Thursday, January 12, 2012

Departures - Partenze


Nulla rende più felici di un arrivo, nulla rende più tristi di una partenza. Che siamo noi ad arrivare o partire, o che siano altri, la legge si mantiene. 
Solo in un caso specifico non vale la regola generale: quando siamo noi a partire in vacanza. In quel caso e solo in quel caso, la partenza non rende tristi, anzi.

Da quando vivo in Giappone, sono più le partenze quelle a cui ho assistito che gli arrivi. Partenze di persone care, o anche di gente incontrata per caso con cui ho condiviso cene e feste di vario genere. Ho visto arrivare tutti e ho visto tutti ripartire per andare altrove. Dovrei essere ormai preparata psicologicamente agli addii, verrebbe da dire, invece no, perché ogni partenza e' diversa dall'altra. E non si e' mai veramente pronti quando arriva il momento dei saluti. 

Pensavo a tutto ciò l'altro giorno mentre mi dirigevo all'aeroporto di Tokyo per salutare, di nuovo per una partenza, un paio di amici. E stranamente non ero triste, ero anzi abbastanza carica, e non vedevo l'ora di trovarmi a passeggiare in mezzo ai viaggiatori. 
Il terminal dei voli internazionali di Haneda e' tale che la zona dei negozi e ristoranti progettata in modo da assomigliare alle vie di una Tokyo, o Edo come si chiamava un tempo, antica e genuina. Pareti in legno, lanterne rosse, un palco da teatro, una casa da te' con gli ombrelli di carta rossi e gli sgabelli bassi e lunghi. 

Aspettavo, guardavo le famiglie passare, i loro figli grandi e piccini, tre fratelli maschi di diverse eta ma con lo stessa identica maglietta, probabilmente anche della stessa taglia per ognuno di loro, due fratelli con gli stessi pantaloni a quadretti bianchi e neri, seppure si vedeva chiaramente che uno aveva qualche anno in meno dell'altro, due sorelline con lo stesso modello di giacca, stessa misura, colore diverso….chissà come mai i giapponesi vestono i loro figli con le stesse cose…forse risparmiano se acquistano più pezzi dello stesso articolo….mah, vai a sapere…..in ogni caso ci sono in giro tantissimi gemelli diversi da queste parti!

Giusto per restare in tema di divagazione, fantasticavo sulla possibilità di comprare un biglietto aereo al volo (e' il caso di dirlo), destinazione a scelta tra poche, giusto una capatina di un fine settimana lungo e nulla più…Corea, Guam, Okinawa, Hong Kong, Singapore, Saipan….non sarebbero mancate opzioni di certo.
Poi, pero',arrivano i miei amici freschi di check-in, e ritorno al presente, nella sala d'aspetto del terminal partenze,dove e' tempo dei saluti.

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Nothing makes happier than an arrival, nothing makes sadder than a departure. Be us the ones leaving or arriving, or be others, the rule is followed.
Only in one specific case this general rule does not apply: we it's us leaving for vacation. In that case, and only in that case, the departure is not sad, rather the opposite.

Since I live in Japan, I have seen more departures than arrivals. Departures of dear friends or people I happened to meet and with whom I shared dinners and parties. I have seen all arrive and I have seen everyone leave to go somewhere else. I should then be psychologically prepared to good-byes, one would say, but not really, because every departure is different. And one is never ready when it's time to say good bye. 

I was thinking about all this the other day while heading to Tokyo airport to say goodbye to a couple of friends. Oddly enough, I wasn't sad, I actually was excited and I couldn't wait to be among travelers.
The terminal for international flights at Haneda is designed so that the restaurants and shops area looks like old and genuine Tokyo's , or Edo as it was once called, streets. Wooden walls, red lanterns, a performance stage, a tea house with its red rice paper umbrellas and low, long benches.

I was waiting, I was watching people walking, their children, three boys of different age but with the same identical Tshirt, likely the same size for all the three of them; two brothers with the same checker-board style pants, although you could clearly see that one of them was younger; two sisters wearing the same jacket, same model, same size, different color…I wonder why the Japanese dress their children up with same things…maybe they save money if buying more pieces of the same item….I don't know…anyway, there are many "twins" around here!

Just to keep fantasizing, I was considering the possibility to buy a ticket on the fly (that's the case here), destination to choose among a few, just for a visit on a long weekend..Korea, Guam, Okinawa, Saipan, Singapore, Hong Kong….no lack of options surely.
But then my friends come straight from the check-in, it's time to go back to the present, in the waiting room at the departures terminal, where it's time of a good bye.

2 comments:

  1. Hong Kong è un ottima città per fare un fine settimana lungo!
    ciao :)

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  2. Esatto, una ragione in piu per provare e andare :)
    Prima o poi......

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