport, not the same one where Singapore airlines drops me, and thanks to this I have the chance to try the shuttle bus service between the two terminals which are 30KM apart. At the bus station I don't even have to ask where and how, because they immediately spot me and automatically redirect me to the bus stop…tsk tsk, looks like I have it written along on my face that I am going to catch a plane. But, sure, among all travelers who choose to move around by bus, the vast majority must be people on transit eh!

So, my last memory of KL this time is the ultimate luxury trip from the international airport terminal to the low cost carrier terminal, in a wrecked bus, clinging and panting with every steer and was about to rip open at any moment….

And if you want to know how to shut up an Italian, ask a guy from Perth I met randomly...he'll reply enough is to tie their hands!!


Thursday, September 6, 2012

Health Re-check -- Ricontrollo medico

Ogni anno l'azienda ha l'obbligo di sottoporci a controlli medici. E' per legge. Perché qui in Giappone l'azienda deve dimostrare che si preoccupa dei suoi lavoratori.
Da poco abbiamo avuto il classico appuntamento con prelievi, controllo vista, pressione, calcolo BMI eccetera. Come ogni anno i miei risultati sono ottimi, tranne che per la massa corporea, il cui indice e' troppo basso….ovvero, devo mettere su qualche chilo…..quanto esattamente, l'ho saputo oggi grazie a una campagna di sensibilizzazione alla salute promossa dal centro per la salute della nostra azienda.
Per la prima volta, siamo stati al cospetto di macchinari sofisticati in grado di leggere ogni minimo segnale del corpo. Visite gratuite, o piuttosto dimostrazioni gratuite, proponevano:

1) Valutazione della salute dei vasi sanguigni. Un piccolissimo sensore, come un lettore di impronte digitali, e' collegato a un pc e registra i segnali provenienti dai capillari sull'indice….e calcola la salute dei vasi. L'eta' dei miei e' stimata essere 27.

2) Calcolo della massa magra, massa grassa e peso. Basta stare in piedi su una piattaforma e mantenere una certa posizione per un certo numero di secondi per sapere quale sia la propria massa corporea, la percentuale di grasso nelle varie parti del corpo, la percentuale di muscoli nelle varie aree, la percentuale totale di grasso corporeo, di proteine, di minerali eccetera. Grazie a questo ritrovato della tecnologia ho scoperto che dovrei avere 12 chili in più! Il mio grasso e' il 14% dell'intera massa corporea. Per il resto, la mia forza muscolare e il tono sono ottimi, ben bilanciata tra destra e sinistra, e così e' il mio grasso….meno male, non mi ci vedo con un fianco che sporge più dell'altro….

3) Calcolo della densità ossea. Il piede viene immobilizzato e un gel viene applicato ai lati della caviglia, sui punti dove verranno posizionati i sensori capaci di leggere la densità delle ossa. Ora, nonostante io mangi tanto formaggio, tanto yogurt e latte, i risultati dicono che la mia densità ossea e' bassa. E che devo fare, un bagno nel latte? Una scorpacciata di mozzarella di bufala?

4) Misura del bilanciamento e della postura. Questo e' stato il mio test preferito, e quello che rispetto a tutti gli altri, da' risultati veritieri, con fondamento scientifico. Si sale su una piattaforma che legge l'impronta dei piedi, come in una radiografia. Le aree più luminose, cioè le aree dove il peso esercita maggiore pressione, rivelano se ci sono errori di postura, e la forma della pianta indica se si e' sedentari o meno. Io ho un piede da sportiva, visto che la pianta e' arcuata. Meno male, coi piedi piatti a papera non mi sarei sentita certo a mio agio. La postura, poi, perfetta. Sospiro di sollievo!

5) Calcolo dell'eta' della pelle. Un macchinario che, dopo aver assimilato risposte a domande del tipo usi creme solari, ti preoccupi della tua pelle, quante ore dormi, dopo aver richiesto che i palmi delle tue mani poggino su dei sensori di pressione, dopo aver in qualche modo letto delle informazioni essenziali attraverso due sensori applicati ai lati della faccia, sputa il verdetto sull'eta' che la tua pelle dimostra. Io me la sono cavata con 34 anni. Nei volti delle donne giapponesi ho visto dipinto il terrore di sapere che risultato avrebbero ottenuto. Pero' , care donne giapponesi, qui vengo in vostra difesa: c'e' da dire che io un macchinario che stima l'eta' della pelle sottraendo l'eta' nel caso dal questionario risulta che curi la pelle e aggiungendo nel caso contrario….non e' un esame vero della pelle, e' solo un esame della dedizione di ognuno alla cura di se! Non e' che lo prenderei tanto sul serio. Ma forse la compattezza dei tessuti misurata (si spera) dal sensore aiuta ad aggiustare la stima prettamente statistica. Vai a sapere, io ho solo uno scontrino con una lunga spiegazione in giapponese, vedete un po' voi….

6) Calcolo del livello di stress mentale. Ecco, il secondo test più temuto dai giapponesi che hanno fatto una fila lunghissima per farsi misurare la testa….io, già delusa dallo stato della mia pelle, non ho voluto sapere come fosse la mia salute mentale…so che non sono una psicopatica, ne' una schizzata, quindi non mi voglio sottoporre allo stress dell'attesa per poi farmi misurare i livelli di stress. Sara' forse per questo motivo che quelli che aspettavano per questo esame facevano esercizi di stiramento e rilassamento dei muscoli?

In sostanza, un'ora di svago a provare tutti i test rubata alla scrivania.

In tutto questo, c'e' da dire che chi e' in cattiva salute e' l'ambiente: spreco di carta stampata e inchiostro possono far bene alla nostra autostima, ma non fanno certo bene all'ambiente....

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Every year our company must put us through medical examinations. It is a law. Here in Japan a company is to show to care about its own employee.
We've had earlier this summer our appointment with eye sight check, blood tests, pressure, BMI and so on. Like every year, my results are optimal but the body mass index, too low…..that is, I gotta put some KGs on….exactly how much I discovered today thanks to a campaign about health awareness promoted by our institute's health center.
For the first time, we were put in front of sophisticated machines that could read every tiny body signal. The free tests, rather free demos actually, featured:

1) Blood vessels age. A sensor, in the form of a fingerprint scanner, was connected to a pc and monitored the activity going on in our index finger….and could calculate the vessels status. My blood vessels' age is estimated at 27.

2) Weight, fat mass, muscle mass calculation. Just stand on a support and keep a steady position for a certain amount of time to know about own BMI, percentage of fat in various areas of the body, percentage of muscles, proteins, minerals, and such. Thanks to this high tech machine I know I have to put on 12KG!!! My fat is 14% of the whole body mass. All the rest, muscular strength, tone are optimal, well balanced between left and right side, and so is my fat….that's good news, I really can't imagine myself with a heap sticking out more than the other…..

3) Bone density calculation. A foot is immobilized and a gel is applied on both sides of the ankle, right on two spots where sensors are placed, so that they can read the density of the bone. Now, although I eat cheese, milk, yogurt, the results are discouraging, I have a low bone density. What shall I do? Swim in milk? Stuff myself with buffalo mozzarella?

4) Body balance measure. This is my favorite test, and the one among all that convinced me of the results, as based on scientific grounds. Stand on a stage, your footprints are on display in a X-ray image fashion. The brighter areas, that is the ones where the body weight is stronger, reveal whether the body posture is correct, and the shape of the prints reveals whether one is a fitness geek or a couch surfer. I have a foot shape of an athlete, because the central part of my feet don't touch the ground. Good, I won't feel comfortable in knowing I am flat-footed. My posture is perfect. Phew!

5) Skin age check. A machine asks a lot of questions like do u use sun screen, do you care about your skin, how many hours do you sleep, and after somehow reading essential information via two sensors placed on your face spits out the verdict on the age the skin shows. I went away with 34. I could see the terror on the faces of all those Japanese women waiting their turn to find out what results they would get. I can support your case, women: I have to say that I wouldn't trust a machine that estimates the age of the skin by subtracting years in case it emerges from the questions that you care about your skin and by adding years in the opposite case…..it doesn't look like a trustful skin check, it only tests how much everyone cares about themselves! I won't take it too seriously. Maybe the tissue tone can be measured (I hope at least) by the sensors, and that should support the statistical estimation. Who knows, I just got a long receipt with a satisfactory explanation in Japanese….

6) Mental stress check. Now, this was the second most feared test by the Japanese, but they anyway queued patiently to get their head tested…as for me, I was already deluded by the status of my skin and I didn't want to know how my brain was doing….I know I am not psycho nor schizophrenic, so I think I can save myself the stress of waiting to get my stress level measured. Maybe this the reason why all the ones who were waiting for the test were instructed to stretch and relax their muscles?

All in all, with this I had one hour of fun more and one hour less  at my desk.

In all this, I got to say that in bad health conditions is the environment: excess of printed paper and ink can do good to our self esteem, but definitely don't do any good to the environment.....

5- skin age

4- Body balance

4- Piedi d'atleta

2-weight, mass, fat

3-bone density

1-blod vessel status

Real health check, all 'A'  -- Controllo medico, tutte 'A'
ehm.......

Wednesday, September 5, 2012

The Decision Maker

Ho attraversato un periodo pesante il mese scorso, per varie cose, e sembra che non sia ancora finito. Ho anche preso alcune decisioni, nel frattempo, una specie di propositi, alcuni dei quali mi porterebbero lontano se riesco a portarli a termine.

Primo, ho deciso che provero di nuovo il test di lingua giapponese a dicembre. Ho solo tre mesi per rinfrescare la mia povera conoscenza del giapponese, non ho toccato un libro in 5 anni e non penso di avere abbastanza tempo per concentrarmi su questo, ma mi voglio dare un'altra possibilita. L'ultima credo.

Secondo, ho deciso che voglio viaggiare per il mio compleanno. Rispetto al passato, quest'anno non ho praticamente viaggiato e quindi ho bisogno di allargare il mio portfolio. O sola o in compagnia, trovero una destinazione. L'unica limitazione e' che voglio una spiaggia, un posto tropicale o caldo abbastanza dove rifugiarmi per curare tristezza e cattivo umore con la terapia del sole.

Terzo, ho deciso che partecipero all'Open Day del nostro istituto anche quest'anno. L'evento e' organizzato con lo scopo di attirare piccoli e meno piccoli verso il mondo scientifico, aprendo le porte al pubblico. In piu, posso provare a migliorare il mio giapponese....vedi primo punto.

Quarto, sebbene ero fortemente determinata a non partecipare piu a una conferenza domestica dopo aver provato la prima volta, quando ho scoperto la sede di quest'anno ho subito cambiato idea.  Quest'anno la conferenza MBSJ si tiene a Fukuoka, una citta che mi piace e una citta che voglio visitare di nuovo, se non fosse per una di molte ragioni: salsa. Infatti la scena salsera a Fukuoka, apparentemente, e' al pari di, se non meglio di, Tokyo. Decisamente vale la pena sfruttare un viaggio di lavoro tutto pagato e una conferenza di 4 giorni stancanti, per cui tra l'altro mi devo preparare....

Ho anche deciso alcune altre cose importanti, ma ancora non e' il momento di parlarne. Per quelle, c'e' tempo.

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I had a tough time in the past month, in many ways, and I it's not over yet. I have also come up with a bunch of decisions, meantime, kind of resolutions, some of which will take me far if I will manage to stick to them.

First, I decided that I will again try the Japanese language test in December. I only have three months to refresh my poor knowledge of Japanese, I haven't touched a study book in 5 years and I don't think I will have enough time to focus on this, but I want to give myself another chance. The last one, I think. 

Second, I decided I want to travel on my birthday. Compared to the past, I haven't visited nearly anywhere this year, so I need to expand my portfolio. Either alone or with company, I will find a destination. The only one limitation is, it must be beach, a tropical/ warm enough escape where to cure my sorrows and bad moods with sun therapy.

Third, I decided I will again participate to the Institute's Open Day this year too. This event is held with the aim to draw interest in science, especially kids and teenagers, whit opening our labs to the public. Plus, I can see if I can improve my Japanese language skills....see point one.

Fourth, although strongly determined not to participate to a big domestic conference after trying it the first time, when I discovered the location chosen for this year, I immediately changed my mind. This year's MBSJ is held in Fukuoka, a city I liked and a city I want to visit again for mainly one out of many reason: salsa. Yes, salsa scene in Fukuoka is apparently as good as , if not better than, Tokyo's. Definitely worth a fully paid business trip and a busy4-day  conference, which I have to prepare for....

I have decided a few of other important things, but it is  not the right time to talk about them right now. Those ones, later.

Saturday, September 1, 2012

Lifestyle - Try hard, try harder


Questa puntata di Lifestyle si ricollega un po' al concetto di ganbarimasu (here) e ai segnali che ci dicono quando gli stranieri si abituano alla vit giapponese.

Ho notato, e continuo a notare con crescente frequenza, che c'e' un particolare segno che rivela quando cadiamo nel vortice delle costumanze giapponesi. Non e' un segno elencato nella mia lista dei 30 segni (here), ma ci dovrebbe essere perché segna ma proprio sul serio la trasformazione di uno straniero in un giapponese, più di ogni altra cosa….
PROVO a darvi qualche aiuto, PROVO a mettervi sulla strada giusta, PROVO a semplificare….nessuna idea? PROVATECI ancora….

Si, noi stranieri, dopo un po' di tempo nella terra dove nessuno ama distinguersi, dove nessuno ama essere assertivo, dove nessuno ama dare una risposta chiara e definitiva come si o no, ci dimentichiamo della nostra sicurezza e ci mettiamo a coltivare l'incertezza.

Al lavoro, quando rispondiamo alle emali o quando partecipiamo alle riunioni o quando facciamo progetti con il capo, PROVIAMO a finire in tempo, PROVIAMO a scrivere un buon articolo, PROVIAMO a completare un lavoro quanto prima, PROVIAMO a essere puntuali alla prossima riunione, eccetera.

Tra amici, PROVIAMO a esserci all'evento di stasera, PROVIAMO a arrivare senza ritardo, PROVIAMO a organizzare una pausa caffè, PROVIAMO a unirci al gruppo, eccetera.

Tutti incominciamo a capire che essere vaghi ci da un certo grado di libertà, come se qualcosa come SI o LO FACCIO, e' una responsabilità che pesa sulle spalle, non lascia spazio a errori, incidenti, eventi fortuiti e altro. In una parola, ci e' comodo.

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This Lifestyle episode somehow is related to the gambarimasu concept (here) and to the signs foreigners show when they grow accustomed to Japanese life.

I have noticed, and keep noticing with increasing frequency, that there is one particular sign that unveils our falling into Japanese customs. It is not listed in my 30 signs (here) but it should actually be in that list because it really really really marks the transformation of you as a foreigner into a Japanese more than other customs….
I will TRY to give you some hints, I will TRY to put you in the right track, I will TRY to make it simpler for you…..no clue? TRY harder…

Yes, us foreigners, after some time in the country where no one loves to stand out, no one likes to be assertive, no one likes to give a final clear answer as yes or no, we abandon our confidence too and begin to cultivate uncertainty.

At work, when we reply to emails or talk at meetings or discuss plans with our bosses, we TRY to meet the deadlines, we TRY to write a good paper, we TRY to complete a task asap, we TRY to be on time at the next meeting, and so on.

With friends, we TRY to make it for tonight's gig, we TRY to arrive on time at the meeting spot, we TRY to find some time to squeeze a tea/coffee, we TRY to join, and so on.

Everyone starts to understand that being vague gives a certain degree of freedom, as something more like a YES, or I DO is a big responsibility to carry on one's shoulders, it gives no room for mistakes, accidents, unfortunate events and what not. It is, in a word, convenient.