Thursday, August 23, 2012

Io speriamo che me la cavo


La settimana di ferie che aspettavo da tempo e' sfumata. Intoppi dell'ultimo minuto mi hanno portata a spostare il tutto di qualche altra settimana ancora, sperando in nessun altro incidente di percorso. Diciamo che la relazione tra me e la mia meta e' complicata: vado, non vado, OK annullo, ah cavolo ma i miei amici guarda caso sono proprio dove contavo di essere…peccato solo averlo saputo _dopo_ che ho cambiato i piani. Sarei dovuta partire lo stesso, esplorare, provare una nuova avventura….

Uno sfogo pero' lo voglio fare. Eh, si, perché in questo paese, se non si pianifica ben bene in anticipo (e lo sappiamo bene, in base a quanto ho scritto qualche post fa…) si rischia di stare a casa col culo a riscaldare la poltrona.
E' pur vero che io non mi aspettavo proprio un cambio di programmi all'ultimo minuto, e non avevo predisposto nessun piano d'emergenza, pero'…..un paio di giorni di esitazione nel decidere cosa fare del mio tempo mi sono costati il fully-booked a Shimoda, il malumore compagno di ogni risveglio mattutino mi ha impedito di visitare spiagge più vicine, roba da gita giornaliera, anche se per nulla paragonabili a quelle del sud, un estremo tentativo di visitare una delle isole dell'arcipelago di Izu e' sfumato allo stesso modo: che faccio, vado, non vado, ma si ci provo. 

Il problema e', signori miei, che per andare anche in un'isoletta di 4KM quadrati bisogna: prenotare l'aliscafo con almeno un giorno in anticipo, prenotare l'hotel, il tutto telefonicamente (il che significa che bisogna chiamare a tutti e 10 gli hotel dell'isola sperando che abbiano ancora posto) confermando di aver prenotato l'aliscafo, pagare fior di quattrini visto che si e' in alta stagione. Ovviamente e' fuori questione andare per un solo giorno, perché gli orari dell'aliscafo sono proibitivi in relazione al tempo di permanenza sull'isola. E allora che si fa? Pazienza, si coltiva la pazienza e si sta a casa col culo sulla poltrona.

Poi pero', avendo riorganizzato come meglio si poteva la mia settimana, non mi sento poi tanto triste e disperata, visto che ho potuto contare sull'appoggio di persone care. 

Cosa voglio dire con questo? Che tutti i mali non vengono per nuocere! Ancora una volta mi sono arresa al disegno arcano e apparentemente maligno del destino, per poi essere contenta per come le cose si sono aggiustate. Certo, se avessi provato con maggiore testardaggine, forse ora sarei in qualche isola sperduta nella terra di Sandokan pero' da sola; se mi fossi mossa con maggiore entusiasmo e con la stessa prontezza di riflessi di un velocista forse ora sarei in una piccola, calma e soleggiata isoletta giapponese; avrei potuto reagire e essere capace di fare la vacanza che volevo, ma alla fine dei conti, mi e' andata bene anche nell'essere stata pigra e essermi abbandonata al fato. 

Per i viaggi in solitaria c'e' ancora tempo, c'e' ancora speranza. Al momento, il contatto umano e' più importante.

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The week I was looking forward to is gone. Last minute problems made me move everything a few more weeks later with the hope that nothing else will happen this time. Let's say the relationship with my destination is complicated: shall I go, shan't I go, OK I cancel, oh damn my friends are right where I was supposed to go right now….too bad to know it only _after_ I changed my plans. I should have gone anyway, explore, try an adventure….

But I have to complain about something. Oh, yes, because in this country if one can't plan well in advance (and we all know about this as I wrote some posts ago….) one risks to sit on one's own ass at home. It is true that I didn't expect  a last minute change in my plans, in facts I didn't have an emergency plan, but…..a couple of days of hesitation in deciding what to do with my time costed me a fully-booked situation in Shimoda, the bad mood I woke up in discouraged me from visiting closer beaches, as a one day trip, although the comparison with the southern beaches is just not there, and finally the extreme attempt to visit one of the Izu islands cooled down as same: shall I go, no I shan't, oh well I'll try.

The problem is that to go to a 4 square KM island you need: book the ferry at least one day in advance, book the hotel, no internet service - only land phone (that means you have to call all 10 hotels in the island and hope one of then has vacancies), and you must confirm to them you have already booked the ferry ride, pay lots of money because it is summer season. It is obviously out of question to go for just one day, as the ferry times are prohibitive in relation with the time you can stay on the island. So now what? Patience, one nurtures patience and sit on one's own ass at home.
But actually, after I rearranged my week as best as I could, given the circumstances, I am not that sad and depressed, because I could count on wonderful people.

I guess that what I wanted to say is that not all bad things happen to be bad! Once again I surrender to the arcane and apparently malignant destiny chosen for me, and then I was glad to have done it as things adjusted in a good way in the end. I know that if I had tried stubbornly I could have been in some remote island in the land of Sandokan, but alone; if I had done things with a bit more of enthusiasm and as promptly as a sped runner by now I could have been in a small, sunny and quiet Japanese island; I could have reacted and being able to have the vacation I wanted but in the end I reckon it went well even if I was lazy and abandoned myself to the fate. 

For the lone travels I still have time, there still is hope. Right now, human contact is more important.


3 comments:

  1. Il Giappone, un paese turisticamente calibrato sui pensionati......

    A.

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  2. Ah, lo dicevo io che c'era il trucco!!!

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  3. Vedendo quanti viaggi han fatto i miei suoceri e controllando date di partenza/arrivo e' evidente che in Giappone solo chi ha tempo "a perdere" riesce a fare cose interessanti turisticamente senza essere spennato....

    A.

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