Tuesday, August 30, 2011

Malaysia, truly Asia


Trascuro il mio blog da un po', lo so. E' per una buona ragione, infatti sono stata in vacanza in una vera verissima località tropicale.

L'Asia e' grande, grandissima. Ma e' anche noto grazie alle campagne turistiche che la Malesia e' la vera Asia. E allora sono andata in Malesia. Come al mio solito, non mi basta andare semplicemente in Malesia, infatti ho scelto una destinazione molto turistica e molto caratteristica, un'isola che contiene tutti gli ingredienti per un'esperienza unica: spiagge da sogno, palme, cascate, cave, montagne, mangrovie, massaggi, cultura, storia e tradizione. 

Ad agosto l'Asia e' soggetta alle piogge monsoniche, e il clima tropicale e' tale che nei mesi tra Luglio e Settembre la variabilità' climatica e' al culmine. Di fatto, sui miei otto giorni di vacanza, ha piovuto quattro giorni, di cui tre consecutivi. Pioggia scrosciante, pesante e incessante che ha allagato le risaie e ha praticamente quasi sommerso il resto della pianura. E li' mi sono complimentata con me stessa per la scelta di prenotare in un resort, così da avere altre opzioni in caso si rimanga bloccati in camera per via del maltempo. 

Nonostante le nuvole, pero', io e la mia compagna di viaggio non ci siamo perse d'animo e oltre ad aver provato tutto al resort tra spa, aperitivo, ristoranti, film, eccetera, abbiamo anche riempito i tempi morti (che nel nostro immaginario corrispondono a quando non si può prendere il sole in spiaggia) con escursioni e esperienze di vario genere.

Una piccola introduzione sulla Malesia mi sembra un buon modo per contestualizzare il tutto…
Geograficamente, la Malesia e' costituita da due regioni, quella Peninsulare e il Borneo. Ha influenze britanniche, essendo stata colonizzata dagli inglesi per un lungo periodo, che si possono riscontrare nell'architettura, nella lingua (l'inglese e' parlato come seconda lingua praticamente da tutti), tranne che nella regione di Malacca, dove invece si vedono segni della colonizzazione portoghese.

Culturalmente, la Malesia e' uno dei paesi più diversificati, ricchissima e soggetta a influenze cinesi, indonesiane, indiane, arabiche, persiane e inglesi, oltre al contributo delle popolazioni locali.
la religione di stato, in passato hindi, e' musulmana, quindi si possono scorgere moschee ovunque e le donne indossano il tradizionale velo tipico della cultura islamica. 

Il paese sta andando incontro a uno sviluppo economico che migliora di anno in anno, che e' ben sponsorizzato dalle torri gemelle della capitale Kuala Lumpur, centro economico trainante della nazione. Tuttavia, vasta e' la parte di Malesia che conserva intatte le caratteristiche tipiche dei paesi del sud est asiatico, come bassissimo costo della vita, vegetazione rigogliosa e incontaminata, villaggi di pescatori e coltivatori di riso, animali che possono ancora permettersi di vivere indisturbati nel loro habitat naturale, superstizioni popolari, servizi e infrastrutture poveri. 
Ma il cuore grande della popolazione malese, il loro sorriso, la loro disponibilità trasforma il disservizio in un'esperienza culturale e anche in avventura. 

Il mio augurio e' che, nonostante lo sviluppo economico, nonostante il turismo non ancora di massa, la Malesia riesca a conservare molto della sua autenticità.

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I have been neglecting my blog, I know. It's because of a good reason, as I was on vacation in a real very real tropical place.

Asia is big, enormous. Due to a famous tourism campaign, they say Malaysia is truly Asia. Then I went to Malaysia. As my usual, I couldn't just go to Malaysia, but I had to pick a destination which is very touristic and very peculiar, an island that contains all the ingredients for a unique experience: dream beaches, palm trees, caves, mountains, waterfalls, mangroves, massage, culture, history and tradition.

In August Asia is targeted by the monsoons, and the tropical climate is such that between July and September the climate variability is at its peak. In facts, out of eight days of vacation, it rained four days, of which three days consecutively. Noisy, heavy and continuous rain that flooded the rice fields and almost submerged everything else in the plain. And then and there, I applauded myself for making a booking in a resort, so that I had other options in case one is forced to stay indoors because of bad weather.

Regardless of the clouds, though, me and my travel mate didn't lose heart and besides the spa, happy hour, restaurant, movies and so on in the resort, we also filled the holes (in our specific case the time when I couldn't go to the beach) with excursions and various experiences.

To put everything into a context, I can introduce Malaysia….
Geographically, Malaysia is made of two regions, a Peninsular one and Borneo. The country shows British influence, for being colonized by the English people for a long time, and traces can be seen in architecture, language (basically everybody speaks English as a second language), except for the Malacca area which was , instead, under the Portuguese control.

Culturally, Malaysia is one of the richest and most diverse nations, subject to influences from the Chinese, Indonesian, Indian, Arabic, Persian, English, together with the contribution from the local tribes.
State religion is islamic, although it was hindi in the past, mosques can be spotted everywhere and women cover their heads as the islamic culture wants.

The nation is going toward economical development that improves year by year, as the economical power Kuala Lumpur capital's twin towers well represent. However, the vast majority of Malaysia maintains all the South East Asia typical characteristics, like very cheap lifestyle, pristine and rich vegetation, villages of fishermen and rice farmers, wildlife living undisturbed in their habitat, poor infrastructures.
But Malaysian people's heart, their kindness, their smile, transform the lack of services into a cultural experience and also an adventure.

I wish myself that, besides the economical development, besides the not yet mass tourism, Malaysia will manage to keep all of its authenticity.






Thursday, August 18, 2011

Caretta Shidome Odori21


Questo mese, coloro che si fermano al complesso di negozi e ristoranti Caretta Shiodome saranno intrattenuti da un mondo di balli grazie a Shiokaku 2011 Caretta Odori-21.
Caretta Odori-21 prevede ballerini che rappresentano nove paesi, che si esibiscono in 19 diversi stili di danza. Queste includono la Sansa Odori giapponese (tradizionale della prefettura di Iwate), belly dance, samba e flamenco.

Assieme alle performance c'e' un beer garden, niente di meglio, nelle bollenti sere estive, che fare un salto dopo il lavoro, sedersi ai grossi tavoli con una birra fresca in pugno e godersi lo spettacolo. Tra le altre cose Shiodome e' una delle mie aree preferite della città', in particolare Caretta, un edificio di 50 piani, interamente ricoperto in vetro, suggestivo e con una vista sulla baia e , dal lato opposto, sul centro di Tokyo che ha pochi rivali. Infatti, la tappa obbligata di ogni visita a Shiodome e' il giro in ascensore su fino all'ultimo piano, con la città che velocemente si espande davanti agli occhi, i grattacieli che sembrano farsi più piccoli e le lucine rosse lampeggianti sui tetti che sembrano tante lucciole infuocate.

Ventuno giorni, dal 1 al 21 agosto, che non sono poi tanti per godersi il beer garden, ma per una città in cui il concetto di sedersi all'aria aperta e cenare e bere fuori e' una cosa che si vede solo nei film, rappresentano comunque un lasso di tempo abbastanza ampio. 
Ora, farsi 20KM di treno all'andata e 20 al ritorno, per 21 sere di fila, proprio non si può, seppure si gode della carrozza con aria condizionata. Ho così scelto, a discapito di altre, serate simbolo, magari preferendo una danza che non avevo mai visto prima dal vivo….via la samba, via le danze tipiche giapponesi che sono ormai cosa arcinota, via i balli di gruppi pop giapponesi. Certo, mi sono persa la belly dance e la lambada, ma posso recuperare in uno dei ristoranti etnici sparsi per la città o in altre occasioni.

Sola o in compagnia di care amiche, ho visitato il beer garden più di una volta, per soddisfare la mia curiosità verso altre culture.  
A Okinawa, ad esempio, non avevo avuto l'occasione di assistere alla Eisa Odori, la danza più famosa dell'arcipelago che si balla a ritmo di tamburi e prevede una buona prestanza fisica e resistenza, essendo molto dinamica. 
Avevo invece già assistito a uno show di danza hawaiana, pero, che volete, i movimenti dolci tipici della danza e le musiche che fanno venire in mente il mare calmo e cristallino sono un attrazione a cui non si può resistere.
Interessantissima la danza taitiana, che punta tutto sul movimento dei fianchi. E' una danza veramente ma veramente tribale, ballata al ritmo dei tamburi, e anch'essa può essere movimentata, ma non al punto da far mancare il fiato.

C'e' ancora un fine settimana per approfittare e fare un giro a Shiodome, il 21 si chiudono le danze con il flamenco. Chi può' vada, io quel giorno saro' già lontano lontano.

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This month, those who drop by the Caretta Shiodome shopping complex will be treated to a world of dance, as the venue hosts the Shiohaku 2011 Caretta Odori-21.
Caretta Odori-21 features dancers representing nine countries performing 19 different kinds of dance. These include the Japanese Sansa Odori (a tradition from Iwate Prefecture), Egyptian belly dancing, Brazilian samba and Spanish flamenco. 

Alongside the dance performances there is a beer garden, nothing better, in the summer nights, than swinging by after work, sit at the big tables with a cool beer in hand and enjoy the show. Among the other things, Shiodome is one of my favorite spots in town, Caretta building in particular, because with its 50 stories has got one of the best views of the bay and, on the opposite side, of Tokyo. The must-do in Shiodome is indeed a ride on the elevator up to the last floor, while the town expands before the eyes, the buildings seem to grow smaller and the red flashing lights on top of other buildings look like fireflies.

Twenty one days, from 1st to 21st in August, which are indeed not so many to enjoy the beer garden, but for a town where the concept of sitting in the open and dine outside is something one can only see in movies, they represent anyway a wide time frame.
Now, sitting on a train for 20KM one-way, for 21 nights is not really possible, although the joy of sitting in a air conditioned car is appealing. Then I chose, discarding some others, symbolic evenings, preferring some dance I have yet not seen live….skip samba, skip the typical but well known Japanese dances, skip the J-pop dance. Sure, I missed belly dance and lambada, among those, but I can always go and see a show in one of the many ethnic restaurants some other time.

Alone or with girl friends, I visited the beer garden more than once, also to satisfy my curiosity towards other cultures.
In Okinawa, for instance, I didn't have the chance to see the Eisa Odori, the most famous dance in the archipelago, which is danced on drums beats and it requires enough stamina, being very dynamic.
I had seen a Hawaiian dance before, actually, but I mean, the moves of the dance and the music recall the calm and crystal sea waters and I couldn't resist.
The Tahitian dane was very interesting, all about hips. It's really really tribal dance, also with drums, and it can be dynamic too, but never close to leave you breathless.

There is one more weekend to go and show up at Shiodome, on the 21st the closure dance is flamenco. Who can go, I will already be far far away on that day.






Wednesday, August 17, 2011

Tomo YA - Act II


Avevo accennato in un post precedente di una iniziativa finalizzata a raccogliere fondi per gli adolescenti affetti dallo tsunami in Giappone...
La scadenza per la partecipazione era il 15 agosto. Diciamo che ce l'ho fatta, ma che ci sono arrivata per il rotto della cuffia, come si dice.
Ho avuto l'ispirazione il venerdi sera, e il sabato ho lavorato a una fiction per 5 ore di fila, cercando di finire dopo 3000 parole.
Bene, l'ispirazione mi abbandona proprio nelle ultime 500 parole e non torna. Proprio non torna.
L'indomani, domenica, tra una capatina in spiaggia e una visita a Aka Renga spero di trovare l'ispirazione che mi serve per completare il finale e inviare la mia partecipazione.
Nulla, mi rendo conto che ormai la mia storia potrebbe benissimo allargarsi a diventare un romanzo vero e proprio e quindi il limite di 3000 parole non mi basta piu'. Avrei bisogno di almeno altre 3000 parole!!!
Il lunedi mattina, giorno della scadenza, cerco comunque di terminare il progetto, voglio in ogni caso provare...e anche perche' ormai che ho passato due giorni a rimuginare, come minimo vado fino in fondo. 
Email inviata. Poco soddisfatta del risultato, ma comunque contenta di averci provato.
Ecco l'inizio :
"He had moved to Japan just few weeks before for his mother's job, a multinational company's executive, but for Luca it seemed it has been thousands of years ago. He missed his school friends, his friends from the neighborhood. He parted from Catania, his home town ideally cast between the sea and a active volcano, without a proper good-bye, without knowing when and if he would return.
Well, he would see things under a different light in ten years, but that, Luca didn't know yet. He was only 17, and at that age moving to another country, another continent even, meant the end of the world. "

E ora speriamo bene.

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I mentioned a while ago about an initiative aimed to collect funds in favor of the teens affected by the Tsunami in Japan….

The deadline for participation was August 15th. Let's say I made it, but I made it by the skin of one's teeth, so to speak.
I got an inspiration on Friday night, and on Sunday I worked on a fiction for 5 straight hours, trying to finish by 3000 words.
Right, inspiration leaves me just 500 words from the end, and it doesn't come back. It doesn't at all.
The following day, Sunday, throughout swinging by the beach and showing up at Aka Renga, I hope I will get that inspiration I need to finish and send my participation.
Nothing, I realize also that my story now could become a proper novel, and the 3000 words limit is too stringent. I would at lest need 3000 more words!
On Monday morning, the deadline day, I try anyway to finish my project, I want to try no matter what….also because by then I had spent two days thinking, so I have to go all the way now.
I sent the email. Not so satisfied by the result, but happy for trying.
Here goes the first paragraph:
"He had moved to Japan just few weeks before for his mother's job, a multinational company's executive, but for Luca it seemed it has been thousands of years ago. He missed his school friends, his friends from the neighborhood. He parted from Catania, his home town ideally cast between the sea and a active volcano, without a proper good-bye, without knowing when and if he would return.
Well, he would see things under a different light in ten years, but that, Luca didn't know yet. He was only 17, and at that age moving to another country, another continent even, meant the end of the world. "

Now let's hope for good.


Tuesday, August 16, 2011

Agosto, casa mia non ti conosco

In questi giorni leggo ovunque di gente che va in vacanza, che parte, che torna, che si dispera per la fine delle ferie. Vedo foto di posti esotici e caldi, feste, luoghi a me familiari, volti abbronzati....

Nel fine settimana mi ritaglio qualche ora in spiaggia, giusto per avere l'illusione di essere anche io in ferie. Durante la settimana assisto ai vari eventi estivi organizzati un po' dappertutto nell'area metropolitana di Tokyo, cerco di organizzare il mio bagaglio tra un post per il mio blog e un giro di bucato, pianifico un po' le settimane a venire.

Tra qualche giorno sara' il mio turno di andare in ferie, finalmente. Una settimana lontano dall'ufficio, senza cellulare e senza pc. Una settimana di disintossicazione dalla quotidianita'.
Il menu prevede un volo internazionale, una grande citta', un hotel di lusso (regalo di compleanno anticipatissimo), una spiaggia, cibo speziato e buonissimo, e possibilmente escursioni, una buona amica come compagna di viaggio. 
Molti sono i luoghi che corrispondono alla descrizione di sopra, sta a voi indovinare quale sara' la destinazione estiva del 2011.

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In these days I read everywhere about people going on vacation, departing, returning, despairing for the end of it. I see photographs of exotic and warm places, of parties, of familiar places, of tanned faces...

During the weekend I give myself a few hours for going to the beach, so that I have the illusion I am on vacation, too. During the week I attend the various summer events happening a little bit everywhere around Tokyo metropolitan area, I try to pack my suitcase while writing a new post for my blog and fixing another washing machine round, I plan the upcoming weeks.

In a few days it's my turn to be on vacation,too, finally. One week away from the office, without mobile and without pc. One week to detox from daily routine.
The menu features an international flight, a big town, a luxury hotel (very early pre-birthday present), a beach, spicy yummy food, perhaps excursions, and a good girl friend as a travel mate.
Many are the places corresponding to the description above, you guess which is the 2011 summer destination.




Saturday, August 13, 2011

Friday, August 12, 2011

10,000


Quota dieci mila. Nell'estate del 2011, dopo un anno di vita dal cambio di piattaforma, il mio blog raggiunge dieci mila visite. Grazie a tutti!!
Quanto e' grande dieci mila?
Dieci mila sono, ad esempio i chilometri tra Italia e Giappone, centinaio più centinaio meno.
Una volta, con dieci mila lire facevi il pieno alla macchina. 
Dieci mila anni in giapponese si dice 万歳 (Banzai). In molte lingue e culture del mondo, dieci mila anni equivale a augurare lunga vita.
Dieci mila sono i passi che ogni giorno dovremmo camminare per mantenerci in buona salute e in esercizio.
I Dieci mila era un gruppo di mercenari greci, per la maggiore, guidati da Ciro il Giovane alla presa del regno di Persia, nel 400 AC.
Dieci mila yen e' il costo per notte di una camera allo Sheraton Hotel Yokohama.
Dieci mila e' il numero di cose che si hanno sempre da fare quando si cercano scuse.
Dieci mila euro al mese, e' lo stipendio che vorrei. Esentasse.
Dieci mila sono le statue di Buddha nel monastero di Sha Tin a Hong Kong. 
Dieci mila sono le stelle che, a detta degli esperti, si possono vedere a occhio nudo in una notte senza luna.
Secondo un proverbio cinese, un'immagine vale dieci mila parole….mentre il silenzio ne vale solo mille.
Dieci mila e' una miriade.

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Ten thousand. In the summer of 2011, after one year since switching to a new platform, my blog reaches ten thousand visits. Thank you all!!
How big is ten thousand?
Ten thousand, for instance, are the kilometers between Italy and Japan, more or less a hundred.
Once, with ten thousand lire you could refill your car's tank.
Ten thousand years in Japanese is 万歳 (Banzai). In many languages and cultures in the world, wishing ten thousand years is wishing a long life.
Ten thousands are the steps we should walk every day to keep fit and and healthy.
The Ten Thousand was an army of Greek mercenaries, led by Cyrus the Young to conquer the kingdom of Persia in 400 BC.
Ten thousand yen is the cost per night of a room at the Sheraton Hotel in Yokohama.
Ten thousand is the number of things we always have to do when we want to find excuses.
Ten thousand euro per month is the salary I'd want. Tax free.
Ten thousand are the Buddha statues in a temple in Sha Tin, Honk Kong.
Ten thousand are the stars that, according to the experts, are visible by eye in a night without moon.
A Chinese proverb says that a picture is worth ten thousand words…while silence is worth only a thousand.
Ten thousand is a myriad.


Monday, August 8, 2011

Luck or Good Luck?


Do you believe in Luck? 
Do you bellieve in Good Luck?
While reading a book, some time ago, I found these rules for creating Good Luck...some of you might find them interesting, or useful, or true...
Read this book to your children, they will learn to be more positive in life and do great. 
*Good Luck* by Alex Rovira and Fernando Trias de Bes

First rule of Good Luck
Luck doesn't last long, because it does not depend on you. Good Luck i created by each of us: that's what lasts forever.
Second rule of Good Luck
many are those who want Good Luck, but few are those willing to pursue it.
Third rule of Good Luck
If you have no good luck now, it might be because you're under the usual conditions. To have Good Luck you must create new conditions.
Fourth rule of Good Luck
Finding new conditions for Good Luck does not mean looking for our own benefit only. Creating conditions, helping others, makes Good Luck more likely to appear.
Fifth rule of Good Luck
If you postpone the creation of new conditions, Good Luck never arrives. Creating new conditions is sometimes hard work, but….do it today!
Sixth rule of Good Luck
Sometimes, even under the seemingly right conditions, Good Luck doesn't arrive. Look for the seemingly unnecessary but indispensable condition in the small details.
Seventh rule of Good Luck
To those who only believe in chance, creating conditions seems absurd. Those who create the conditions are not worried about chance.
Eighth rule of Good Luck
Nobody can sell Good Luck. Good Luck cannot be sold. Do not trust those who sell luck.
Ninth rule of Good Luck
After creating all the conditions, be patient, don't quit. For Good Luck to arrive have faith.
Tenth rule of Good Luck
Creating Good Luck consists in preparing conditions for opportunity. But opportunity has nothing to do with luck or chance: it is always there.

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Credete nella Fortuna?
Credete nella Buona Fortuna?
Tempo fa leggevo un libro, e ho trovato questo decalogo su come creare la Buona Fotuna...Magari alcuni di voi lo troveranno interessante, o utile, o vero....
Leggete questo libro ai vostri figli, e impareranno a essere piu' positivi e faranno grandi cose.
*Good Luck* by Alex Rovira and Fernando Trias de Bes

Prima regola della Buona Fortuna
La Fortuna non dura molto, perché non dipende da te. La Buona Fortuna e' creata da ognuno di noi: questo e' ciò che dura per sempre
Seconda regola della Buona Fortuna
Molti sono quelli che vogliono la Buona Fortuna, ma pochi sono quelli intenzionati a ricercarla
Terza regola della Buona Fortuna
Se non hai Buona Fortuna adesso, può essere perché sei sotto le solite condizioni. Per avere Buona Fortuna devi creare condizioni nuove
Quarta regola della Buona Fortuna
Trovare nuove condizioni per la Buona Fortuna non significa cercare solo il proprio beneficio. Creare condizioni, aiutare gli altri, fa si che la Buona Fortuna arrivi con maggiore probabilità 
Quinta regola della Buona Fortuna
Se posponi la creazione di nuove condizioni la Buona Fortuna non arriverà. Creare nuove condizioni e' dura a volte, ma…fallo oggi!
Sesta regola della Buona Fortuna
A volte, anche sotto quelle che sembrano le migliori condizioni, la Buona Fortuna non arriva. Cerca nei piccoli dettagli quelle condizioni che sembrano non necessarie ma sono indispensabili 
Settima regola della Buona Fortuna
A quelli che credono solo al caso, la creazione di condizioni sembra una assurdità. Quelli che creano le condizioni non sono preoccupati del caso
Ottava regola della Buona Fortuna
Nessuno vende la Buona Fortuna. La Buona Fortuna non può essere venduta. Non fidarti di coloro che vendono fortuna
Nona regola della Buona Fortuna
Dopo aver creato tutte le condizioni, abbi pazienza, non ti abbattere. Per far arrivare la Buona Fortuna devi avere fede.
Decima regola della Buona Fortuna
Creare Buona Fortuna consiste nel preparare le condizioni per l'opportunità. Ma l'opportunità non ha niente a che vedere con la fortuna o il caso: e' sempre li.


Sunday, August 7, 2011

Ukulele Picnic 2011 Japan

Primo evento del mese di agosto e' l' Ukulele Picnic 2011. L'evento e' alla sua 12-ma edizione, e il suo gemello alle Hawaii si celebra a febbraio. Si dice attiri circa 20000 spettatori ogni anno, e quest' anno in particolare si aspettano un afflusso di circa 30000 persone. In effetti il piazzale era pieno di gente, e i locali e negozi dentro akarenga confermano il trend. Ma molti stavano li solo per il piacere di calmare i bollori in ambienti con aria condizionata :)
Lo scenario magnifico di Aka Renga e il molo di Osanbashi e' perfetto per il festival, che prevede tra sabato e domenica gruppi che cantano e suonano l'ukulele, workshops, talks, hula dance, cibo e bevande tipiche, stands con abiti, accessori, souvenir e, naturalmente, ogni sorta di ukulele. 
Il caldo e' opprimente, le temperature sono tali che nei cinque minuti di passeggiata dalla stazione al piazzale dove si tiene la manifestazione, sono già in un bagno di sudore. Non so, a tal proposito, come facciano gli spettatori a resistere sotto il sole cocente del primo pomeriggio e come, ancora peggio, facciano quelli sul palco a sopravvivere…non li invidio proprio! Per fortuna gli alberi sotto la cui ombra ci si può sdraiare un attimo non mancano, seppur da li non si può assistere agli eventi, ma in nome di un po' di fresco, si può benissimo rinunciare alla festa per mezz'ora.

Dunque, niente di diverso rispetto ai vari festival etnici che da maggio a settembre colorano la grigia Tokyo, soliti stands, solito cibo….ma poi, dico, mi spiegate come si fa a mangiare un piatto di riso, hamburger, formaggio e salsa piccante????Ad agosto???Mah, mistero! Non suscitano particolare interesse neanche i vari capi di abbigliamento e accessori, visto che in Giappone c'e' sempre stata questa passione smodata per tutto ciò' che richiama le Hawaii, e infatti quasi ovunque, e in pianta stabile, e' possibile entrare in un negozio che vende roba hawaiana. A volte i giappi sono proprio sorprendenti nelle loro manie…. 

Bello pero' camminare tra i banchi di ukulele in vendita, di ogni materiale, forma e colore, bello vedere gente provare gli strumenti, bello sentirne il suono, sembra di stare proprio in vacanza, circondati da palme e fiori tropicali profumatissimi…
Per l'occasione ' stato creato anche un finto resort, proprio al centro del piazzale di Aka Renga, chiamato fantasticamente "Red Brick Resort" con tanto di ombrelloni con foglie secche di palma, panche in legno, passerelle sull'acqua. Niente male come idea, soprattutto se servono freschissimi cocktail alcolici e analcolici a base di frutta tropicale al bar del resort, il Beach Bar 100, dove si possono anche trovare amabili cameriere in pareo floreali.  
Sul palco gruppi di grandi e piccoli, coloratissimi nei loro costumi con motivi che richiamano la natura dei paesi tropicali, provenienti da ogni parte del Giappone e felicissimi di intrattenere gli spettatori con cover di musiche giapponesi e non, adattate per l'ukulele. 

Speravo, a dire il vero, in uno show di hula, giusto per vedere i costumi!!! Forse sono andata all'ora sbagliata o nel giorno sbagliato, non mi sono scomodata più di tanto a leggere il programma per il fine settimana….di certo so che famose personalità del mondo della musica e della danza hawaiana sarebbero stati ospiti della fiera e si sarebbero esibiti….magari qualcuno tra voi interessato sarà più fortunato!

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The first event of August is the Ukulele Picnic 2011. The event is at its 12th edition and its twin one is celebrated at Hawaii on February. They say they feature 20000 visitors every year and specifically this year they expect something like 30000 people. Actually, the open area was very full of people, and the shops and restaurants inside Aka Renga might confirm the expectations.  But, many of them just stayed inside for the sake of cooling down in an air conditioned space :)
The magnificent scenario of Aka Renga and Osanbahi pier is perfect for the festival, which features, over the weekend, groups singing and playing ukulele, workshops, talks, hula dance, typical drinks and food, stands with clothes, accessories, souvenirs, and, surely, any sort of ukulele.
The heat is a killer, the temperatures are so that in the five minutes walk from the station to the area where the events are held, I a in a pool of sweat already! I don't know, about it, how people can survive under that scorching early afternoon sun, and, even worse, how can the ones on stage survive….I don't really envy them! Fortunately there's plenty of trees under which shadow one can rest for a while, although from there is impossible to see the shows. But for the sake of some fresh air, we can well skip half an hour of the event.

Anyway, nothing so much different than the various ethnic festivals that from may to september color the grey Tokyo, usual stands, usual food…..oh, and, can someone please explain to me how one can eat a meal made of rice, hamburger, cheese and spicy sauce???In August??Ah, mystery! Not interesting even the clothes and accessories, that's because in Japan they have always had a passion for everything recalling Hawaii, and in facts, almost everywhere, and anytime,  you can find a hawaiian shop. Sometimes the Japanese are surprising in their manics…
But it's quite nice to walk through the many stands selling ukulele made of any material, any shape, any color, it's nice to see people trying them, hear their sound and believe one is really on vacation surrounded by palm trees and scented tropical flowers…
For the occasion, a fake resort has been build up, right in the middle of the open area in Aka Renga, called "Red Brick Resort" with umbrellas made of dry palm leaves, wooden benches, walkways on waters. Not a bad idea, especially when they serve fresh tropical fruits cocktails at the resort's bar, and you can also have a glimpse of staff girls wrapped in flowery pareo. 

On stage, groups of grown ups and kids, very colorful in their patterned costumes recalling the tropics nature, coming from every corner of Japan and super happy to entertain people with covers of Japanese and non Japanese music adapted for ukulele.

I was actually hoping to catch a hula show, just to be able to see the costumes!! I might have gone the wrong time or the wrong day, I really didn't bother to read the weekend events schedule..I know for sure that famous personalities from the music and hula dance worlds would be special guests at the event, and they would have performed…ah well, some of you interested might be luckier!








Wednesday, August 3, 2011

Lifestyle - Japanese beauty

Piu' volte detto e ridetto, la bellezza in Giappone e' un fattore fondamentale. Lo e' sempre stato. I canoni pero' sono cambiati molto nel corso degli anni, soprattutto recentemente. E la quantita' di cosmetici, trattamenti, soluzioni per raggiungere/mantenere la bellezza non si contano...

La quintessenza della bellezza giapponese e': piedi piccoli, pelle bianca. L'immaginario collettivo prevede lei, una geisha, con calzini bianchi in sandali bianchi, kimono pregiato, borsetta abbinata, unghie curate, viso bianco cereo e trucco vistoso, capelli raccolti con fermagli impreziositi da decorazioni.
Ancora oggi molte donne giapponesi non sopportano il colore giallognolo della loro pelle e si cimentano in una battaglia contro il loro assetto genetico, armate di creme e altri prodotti sbiancanti pur di raggiungere l'ideale di bellezza tradizionale.

Dall'altro lato, un diverso canone di bellezza in voga tra le più giovani prevede pelle più che abbronzata, capelli schiariti tendendo al biondo, ciglia finte lunghissime, unghie altrettanto lunghissime e decorate, vestiti grossomodo inesistenti, tacchi più alti di quanto la gravita' possa concedere. Così vanno in giro le ragazze nei dintorni di Shibuya.

Una via di mezzo, seppur estrema nella sua essenza, e' quella dello stile gotico/lolita, bellezza fatta di cascate di riccioli finte, guance rosee, occhi grandi, abiti che sembrano uscite dai cartoni animati. 
A prescindere dagli schemi classici, le donne, soprattutto le donne giapponesi, curano la loro estetica fino all'esagerazione. Giusto per avere un'idea leggete un articolo di marie claire sull'argomento : qui 
Non c'e' limite al quantitativo di cosmetici oggi disponibili sul mercato, dai trucchi alle creme, dai bagnoschiuma agli shampoo, ogni prodotto viene corredato di qualche aroma o ingrediente tale da renderlo unico nel suo genere e necessario.

Una cosa,pero', che ho trovato molto utile e decisamente economica e' la maschera per il viso usa e getta: una confezione con un tessuto imbevuto di sostanze benefiche, arricchito di vitamine, sostanze e acidi vari che promette miracoli in soli 15 minuti di applicazione….
Beh, miracoli non ne fa, ovviamente, pero'  ho provato una linea di maschere al collagene e vitamina E che sono aromatizzate con almeno una decina di gusti diversi, tipo agrumi, alghe, aloe, the verde, mela verde, ginger, eccetera. Io le ho provate tutte, col risultato che la pelle risulta immediatamente idratata e visibilmente rilassata. Un economico toccasana da regalarsi ogni tanto che regala un 'pure smile'.

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Repeatedly mentioned, beauty in Japan is fundamental. It's been so since ever. The models, though, have changed across the years, especially recently. The quantity of cosmetics, treatments, solutions to reach/keep beauty are countless…

The true essence of Japanese beauty is: small feet, white skin. The usual imagination sees her, a geisha, with white socks, white sandals, precious kimono, a matching pouch, cured nails, moon white skin with contrasting make up, hair kept by decorated and precious clips.
Nowadays, still, many Japanese women can't stand the yellowish color of their skin, and fight a battle agains their genetic set, armed with creams and other whitening products, in order to get to that ideal of traditional beauty.

On the other hand, another model for beauty more common among the young women sees very tanned skin, bleached hair, long fake eyelashes, as well long and decorated nails, more or less no clothes on, heels higher than gravity can concede. So they go around Shibuya.

A way in between, although extreme in its own essence, is the lolita/goth style, a beauty made of a cascade of blonde fake curls, pink cheeks, big eyes, clothes that come from animation movies.
Besides the classic models, women, especially the Japanese women, care about their beauty exaggeratedly. Just to have an idea, have a read through a marie claire story on this topic: here
There's no limitation to the amount of cosmetics available on the market nowadays, from make up to creams, from bath soaps to shampoos, each of those items is enriched with some aroma or ingredient to make it unique and really necessary.

One thing I found useful and definitely cheap is the one-time face mask: a bag with one tissue soaked in beneficial substances, enriched in vitamins, acids and other stuff that promises miracles in 15 minutes…..
Well, they don't do miracles, of course, but I have tried a line of face masks with collagen and vitamin E, in at least tens of different aromas, like limes, algae, aloe, green tea, fruits, and so on. I tried them all, with the results of a immediately hydrated and visibly relaxed skin. A cheap treatment to enjoy at times which gives a 'pure smile'.



(photo by Ursula Rajitak)