Friday, July 29, 2011

Lifestyle on the road

Stavolta Lifestyle racconta dei giapponesi e del luogo in cui molti passano tanto tempo ogni giorno, per recarsi al lavoro, o per piacere: la strada.

In quanto pedoni, i giapponesi sono tra gli esseri più snervanti del globo. Lo sono perché nel loro vagare senza meta e senza direzione, rendono impossibile il camminare a coloro i quali una direzione ce l'hanno.
Esistono degli schemi di comportamento ben precisi e definiti:

1-passeggio, su internet. In questo caso il soggetto in questione si trova camminare e allo stesso tempo fissare attentamente il proprio cellulare. Sia per navigare su internet, sia per guardare un film o una rete televisiva, sia per leggere e scrivere messaggi, il soggetto non stacca mai gli occhi dalla sua piccola appendice digitale incollata alla mano. Ora ci si mettono anche smart phones, ipads, nintendo DS, PSP. Si usa dire che la tecnologia fa passi da gigante, ma in questo caso specifico la tecnologia e' un freno a mano. Infatti, spesso capita di camminare seguendo una traiettoria precisa, possibilmente a passo spedito per non perdere tempo (o la coincidenza del treno), e bisogna sempre rallentare per via di quelli che ci stanno davanti….su per le scale, lungo il corso, per le stradine piene di locali, nelle stazioni. Ovunque, intralciano, rallentano, creano caos. 

2-passeggio di gruppo. Variante del punto 1. Quando il soggetto e' in compagnia, il gruppo di passanti e' ancora meno consapevole della presenza di altri passanti.

3-invasione. I giapponesi sono tanti. La densità abitativa in tutto il Giappone e' di circa 330 abitanti per chilometro quadrato, cifra che sale quando si parla di Tokyo soltanto, coi suoi 13 milioni di abitanti nella sola provincia di Chyoda. Quindi, immaginate quanta gente ogni giorno esce dalle stazioni e si riversa casualmente nelle strade….un fiume in piena farebbe meno paura.

4-traiettoria discontinua. Spesso il soggetto cammina, che sia concentrato a seguire la via o concentrato sul sul cellulare, non in linea retta, ma cambia direzione improvvisamente, procede zigzagando (tipo le ragazze ciò tacchi alti e le scarpe di uno o due punti più grandi), si barcamena per mantenersi in piedi, come gli ubriachi marci o quelli morti di sonno.

5-ingorgo umano. Il soggetto semplicemente pensa bene di fermarsi in mezzo alla folla, col risultato che non pochi gli si scaraventano addosso per errore.

6-effetto semaforo. I soggetti si accalcano ai quattro angoli di un incrocio, senza prestare attenzione alcuna ad altri passanti che, invece, non devono aspettare al semaforo ma si trovano a dover attraversare non senza difficoltà il muro umano che occlude la via.

7-bluff. Il soggetto, ovviamente distratto, e' spedito e sicuro di se, sa perfettamente dove sta andando, ha anche fretta e quindi non si perde in dettagli. Poi, improvvisamente, cambia direzione, e involontariamente ma inevitabilmente gli si sbatte contro o si rimane disorientati.

8-l'ibrido. E' il soggetto mezzo pedone e mezzo ciclista. Ma avete mai visto come vanno (meglio dire: come NON vanno) in bici i giapponesi?Dare una bici a un giapponese e' come dare una pistola a un cieco. Un giapponese che si trascina dietro la propria bici rappresenta ancora un pericolo, un po' come un pistolero con la cataratta.

9-attentato. Si verifica quando il soggetto segue uno qualsiasi degli schemi sopra citati in caso di pioggia. Gli ombrelli aperti all'altezza degli occhi non sono per niente rassicuranti. Gli ombrelli chiusi, sventolati avanti e indietro quando il soggetto sale le scale e tu ci stai dietro, lo sono ancora meno.

Nonostante i miei quasi cinque anni in mezzo a loro, non sono riuscita ancora ad adattarmi alla massiccia presenza di persone, alla mancanza di spazio vitale, al caos che la loro distrazione genera.
   
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This time Lifestyle recounts of the Japanese and the place where many of them spend most of their time every day, to go to work or for fun: streets.

As pedestrians, the Japanese are the most unnerving being in the globe. They are, because in their own vagabonding with no aim nor direction make walking impossible to the ones who instead follow a direction.
There are some precise and well defined behavioral pattern:

1-strolls, on the internet. In this case the subject is at the same time walking and staring at a mobile phone. Be it for internet surfing, watch a movie or a TV series, write/read texts, the subject never looks away this tiny digital appendix stuck to his/her hand. Now it's also worse with palms, smartphones, nintendo DS, PSP, ipad…They usually say technology walks giant's steps, but in this specific case technology is a hand break. In facts, one often walks following a precise direction, possibly quite in a hurry not to waste time (or not to miss the train), but then one must slow down because of the others before us….up and down the stairs, along the main road, along the tiny side streets, in the stations. Everywhere, they block, slow down, create chaos.

2-strolls in group. It's a variant of point 1. When the subject is in company of others,the group of pedestrians is even less conscious about other pedestrians' presence.

3-invasion. The Japanese are a lot. The population density in the whole Japan is something like 330 inhabitants per square kilometer….rate that increases when we talk about Tokyo only, with its 13 million inhabitants in the one municipality of Chyoda. So, imagine how many people every day exit the stations and flows randomly to the roads….an overflowing river would be less scary.

4-variable trajectory. The subject often walks, either concentrated on his own way or on his mobile, not following a straight line, but rather he changes suddenly, he moves forward zig-zag-ing (like the girls with high heels and the shoes a couple points bigger), he struggles to stand still, like the ones soaked drunk or dead asleep.

5-human jam. The subject simply thinks to stop in the middle of the crowd, with the results of many others crashing onto him by mistake.

6-traffic light effect. The subjects pack at the corners of a crossing, without paying attention to other pedestrians who, on the other hand, don't need to wait for the light but they just need to walk through the human wall, with no easy way to do it.

7-bluff. The subject, clearly distracted, is self-assured and goes quickly, he knows exactly where he's going, he's also in a hurry and he doesn't have time for little things. Then, suddenly, he changes his mind and direction,  and people bumps onto him or get disoriented.

8-the hybrid. It's the subject half pedestrian and half cyclist. Have you ever seen how the Japanese ride (better say: how they DO NOT ride) a bicycle? Give a bike to a Japanese is like giving a gun to a blind man. A Japanese who pushes his own bicycle is still dangerous, a bit like a gunman with the cataract.

9-terroristic attack. It happens when the subject follows any one of the above schemes in case of rain. The umbrellas open at a eye level are not so reassuring. Folded umbrellas, swung back and forth by the subject while going up the stairs in front of you, is even less.

Despite my almost five years in Japan with them I still haven't managed to get used to the massive amount of people, to the lack of vital space, to the chaos their distraction generates.





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