Tuesday, September 6, 2011

LK&KL Part 1, the LK experience

La vacanza in Malesia e' stata ricchissima di esperienze, e ha rappresentato un viaggio culturale, un'escursione organolettica, una pausa di relax, uno studio sociale, un tuffo nelle tradizioni, una convivenza di vecchio e nuovo, un safari tropicale.

L'arcipelago dell'aquila rossa, o Langkawi in lingua locale, e' un gruppo di 99 isole sul mare delle Andamane, ancora non preso d'assalto dal turismo di massa e per questo conserva ancora intatte molte delle caratteristiche naturali e culturali tipiche del sud est asiatico. 

La zona più turistica dell'isola principale e' la parte ovest, quella dove si concentra la maggior parte di ristoranti, hotel, negozi di souvenir. Le spiagge qui sono molto belle, con palme proprio a pochissimi metri dal mare, sotto la cui ombra ci si potrebbe anche riposare, ma occhio alle noci di cocco!!

Tempo permettendo, io e Elisa passiamo intere giornate ad arrostirci in spiaggia, sotto un sole forte e caldissimo, bevendo succo di cocco. Al calare del sole l'aria si rinfresca, miriadi di granchietti escono dalle loro tane e popolano la riva, mentre pian piano il cielo si colora prima di un arancione pallido, poi di un rosso più acceso e infine in un rosa infuocato.
Dato il crocevia di popoli che hanno fatto la Malesia, si trovano spa per tutti i gusti, per tutti i livelli di sopportazione del dolore e per tutte le tasche. Masaggi tailandesi, indonesiani, malesi, ayurvedici, aromatici e trattamenti per corpo, viso, piedi e mani, non ce li siamo fatti mancare di certo, provando sia posti locali, dove a turno si poteva sentire gossip, bambine che ti toccano i piedi, cellulari che squillano, battute tra massaggiatrici e i loro amici fuori dalla stanza, la nonna che ogni tanto si affacciava dentro e portava qualche messaggio, e sia la spa del resort, dove invece un ambiente decisamente più rilassante, mani sapienti e cortesia hanno contribuito a rendere i trattamenti ancora più efficaci.
Stessa motivazione vale per la varietà di piatti della cucina malese, molto speziati,molto ma molto buoni, seppure trovare un ristorante tipico malese nella zona turistica e' quasi un terno al lotto.

Una visita breve alla capitale dell'isola Kuah riserva delle sorprese: ci aspettavamo un centro brulicante di vita, negozi, strade affollate e ristoranti a non finire…invece la città non e' altro che un ammasso di case stile inglese coloniale, vecchie e cadenti, strade poco curate, ovunque decadenza e abbandono. La zona "nuova" invece e' intorno a Eagle Square, piazzale a forma di stella a cinque punte direttamente costruito sul mare, dove si trovano anche i grossi centri commerciali di cui tanto si parla nelle guide. Certo, l'impatto con la realtà e' stato abbastanza spiazzante, ma roba del genere era proprio quello che cercavamo.

Determinate a conoscere la vera Malesia, quella non turistica, io ed Elisa non potevamo trovarci più d'accordo. Nonostante le comodità del resort, anche nei giorni di pioggia abbiamo sempre cercato di far qualcosa di interessante per poter sfruttare al meglio ogni minuto della nostra vacanza. 

Cascate nascoste nel fitto della giungla, mangrovie, montagne e batik fanno praticamente Langkawi. Abbiamo anche visto ogni possibile animale selvatico, tra cui diverse razze di scimmie, lemuri, granchi, iguane, tigri, uccelli simili ai tucani, ma abbiamo anche, con sorpresa, notato che i gatti sono quasi venerati, così come i bufali d'acqua. Abbiamo visto diversi tipi di fiori e piante, palmeti, piantagioni di banane, campi di riso inondati per via delle piogge di quei giorni.

Al di fuori dei resorts per turisti, la gente del posto vive in villaggi dimessi, sporchi, in mezzo alla fanghiglia e ai polli, ma non ci negano mai un sorriso quando passiamo davanti alle loro case, non si tirano indietro quando chiediamo se possiamo fotografarli. Perfino il tassista che ci ha portato in giro per l'isola, nonostante le nostre bizzarre richieste, non si e' risparmiato a comprarci dolcini e paste al curry durante una delle nostre soste alle bancarelle! 
La nostra visita in Malesia e' capitata durante il mese del Ramadan, di conseguenza abbiamo anche potuto fare un salto ai mercati notturni, dove la gente si raccoglie a mangiare e bere dopo il calar del sole. 
Io ci ritornerei.

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Our vacation in Malaysia was very rich in experiences and it represented a cultural trip, an organoleptic excursion, a relax break, a social study, a dip in the traditions, a cohabitation of old and new, a tropical safari.

The archipelago of the red eagle, or Langkawi in local language, is a group of 99 islands in the Andaman sea, not yet assaulted by the mass tourism and because of that it still keeps most of the natural and cultural characteristics of South East Asia intact.

The most touristic area of the main island is the West coast, where is the majority of restaurants, hotels souvenir shops. The beaches here are very pretty, palm trees right in front of the sea, and you might think of taking a nap under their shade, but….keep an eye on the coconuts!

When the weather allows us, me and Elisa spend all our days frying at the beach, under a strong and hot sun, drinking coconut juice. when the sun goes down the air cools down, myriads of little crabs pop out their holes and populate the shore, while the sky is tinged of light orange, then bright red and finally burning pink.
Thanks to the mixing of populations that made Malaysia, one can find all sorts of spas, for all levels of pain, for all pockets. We didn't spare us thai, indonesian, malaysian, ayurvedic, aromatic massages, treatments for body, face, hands, feet and what not, trying both local places where you could hear gossiping, little girls touching your feet, mobiles ringing, chatting between inside and outside the massage room,the grandma who brought news in at random times, and also the resort's spa where a more relaxing environment, expert hands and courtesy contributed to make the treatments more effective.
Same thing about the variety of malaysian food. Dishes were spicy, but delicious, although when we wanted to find a typical local cuisine restaurant in the tourists area we had to try hard.

A short visit to the capital city Kuah is another surprise: we expected to find a frenzy centre, shops, endless lines of restaurants and people on the streets….but actually the town is just an amass of British colonial style buildings, old and falling apart, the streets are not maintained,  decadent and neglected complexes everywhere. The "new" area is instead around Eagle Square, a star shaped open area built directly on the sea, the shopping malls we read about on the guides close by. Well, yes, the impact was quite off-balancing, but such things were what we really were looking for.

Determined on knowing the real Malaysia, the non touristic one, me and Elisa couldn't agree more. Regardless of the comforts we could have in the resort, even on rainy days we tried to do something interesting in order to use up all our time in a profitable way.

Hidden waterfalls in the jungle, mangroves, mountains and batik are what makes Langkawi. We also saw all possible wild animals, among which monkeys, different breeds, lemurs, crabs, iguanas, a tiger, birds like toucans. But also we found out that cats are almost a venerated animal, so are the water buffaloes. We also saw different types of flowers and plants, banana trees, palm trees, rice fields flooded because of the heavy rains.

Outside the resorts, the local people live in sloppy, dirty places, in the middle of the muds and chickens, but they never ever spare us a smile when we pass by, they don't complain when we ask to take photographs. Also, the taxi driver who to us around the island for a afternoon following our bizarre requests, bought us foods and sweets form one of the food stands we stopped by!
Our visit in Malaysia fell during the Ramadan month, therefore we could also visit the local night markets where people gather to eat and drink after sunset. 
I would go back there again.











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