Saturday, January 28, 2012

Le domande senza risposta -- Questions with no answer


Ho visto due sorelle gemelle, russe, alte, svestite d tutto punto e bellissime, davvero belle, non più vecchie di 23 o 25 anni, anche senza i loro 10cm di tacchi erano più alte di me di almeno 10cm….con loro uno sbarbatello che se la tirava per essere in giro con due dee e faceva le battute più stupide del mondo.
Perché' due ragazze così perdono il loro tempo con uno così?

Non riesco a capire perché in treno i giapponesi devono necessariamente, per forza di cose, appoggiarsi al vicino. Ho notato che se mi sposto per farmi spazio, ove possibile, loro si avvicinano. Ecchecc….mai sentito parlare di spazio personale?Quando va bene, si aggrappano a una maniglia, ma giusto per poter ciondolare liberamente a 360 gradi. Quando va male, semplicemente si lasciano cullare dai movimenti del treno e sbattono qui e li come palline in un flipper. Quasi quasi mi aspetto che emettano un suono ogni volta che vanno contro a qualcuno…
Che fastidio.

Questa ragazza vicino a me, sull'orlo del baratro per il gran sonno, ha un problema. Continua a grattarsi la testa vistosamente e energicamente ogni 45 secondi. E' accanto a me e mi sventola i suoi capelli sulla spalla….Non contenta, muove la testa di qua e di la, sbattendo sulla mia spalla. E continua a grattarsi la testa. Ora, se e' un modo per tenersi sveglia, ovviamente non funziona, perché per poco la tipa non ha mancato la sua fermata. Ma non e' brutto quando gli altri ti vedono grattarti con insistenza? Chissa' quanti microrganismi, cellule morte o quant'altro mi avrà' trasmesso questa qua! Bleah. Per fortuna non era una di quelli che starnutiscono a pieni polmoni...
Il fatto che io sono più alta della maggior parte dei giapponesi non aiuta di certo in queste circostanze, a meno che non sono alta come le russe di cui sopra. 

Avro' sviluppato forse una certa antropofobia/claustrofobia qui in Giappone?O forse ne soffrivo da prima, ma avendo a disposizione spazio personale a sufficienza non me ne sono mai accorta?
Queste e tante altre sono le domande che penso resteranno senza una risposta.

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I saw two twin sisters, Russian, tall, vey well undressed up and stunning, really stunning, no older than 23 or 25, even without their 10cm heels were good 10cm taller than me….with them, a you guy being all cool for hanging out with such goddesses but making the most stupid jokes ever.
Why someone so beautiful waste their time with one like him?

I can't understand why, in the train, the Japanese necessarily, needly, have to lean on others. I noticed if I move to create some space, when applicable, they come closer. Damn…ever heard of personal space? When it goes well, they grab a handle, but that's only to be able to dangle 360degree. When it goes bad, they simply let themselves bounce like pinballs. I kinda wait to hear a sound every time they bump into someone…
So annoying.

This girl next to me, on the verge of passing out, has got a problem. She keeps scratching her head, strongly, every 45 seconds. So she's next to me and waves her hair on my shoulder….Not satisfied, she moves her head around, invading my space. And continues the scratching. Now, if that being a way to stay awake, obviously it is not working, since she almost missed her stop. But isn't it bad for you if people notice you scratching your head repeatedly? Who knows how many microorganisms, dead cells or whatever she must have passed to me!Yukkkk! Fortunately she was not one of those who sneeze to the whole world….
The fact that I am taller than the majority of the Japanese is not helping in such cases, unless I was as tall as the Russians above.

Might I have developed human-phobia/claustrophobia since I came to Japan? Or maybe I suffered of it before, but didn't notice thanks to the sufficient personal space I had?
These and many more are the questions I believe will have no answer.

Sunday, January 22, 2012

Cose di casa


Ho provato a sistemare casa. Non mi piace più, voglio cambiarla. Nel senso di ridecorare gli interni. Purtroppo, essendo in una casa in affitto, non mi e' concesso fare praticamente nulla, niente buchi nei muri, niente pitture, niente lavori di ristrutturazione, niente aggiunte, niente rinnovo del bagno (quello che più mi piacerebbe sistemare difatti e' proprio questa parte di casa).
Le unita' abitative costruite intorno agli anni ottanta qui in Giappone, come il palazzo dove vivo, sono state progettate senza criterio nell'utilizzo intelligente degli spazi. E, parliamone, i giapponesi dovrebbero essere esperti in questo, visto che di spazio ne hanno ben poco…
Non ho mai visto un utilizzo dello spazio così scarso come a casa mia….l'appartamento e' organizzato così male, ma così male che penso 4 o 5 metri quadrati riuscirei a recuperarli se mi dessero la possibilita di fargli un disegno…gli angoli, le pareti divisorie, porte..Poi, le due cose più importanti, cucina e bagno, sono davvero stati messi li per caso proprio.
Ho fatto del mio meglio nell'arredare casa in maniera comoda e funzionale, ma viste le limitazioni intrinseche non posso fare molto.
Un piccolo cambiamento che ho tentato pero' in questi giorni e' stato quello di costruirmi delle mensole da appendere su una parete tanto vuota e tanto male utilizzata (se lasciata spoglia). Il risultato sarebbe stato ottimale se avessi semplicemente evitato un piccolo stupido errore di valutazione: la larghezza delle mensole era troppo grande per i supporti che avevo, quindi il peso avrebbe sicuramente fatto cadere tutto. E ricordiamoci che non posso forare le pareti…
In sostanza, tentativo numero uno fallito.
Dovrei contattare un falegname e farmi costruire i mobili su misura, come li desidero. Ma non vale la pena visto che questa non e' casa mia.
Forse meglio arrangiarmi con la casa che ho, dopo tutto…

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I tried to reorganize home. I don't like it and I want to change. Not home, I mean re-decorate home. Unfortunately, as I am renting a place, I am not allowed to do basically anything, no holes in the walls, no paint, no restructuring, no additions, no renovation, especially the bathroom area which I would love to fix indeed.
Apartments like mine here in Japan, built around the 80's, were planned with no criteria whatsoever in clever usage of space. And, objectively, the Japanese should be experts in this, as they have very little of space…
I have never seen such a scarce use of space, like at my place…the apartment is arranged so bad, but so bad that i guess I could recover 4 or 5 square meters if only they gave me the opportunity to draw them a plan…dead corners, inner walls, doors. THen, the two most important elements in a home, kitchen and bathroom look like they were installed at random, seriously.
I did my best in furnishing the place in a cozy and functional manner, but due to the intrinsic limitations I can do very little.
A small change I tried in these last days was to build some shelves to hang on a empty useless (useless if left empty) wall. The results could have been optimal if I simply had avoided a very little stupid error in evaluation: the width of the shelves was too big for the supports I had, and the weight of the whole shelf itself would have pulled down the whole thing. Let's remember I can't drill holes…
So, result is attempt number one failed.
I should get hold of a carpenter to ask him to build the furniture on demand, as I wish. But it is not worth the expense, because this is not my house.
Perhaps I have to be content with what I have, then…

Saturday, January 21, 2012

One apple a day... - Una mela al giorno...

Stavolta non e' che non ho ispirazione…e' che non riesco a mettere per iscritto quello che mi passa per la testa. Non ho capacita di espressione, ecco.

Ci sarebbe il freddo di questi giorni, ad esempio, che ci fa desiderare posti caldi, tazze di cioccolata fumante, cheese fondue e altre bontà che mettono in crisi quelli che sin dalla primavera precedente si erano fissati con la cura del corpo. Prima, almeno, c'era il sole durante il giorno, il che faceva pesare di meno il fatto che le temperature si avvicinavano inesorabilmente allo zero….si prevede neve e -1 grado la prossima settimana a Tokyo.

Potrei anche accennare al fatto che tra soli 2 giorni sarà l'anno del drago. Anno buono, positivo, a detta degli astrologi. Speriamo.

Ci sono poi i preparativi per le vacanze di Pasqua. Si, si, bisogna pensarci abbastanza in anticipo e organizzarsi bene. Ci sto provando in questi giorni, ma non sono granché brava come un tempo. Comunque, pare che si prospetti una tarantella di voli piuttosto interessante. Vedremo più in la.

Ci sarebbe una certa tristezza derivata da non si sa bene cosa, possibilmente e' solo colpa del freddo, ma anche colpa dei tanti arrivederci che hanno caratterizzato gli ultimi mesi: tanti amici conosciuti qui hanno detto basta, il Giappone per loro appartiene al passato e la distanza tra me e loro si e' fatta enorme.

E poi anche una forma di intolleranza grave nei confronti di tutto e tutti, possibilmente derivata anche dalla subitanea solitudine. E con l'intolleranza la classica cantilena del cosa faccio qui, che cosa ho concluso, quale e' il mio scopo, cosa spero di ottenere nella vita, eccetera eccetera. 

Questa crisi dell'Euro, poi, ne vogliamo parlare. Pensavo, ora che mi pagano Yen, spostarmi in Europa sarà super economico…..mi sbagliavo. Non e' cambiato nulla, anzi i prezzi del carburante salgono, i prezzi degli hotel salgono, i prezzi dei vestiti salgono…ci deve essere qualcosa che mi e' sfuggito.

Comunque, potrei anche aggiungere che mi sento nostalgica. Pensavo ai cieli puliti, all'aria che profuma di zagara, al fatto che se ho voglia di una mela la vado a raccogliere direttamente dall'albero, invece di comprarla qui per SOLI 3 miseri euro. Parlo di UNA mela. I prodotti dell'orto, genuini, saporiti e organici, la facilita' nell'ottenerli, la vita per nulla frenetica, fare una passeggiata su per la montagna in compagnia del cane, ecco, queste cose qui mi mancano da morire. 

Diamo sempre via qualcosa per ottenere qualcos'altro….

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It's not that I don't feel the inspiration this time…it's that I am not able to write down my train of thoughts. I lack expression, not inspiration.

Let's take the cold in these days, for example. It makes us craving warm meals, smoking hot chocolate cups, cheese fondue and other delicacies that make those who started a diet since spring go nuts. At least, before, we had the sun during the day, and the fact that temperatures were narrowing down to zero was not registered….next week in Tokyo we are supposed to go -1 and snow is forecasted.

I could also mention that in just two days we will enter the year of the dragon. A positive and good year, the astrologists say. Let's hope.

There is also the arrangement for Easter vacation. Yes, we must think about it ahead of time, act quickly and organize well. I am trying in these days, but I am not as good as I was once. Anyway, there is a jamboree of flights which looks interesting. I will see later how it goes.

Then, I could mention some bits of sadness, derived I don't really know from, probably it's just the cold, or also the many good-byes of these last months: many friends met here are done, Japan is in their past and the distance between me and them has become huge.

Then, also there would be a grave intolerance, everything and everyone, likely derived from this sense of loneliness. And with intolerance, comes the classic chant of what am i doing here, what have i done, what am I aiming at, what do I want in life and so on and so forth.

The Euro crisis, let's talk about it. I believed, now they pay me Yen, going to Europe can be cheaper….I was wrong. Nothing changed, or actually, fuel costs rise, hotel prices rise, clothing prices rise…I must have missed something here.

Anyway, I could even add I feel nostalgic. I was thinking of the clear skies, the smell of orange blossom, that if I want a apple I go pick it form the tree, instead of buying it for JUST 3 euro. I mean ONE apple. The products from the garden, healthy, organic and tasty, easy to get, a lifestyle everything but frenetic, take a walk to the mountain with the dog, I mean, I miss all that. 

We always give up on something to get something else….


Tuesday, January 17, 2012

A Japanese Lifestyle


Esistono vari modi per avvicinarsi alla cultura di un popolo diverso dal nostro, come lingua, cucina, tradizioni, storia.
La storia di un popolo, o di una nazione, la si può studiare dai libri. I fatti politici, le guerre, le carestie, i periodi di prosperità, gli imperi, le invasioni sono fatti che fanno un popolo. I momenti salienti e importanti della storia giapponese si possono riassumere fondamentalmente nel lungo periodo di isolamento dal resto del mondo, che ha fatto si che le popolazioni si evolvessero senza influenze esterne, poi l'apertura al resto del mondo che ha comportato una frenetica corsa alla modernizzazione che ha gettato le basi del Giappone moderno, infine la seconda guerra mondiale che ha determinato la distruzione e la rinascita del popolo giapponese e dei suoi (nuovi) valori.

Volendo, anche lingua, cucina e tradizioni possono essere apprese dai libri. Ma, per queste, l'esperienza diretta insegna molto di più, perché permette di entrare dentro alle cose, di toccare con mano il cuore della cultura attraverso l'interazione che fa si che si comprenda la filosofia di vita nascosta in ogni gesto o in ogni parola.

Conoscere la lingua giapponese aiuta tanto a capire l'intricatissimo sistema di caste sociali, lo studio della stessa comporta tanta dedizione e attenzione, due caratteristiche che si ritrovano in ogni aspetto della vita di un giapponese, dal momento in cui si sveglia fino al momento in cui va a dormire. Il rigore tipico e la precisione che fanno tanto Giappone si trovano in tutti i riti e le cerimonie, dal servire il the, al suonare uno strumento, dalla danza alla preparazione di un piatto, da un matrimonio a un funerale, passando per le riunioni in ufficio (si anche quelle!), alle arti marziali. 

Il collante che fa di tutti gli aspetti della vita di un giapponese la regola suprema da seguire e' l'ideale di bellezza e armonia che ogni azione, e il risultato di ogni azione, devono trasmettere: la forma e' tutto.
Se non ci credete, dedicatevi a una delle attività "zen" come imparare a indossare un kimono (pensate sia facile, vi sbagliate di grosso), o come imparare a preparare un the alla perfezione, iscrivetevi a un corso di calligrafia e vi renderete conto di quanto male vi faranno schiena e gambe, per non parlare della pazienza che vi abbandonerà ancor prima di incominciare, prendete lezioni di karatè, seguite un corso di cucina, andate a scuola di giapponese.
Se dopo tutto ciò' non vi siete ancora resi conto di cosa comporti vivere uno stile di vita giapponese, allora non perdete tempo a cercare nel Giappone le risposte ai vostri perché, cercatele altrove.

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There are various ways to approach another people's culture, like language, cuisine, traditions, history.
The history of a people, or of a nation, can be learned form books. Politics, wars, famines, prosperity, the empires, invasions, are all facts making a people. The important moment in Japanese history can be basically summarized in a long isolation from the rest of the world, that made people evolve without external influences, then the opening to the world which implied a rush to modernization that is the basis to modern Japan, and in the end the second world war that determined the destruction and the rebirth of the Japanese people and their (new) values.

Also, language, cuisine and traditions can be learned from the books, too. But, for those, a direct experience is a better teacher, because it allows to get into things, to touch the core of the culture through the interaction responsible for understanding the philosophy hidden behind every gesture and every word.

Learning Japanese helps a lot to understand the tight social levels system, the study of it needs so much dedication and attention, two elements present in every aspect of a Japanese's life, since the moment they wake up to the moment they go to sleep. The typical precision and severity that are so Japan are present in all rituals and ceremonies, from serving tea to playing an instrument, from dance to cooking, from weddings to funerals, going through office meetings (yes, those, too!) to martial arts.

The glue that makes all the Japanese lifestyle aspects a supreme rule to follow is the ideal of beauty and harmony conveyed by any action and by the outcome of any action: form is everything.
If you don't believe it, try to practice one of the "zen" activities, like learn to wear a kimono (oh, you think that's easy, don't you), or learn to prepare perfect green tea, join a calligraphy class and you will realize how painful it is for back and knees, not to mention that patience will abandon you before starting, go take karate classes, cooking classes, language classes.
If, after all this, you haven't yet understood what a Japanese lifestyle is, then don't waste your time in looking for your questions in Japan, go find them somewhere else.


Thursday, January 12, 2012

Departures - Partenze


Nulla rende più felici di un arrivo, nulla rende più tristi di una partenza. Che siamo noi ad arrivare o partire, o che siano altri, la legge si mantiene. 
Solo in un caso specifico non vale la regola generale: quando siamo noi a partire in vacanza. In quel caso e solo in quel caso, la partenza non rende tristi, anzi.

Da quando vivo in Giappone, sono più le partenze quelle a cui ho assistito che gli arrivi. Partenze di persone care, o anche di gente incontrata per caso con cui ho condiviso cene e feste di vario genere. Ho visto arrivare tutti e ho visto tutti ripartire per andare altrove. Dovrei essere ormai preparata psicologicamente agli addii, verrebbe da dire, invece no, perché ogni partenza e' diversa dall'altra. E non si e' mai veramente pronti quando arriva il momento dei saluti. 

Pensavo a tutto ciò l'altro giorno mentre mi dirigevo all'aeroporto di Tokyo per salutare, di nuovo per una partenza, un paio di amici. E stranamente non ero triste, ero anzi abbastanza carica, e non vedevo l'ora di trovarmi a passeggiare in mezzo ai viaggiatori. 
Il terminal dei voli internazionali di Haneda e' tale che la zona dei negozi e ristoranti progettata in modo da assomigliare alle vie di una Tokyo, o Edo come si chiamava un tempo, antica e genuina. Pareti in legno, lanterne rosse, un palco da teatro, una casa da te' con gli ombrelli di carta rossi e gli sgabelli bassi e lunghi. 

Aspettavo, guardavo le famiglie passare, i loro figli grandi e piccini, tre fratelli maschi di diverse eta ma con lo stessa identica maglietta, probabilmente anche della stessa taglia per ognuno di loro, due fratelli con gli stessi pantaloni a quadretti bianchi e neri, seppure si vedeva chiaramente che uno aveva qualche anno in meno dell'altro, due sorelline con lo stesso modello di giacca, stessa misura, colore diverso….chissà come mai i giapponesi vestono i loro figli con le stesse cose…forse risparmiano se acquistano più pezzi dello stesso articolo….mah, vai a sapere…..in ogni caso ci sono in giro tantissimi gemelli diversi da queste parti!

Giusto per restare in tema di divagazione, fantasticavo sulla possibilità di comprare un biglietto aereo al volo (e' il caso di dirlo), destinazione a scelta tra poche, giusto una capatina di un fine settimana lungo e nulla più…Corea, Guam, Okinawa, Hong Kong, Singapore, Saipan….non sarebbero mancate opzioni di certo.
Poi, pero',arrivano i miei amici freschi di check-in, e ritorno al presente, nella sala d'aspetto del terminal partenze,dove e' tempo dei saluti.

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Nothing makes happier than an arrival, nothing makes sadder than a departure. Be us the ones leaving or arriving, or be others, the rule is followed.
Only in one specific case this general rule does not apply: we it's us leaving for vacation. In that case, and only in that case, the departure is not sad, rather the opposite.

Since I live in Japan, I have seen more departures than arrivals. Departures of dear friends or people I happened to meet and with whom I shared dinners and parties. I have seen all arrive and I have seen everyone leave to go somewhere else. I should then be psychologically prepared to good-byes, one would say, but not really, because every departure is different. And one is never ready when it's time to say good bye. 

I was thinking about all this the other day while heading to Tokyo airport to say goodbye to a couple of friends. Oddly enough, I wasn't sad, I actually was excited and I couldn't wait to be among travelers.
The terminal for international flights at Haneda is designed so that the restaurants and shops area looks like old and genuine Tokyo's , or Edo as it was once called, streets. Wooden walls, red lanterns, a performance stage, a tea house with its red rice paper umbrellas and low, long benches.

I was waiting, I was watching people walking, their children, three boys of different age but with the same identical Tshirt, likely the same size for all the three of them; two brothers with the same checker-board style pants, although you could clearly see that one of them was younger; two sisters wearing the same jacket, same model, same size, different color…I wonder why the Japanese dress their children up with same things…maybe they save money if buying more pieces of the same item….I don't know…anyway, there are many "twins" around here!

Just to keep fantasizing, I was considering the possibility to buy a ticket on the fly (that's the case here), destination to choose among a few, just for a visit on a long weekend..Korea, Guam, Okinawa, Saipan, Singapore, Hong Kong….no lack of options surely.
But then my friends come straight from the check-in, it's time to go back to the present, in the waiting room at the departures terminal, where it's time of a good bye.

Sunday, January 8, 2012

Dragon Days


Solito appuntamento con l'astrologia cinese, visto che anche un altro anno se ne e' andato ed e' tempo di ricominciare.
Tra due settimane, secondo il calendario cinese, si entra nell'anno del drago, un segno speciale nello zodiaco cinese, simbolo di potere e superiorità in quanto associato alla figura imperiale, combinazione di forze primarie della natura, e riverito come divinità buona -rispetto alla valenza negativa che invece assume il drago nella mentalità occidentale. In sostanza, credo il drago sia visto dai cinesi come il famoso drago del film La Storia Infinita, piuttosto che come il drago figura leggendaria dipinta dalle culture occidentali, quel drago capace di sputare fuoco, volare, lottare, sempre visto come opponente spietato degli eroi di miti e favole fantastiche.
I nati sotto il segno del drago sono indipendenti, preferiscono dirigere piuttosto che essere guidati, corrono rischi. Potrebbero sembrare scontrosi per via della loro voglia di fare da soli, ma non lo fanno per dimostrare qualcosa agli altri, sono anzi abbastanza altruisti.

Ci aspettano quindi "dragon days", giorni che, a detta dell'esperto di feng shui, saranno caratterizzati da "scontri" visto che l'elemento terra tipico del segno del drago si scontrerà con l'elemento acqua nel 2012, giorni che saranno comunque migliori rispetto all'anno precedente, segnato da abbastanza disastri naturali, soprattutto terremoti e esondazioni, e da guerre tra popoli e tra i popoli. 
Certo, pensare al drago come un mostro sputafuoco, cattivo, e poi associarlo all'idea orientale dello stesso, simbolo si' di potere, ma anche creatura buona tanto da meritarsi il titolo di segno preferito tra i dodici dello zodiaco cinese, mi risulta difficile. Eppure eppure qui tutti si aspettano tanto da questo nuovo anno. E sono convinta che decisamente andrà meglio,solo per il semplice fatto che l'anno precedente e' stato troppo negativo per restarsene con le mani in mano, quindi l'ottimismo che pervaderà gli animi sarà tanto e contribuirà a far superare alla gente il proprio passato per concentrarsi sul presente e sul futuro.

Quest'anno non credo che andrò a vedere i festeggiamenti a Chinatown per il capodanno cinese, mi e' già bastato il mio di capodanno e non voglio ritrovarmi in mezzo a centinaia di gente, per lo più con i botti che sono soliti sparare.  Ma chi non ha ancora visto come viene festeggiato il nuovo anno potrebbe essere una buona occasione per fare una puntatina nei quartieri cinesi.
Sicuramente i templi decorati con le lanterne rosse sono belli da visitare, e se proprio ne avete bisogno, o se non siete riusciti a farlo prima, potete sempre andare a pregare per la vostra fortuna e la vostra salute…siete quindi ancora in tempo per i propositi dell'anno nuovo.

Un giro di ruota per sapere cosa i segni debbano aspettarsi nell'anno del drago:
Il topo affronta un anno misto, dovrebbe curare con attenzione la salute.
La mucca e' sotto una stella che porta buona e cattiva sorte.
La tigre potrebbe aspettarsi un anno positivo ma potrebbero esserci dei ritorni al passato. Per il coniglio, sarà un anno difficile ma avrà fortuna in amore e matrimonio.
I drago dovrebbero starsene tranquilli e evitare rischi. Potrebbe essere un anno pieno di sfide per il serpente, ma ci sono tante opportunità di crescita e raggiungimento di obiettivi.
Il cavallo avrà un anno appagante, fatto anche di sfide inaspettate.
La pecora dovrebbe fare attenzione alle relazioni personali, mentre il resto va benone. La fortuna favorisce la scimmia, seppure coloro nati sotto questo segno potrebbero incappare in questioni legali per via di incomprensioni.
Il gallo ha un anno buono in cui manterrà la sua situazione positiva.
Il cane dovrebbe fare attenzioni a frodi e furti, infine il maiale deve guardarsi da violenza e perdita di denaro.

Possiate voi vivere ogni giorno come un giorno da draghi.

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Usual appointment with Chinese astrology, for another year has passed by and it's time to start over again.
In two weeks, by the Chinese calendar, we enter the year of the dragon, a special sign in the Chinese zodiac, symbol of power and superiority as it is associated to the emperor, it is a combination of the primary forces in nature and is considered a mighty god -opposite to the negative meaning the dragon has in western beliefs. Basically, it seems to me the dragon is seen by the Chinese as sort of the famous dragon in The NeverEndingStory movie, rather than the legendary figure in western culture, that dragon capable of breathing fire, fly, fight, always seen as a cruel opponent to the heroes in myths and fantasy novels.
People born in the year of the dragon are independent, they prefer to lead instead of being led, they take risks. They might look rude in their willing to do by themselves, but they don't do so to show off, they are actually rather altruistic.

So, we will soon face dragon days, days that, according to the feng shui expert, will be made of "clashes", because the earth element of the dragon will clash with the water element of 2012, days that will be anyway better than the previous year, when we had enough natural disasters, especially earthquakes and floods, and battles between people and within people.
Thinking of a dragon as a monster, evil, and then pairing such vision with the oriental idea of it, as a symbol of power but also such a good creature to deserve the title of favorite sign among the twelve in the Chinese zodiac, is kinda difficult. And yet everybody here expects a lot from this new year. And I am convinced it will definitely be better, just because the previous year was so negative to now sit hand in hands doing nothing, and the optimism will contribute to help people forget about the past and focus about present and future.

This year I don't think I will go and see the Chinese new year celebrations in Chinatown, I have had already enough of my new years celebrations and I don't want to be with hundreds of other people hearing firecrackers.
But those who have not yet seen how they celebrate new year should go and have a look.
Surely the temples decorated with red lanterns are worth a visit, and if you really need it or if you haven't managed to do before, you can pray for your luck and health….you still have time for the new year resolutions.

Now let's see quickly what all signs should expect from the year of the dragon:
The rat is facing a “mixed year,” and should take extra care of their health.
The ox has a multiplying star, which brings both good and bad luck.
The tiger could look forward to a positive year, but should also expect some setbacks. For the rabbit, It has been a difficult year for you, but you’ll have luck in romance and marriage.
Dragons should lie low and avoid taking risks. It could be a challenging time for the snake, but there are plenty of opportunities for growth and achievements.
The horse will experience a fulfilling year, marked with unusual challenges.
While the sheep could enjoy a successful period ahead of them, they should be careful when it comes to personal relationships. Luck favors the monkey, although people under this sign may become entangled in misunderstandings that could turn into legal problems.
It’s a smooth year for the rooster, who would do well to “keep [their] cool.”
The dog should protect themselves from fraud and theft, while the boar should guard against violence and money loss.

May you live every day as a dragon day.



Friday, January 6, 2012

Frustration, envisioning vacation

It's time to end this, seriously.
Any time, I mean, every single time I want to plan a vacation and buy a flight ticket I have to mentally prepare for a battle. No matter how long in advance I think of booking, no matter what combination of flights, no matter what time of the year I intend to travel, no matter anything, I never, say, NEVER, find a reasonable price.
Oh, pardon. Only going to Seoul is always cheap, at times cheaper. The fact is that I am not the little bit interested in going there. No personal offense to the eventual Korean readers....I am just not inspired.
Why. The. F*%$k. Is. Japan. So. Expensive.

I remember when I was travelling from Europe to Japan things were easy. But going out from Japan to ANYwhere is a different story. Like, getting to the international airport, in the middle of the nowhere, 100KM from the city center to start with.....rarely I have found connections departing from the more conveniently located international terminal in town...But if we consider that from Sicily, I would have to go anyway to at least Rome airport, via another 1hr flight, to be able to fly internationally, then, Tokyo airport represents already a huge improvement. Fair enough.

I hear from friends they get very good deals, very good prices and all, they don't have to transfer at airports in the middle of the nowhere, they don't have to endure stress and frustration. Perhaps I am not any good at searching for flights, I can accept that, although if I am not good after 5 and bits years of living abroad and travelling back home at times, well, that implies I am a total idiot. I am a total idiot.
Also, I know reaching Sicily is not straightforward, but that's my destination. SO.

Here I am again, starting to struggle, shall I buy one big return ticket, whatever the costs, shall I combine two return tickets whatever the travel time, shall I go for Chinese or Russian airlines whatever the expectations, shall I give up...

The solution, the one I usually go for, is to go to a (new) destination I would gladly visit, possibly using the occasion for meeting friends and begging for hospitality, just to spend some quality time with them and recover from the flight. Then, from there plan the rest of the trip home. I make it there, eventually, but I would need the triple of the time.

Out of question, I don't have it. Damn. 
Anyway, ENUF. I shall not travel, I reckon.

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E' ora di finirla, sul serio adesso.

Ogni volta, ogni singola volta che pianifico una vacanza e voglio comprare un biglietto aereo devo mentalmente prepararmi a una battaglia. Non importa quanto tempo prima prenoti, non importa che combinazione di voli scelga, non importa che periodo dell'anno voglia viaggiare, non importa nulla tanto non trovo mai, MAI prezzi ragionevoli.
Oh, perdonatemi.Solo Seul e' sempre abbordabile, a volte ancora di piu'. Il fatto e' che non sono minimamente interessata a andare li. Che non la prendano personalmente i miei eventuali lettori coreani,...semplicemente non mi ispira.
Perche'. Cavolo. Di. Giappone. E'. Cosi'. Caro.

Mi ricordo che viaggiando dall'Europa in Giappone, tutto era semplice. Ma andare dal Giappone a QUALSIASI posto e' tutta un'altra storia. Esempio, andare all'aeroporto internazionale nel mezzo del nulla, 100KM dal centro, giusto per cominciare...trovo raramente collegamenti dal piu' convenientemente locato terminal internazionale dentro la citta'...Ma se consideriamo che dalla Sicilia, comunque dovrei raggiungere per lo meno Roma, tramite un altro volo di un'ora, per i voli internazionali, allora l'aeroporto di Tokyo rappresenta gia' un grosso miglioramento. Va bene.

Sento amici dire che trovano buone occasioni, prezzi vantaggiosi e tutto, non devono fare scali nel mezzo del nulla, non devono patire stress e frustrazione. Forse non sono per niente brava a trovarmi i voli, posso accettarlo, ma se non lo sono in 5 anni e piu' di vita all'estero e viaggi in continuazione, questo implica che sono una perfetta idiota. Ok, sono una perfetta idiota.

C'e' anche da dire che raggiungere la Sicilia non e' semplice, ma la mia destinazione e' quella. QUINDI.
Rieccomi, inizio a soffrire, compro un unico biglietto a/r a qualsiasi costo, combino due biglietti a/r senza contare il tempo che ci vuole, scelgo le compagnie cinesi o russe aprescindere dalle aspettative, getto la spugna...

La soluzione, quella per cui opto di solito, e' scegliere una (nuova) destinazione che visiterei, possibilmente sfruttando l'occasione per incontrare degli amici e chiedere asilo, giusto per passare un po' di tempo con loro e riprendermi dal viaggio. Poi, da li pianificare il resto del viaggio a casa. Alla fine ci arrivo, ma mi servirebbe il triplo del tempo.

Fuori questione, non ce l'ho. Maledizione. 
Comunque, BASTA. Penso che non dovrei proprio viaggiare.

Monday, January 2, 2012

Countdown


….tre, due, uno…

Siamo ufficialmente nel 2012, nuovo anno, nuova energia, nuove speranze e the alla menta la sera in poltrona per digerire i lauti pasti di questi giorni festivi.
Qui a Tokyo, la metropoli che non dorme mai, i festeggiamenti per l'arrivo del nuovo anno sono diversi che altrove. Non considerando i club, dove fioccano le feste organizzate, non accade nulla…niente fuochi d'artificio, niente grida in piazza, niente follie per le strade, niente baldoria sotto le stelle. Certo, paragonata allo spettacolo pirotecnico di Sydney, Tokyo non fa bella figura con i suoi migliaia di palloncini trasparenti lasciati per aria, all'ombra della Tokyo Tower…
Pero', ai giapponesi piace così, tranquillo e modesto. Preferiscono recarsi al tempio, pregare e mangiare soba e mochi (spaghetti di grano saraceno in brodo e polpette di riso), riscaldandosi davanti al falo' in cui bruciano i portafortuna dell'anno appena finito. Si, perche se non ci si libera dei vari oggetti portafortuna scaduti si e'…. sfortunati!

I miei festeggiamenti sono andati abbastanza bene direi, anche questa volta. Riassumendo in breve: una cena leggera ma molto alcolica a casa di David, con altri trenta invitati, provenienti da ogni parte del globo, conto alla rovescia al solito salsa club con Parisa, passeggiata per le vie del centro alle 3 di mattina ascoltando la storia del soldato Ariel, rientro a casa alle 6 del mattino.
La cena a casa di David e' stata una buona occasione per rivedere alcuni amici che non incontravo da tempo e per conoscere nuova gente. Grazie alle magie di Nathan, l'alcol ha presto riscaldato gli animi di tutti gli ospiti e proprio quando stavamo incominciando a divertirci, a conoscerci e a rilassarci, e' ora di recarsi alla location numero 2, il club. Mi separo da David&co per incontrare Parisa e dedicarci alla salsa. Il conto alla rovescia e' stranamente emozionante, seppure il club e' talmente pieno che non si riesce a ballare. E sarà così per tutta la nottata, al che intorno alle  3 del mattino ritengo opportuno ritirarmi. Il piano originale era quello di rientrare a casa presto, visto che solo per oggi, solo per il capodanno, i treni ci sono tutta la notte. Ma invece mi ritrovo a passeggiare per le vie del centro fino alle 5 della mattina. Faceva freddo fuori, ma il silenzio per le strade, l'assenza di traffico, l'assenza di gente intorno che fuma e spinge, tutto questo ha fatto si che io preferissi passeggiare e chiacchierare, piuttosto che tentare invano di ballare. La mia poca pazienza e tolleranza nel trovarmi in mezzo a tanta gente e' stata forse punita dal dio sudamericano del ballo, perché ho perso le mie scarpe di salsa proprio qualche minuto prima di andarmene. Ma sono fiduciosa, le ritroverò. 

Gennaio 1 2012, le strade di Tokyo sono ancora vuote, tutti i negozi sono chiusi, e' questo l'unico giorno dell'anno in cui, anche una città come Tokyo, si ferma quasi del tutto. Solo i turisti cinesi, tantissimi, sono carichi e pimpanti, le ragazze (s)vestite di tutto punto e pronte a trasgredire andando a Roppongi, il quartiere dello sballo, senza sapere che, stasera, anche a Roppongi non succederà granché. 
Anzi, no, qualcosa e' successo: ore 14:30 un terremoto di magnitudo 7 ci fa svegliare dai nostri sonni post-sbornia, per alcuni lungo abbastanza da poter distinguere che non era solo la loro testa a girare….
Buon anno dal Giappone, vivo e attivo.

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…three, two, one….

We officially entered year 2012, new year, new energies, new hopes, and mint tea in the evening on my sofa to digest the stuffy meals of the last festive days.
Here in Tokyo, the metropolis that never sleeps, the new year's celebrations are different than elsewhere. Apart from the clubs, where all the countdown parties are held, nothing happens….no fireworks, no screaming, no crowds in the streets, no partying under the stars. Sure, compared to Sydney's fireworks, Tokyo is not looking so good with its thousands of transparent balloons let in the air right under Tokyo Tower…
But the Japanese like it that way, quiet and humble. They prefer to go to the temple, pray and eat soba and mochi (soup noodles and rice cakes), warmed up by the bonfire where all the lucky charms from the past year are burning too. Yes, because if one doesn't get rid of the expired charms….is unlucky!

My celebrations went quite well, I'd say. In short: a light but very alcoholic dinner at David's, with other thirty some people coming from every corner of the globe, countdown at the usual salsa club with Parisa, stroll in the city centre at 3am listening to the story of soldier Ariel, return home at 6am.
Dinner at Davide's was a good chance to meet some friends I haven't seen in a long time and also to meet new people. Thanks to Nathan's magic tricks, alcohol soon reached to the souls of all guests, but, right when we were starting to warm up, it was time to get ready and hit location number 2, the club. I part from David&co to meet Parisa and do salsa. The countdown is strangely exciting, although the club i so full we can't properly dance. And it will remain this way all night long, that's why I consider to leave at 3am. The original plan was to go back early thanks to the fact that today, just on new years, trains run all night. Instead, I ended up walking till 5am along the streets in the center. It was really cold, but the silence, the lack of traffic, the absence of people around smoking and bumping convinced me to go for the walk rather than try hopelessly to dance. My low tolerance when among so many people and low patience perhaps were punished by the god of the southamerican dances because I lost my salsa shoes right minutes before leaving. I am faithful, and sure that I will find them.

January 1 2012, Tokyo streets are still empty, all shops are closed, and this is the only one day in the whole year when, even a city like Tokyo, almost shuts down. Only Chinese tourists, so many, are high and ready to party, girls (un)dressed up for Roppongi, the fun neighborhood, without knowing that tonight, even Roppongi will be quiet and nothing much will happen.
Oh, no, actually something happened: 2:30pm a 7 magnitude earthquake woke us up from our post alcoholic sleep, for some of us it was long enough to realize it was not only their heads spinning…
Happy new year from Japan, alive and active.