Friday, August 3, 2012

Back to the future


Gli ultimi post mi hanno fatto pensare, e con questo mi ricollego un po' al discorso delle ferie e delle pressioni, e dell'organizzazione….la mia.

In passato mi era difficile adattarmi alla pianificazione ante-tempo, quella per cui si pensa sei mesi o un anno avanti nel futuro...non ho lo stile dei tedeschi, per buttarla li' sui luoghi comuni; non sono pero' neanche la tipica italiana che fa le cose all'ultimo minuto e che arriva tardi agli appuntamenti. Mi piace l'organizzazione e la puntualità, mettiamola così, entro i limiti dell'accettabile.

Col tempo ho compreso i vantaggi della pianificazione e ho imparato, un po' per indole un po' perché così e' richiesto dalla vita di oggi, a pianificare tutto e bene, e in Giappone questa capacita' si e' accentuata notevolmente, soprattutto in ambito lavorativo e pratico. Un esempio sarebbero i miei viaggi organizzati in dettaglio e pianificati comodamente seduta alla mia poltrona in salotto. Bisogna anche ringraziare l'esistenza di efficienti sistemi di trasporto, di informazione e comunicazione, seppure in Giapponese, che rendono possibile tutto ciò, ma questa e' un'altra storia....

Poi, stanca forse di cotanta organizzazione, mi sono lasciata andare e non ho pianificato più nulla, non come in passato voglio dire, perché non posso pensarci con così tanto tempo in anticipo, non posso organizzare il mio futuro tanto lontano, non ho tempo essenzialmente per farlo bene e non ho idee ben precise come un tempo, non ho voglia ne' stimoli ormai.

Ora il risultato e' che ho perso lo smalto, visto che per la mancanza di interesse non ho più coltivato le capacita' organizzative di cui andavo fiera....con tutta questa storia delle vacanze natalizie in ballo, mi rendo conto che invece mi piacerebbe poter aver tutto già progettato e sistemato, riposto in compartimenti spazio-temporali così che io sappia dove e quando muovermi. Sarebbe bello avere già da adesso un'idea precisa di come i sei mesi successivi si svilupperanno, sarebbe bello avere un'anteprima, come andare un attimino a vedere come sarà il futuro e poi tornare indietro e pianificare di conseguenza con la conoscenza a priori. 

Avrei bisogno di organizzare agosto, e settembre, poi dicembre e gennaio, avrei bisogno di decidere se viaggiare o no, dove andare, quando andare, cosa fare e come gestire il tempo, avrei bisogno di risposte che tardano ad arrivare, avrei bisogno di tagliare i tempi di attesa così da definire il piano d'azione, avrei bisogno di chiudere la pratica prima piuttosto che dopo, avrei bisogno di tornare nel futuro.

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The last entries made me think a bit more, of the story about vacation and pressures, and about organization….mine.

In the past, to adapt to the ahead-planning, the one which you got to start to think about it six months or one year in the future was hard….I don't have the German style, to put it into a cliche; neither I possess the typical Italian attitude of the last minute, or of arriving late. I like to have just a little organization and punctuality, let's say. 

With time, I understood the advantages of planning and I have learned, partly because it is a tendency and partly because so is required by today's life style, to plan everything well. In Japan such an ability got enhanced strongly, especially work-wise and in practical matters. One example above all is my travels, arranged and planned in detail from my couch. I also have to say this is thanks to the existence (only in Japanese language, mind that, but still…) of efficient transportation, information and communication systems that make all this possible. But that one is a different story….

After a while, tired perhaps of so much organization, I gave up and planned nothing any more, I mean not as much as I did in the past, now I can't start thinking too much earlier, I can't organize such a remote future, I essentially have no time to do it well and I don't have as clear ideas as I used to, now I have no will nor stimuli.
The result is that I lost my shine, since I haven't cultivated any more those organizational skills I was proud of, due to a lack of interest….but now with all this frenzy about the coming Christmas holidays, I reckon that I would actually love to have already planned everything so ahead of time, to have already filled the spacial-temporal compartments in order to know where and when I shall move. It would be nice to have a precise idea now of how the next six months will unfold, it would be nice to have a preview like, one second go have a quick look to the future and then come back to plan with this a priori information. 

I need to plan August, and September, then December and January, I need to decide whether to travel or not, where to go, when to go, what to do and how to manage the time, I need to have answers that are delaying, I need to shorten the waiting time to finalize my action plan, I need to archive the file rather now than later, I need to go back to the future.


6 comments:

  1. Grande Giove.......il Sol Levante sta cominciando a inglobarti, come le sfere ne "Il prigioniero" quando tentava la fuga......

    A.

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  2. Grave quanto basta per averti fatto scrivere dei post da cui traspare una certa stanchezza, frustrazione, voglia di cambiamento. Mi pari bloccata in qualcosa che lavorativamente ti piace, ma ha perso gli stimoli iniziali anche per la progressiva scomparsa di riferimenti personali, sociali. Capita, io sono trent'anni che spingo una attivita' propria con dipendenti in una Italia da barzelletta, quindi ti comprendo, ma da lontano e' solo fuffa quella che posso consigliare. Quello che percepisco e' il disagio, me ne dispiaccio, forse senti che non stai andando da nessuna parte oppure e' solo una impressione momentanea dovuta a tanti fattori.....il Giappone in quanto tale non aiuta, non la sua struttura sociale chiusa, xenofoba, con relazioni personali ingessate dal manierismo, permettimi anche paraculismo come e peggio che qua.

    A.

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  3. Ma si, hai ragione, sono stanca. Ci sono altri fattori piu privati (che ovviamente non vado a sdoganare a destra e manca su un blog) che mi hanno portata a stancarmi piu in fretta. Ma, poi, chissa', alla fine gli alti e bassi sono proprio tipici di chi vive in Giappone no?
    Bella la tua analisi, mi fa capire che tra i tanti lettori occasionali c'e' qualcuno che legge con attenzione quello che scrivo. Grazie :)

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  4. Io ci sguazzo quotidianamente fra gli alti e bassi avendo una moglie giapponese che riproduce perfettamente la sua natura isolana qui nella afosa pianura padana. Ovvio che ci sono fattori personali, non necessariamente da portare a conoscenza del grande pubblico stile Corona, dietro gli ultimi mumble-bumble pubblicati. In ogni caso carichiamoci il fardello e proseguiamo: di solito, Sisifo a parte, dopo una salita ci aspetta una discesa che sono quasi certo coincidera' con il ricongiungimento australiano dei vari affetti.
    A.

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  5. si si dai, bisogna cercare sempre di vivere con ottimismo. Certamente e' difficile farlo qui nel giappone chiuso che anche tu mi pare conosci benissimo, eppure tra alti e bassi ce la faremo.
    per fortuna che tra due settimane vado in vacanza, almeno respiro aria diversa per 6 giorni :)

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