Sunday, September 25, 2011

Lavori in corso - Work in progress

Stanno ristrutturando il mio palazzo. Hanno iniziato i lavori intorno a maggio e la fine e' prevista per ottobre, tra poco, quindi….
Finalmente!
Finalmente si sono decisi a ristrutturare!Non solo perche' il palazzo e' vecchio, ma anche perche' e' abbastanza brutto, casermone monolitico come solo durante lo scempio edilizio degli anni 80 si poteva fare, grigio dentro e fuori, sporco e maltenuto.
Finalmente stiamo per lasciarci alle spalle le noie dei lavori che incominciano la mattina alle 8:30 anche di sabato, finalmente niente più polvere in giro, niente più disagi.
All'inizio dei lavori ero a dir poco amareggiata: l'estate era alle porte e eravamo circondati da impalcature, il che si traduceva nell'impossibilita' di poter usufruire del balcone per le mie sessioni abbronzanti (capirete, non potevo certo sdraiarmi il sabato fuori,mezza nuda, con i tipi che mi camminavano a poche decine di centimetri dalla testa). Non solo, non potevo usufruire del balcone, punto. Con l'aggravante della carenza di luminosità….che tutti sanno affligge il mio umore in maniera drammatica.
Ma, fortuna o sfortuna, l'estate quest'anno ha tardato ad arrivare, e proprio quando il sole ha deciso di fare capolino, in contemporanea i lavori di rifinitura degli esterni erano completati e hanno tolto via le impalcature. Gioia e ancora gioia!
Certo e' che come e' cambiato il palazzo!Da grigio triste e sporco a bianco brillante e luminoso!
Ora stanno pensando agli ingressi e al piano terreno: porte nuove, pavimentazione nuova, cassette delle lettere nuove…era ora! Era proprio ora!
Una sera, rientrando dal lavoro, ho trovato una parte del palazzo vicino al mio ingresso circondata da un nastro giallo….da buona siciliana, stavo già pensando a come difendermi dalle accuse di tentato omicidio (non si sa mai comportarsi in un paese straniero), quando mi sono resa conto che non si trattava di scena del crimine….saranno le troppe serie TV che guardo, ma dico, voi vi aspettate un nastro giallo o uno di quelli rossi e bianchi per segnalare lavori in corso? Mah…..
Dunque, non vedo l'ora che arrivi ottobre, così potrò finalmente dire di vivere in un palazzo decente, con un ingresso decente, con una facciata decente.
Ora, se solo mi spostassero la linea ferroviaria un mezzo chilometro più in la'……

*****************

They are restructuring my building. They started around May this year and the finish date is some time in October, soon….
Finally!
Finally they realized the place needed restoration!Not only because the building is old, but also because it's quite ugly, huge monolith like only in the 80's estate madness they could build, grey inside and outside, badly maintained and dirty.
Finally we are going to leave behind the annoyances that start at 8:30 in the morning, even on Saturdays, finally no more dust, no more inconveniences.
At the beginning of the renovation works I was sad: summer was coming and we were surrounded by scaffolds, which translates into the impossibility to use the balcony for my tanning sessions (you see, I certainly couldn't lay down on Saturdays, half naked, with the workers walking a few inches above my head). Not only that. I just couldn't use the balcony at all. Period. With the aggravating circumstance of lack of light….which, every one knows, affects my mood dramatically.
But, be it luck or bad luck, this year summer came late and just when the sun had decided to show up, at the same time the works on the facade were completed and they pulled the scaffolding down. Joy and more joy!
Surely the building changed!From sad and dirty grey to shiny and luminous white!
Now they are taking care of the entrance halls and the ground floor: new doors, new flooring, new walls, new mailboxes….finally! That was about time!
One night, coming back from work, I saw a part of the building wrapped into a yellow band…as good a Sicilian as I am, I was already starting to think of a way to defend myself from accusations of attempted murder (you never know what to do in a foreign country), when I realized that it wasn't a crime scene….may be the many TV series I watch, but do you expect a yellow band or one of those red and white striped bands for a work in progress area?D'oh..
Anyway, I can't wait for October to come, so that I could finally say I live in a decent building, with a decent entrance, with a decent look.
Now, if only they moved the railroad tracks a half kilometer away….


Thursday, September 22, 2011

Lifestyle - Suicides

Scene di ordinaria follia il fine settimana a Tokyo….

Allora, state uscendo da casa, diciamo il sabato sera, per, che so, andare a ballare. Uscite prestino visto che non volete fare le ore piccole, quindi pensando all'ora dell'ultimo treno vi organizzate per massimizzare la vostra serata.
Va tutto bene fino a che vi ritrovate fermi a una stazione dove l'unica alternativa a un treno fermo e' uscire dalla stazione e prendere un taxi per tornare a casa. 
Ecco, cosa sarebbe successo? Una brillantissima mente giapponese ha ben pensato di convincere il corpo in cui si trova a tentare il suicidio saltando sui binari a una stazione, tipo, che so, Shinagawa che e' una delle stazioni di punta a Tokyo……
Il sistema ferroviario e' andato in tilt per circa 40 minuti, impossibile andare in nessuna direzione, quindi tanto vale aspettare e decidere sul da farsi non appena il traffico torna regolare.
La situazione non si e' poi regolarizzata fino passata la mezzanotte.
Le cose non vanno meglio di domenica sera, quando si ripete lo stesso copione del giorno prima…..

Non potrebbero questi gentili signori dalle voglie suicide pensarci, che so, il lunedì ad esempio? Che male farebbe a loro? Tanto vogliono farla finita comunque, perché rovinare il fine settimana di migliaia di persone? Buttatevi dal balcone di casa vostra, piuttosto, se proprio non volete vivere! E se vivete al pianterreno, beh, andate a trovare il vicino di casa all'ottavo piano! Andate al monte Fuji e appendetevi a uno degli alberi della cosiddetta foresta dei suicidi! Ingurgitate un'overdose di medicinali e non rendete la vita difficile agli altri!

Purtroppo queste scene si ripetono frequentemente qui, ed e' un triste primato quello di essere una delle nazioni col più alto tasso di suicidi. Le stime parlano di un suicidio ogni 15 minuti….
Sembra poi che il tasso aumenta nei periodi di crisi economica, e recede in periodi di benessere. Sembra sia dovuto alle pressioni sul lavoro, a scuola o in famiglia. Sembra sia dovuto alla politica….Insomma, sembra ci siano diversi motivi per cui un giapponese decide di uscire di scena. 

Che poi, lasciatemelo dire, questi depressi che vogliono farla finita, non sono solo depressi. Se una persona vuole morire, non lo fa con teatralità, non lo fa per attirare l'attenzione su di se. Invece quello che sembra succeda coi giapponesi e' che sono non solo depressi, ma soprattutto egocentrici ed egoisti. E, storicamente, orgogliosi. Nel gesto estremo di lasciare la vita, questa gente deliberatamente vuole essere considerata, vuole lasciare un segno, vuole fama (onore?). Pensate ai samurai, che piuttosto che vivere nel disonore si uccidevano con le loro stesse mani…..
Se non fosse così, perché mai una qualsiasi persona decide di buttarsi davanti a un treno il fine settimana, o durante le ore di punta? Perché' scegliere stazioni con tante connessioni? Tra le altre cose, la famiglia del suicida, in base al disservizio causato agli utenti, devono risarcire la compagnia ferroviaria. Perché lasciare che la tua famiglia si prenda la responsabilità del tuo voler morire? Perché gli psicologi che hanno in cura persone depresse non si preoccupano anche di curare altre manie collegate alla depressione?

E' triste tutto ciò, e' proprio triste.

****************

Scenes of ordinary madness on the weekend in Tokyo…

So, you're going out, lets say on Saturday night, for, lets say, dancing. You leave early-ish because you don't want to stay out all night, so you plan your last train in order to maximize your fun.
It's all good till you are stuck at a station where the only alternative is to get out and catch a cab back home.
Alright, what happened? A very brilliant Japanese mind thought well to convince the body it was in to attempt suicide by jumping on the train tracks of a station like, lets say, Shinagawa which is one of the hub stations in Tokyo…
The service was stopped for about 40 minutes, impossible to go any other direction so the best thing is to wait till the traffic resumes.
The situation didn't get better until past midnight.
Things don't go better on Sunday night, when the same story of the day before is repeated….

Couldn't those nice people with suicidal wishes think about it, lets say, on Monday, for instance?What damage would do to them? Anyway they want to get over with it, so why ruin thousands of people's weekend? Rather jump from your balcony,if you really don't want to live. And if your place is ground floor, then go visit your neighbor on the 8th floor! Go to mount Fuji and hang yourselves to one of the trees in the famous suicide forest! Gulp an over dose of drugs, and stop making people's lives hard!

These scenes, unfortunately, are frequent here and it's a sad thing to be one of the top nations with the highest suicide rate. Estimations are of a suicide every 15 minutes…
It seems that the rate increases during economical crisis periods, and diminishes in better times. It seems it's due to pressure at work, at school or at home. It seems it's due to politics….Well, it's like many reasons are why a Japanese decides to quit the scenes.

Then, allow me to say this here, these depressed ones who want to quit life, they are not just depressed. I mean, if someone wants to die, they don't do it theatrically, to get all the attention. Instead, what apparently happens with the Japanese is that they not only are depressed, but are above all egocentric and selfish. And, historically, proud. In the extreme act of quitting life, these people seek deliberately for attention, want to leave a sign, want fame (honor?). Think of the samurai, who committed suicide rather than live in dishonor….
Weren't it so, why on earth a random someone would decide to jump in front of a train on weekends or at rush hours? Why to choose hub train stations? Among the other things, the family of the suicidal, based on the disservice caused to the users, must refund the rail company. Why then let the family take the responsibility of your wish to die? Why do psychologists who cure depressed subjects don't worry about also other problems connected with depression?

It's sad, all this is really sad.


Piu' merda c'e' meglio e'

Tuesday, September 20, 2011

Setsuden si, setsuden no

Piu' della meta' delle centrali nucleari in Giappone e' ferma. Il Giappone puo' permettersi di sprecare energia elettrica proprio perche' proviene dal nucleare. O almeno poteva. Infatti, da Marzo il Giappone ha vissuto in regime di setsuden (節電 , risparmio energetico) fino agli inizi di settembre, quando tale regime e' stato revocato, per la gioia dei giapponesi.

Cosa voglio dire con questa introduzione?
Che i giapponesi dimostrano per l'ennesima volta che non sanno cosa sia la via di mezzo. E non sanno cosa sia il buon senso. Devo anche aggiungere che molti non-giapponesi hanno adottato con facilita' l'abitudine allo spreco. 

Pre-setsuden era: estate con 35 gradi all'ombra fuori e 22 gradi in negozi e uffici, ristoranti e locali chiusi. Scene di giapponesi che grondano sudore nel minuto di passeggiata dall'ufficio al ristorante, io che mi prendo puntualmente quattro o cinque raffreddori in una stagione per via degli sbalzi di temperatura (e aggiungo che anche in estate inoltrata cammino con la sciarpetta di cotone in borsa...). Inverno esattamente ribaltato rispetto all'estate. Scene di giapponesi che battono i denti dal freddo pero' gironzolano in maniche di camicia. A Febbraio, per intenderci. Io che mi prendo puntualmente 3 o 4 raffreddori in una stagione (e in inverno mi vesto a strati per potermi alleggerire quando sto in posti al chiuso...)

Setsuden era: temperatura imposta di 28 gradi nei posti al chiuso. Che, vista l'estate umida e calda, rispetto ai 35 gradi di fuori, e' gia' un refrigerio. Anche perche' l'aria a 28 gradi dei condizionatori e' secca. Scene di giapponesi -e non- che cercano di sconfiggere la calura con ogni mezzo, facce sofferenti, corpi provati da un regime 'fin troppo restrittivo', paragonato allo stile di vita sprecone che usavano vivere. Io che gioisco, per diversi motivi: si inquina meno l'ambiente, non mi ammalo, si risparmia un sacco di energia in maniera coscienziosa. Ma c'e' anche da dire che in molti posti le temperature erano sotto i 28….

Post-setsuden era: nonostante gli appelli a limitare gli eccessi, i giappi se ne fregano, hanno riacquistato il diritto all'uso smodato di elettricità e sono felici. Si ripetono nuovamente le scene di pre-setsuden, con la differenza che non siamo piu' nel periodo piu caldo dell'anno, non ci sarebbe proprio neanche bisogno di utilizzare l'aria condizionata. Ma vallo a spiegare qui in ufficio….Vallo a spiegare alle commesse dei negozi che già sfoggiano addosso i giacconi della collezione autunno-inverno….l'animo sprecone di tutti e' tornato alla ribalta. Scene di giappi che nuovamente boccheggiano fino a che raggiungono il centro commerciale piu vicino. Io ho gia' preso il raffreddore.

Notavo pero' una cosa alquanto strana: nei treni, in tempi di setsuden, mostravano il graficio giornaliero dei consumi energetici ogni ora, in percentuale. Spesso, nei giorni più caldi, nelle ore più calde, si raggiungevano picchi di consumo dell'80%…mentre l'obiettivo era di ridurre i consumi di un buon 30%. Ora, in tempi di non setsuden, continuano a mostrare questi grafici e, mi chiedo come sia possibile che ci siano picchi di consumi dell'80% nelle stesse ore calde?Cioe', il grafico non e' cambiato di una virgola. Mi chiedo allora, i giapponesi, hanno davvero fatto sacrifici?Oppure, continuano ancora a fare sacrifici?

*************

More than half of Japan's nuclear plants is stopped. Japan could afford to waste electricity because it comes from nuclear energy. It could, yes. From March, in facts, Japan has lived in setsuden (節電, energy saving) regime till begin of September, when such regime was revoked, for the joy of the Japanese. 

What do I want to say with this?
That the Japanese show again how they don't know where the middle is. And don't know what common sense is. I also have to add that many non-Japanese adopted very easily the habit to waste.

Pre-setsuden era: summers with 35 deg outside and 22 deg inside. Senes of Japanese people who are drenched with sweat for just one minute walk from the office to the restaurant, me catching a cold three or four times in one season because of the temperature differences (I also walk around with a scarf in my bag, in summer…). Winters are exactly the reverse of summers. Scenes of Japanese people, teeth chattering with cold but they walk around shirt-sleeve. I mean, in February. Me catching three or four colds in one season (while in winter I wear layers, for when I am indoors…)

Setsuden-era: imposed temperature of 28 deg. Which, compared to the 35 deg outside is great! Especially because the air conditioned air is dry. Scenes of Japanese and non-japanese trying to fight the heat by all means, suffering faces, bodies challenged by a 'way too restrictive' regime, compared to the lifestyle they are used to. Me being happy, for many reasons: less pollution, I don't get sick, real and thoughtful energy saving. Although, many places had temperatures below 28….

Post-setsuden era: regardless of the appeals to keep saving energy, the Japanese don't care and are happy to have regained free usage of energy. Again scenes like pre-setsuden, with the difference that now it's not the hottest month any more, there is actually no need to use air conditioning at all. But go and try to explain them at the office…go and try to explain to the girls in the shops who already show off the new fall-winter collection on themselves….the squanderer soul is back. Scenes of Japanese people again suffering till they reach the closest shopping mall. Me catching already a cold.

I noticed something odd, though: in the train, during setsuden, they were showing a chart with the electricity usage per day and per hour. Often, in the hottest hours of the day, one could see the usage reached peaks of 80%….whereas the joint efforts aimed at a reduction of at least 30% in energy consumption. Now, after the setsuden is over, we can still see the charts, and I can't understand how there can still be peaks around 80% in the hottest hours. I mean, the charts are unchanged. So I wonder, do the Japanese really made efforts? Or, are they still making efforts?

Friday, September 16, 2011

Challenge NOT accepted

Caro Onorevole Tempo,

dobbiamo parlare.
In tutti questi anni ho imparato a conoscerti, ho accettato le tue decisioni, sebbene il mio umore dipende dalle tue scelte, ho adattato i miei giorni a te, mi sono fidata di te per organizzare le vacanze. E a dire il vero non mi posso lamentare, finora. Finora...
Penso tu abbia esagerato. Penso tu mi stia sfidando.
Avevo solo le vacanze estive per sperare in giorni soleggiati, e sei riuscito a farmi innervosire. Lasciamo stare il viaggio in Malesia, va bene. Li, ci hai dato alcuni giorni di sole, si confesso che la pioggia e' stata abbastanza, sarebbe stato meglio senza, ma va bene. Lo abbiamo accettato. Ci siamo tenute occupate e abbiamo avuto un'ottima vacanza.
Pero' ora....
Sono riuscita a avere un'altra settimana di vacanza, e confortata dai 10 giorni perfetti che ci hai regalato, mi stavo di nuovo preparando per la spiaggia.
E che mi combini tu?Le previsioni per tutta la prossima settimana mi portano pioggia?
In piu', altri due tifoni si dirigono verso il Giappone, uno a Okinawa -che tu sai e' la mia destinazione preferita per la spiaggia- e uno potenzialmente a Tokyo. Ora sei davvero cattivo. ECCHEC....10 giorni, 10 bellissimi giorni, quando non posso far altro che lavorare, temperature perfette, si un po' di umidita' ma non voglio essere troppo esigente e usare troppo la mia fortuna, 10 giorni perfetti...
NON lo accetto. E' ingiusto. Perche' non facevi al contrario?Mandarci la pioggia in questi 10 giorni e fare bello i prossimi 10? Perche? E' una specie di punizione? E' una maledizione?Ti diverte?
Sul serio, quest'estate hai fatto tutto male. Se lo hai fatto apposta o no, non lo so. Pero' pensavo che io e te fossimo amici, che ci capissimo e che ci venissimo incontro l'un l'altra.
Ho paura che non posso piu' continuare quest'amicizia, a meno che tu riesca a dimostrarmi che posso ancora fidarmi di te.

Sinceramente rotta,

Marina

*******************************

Dear Honorable Weather,

It's time you and I talk. 
All these years I have learned to know you, I have accepted your decisions, although my mood always depends on your choices, I have adjusted my days to you, I have trusted you to plan my vacations. And, really, I have no complains so far. So far....
I think you've gone too far now. I think you are challenging me. 
I only had summer vacation to hope in sunny days, and you managed to get on my nerves. I mean, let's keep aside the trip to Malaysia, there you weren't that mean. There, you gave us some days of sun, I confess rain was quite too much, we could have done better without it, but that's OK. We've accepted that. We've kept ourselves busy and we had a great time.
But now.... 
I managed to have another week of vacation, and comforted by the 10 perfect days you have blessed us with, I was gearing up for beach time again.
And what do you do now? Forecast for the entire next week says rain?
Plus,two new typhoons are heading towards Japan, one to Okinawa -which you know well is my favorite beach destination- and one potentially to Tokyo area.
You are too mean now. WHAT THE... 10 days, 10 beautiful days, when I couldn't but go to work, perfect temperature range, ok a bit too humid, but let's not bee too picky,I don't want to push my luck too far, 10 perfect days....
I DO NOT accept this. It's just unfair! Why can't you do the opposite? Send us the rain during these past 10 days and give us the next 10 days of sunshine?Why?Is it some sort of punishment? Is it a curse? Is it fun for you? 
Really, this summer you have done all wrong. Whether on purpose or not, I can't say. But I thought you and I could be friends, I thought we could understand each other and support each other.
I am afraid I can no longer endure this friendship, unless you can prove me that I will be able to trust you again. 

Sincerely pissed off, 

Marina


Thursday, September 15, 2011

Wrong Lifestyle

Le pubblicita" sono un  mezzo indiscusso per comprendere la direzione verso cui la societa' sta andando.
Ora, il discorso sulle pubblicita' giapponesi lo lasciamo da parte per il momento. Tuttavia, devo citare alcuni casi veramente interessanti.

Ci sono tre cose di cui il giapponese medio non puo', apparentemente, fare a meno, viste le loro proprieta' a dir poco miracolose :
-rasoio
-birra
-caffe'

Tutte le pubblicita', tutti i cartelloni che hanno come oggetto il caffe' puntano a dimostrare che quel prodotto garantisce energia senza eguali! Roba che se ne bevi un sorso ti trasformi in un gladiatore, in un colosso, l'emblema della potenza fisica. La fonte di questa energia e' racchiusa in una di queste lattine di caffe', di varie marche, di varie miscele, con il latte, doppio, nero, medio....MA SE TANTO DORMITE OVUNQUE E COMUNQUE!!
Dico, non e' che quello sia caffe'...avete mai assaggiato un vero caffe'? Uno di quelli che fanno a Napoli al bar?Quello SI che sveglia. Non questi surrogati in lattina, questi mix chimici di coloranti e aromatizzanti....I giappi si svegliano solo col suono delle musichette delle stazioni, altro che caffe'.

Le birre, invece, vengono decantate come fonte di refrigerio, rilassano mente e corpo, fanno spuntare il sole mentre prima pioveva a dirotto,aiutano a digerire il quintale di carne e altra roba fritta di cui i giappi sembrano ingozzarsi, dissetano e rinfrescano, restituiscono tono e vigore al corpo affaticato. Anche in questo caso esistono birre per tutti i gusti, quelle senza alcol, quelle con la schiuma che sembra soffice come schiuma da barba, e vai con la lista infinita di opzioni. Insomma, rappresentano la bevanda per eccellenza, quella che non puo' mancare in nessun caso e per nessun motivo...MA SE TANTO VI UBRIACATE CON UN SORSO, COMUNQUE!!
Diciamoci la verita', i giapponesi non reggono bene l'alcol, beh, molti di loro, eppure la prospettiva di ridursi fradici come un mocio....ecco, questa prospettiva non li ferma.   

La medaglia d'oro pero' va alle pubblicita' per i rasoi, sia con lame che elettrici. Dovreste vedere come vengono proposti e promossi questi articoli....con tre, quattro, CINQUE lame che con una sola passata sono capaci di lisciare anche il mento del piu' irsuto uomo sulla terra, non lasciano traccia (mah, sara' il triplo strato di trucco degli attori?), solo una sensazione di morbidezza unica che a confronto la seta e' ispida...
I rasoi elettrici funzionano praticamente in ogni situazione e circostanza, anche sotto la doccia, basta un gesto e via!E dovreste vedere lo sguardo fiero e la postura da guerriero che questi uomimi assumono dopo la barba....MA SE TANTO AVETE SOLO DUE PELI, UNO A DESTRA E UNO A SINISTRA DEL NASO!!!
Probabilmente le case produttrici devono puntare sull'effetto esagerazione pur di vendere... 

****************

Following commercials is a very precise way to understand where society is moving to.
Now, we leave aside the discussion on the Japanese advertisement for the moment. Though, I have to mention a few really interesting cases. 

There is three things the average Japanese can't, apparently, live without, due to the miracle properties they posses:
-razors
-beer
-coffee

All commercials, all billboards about coffee aim to show that such a product can give power with no equals. Stuff like, you have a sip and you turn into a gladiator, you'll be the rendition of physical strength. The source of such power is hidden in one of those coffee cans,     of different brands, different blends, with milk, double, black, mild....COME ON, YOU SLEEP ANYWHERE, IN ANY CASE!!
I mean, you really think that's coffee...have you ever had a real coffee?One of those made in a bar in Naples?That one DOES wake you up. Not those canned surrogate mix of chemicals and flavoring stuff...The Japs wake up by the sound of the music at the stations, not by coffee.

Beers, instead, are presented as a source of refreshment, they help body and mind relaxation, they make the sun come out while it was raining just before, they help digesting the tonnes of meat and fried stuff the Japanese seem to stuff up with, they give back tone and vigor to the fatigued body. In this case too, there's beers for all, no alcohol, foamy like shaving foam, and so on. So, beer is THE drink, the one that can't be missed in any case and for any reason.....COME ON, YOU GET DRUNK WITH JUST A SIP, ANYWAY!!
The truth is, the Japanese don't handle alcohol very well, or, many of them, and yet the idea of being as drunk as a soaked mop, this idea doesn't stop them.

Gold medal, though, is for the commercials about razors, both with blades and electric. You should see how they are advertised...three, four, FIVE blades, which with just a move are able to smooth even the most shaggy man's chin, they leave no traces (hmm, may it be the actors' triple layer of make up?), but just a feeling of tenderness so unique that silk, in comparison, feels bristly...
Electric razors work in basically every situation and corcumstance, under the shower, one rub and done! And you must see the fierce look and the warrior stand these men assume after shaving....COME ON, YOU JUST HAVE ONE HAIR ON EACH SIDE OF YOUR NOSE!!!
Probably the producers have to stress on the exaggerating effect in order to sell.



Sunday, September 11, 2011

LK&KL experience Part3, KL experience

Potevano Marina e Elisa accontentarsi di una pura e semplice vacanza in un'isola tropicale? Una vacanza zeppa di eventi e colpi di scena, ma pur sempre localizzata e ristretta a un'area specifica?
No.

Abbiamo sfruttato il tempo al massimo, ottimizzando il tutto come non ci aspettavamo. Dodici ore a Kuala Lumpur, prima di tornare a Tokyo sono abbastanza per avere un'idea chiara e precisa sulla città asiatica il cui PIL non e' mai retrocesso negli ultimi trent'anni.

Tutto funziona alla perfezione, sin dalla partenza da Tokyo, tranne che per un piccolo ritardo che avrebbe potuto compromettere vacanza e non solo: arrivo in aeroporto poco prima della chiusura del volo (corse soppresse per via del regime di risparmio energetico). Ma poi il resto delle connessioni, i voli e i transiti filano lisci come l'olio.

Dunque, 12 ore a Kuala Lumpur….
KLIA Express ci porta dall'aeroporto alla stazione centrale in un lampo. L'area intorno alla stazione centrale corrisponde un po' con la zona vecchia. Il traffico e' disumano, sembra che tutti abbiano imparato a guidare a Palermo o a Napoli, e i semafori seguono una logica che e' pure peggio di quella di Tokyo….

Questa e' l'area più pittoresca della città. A poca distanza uno dall'altro si trovano il tempio Hindi, quello cinese, tre o quattro moschee, la residenza del sultano, Central Market, il mercato all'aperto -sovrappopolato- e poi ovviamente ristoranti, negozi vari, venditori ambulanti di frutta fresca, frutta secca, noci di cocco e gelati. Se mi concentro ora a ricordare tutti i dettagli, mi si crea in testa una confusione da emicrania: i colori della frutta e dei cibi, i profumi ora pungenti ora delicati, i tessuti di batik di mille fantasie, i volti di una popolazione in continua mescolanza di razze, veli, tuniche, case e palazzi tra il cadente a pezzi e il modernissimo, istituti bancari e mercato del pesce, l'opulenza e la poverta', le restrizioni di una cultura islamica acquisita e il bisogno di liberta'….

Facciamo un giro dentro Chinatown, lungo la via del mercato coperto. Gli odori di marcio e sporco predominano, le stradine strette sono intasate di banconi, dove alacri uomini e donne vendono verdure, pesce, polli -vivi, spezie. Un ratto passeggia indisturbato tra i piedi dei passanti, e gente seduta a dei tavoli lerci e oleosi gusta una scodella di ramen…..per un secondo ho avuto nostalgia dei ristoranti raffinati di Ginza e delle boutique di Omotesando.
Anche il posto dentro l'Oriental Village a LK dove ci fermammo a pranzare aveva il menu e i tavoli appiccicaticci, e anche la food court a KL proprio di fronte Central Market non era poi il ritratto dell'igiene, non voglio certo sembrare di avere la puzza sotto il naso…tra le altre cose, il bello di una vacanza e' anche quello di provare a vestire i panni della gente locale, mangiare cibo locale, ecc. Pero' non vorrei rischiare la mia salute proprio mentre sono in vacanza!!Niente ramen a Chinatown, quindi. Si guarda ma non si mangia.

Visitiamo una moschea, obbligate a coprirci da capo a piedi. Un caldo infernale!!Pero', paese che vai usanza che trovi, per oltrepassare i cancelli della moschea bisogna che nascondiamo capelli, spalle, braccia e gambe. Un po' come nelle chiese cristiane, quando ai turisti e' chiesto di evitare top scollati, solo che i musulmani sono un tantino più esigenti.
Un commento a favore della cultura islamica: noi donne fissate con il volere corpi snelli e abbronzati, senza un filo di grasso ne' un pelo in vista, capelli a posto sempre, abbigliamento alla moda ci stressiamo ogni giorno per apparire perfette….le donne musulmane, invece, problemi zero, 'diversamente libere'. Copri tutto da testa a piedi, e via.
Una visita a Kuala Lumpur non può finire senza aver prima visto le Petronas Towers, le torri gemelle più alte dell'Asia. L'area intorno alle torri, conosciuta come KLCC, City Center, e' tutta l'opposto della zona della stazione: moderna, nuova, fatta di palazzi alti, hotel, istituti finanziari, centri commerciali.

C'e' poco da vedere qui, per chi non e' interessato a fare acquisti, e per noi abituate a Tokyo, KLCC non e' una grandissima novità'. Tuttavia vale la pena salire in cima alla KL Tower e dare un'occhiata alla città' dall'alto. Twin Towers incluse. Io e Elisa pensavamo di terminare la visita lampo con una cena malese, ma qui nella zona nuova si trova più' facilmente un ristorante hawaiano piuttosto che uno tradizionale. Peccato, una cucina così ricca eppure così svalutata e snobbata….

In conclusione, dando un voto all'intera vacanza, non posso che dare un 10 e lode pieno. Elisa si e' rivelata una compagna di viaggio ideale, mi ha sollevato il morale quando ero giù di tono per via della pioggia, mi ha dato la spinta che mi serviva per avventurarmi alla scoperta del cuore della Malesia. La natura tropicale, i suoi frutti e i suoi colori, il cibo e i profumi, i volti e i sorrisi della Malesia resteranno con me sempre. In particolare, la scena dall'aereo: immaginate prima il buio, poi l'immensa, piatta città' che si allarga via via che si sale, poi, d'un tratto, le due torri emergono e dominano la pianura, picchi solitari su un ammasso di luci in adorazione.

*********************

Could Marina and Elisa be happy with just a mere vacation in a tropical island? A vacation full of happenings, but still constrained to a specific area?
Nope.

We used up our time, optimizing in a way we didn't expect could work. Twelve hours in Kuala Lumpur, before going back to Tokyo, are enough to have a clear and precise idea about the asian city whose GDP never went down in the last thirty years.

Everything has worked perfectly, since the departure from Tokyo, except for a small delay that could have compromised the vacation:I arrive at the airport just in time before closing the check in (suppressed trains due to the saving energy regime). The rest of connections, transits, flights went smoothly.

So, 12 hours in Kuala Lumpur…..
KLIA express takes us from the airport to the center in a blink. The area around central station is more or less the old town. Traffic is crazy, it's like they all learned to drive in Napoli or Palermo, and traffic lights follow a logic that looks worse than in Tokyo…

This is the most picturesque area of the city. Not far from each other are the Hindi temple, the Chinese, three or four mosques, the Sultan's residence, Central Market, the open market-over crowded- and , of course, restaurants, various shops, sellers of fresh fruit, dry fruits, coconuts and ice creams. If I concentrate now to remember all those details I get a migraine: the colors of the food and the fruits, the smell at times sharp at times sweet, the batik in thousands of pattern, the faces of a population is continuous blend of races, veils, dresses, houses and buildings between the rotten stage and modern, banks and fish market, opulence and poverty, the restrictions of an acquired islamic culture and the need of freedom….

We walk inside Chinatown, along the covered market. Smell of rotten and dirt is predominant, the narrow streets are jammed with benches where quick men and women sell veggies, fish, chickens -alive-, spices. A rat slaloms undisturbed through people's feet, and people sitting at some lurid and oily tables enjoy a bowl of ramen….for a second I felt nostalgic about the fine restaurants in Ginza and the boutiques in Omotesando.
I mean, the place at the Oriental Village in LK where we had lunch had sticky menu and tables, as well, and also the food court in KL right in front of Central Market wasn't the exact portrait of hygiene, so I don't want to seem to be too snob….among the other things, the fun of a vacation is also to try to be like the locals, eat local food and so on. But, actually, I don't feel like risking my health just while I am on vacation!
So, no ramen in Chinatown. Look but not eat.

We visit a mosque, forced to cover up from head to toe. Sooo hot like hell! But, as they say, in Rome do as the Romans do, and hence to cross the mosque gates we have to hide hair, arms, shoulders,legs. It's a bit like the Christian churches where tourists are asked to avoid singlets, just the muslims are a bit more demanding.
Now a word in favor of the islamic culture: us women determined in having slim and suntanned bodies, without fat nor hair in sight, always curated hair style, being fashionable stress out every day to look perfect…muslim women, instead, zero problems, 'differently free'. Cover everything and go.

A stop in Kulala Lumpur can't be complete without a quick visit to the Petronas Towers, the Asia's tallest twin towers. The area around the towers, known as KLCC, City Center, is just the opposite of the station area:modern, new, made of tall buildings, hotels, finance institutions, shopping centers.

There's little to see here for whom is not interested in shopping, and for us used to Tokyo, KLCC is not so big news. But, it's worth to try the KL tower and have a look at the town from above. Twin Towers included. Me and Elisa thought of concluding our trip with a Malaysian food dinner, but here in this area it's easier to find a Hawaiian restaurant rather than a local one. Shame, such a rich cuisine and yet so underestimated….

In conclusion, giving a vote to the entire vacation, I can't but give a full 10. Elisa was an ideal travel mate, she managed to cheer me up when I was low mooded because of the rain, she gave me the right motivation needed to explore and venture inside Malaysia. The tropical nature, its fruits and colors, the faces and smiles of Malaysia will stay with me forever. In particular, the scene from the plane: imagine darkness first, then the immense, flat town expanding while the plane goes up, then, suddenly, the two towers emerge and dominate the flat land, solitary peaks on a mass of adoring lights.














Saturday, September 10, 2011

The perfect weekend, si spera.

La giornata perfetta e' incominciata stamattina alle 6, quando un sole splendente si appropria del cielo senza neanche una nuvola. Il balcone e' inondato di luce fino intorno a mezzogiorno, intervallo ideale per godersi l'abbronzatura in tutta sicurezza e libertà'. Pennichella poco prima di pranzo, poi pasta e caffè'. E che vita!
Nel pomeriggio, stendo il bucato, mi prendo cura delle piante, il sesto avocado che ormai e' spuntato. E' tempo di decidere quale regalare e quale coltivare.
Col calare del sole, l'odore di pulito che viene dai panni stesi si accentua, una brezza fresca e leggera scosta le tende e decido che e' la serata perfetta da passare in balcone a osservare le luci della città'. Ora , seduta nella mia sdraio, l'unica luce che vedo e' la luna, quasi piena, che mi fissa coi suoi occhioni mesti e la sua espressione di dolore.
L'aeroporto di Haneda non e' molto lontano da qui, me ne rendo conto ogni volta che guardo all'orizzonte: tante lucine intermittenti che si muovono nel cielo, salgono, scendono, si allontanano, si avvicinano, mi passano sopra la testa. A volte sembra che si scontrino, altre volte sembra che vadano a finire in mezzo ai palazzi, che li attraversino da parte a parte.  
Poi, non c'era foschia oggi. Strano. Soprattutto in questa parte di città, dove le industrie rilasciano chissà cosa nell'atmosfera. Ora, per via del contrasto tra cielo nero e luci gialle, i fumi prodotti dalle ciminiere sono visibilissimi più che mai, sembrano una fila di conigli che scappano lontano.
La perfezione continua fino a tarda notte, non una nuvola in cielo, niente zanzare, niente sensazione di appiccicaticcio sulla pelle. Se mi concentro bene posso anche pensare di essere a casa in Sicilia, quando in estate stavo seduta in terrazza e guardavo ogni macchina che passava nel tentativo di indovinare chi c'era dentro.  Quando ci riuscivo, alzavo la mano in saluto, e come conferma ricevevo un colpo di clacson.
Oggi e' il compleanno di David, domani quello di Morana.
Ci pensavo, così, come si pensa a tante altre cose. 
Domani potrebbe rivelarsi una perfetta replica di un giorno perfetto. E allora parlerò di un fine settimana perfetto. Spero lo sia anche per i miei due amici.
Buon compleanno Morana. Domani e' il tuo giorno e sfruttalo al meglio, chiedi solo il meglio.
Buon compleanno David. Al compimento dei tuoi 30 anni hai già Tokyo ai tuoi piedi. Il tuo futuro e' certo e brillante. Se vuoi sapere quanto, conta le luci che vedi dal tuo salotto, e avrai una stima abbastanza attendibile.

****************

The perfect day started this morning at 6, when a shiny sun got hold of the cloudless sky. The balcony is in full light till around noon, the ideal interval to enjoy suntanning safely and freely. Nap right before lunch, then pasta and coffee. What a life!
Afternoon, I hang the washed clothes, I take care of my plants, the sixth avocado has grown too. It's time to decide which ones to keep and which ones to give.
With dawn, the scent of clean laundry is enhanced, a fresh and light breeze moves the curtains and I reckon is a perfect evening to spend on the balcony watching the city lights. Now, sitting in my folding chair I can only see the moon, almost full, looking back at me with its huge humble eyes and its sad expression.
Haneda airport is so close from here, I remember every time I stare at the horizon: many bilking lights moving in the air, going up, down, coming closer going farer, passing above my head. Sometimes it seems they might clash, or might crash into buildings, or passing through them.
Also, there was no fog today. Strange. Especially in this area where the industries spit godknowswhat into the atmosphere. Now, because of the contrast black sky/ yellow lights, the fumes released by the chimneys are clear more than ever, they seem  long line of chased rabbits.
perfection continues till late night, no one cloud, no mosquitoes, no sticky skin. If I concentrate enough I can think of me in Sicily, in summer, when I used to sit outside on the terrace and I watched every car, trying to guess who was inside. When I could, I waved and I got a horn greeting in return.
Today is David's birthday, Morana's tomorrow.
I just thought about it, like one thinks of different things.
Tomorrow could be a perfect replica of a perfect day. I will then talk about a perfect weekend. I hoe it'll be perfect for my two friends.
Happy birthday Morana. Tomorrow is your day and use it at best, ask for the best.
Happy birthday David. At 30 you have already Tokyo at your feet. Your future is certain and bright. To know how much, count the lights you see from your room and you'll get a reliable estimation.


Thursday, September 8, 2011

LK&KL Part2, the ultimate Malaysian experience

Come potevo immaginare che in Malesia avrei messo piede in una vera casa tradizionale? Quella che per costruirla, viene chiamato lo sciamano per identificare il sito esatto dove essa verra' eretta e anche per placare lo spirito del sottosuolo? Quella che e' costruita intorno a un pilastro portante e per cui si sotterra una moneta sotto ogni pilastro al fine di portare fortuna alla famiglia?
Una casa tipica malese e' come costruita su palafitte, così da utilizzare lo spazio sottostante come stalla o dispensa. La casa in se' e' divisa in tre ambienti, la cucina, la zona notte e il corpo centrale. Gli uomini usano la scala del corpo centrale per entrare, mentre le donne della famiglia usano l'ingresso secondario della cucina. Non ci sono vetri alle finestre in una casa malese, solo ante a battente che filtrano i raggi solari ma lasciano passare l'aria.

Come potevo apprendere che in Malesia, nel giorno che precede le nozze, si uccide un bufalo d'acqua e la futura sposa mangia solo una zuppa di intestini?

Come facevo a sapere che una donna viene giudicata dalla futura suocera nel modo in cui pesta il sambal (salsa fatta di gamberi e peperoncino) nel mortaio? Pare che ci voglia una combinazione di qualità' essenziali per fare il sambal, un po' di forza, un po' di insistenza, un po' di pazienza, eccetera….se il sambal e' approvato dalla futura suocera, allora la donna può' sposarsi.

Tutto questo e molto altro ancora e' stato possibile grazie a Shuk, uno chef a Langkawi, proprietario di un ristorante proprio sulla spiaggia di Cenang, che ha deciso di dare lezioni di cucina malese ai turisti che si trovano in vacanza nell'isola.

Ma la sua non e' una mera lezione di cucina, e' molto di più'. Shuk ci racconta delle tradizioni malesi, delle feste, delle cerimonie a cui partecipa tutto il villaggio e per cui bisogna invitare tutto il villaggio, della storia, dell'architettura, delle credenze popolari. Ad esempio, ci raccontava che il posto in cui ha costruito la casa era infestato dagli spiriti, tanto che i suoi parenti hanno tutt'ora paura a dormire in casa sua…

Assieme a Shuk ci intratteniamo per un aperitivo al fresco dei portici, poi chiacchieriamo del più e del meno e finalmente veniamo scortati in cucina dove comincia la nostra lezione, principalmente fatta dal fratello di Shuk. Un terzo fratello, invece, ci aspetterà al ristorante, al nostro rientro, per il dessert da assaporare sulla spiaggia e ricevere il nostro ricettario.

Assieme alle ricette, abbiamo quindi arricchito il nostro bagaglio culturale e personale, ci siamo avvicinati alle tradizioni, e in più abbiamo anche fatto amicizia con altri "studenti", alcuni dei quali erano al nostro stesso resort e ci siamo quindi incontrati spesso nelle sere seguenti durante l'aperitivo al bar.
Quando si dice soldi spesi bene…..

*******************

How could I know that, in Malaysia, I would have walked in a real traditional house? The one that , to build it, the "doctor" in the village is called to identify the exact site where the house will be built and also to calm down the spirit in the soil? The one that is built around a main pillar and for which there is a coin under every single pillar in order to bring luck to the family?
A typical Malaysian house is built above the ground, so that the space underneath can be used as a stable or as a deposit for stuff. The house itself is made of three areas, the kitchen, the sleeping house and the main body. Men use the stairs to the main body entrance, while the women in the family use the secondary entrance to the kitchen. There is no glass on the windows, but just panels that let the air go through but keep the sun away.

Houw could I learn that in Malaysia, on the day before a wedding, they kill a water buffalo and the bride would eat only a intestines soup for dinner?

How could I imagine that a woman is judged by the future mother in law by the way she makes sambal (shrimp and hot chili paste) in the mortar? It seems that a combination of essential qualities is needed to make sambal, a bit of strength, a bit of patience, a bit of insistence, and so on….if the mother in law approves it, then there will be the wedding.

All of this and even more was possible thanks to Shuk, a chef in Langkawi, owner of a restaurant right on Cenang beach, who has decided to give Malaysian cooking lessons to the tourists who are in vacation there.
His is not a mere cooking class, but much more. Shuk tells us about Malaysian traditions, the parties, the celebrations which the whole village participates to, and which the whole village must be invited to, history, architecture, popular beliefs. He told us, for instance, that the place where he built his house is haunted by a spirit and his relatives are still afraid to sleep there…

Together with Shuk we have a drink under the house, then we chat about this and that, and eventually we are shown the house and the kitchen where our class begins, carried on by Shuk's brother. A third brother would wait for us at the restaurant where we will have desserts and where we will receive our recipes book.

Along with the cooking, then, we enriched our knowledge, we came closer to Malaysian traditions, and we made friends with other "students", too, some of them staying at our same resort, and actually we met for the happy hour in the following nights.
When one says they've spent their money well... 









Tuesday, September 6, 2011

LK&KL Part 1, the LK experience

La vacanza in Malesia e' stata ricchissima di esperienze, e ha rappresentato un viaggio culturale, un'escursione organolettica, una pausa di relax, uno studio sociale, un tuffo nelle tradizioni, una convivenza di vecchio e nuovo, un safari tropicale.

L'arcipelago dell'aquila rossa, o Langkawi in lingua locale, e' un gruppo di 99 isole sul mare delle Andamane, ancora non preso d'assalto dal turismo di massa e per questo conserva ancora intatte molte delle caratteristiche naturali e culturali tipiche del sud est asiatico. 

La zona più turistica dell'isola principale e' la parte ovest, quella dove si concentra la maggior parte di ristoranti, hotel, negozi di souvenir. Le spiagge qui sono molto belle, con palme proprio a pochissimi metri dal mare, sotto la cui ombra ci si potrebbe anche riposare, ma occhio alle noci di cocco!!

Tempo permettendo, io e Elisa passiamo intere giornate ad arrostirci in spiaggia, sotto un sole forte e caldissimo, bevendo succo di cocco. Al calare del sole l'aria si rinfresca, miriadi di granchietti escono dalle loro tane e popolano la riva, mentre pian piano il cielo si colora prima di un arancione pallido, poi di un rosso più acceso e infine in un rosa infuocato.
Dato il crocevia di popoli che hanno fatto la Malesia, si trovano spa per tutti i gusti, per tutti i livelli di sopportazione del dolore e per tutte le tasche. Masaggi tailandesi, indonesiani, malesi, ayurvedici, aromatici e trattamenti per corpo, viso, piedi e mani, non ce li siamo fatti mancare di certo, provando sia posti locali, dove a turno si poteva sentire gossip, bambine che ti toccano i piedi, cellulari che squillano, battute tra massaggiatrici e i loro amici fuori dalla stanza, la nonna che ogni tanto si affacciava dentro e portava qualche messaggio, e sia la spa del resort, dove invece un ambiente decisamente più rilassante, mani sapienti e cortesia hanno contribuito a rendere i trattamenti ancora più efficaci.
Stessa motivazione vale per la varietà di piatti della cucina malese, molto speziati,molto ma molto buoni, seppure trovare un ristorante tipico malese nella zona turistica e' quasi un terno al lotto.

Una visita breve alla capitale dell'isola Kuah riserva delle sorprese: ci aspettavamo un centro brulicante di vita, negozi, strade affollate e ristoranti a non finire…invece la città non e' altro che un ammasso di case stile inglese coloniale, vecchie e cadenti, strade poco curate, ovunque decadenza e abbandono. La zona "nuova" invece e' intorno a Eagle Square, piazzale a forma di stella a cinque punte direttamente costruito sul mare, dove si trovano anche i grossi centri commerciali di cui tanto si parla nelle guide. Certo, l'impatto con la realtà e' stato abbastanza spiazzante, ma roba del genere era proprio quello che cercavamo.

Determinate a conoscere la vera Malesia, quella non turistica, io ed Elisa non potevamo trovarci più d'accordo. Nonostante le comodità del resort, anche nei giorni di pioggia abbiamo sempre cercato di far qualcosa di interessante per poter sfruttare al meglio ogni minuto della nostra vacanza. 

Cascate nascoste nel fitto della giungla, mangrovie, montagne e batik fanno praticamente Langkawi. Abbiamo anche visto ogni possibile animale selvatico, tra cui diverse razze di scimmie, lemuri, granchi, iguane, tigri, uccelli simili ai tucani, ma abbiamo anche, con sorpresa, notato che i gatti sono quasi venerati, così come i bufali d'acqua. Abbiamo visto diversi tipi di fiori e piante, palmeti, piantagioni di banane, campi di riso inondati per via delle piogge di quei giorni.

Al di fuori dei resorts per turisti, la gente del posto vive in villaggi dimessi, sporchi, in mezzo alla fanghiglia e ai polli, ma non ci negano mai un sorriso quando passiamo davanti alle loro case, non si tirano indietro quando chiediamo se possiamo fotografarli. Perfino il tassista che ci ha portato in giro per l'isola, nonostante le nostre bizzarre richieste, non si e' risparmiato a comprarci dolcini e paste al curry durante una delle nostre soste alle bancarelle! 
La nostra visita in Malesia e' capitata durante il mese del Ramadan, di conseguenza abbiamo anche potuto fare un salto ai mercati notturni, dove la gente si raccoglie a mangiare e bere dopo il calar del sole. 
Io ci ritornerei.

*****************

Our vacation in Malaysia was very rich in experiences and it represented a cultural trip, an organoleptic excursion, a relax break, a social study, a dip in the traditions, a cohabitation of old and new, a tropical safari.

The archipelago of the red eagle, or Langkawi in local language, is a group of 99 islands in the Andaman sea, not yet assaulted by the mass tourism and because of that it still keeps most of the natural and cultural characteristics of South East Asia intact.

The most touristic area of the main island is the West coast, where is the majority of restaurants, hotels souvenir shops. The beaches here are very pretty, palm trees right in front of the sea, and you might think of taking a nap under their shade, but….keep an eye on the coconuts!

When the weather allows us, me and Elisa spend all our days frying at the beach, under a strong and hot sun, drinking coconut juice. when the sun goes down the air cools down, myriads of little crabs pop out their holes and populate the shore, while the sky is tinged of light orange, then bright red and finally burning pink.
Thanks to the mixing of populations that made Malaysia, one can find all sorts of spas, for all levels of pain, for all pockets. We didn't spare us thai, indonesian, malaysian, ayurvedic, aromatic massages, treatments for body, face, hands, feet and what not, trying both local places where you could hear gossiping, little girls touching your feet, mobiles ringing, chatting between inside and outside the massage room,the grandma who brought news in at random times, and also the resort's spa where a more relaxing environment, expert hands and courtesy contributed to make the treatments more effective.
Same thing about the variety of malaysian food. Dishes were spicy, but delicious, although when we wanted to find a typical local cuisine restaurant in the tourists area we had to try hard.

A short visit to the capital city Kuah is another surprise: we expected to find a frenzy centre, shops, endless lines of restaurants and people on the streets….but actually the town is just an amass of British colonial style buildings, old and falling apart, the streets are not maintained,  decadent and neglected complexes everywhere. The "new" area is instead around Eagle Square, a star shaped open area built directly on the sea, the shopping malls we read about on the guides close by. Well, yes, the impact was quite off-balancing, but such things were what we really were looking for.

Determined on knowing the real Malaysia, the non touristic one, me and Elisa couldn't agree more. Regardless of the comforts we could have in the resort, even on rainy days we tried to do something interesting in order to use up all our time in a profitable way.

Hidden waterfalls in the jungle, mangroves, mountains and batik are what makes Langkawi. We also saw all possible wild animals, among which monkeys, different breeds, lemurs, crabs, iguanas, a tiger, birds like toucans. But also we found out that cats are almost a venerated animal, so are the water buffaloes. We also saw different types of flowers and plants, banana trees, palm trees, rice fields flooded because of the heavy rains.

Outside the resorts, the local people live in sloppy, dirty places, in the middle of the muds and chickens, but they never ever spare us a smile when we pass by, they don't complain when we ask to take photographs. Also, the taxi driver who to us around the island for a afternoon following our bizarre requests, bought us foods and sweets form one of the food stands we stopped by!
Our visit in Malaysia fell during the Ramadan month, therefore we could also visit the local night markets where people gather to eat and drink after sunset. 
I would go back there again.