Tuesday, July 19, 2011

Decisioni e flessibilita' - Decisions and flexibility

Dicono essere flessibili sia una buona qualità. Vero. A parte piccoli e sgradevoli incidenti, solitamente il vivere facile e senza pensieri aiuta a gestire meglio anche gli imprevisti.

Il piano originale era di trascorrere un lungo fine settimana ad Atami, altra località di mare e terme all'ingresso della penisola di Izu. Non avendo prenotato nessun hotel, pensavo di fare avanti e indietro per tutti i tre giorni del lungo weekend, includere un salto al bar Jam di Ebisu per vedere DJ Erik all'opera il sabato sera e incontrare Parisa sulla via del ritorno. Poi mare e ancora mare nei giorni seguenti. Ma poi, ho cambiato i miei piani di giorno in giorno, ovvero ho reso il mio piano originale più flessibile.
Cominciamo dal principio.

Atami e' abbastanza distante da Tokyo, circa 90minuti in treno. La mattina della partenza supposta, me la prendo comoda, e invece di arrivare in spiaggia la mattina presto decido di andare solo il pomeriggio. Del resto meglio andarci cauti con il primo sole della stagione….recupererò nei giorni successivi. Poi pero' la chiamata di un amico e l'offerta di restare a Tokyo…risultato: Shiba pool tutto il pomeriggio.
Ho alcune ore da ammazzare tra la piscina e la sessione di Erik, per cui opto per la pizzeria Partenope a Ebisu dove conosco Antonio, cameriere napoletano, e il mio futuro sposo giapponese, bel cuoco alto,che parla italiano e coi denti dritti, che mi regala anche alcune fette di formaggio per accompagnare un rosso primitivo salentino <3
Giunta l'ora del bar Jam, saluto e mi avvio verso un bar che non trovero' mai. Deve essere successa una di due cose:
-la mappa per il bar e' vecchia
-io sono vecchia
Quello che seguiva al piano era aspettare Parisa, a cena con amici, per fare la strada verso casa assieme, ma non potendo più reggermi in piedi dopo tanto camminare e innervosirmi, sono stanca e non posso aspettare la mia amica. Quindi rientro a casa, tardi, arrabbiata, o meglio con una leggera sensazione di frustrazione addosso, distrutta.

L'indomani, altro cambio di programma: Miura invece di Atami. Più vicina, meno impegnativa. Arrivo in spiaggia, mi brucio le spalle sotto al sole per aspettare il garzoncello che deve darmi ombrello e sdraio, faccio subito un tuffo perché non ce la faccio più. Giornata intera passata sotto l'ombrellone (a proposito, 25 urini per una sdraio e un ombrellone, e' un furto! Anche in Italia al lido più inn che c'e costerebbe meno.), per fortuna che c'era, relax totale, lettura, bagni di sole. E un inaspettato incontro: cavalli in spiaggia.
Rientro a casa e sono cotta alle 10 di sera.

Lunedi, ultimo giorno del lungo fine settimana, doveva essere il giorno mio e di Michela per Atami, da mattina a sera, ed e' segnato da nuvoloni a tappeto, forse per via di un tifone che si avvicina alle coste di Shikoku,  aria ferma e gravida di umidità', e vista la mia scottatura da attesa sotto il sole a picco, decido che forse mi prendo un giorno di pausa dal mare e ne approfitto per dedicarmi alle mie piante, al mio salotto, alla mia pelle. Ma la sera la trascorro comunque con Michela nella sua Hashimoto.

Flessibilita' si, flessibilita' no? Beh, dipende….

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They say being flexible is a good quality. Indeed. Besides a few small and unpleasant accidents, usually the easy living and no worries attitude helps to handle better even the unexpected.
Te original plan was to spend a long weekend in Atami, another beach and spa destination at the entrance of the Izu peninsula. As I didn't book any hotel, I thought I could go back and forth for three days, the whole long weekend, then add a swing by Ebisu bar Jam to see DJ Erik on Saturday and later that night meet Parisa on the way back home. Then beach and beach again in the following days. But then, I changed my plans every day, that is, I made my original plan flexible. Let's start from the beginning.

Atami is quite far from Tokyo, some 90 mites by train. The day of the supposed departure I take it easy, and instead of getting to the beach early in the morning, I decide to go in the afternoon. After all, better be careful with the first sun tan of the season…I'll do better in the following days. But then, a call form a friend and the offer to stay in Tokyo…result: Shiba pool the whole afternoon.
I have a few hours to kill between the pool and the DJ session, so I go for pizzeria Partenope in Ebisu where I meet Antonio, Neapolitan waiter, and my future Japanese spouse, a nice tall cook, who speaks Italian and shows straight teeth, who give me as an extra some pieces of cheese to accompany my red Primitivo wine from Salento (south of Italy) <3
When the time of the bar comes, I say goodbye and I walk towards a bar I will never find. One of the following two things must have happened:
-the map to the bar is old
-I am old
What was in the plan, following the bar Jam time, was to wait for Parisa, dining with friends, to go back home together. But I couldn't resist after a lot of walking and growing nervousness, I was tired and I can't wait any longer. So I go back home late, angry -actually I better say with a small feeling of frustration, and dead.

The day after, another change of plan: Miura instead of Atami. Closer, less challenging. I arrive at the beach, and I get sun burnt because I had to wait forever for a guy who was supposed to rent me a parasol and a chair, so I have a dip as soon as I have my stuff fixed, I couldn't wait! I spend the whole day under the umbrella (btw, 25euros for a parasol and a folding chair..that's a theft!Even in Italy it costs less in the most trendy beach), I totally relax, I read I sun bathe. And one unexpected encounter: horses at the beach.
As I am back home I collapse in bed at 10pm.

Monday, last day of the long weekend, was supposed to be the day me and Michela go to Atami, full day, but it's uniformly cloudy, likely because of a typhoon approaching the coast of Shikoku, the air is still and humid and because of my sunburnt I decide to take a break from the beach, to take care of my plants, my living room, my skin. But the evening is spent anyway with Michela, in Hashimoto.

Flexibility yes, flexibility no? Well, it depends….


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